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Posts Tagged ‘romanzi bologna’

Novità in libreria

Maurizio Garuti

IL NEMICO DENTRO

Pendragon, 2016, pp. 190, € 14,00

in libreria dal 18 marzo 2016

La scoperta casuale di un segreto che si nasconde in seno alla sua famiglia è la prima campana a martello per la vita quieta di Giovanni Lampredi, psichiatra cinquantenne. In una Bologna trasfigurata dal caldo e dalla solitudine, la sua esistenza cambia corso. Un figlio segnato da una stella maligna, l’accoltellamento da parte di un paziente, l’abbandono della professione, la fuga con la famiglia in una villa sui colli: sono le tappe di una discesa nell’abisso sotto l’incalzare di un nemico spietato e implacabile.

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una recensione dell’amico Paolo Bassi:

 

Nadia Terranova: “Gli anni al contrario” – Einaudi Stile Libero

 

Gli anni ’70 fanno da fondale all’adolescenza di Giovanni e Aurora e questi due giovani fanno, a loro volta, da fondale a quel periodo buio, pieno di contraddizioni e d’illusioni che ebbe il suo culmine nel ’77 quando, a Bologna, venne ucciso Francesco Lo Russo.

I due ragazzi vivono a Messina, lontano quindi dai fermenti politici del periodo: lì non si fa la rivoluzione, non c’è lotta armata, si ricevono soltanto notizie e, al più, ci si ritrova a teorizzare in qualche circolo o appartamento. E’ questo che a Giovanni sta un po’ stretto: anzi molto. E’ figlio di un avvocato comunista che, a detta sua, di comunista ha ben poco e vive in un limbo di indecisione che lo rode dentro sempre più. Aurora, invece, fin da bambina, si chiude in bagno per poter studiare con tranquillità e “prendere sempre nove”; questa sua caratteristica le rimarrà appiccicata anche durante gli anni dell’università, dove sarà sempre considerata un punto di riferimento per i suoi compagni e, spesso, anche per i docenti. Figlia del “fascistissimo” conosce, per motivi di studio, Giovanni e se ne innamora. A questo punto la narrazione procede sull’onda di questa nuova famiglia, sulla loro organizzazione, le loro speranze e la nascita di Mara, la loro figlioletta. Come facilmente si può intuire, i nodi vengono al pettine, quando Giovanni non riesce più a sopportare quella situazione, una vita di provincia, una vita lontana dai gesti eroici che lui ha sempre sognato. Si moltiplicano i viaggi al Nord, Giovanni si spinge fino a Berlino, a volte Aurora lo segue, a volte no. Pur essendo sempre presenti nei suoi pensieri, Aurora e Mara non riescono a evitare la lenta ma inesorabile, discesa di Giovanni lungo la china della droga. Non c’è più rivoluzione, ma non si trova una redenzione. Ci sono alcune pagine di speranza tenute insieme dall’amore di Aurora e dalla presenza di Mara, ma, come si sa, anche se è l’ultima a morire, la speranza troppo spesso e troppo presto muore.

Leggendo il libro sono stato sempre spinto a voltare pagina per vedere cosa stava succedendo e questo, per me, è un buon “indice di gradimento”. Poi ho pensato: io ci sono stato in quegli anni ma Nadia di sicuro no e comunque è riuscita a fissare particolari che ben hanno descritto ciò che ribolliva dentro gli animi e le teste di molti di quella (anche mia) generazione. Ho apprezzato molto il fatto che politica, “rivoluzione”, guerriglia, esaltazione siano stati lasciati sullo sfondo di questa storia che, se anche ha utilizzato l’amore tra due giovani per parlare di quegli anni, è riuscita a “carpire” la mia attenzione.

Sicuramente alcuni potrebbero bollarlo come una sorta di banalità, un passaggio superficiale su un periodo storico che avrebbe avuto mille motivi per essere approfondito, però io, nella mia semplicità di chi leggendo vuole anche godersi una riga dopo l’altra, mi sento di “bollarlo” con qualche stellina e, come ho fatto, di consigliarlo pure.

Paolo Bassi

 

 

Paolo Bassi, infaticabile diffusore di cultura, tra le altre cose, cura anche la rivista INGRESSO LIBERO

http://www.ingresso-libero.com/  

 

 

Sarebbe più appropriato dire “chi sono” in quanto questa rivista, che rappresenta forse una delle poche eccezioni in campo italiano, è stata ideata, realizzata e gestita autonomamente da me senza l’intervento di altre persone se non quelle che mi forniscono quei contributi che potete vedere sulle pagine di questo sito ed anche in formato cartaceo. Di conseguenza sono io l’unico colpevole di “Ingresso Libero” che è nato dall’esigenza di avere e di fornire a chi è interessato uno spazio dove poter leggere, poter scrivere e, non ultimo, di poter scambiare idee e opere che altrimenti rimarrebbero “nel cassetto”. E’ vero, scelgo io ciò che viene pubblicato, ma non lo faccio con la presunzione del maestro, semplicemente cerco di dare spazio a coloro che dimostrano passione e talento e che, con quello stesso talento spingono sempre più in alto la loro passione.

“Ingresso Libero” è nata nel gennaio 2012, mi hanno detto come “fanzine” e io, che pensavo fosse una brutta cosa ho scoperto, interpellando San Wikipedia, che invece: “Il termine inglese fanzine nasce dalla contrazione delle parole fan (da fanatic, appassionato) e magazine (rivista), e può essere tradotto in italiano come rivista amatoriale. Indica le riviste realizzate da appassionati di qualche particolare genere o fenomeno culturale (quali possono essere letteratura, musica, fumettistica, ecc.) e rivolte a un pubblico specifico”.

Ora (Giugno 2012), grazie all’indispensabile intervento di un amico esperto posso vantarmi anche del termine “rivista on-line” e procedere esattamente come prima: mantenendo cioè il numero di copie cartacee uguale (il mio budget arriva solo fin lì), ma avendo però la certezza che molte persone in più avranno la possibilità di conoscere queste pagine.

Bene, a me non rimane altro che salutarvi e a voi di leggere … e, magari, scrivere.

 

Paolo Bassi

 

Mi potete sempre trovare a:

p.bassi4@gmail.com

338 149 2760

 

 

 

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Wilma, Nunzia e Mafalda, le tre SULTANE del titolo, sono tre pensionate “tipo” di Bologna, con le loro storie e vicende personali alle spalle. C’è Bologna e la società contemporanea in questo spaccato sociale che la brava Marilù Oliva offre ai propri lettori dopo i successi incontrati con le indagini della Guerrera. Un tessuto urbano sgretolato e sfilacciato, in cui i valori della civile convivenza sono ormai tramontanti, per lasciar spazio ad un inquietante presente, che poi è quello che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. Con ironia e penna tagliente, Marilù Oliva centra nuovamente il bersaglio!

 

Marilù Oliva, Le sultane, Elliot

 

 

Tre donne regnano sovrane sul palazzo popolare di via Damasco, a Bologna. Sono soprannominate le Sultane e hanno dai settant’anni in su. C’è Wilma, piccola e astuta mercante in grado di vendere l’acqua santa al diavolo, che nomina incessantemente il suo morto. C’è Mafalda, la donna più tirchia sulla faccia della Terra. E infine Nunzia, bigotta fuori e golosa dentro, incapace di contenersi. Le loro imperfezioni sono state marchiate a fuoco da una vita poco gentile: Wilma non sa fare i conti col suo lutto e litiga in continuazione con la figlia Melania, una disgraziata adescata da una setta satanica, che bussa alla porta solo quando necessita di un piatto caldo; Mafalda è costretta ad accudire il marito malato di Alzheimer; Nunzia, in delirio tra i suoi crocifissi, trova sempre il tempo per estorcere pettegolezzi e per concedersi i peccati che riesce ad arraffare. I loro desideri sono palliativi al grande sconforto dell’indifferenza che suscitano. Sono ignorate da un mondo a misura di giovinezza, un mondo incarnato dalla frastornante vicina del secondo piano, Carmela, cui Wilma prova a chiedere maggiore educazione e rispetto delle regole. Ma niente, quella continua a riderle in faccia. Le vecchie sono abituate a non ricevere considerazione, ragion per cui, quando improvvisamente l’esistenza le costringe a una svolta forzata, osano quello che non hanno mai osato fare e rompono tutti i tabù…

 

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Crepe, recita il titolo. E le si trova, ossessivamente, per tutto il libro. La nuova fatica letteraria di Luigi Bernardi, scrittore – saggista – sceneggiatore – critico fumettista-  si svolge a Bologna, sulla scia lasciata dai lavori per l’alta velocità, e le altre tante crepe lasciate da decenni che hanno eroso il tessuto sociale di questa Italia. Così, a pochi metri l’uno dall’altro, si incrociano le vite dei protagonisti (emblematici) del romanzo, una giovane giornalista, un proprietario di farmacie, il figlio arrabbiato con il mondo, una vecchia sola, e un anatomopatologo. Così, le “crepe” generate dalle trivelle si allargheranno a quelle delle esistenze, generando falle insostenibili, che sarà necessario sistemare…. Composto con passione e precisione, ogni dettaglio di Crepe va al posto giusto, per creare in questo modo una piccola perla nel panorama letterario italiano!

Luigi Bernardi, Crepe, Maestrale

Amanda è una giovane giornalista insoddisfatta. Arturo è proprietario di due farmacie e ha un rapporto difficile con il figlio Orfeo, che odia il mondo e vorrebbe ripulirlo da ogni sporcizia. Armida è un’anziana sola che vive nei propri ricordi. Gregorio fa l’anatomopatologo e si ritrova nei luoghi più impensati. Abitano tutti in una palazzina in sofferenza per i disagi provocati dai lavori dell’Alta Velocità, che fanno tremare le case e provocano crepe ovunque con le loro gigantesche talpe d’acciaio. Ma non sono solo i lavori a disorientare l’esistenza: il tempo sembra accelerare e chiedere a ognuno di adeguarsi alla sua velocità. Amanda riesce a visitare il cantiere sotterraneo per scrivere l’articolo della vita. Arturo è sempre più prigioniero dell’incapacità di gestire i propri affetti e Orfeo convoglia il proprio odio in piani criminali. Un romanzo che ha la tensione del thriller e l’autorevolezza stilistica del classico. Il ritratto privo d’indulgenza di una umanità smarrita, capace soltanto di raccattare soluzioni di comodo che la fanno precipitare sempre più verso un abisso dal quale sarà impossibile ogni riscatto.

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