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Paris à la nuit

Paris à la nuit (Photo credit: Tallapragada)

una incredibile protagonista per questo libro, più propensa a sognare di vivere ne LA MONTAGNA INCANTATA di Mann, con il suo affascinante sanatorio, tutta quella neve intorno, che a gustare le emozioni quotidiane… Non è di meno il secondo personaggio principale, Louis, un critico cinematografico ben deciso a rifugiarsi nei capolavori che ben conosce piuttosto che frequentare i triti luoghi comuni della vita contemporanea. Con queste premesse, con la modernità liquida che ci circonda, con la precarietà e la velocità, può nascere tra una professoressa di matematica come Sylvia e un orso come Louis qualcosa capace di tenerli avvinti per un lungo periodo? Non una vita comune, questo no, ma un comune sentimento, che forse potremmo chiamare amore, in questi giorni da post “Frammenti di un discorso amoroso”…

Un libro dedicato a queste generazioni perdute, all’incapacità emotiva, con degli spunti brillanti, ironici e caustici che fanno pensare a quel che potrebbe scrivere Jane Austen ai giorni nostri: la fondazione Jane Austen offre ad alcuni studenti la possibilità di passare uno splendido anno a Londra, ben alloggiati, liberi dalle preoccupazioni e dalle costrizioni della vita quotidiana, a condizione di dedicarsi (senza strafare) a qualche progetto accademico. Frutto della brillante cooperazione franco – britannico. Logico che i partecipanti a questo programma possano sentirsi in difficoltà al ritorno in patria, così la Fondazione per rendere meno traumatico il passaggio alla vita quotidiana si prende cura di questi singolari reduci offrendo loro ospitalità gratuita per un lungo periodo in uno stabile di sua proprietà, una sorta di camera di decompressione prima di affrontare la realtà.. Non è un mondo incantato, questo?

Mille anni di giovinezza
di Isabelle Coudrier, Clichy

Traduzione di Maurizio Ferrara

Sylvia, professoressa di matematica e sceneggiatrice occasionale, apprezza la purezza algebrica e mal si adegua alle equazioni irrisolvibili dell’esistenza. Lettrice accanita di Thomas Mann, si lascia spesso trasportare dall’immaginazione sul balcone del sanatorio di Davos per contemplare quelle nevi la cui eternità evoca in lei i numeri primi. Louis, intransigente critico cinematografico, rifugge i luoghi comuni, non soltanto nei film ma anche nel mondo che lo circonda. Naturalmente, Louis e Sylvia non possono amarsi. Per lui, l’amore è il più scontato degli intrighi. Per lei, è complicato come la quadratura di un cerchio. Non importa: vivranno tutte le tappe dell’amore senza mai ammetterlo, allontanandosi per settimane dopo ogni stadio come per convincersi che tra loro non ci sia niente di importante. Solo il destino potrà fargli ammettere che l’amore è eterno come le nevi di Davos e che costituisce l’unico scenario possibile per la vita umana. Forse troppo tardi. Mille anni di giovinezza è la storia di un amore apparentemente impossibile ma che si rivelerà infine vitale, la storia di una generazione allo sbando che non vuole apparire scontata, che non sa come inventarsi e come vivere una storia singolare e inedita. Isabelle Coudrier, giovane sceneggiatrice francese che qui esordisce nel romanzo, non compiange questo eccesso di lucidità, ma esplora con profondità e maestria la psiche dei personaggi rendendoceli umani e assolutamente vicini.

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UNA immersione totale nella scrittura di Chandler, questo è riuscito a fare John Banville con questo noir.

Il progetto nasce dal suo agente Ed Victor che è anche il gestore dei diritti della Raymond Chandler Estate , ed è stato eseguito alla perfezione da John Banville, che qui si firma Benjamin Black.  Lo stile e il climax, una fantastica dark lady, il tocco personale di John Banville, raffinato autore irlandese, riusciranno di certo a conquistare i lettori!

LA BIONDA DAGLI OCCHI NERI
Un’indagine di Philip Marlowe

Benjamin Black, alias  John Banville , Guanda
Traduzione di Irene Abigail Piccinini
A Los Angeles è un sonnolento pomeriggio d’estate, non si muove una foglia e il traffico, in strada, scorre al rallentatore, come gli affari di Philip Marlowe: sì, proprio quel Philip Marlowe, il più ruvido e solitario degli investigatori privati. Ma a volte basta un istante perché gli eventi prendano una piega imprevista, basta

Marlowe, as he appeared in volume 9 of Case Closed

Marlowe, as he appeared in volume 9 of Case Closed (Photo credit: Wikipedia)

l’ingresso in ufficio di una bellezza mozzafiato, una bionda sensuale ed elegante, per scombussolare i piani e i pensieri.
Clare Cavendish, erede della Langrishe Fragrances, impero dei profumi, è alla ricerca del suo amante scomparso, tale Nico Peterson, agente di spettacolo che vivacchia grazie a divi da quattro soldi e starlet di belle speranze. Certo, una strana coppia. Lei è ben consapevole che il suo uomo non fosse un granché, poco più di un manigoldo in abiti eleganti, eppure era suo, ed è decisa a riaverlo. Strani anche i posti che frequentavano, come l’esclusivo Cahuilla Club, con il muro di cinta ricoperto di buganvillea, l’imponente cancello dorato e un impeccabile maggiordomo dal marcato accento inglese che serve il tè. Immergendosi in questo mondo traboccante di ricchezza, Marlowe si trova alle prese con personaggi stravaganti e individui loschi, come i due messicani che compaiono all’improvviso, disposti a tutto pur di ritrovare Nico: chi li manda e perché? A disorientare Marlowe, oltre all’ambigua seduttività della bionda dagli occhi neri, si insinua il tarlo del dubbio e dei sentimenti, quanto mai aggrovigliati, che lo legano a più d’uno dei personaggi della storia.

Raymond Chandler, da qualche parte, sta sorridendo per questa bellissima interpretazione del romanzo hardboiled, che ne rende alla perfezione i toni malinconici. E’ una grande storia, ma la cosa più incredibile è la capacità di Benville di cogliere l’effetto complessivo della prosa di Chandler sui lettori… Ho amato questo libro. E’ stato come se un vecchio amico, un amico che credevo morto, fosse ricomparso all’improvviso.”

Stephen King
“Banville nei panni di Chandler è irresistibile: una micidiale coppia del mistery. Difficile pensare che si possa aggiungere qualcosa a Chandler e ottenere un risultato migliore. Eppure Banville ci è riuscito, senza ombra di dubbio.”
Richard Ford

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 L’editore se ne intende davvero di romanzi ambientati nel mondo dello sport (da I MASTINI DI DALLAS a FINO A DIVENTARE UOMINI), e VOGLIO LA TESTA DI RYAN GIGGS ne è uno degli esempi migliori…

 

Non è tanto il popolo dei “fedeli” del Manchester United (pure rappresentanto nei suoi “riti) ad essere preso in esame attraverso l’ascesa e la brusca e veloce caduta del protagonista, quanto l’esperienza vissuta da un ragazzino che prova tutto ed il suo contrario, dagli sconvolgimenti che la sua carriera provoca nella routine di famiglia, nei diversi atteggiamenti che chi sta accanto a lui assume (a cominciare dal padre, prima genitore di un ragazzino amante del calcio, per poi volerne fare il “suo campione” con dovizia di suggerimenti su quello che deve o non deve fare in campo).

 

Atmosfere dipinte con grande bravura e partecipazione dall’autore, dall’emozione per la prima partita vista nel grande stadio, con il suo rito collettivo (e la trasfigurazione del padre in qualcuno di sconosciuto durante il match…) , al deserto intorno a lui quando la carriera del giovanissimo esordiente si interrompe a causa di Ryan Giggs, ultimo calciatore gentiluomo.

 In sottofondo, ma mica tanto, la musica del luogo. E cominci a capire perché questo autore ti stia così simpatico… Ecco la playlist del romanzo, ovvero The Smiths, Joy Division, Charlatans

 

 http://lnx.66thand2nd.com/libri/voglio-la-testa-di-ryan-giggs/

 

 una piccola guida al sound di Manchester, corredata da una playlist costruita attingendo dalle pagine di Voglio la testa di Ryan Giggs. Per scoprire che, dopotutto, anche tra i Joy Division e i Take That può esserci qualcosa in comune.

    

 

 

Rodge Glass, Voglio la testa di Ryan Giggs, 66thand2nd  - Traduzione di Roberto Serrai

 

 Un libro acido, dolce, frammentario, un’angosciosa e sincopata raccolta di memorie agonistiche inventate. Enrico Sisti, «la Repubblica»

Un romanzo scritto magnificamente, una prosa ironica e lieve.

 

English: Ryan Giggs

English: Ryan Giggs (Photo credit: Wikipedia)

«Pagina99»

 

 Può un sogno infrangersi centotrentatré secondi dopo essersi realizzato?

 

 E’ ciò che accade a Mikey Wilson, ultimo esponente di quella mitica Generazione del ’92 che avrebbe reso invincibile il Manchester United nei due decenni successivi. A differenza delle altre, però, la carriera di Mikey termina pochi istanti dopo essere iniziata, a causa di un tragicomico infortunio provocato da un assist impreciso di Ryan Giggs, «l’ultimo calciatore gentiluomo», l’idolo del giovane Wilson. E, da quel giorno, la sua ossessione.

Sedici anni dopo Mikey – alcolizzato e disoccupato – cerca di riprendere il controllo della propria vita invocando l’aiuto dei suoi ex compagni di squadra ma senza ottenere alcun conforto. Nemmeno da lui, Giggs, l’uomo che per la cui immortalità ha pagato il prezzo più caro. E verso il quale indirizzerà tutta la sua frustrazione.

 

 

Alternando i brani dei Joy Division ai cori della Repubblika di Mancunia, lo sguardo solidale e malinconico di Rodge Glass ci ricorda che alle spalle di ogni folgorante carriera ce ne sono altre migliaia che finiscono a pezzi, lasciando vuoti che non potranno più essere colmati.

 

 

 

 

 

 

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Wegener, e questo nome all’orecchio dovrebbe sussurrarvi qualche ricordo scolastico, se ciò non accade, lesti a ripassare prima che gli inquisitori di Atlantide vi interroghino. Se la teoria della deriva dei continenti (che non è una proposta di Bossi) vi è balzata in mente, siete sulle giuste tracce per affrontare Una terra senza fine, il libro che Jo Lendle ha dedicato ad Alfred Wegener, bambino particolare appassionato di scienze, anche durante i momenti di gioco.

 

Alfred Wegener ha un fuoco dentro che sin da bambino lo spinge a forzare i confini e a indagare le cose. Quel fuoco si chiama amore per la scienza e per l’avventura. Quella di Wegener, meteorologo, scienziato e pioniere delle sfide agli artici, è una passione che caratterizza ogni momento della sua di vita e lo spinge a opporsi allo spirito religioso del padre, alle attese della moglie e alle regole stesse della fisica. Perché Wegener si spinge più lontano di tutti e sfida i ghiacchi perenni della Groenlandia, la pazienza delle persone a lui vicine e le teorie all’epoca condivise e accettate da tutta la comunità scientifica.

 

“Una terra senza fine” è un romanzo di scienza, avventura e scoperte. Ma è soprattutto il racconto di una vita che ha scelto di essere autentica. Una vicenda profondamente umana sulle orme di un’avventura indimenticabile.

 

Wegener ha una passione che domina la sua di vita e lo spinge a opporsi al padre, alle attese della moglie e alle regole della fisica.

 

Photograph of Alfred Wegener, the scientist

Photograph of Alfred Wegener, the scientist (Photo credit: Wikipedia)

JO LENDLE, Una terra senza fine

( Keller editore )

Brossura | pp. 368 | Collana PASSI | Traduzione dal tedesco Franco Filice

 

Alfred Wegener è un uomo con grandi sogni.

Nasce in un freddo lunedì di novembre del 1880 e fin da bambino è affascinato dalla natura e dai suoi fenomeni. Quando nel 1906 viene a sapere dai giornali di una spedizione danese nell’area nordorientale della Groenlandia, parte, scoprendo così un luogo di purezza, una terra nella quale tutto è difficile ma dove ha modo di essere se stesso e dedicarsi alla scienza.

Diventa un adulto inquieto, brillante, determinato; formula la teoria della deriva dei continenti che non viene riconosciuta dalla comunità scientifica, si sposa, ha tre bambine, gli viene affidata una cattedra a Graz e gli si prospetta una vita tranquilla, ma la mente torna sempre alla Groenlandia, il luogo all’origine di tutto, dove ogni cosa ha un senso: la deriva, il tempo, il ghiaccio. Così, nel 1930, all’alba dei suoi cinquant’anni parte per un’ultima eroica esplorazione, ma ben presto le condizioni diventano estreme e le difficoltà insostenibili…

Jo Lendle, con un romanzo che si fa epopea e una grande capacità di scrittura, entra nell’animo di Wegener: ci accompagna nelle sue avventure e scoperte, nei suoi tormenti e nelle sue inquietudini, regalandoci un lucido ritratto della natura umana e la storia dell’uomo che ci ha tolto la terra da sotto i piedi.

 

Ringraziamo l’Archiv für deutsche Polarforschung | Alfred Wegener Institut, per aver gentilmente concesso l’utilizzo delle immagini del proprio archivio fotografico.

 

STAMPA

 

Un meraviglioso libro d’avventura, ZDF

 

Lendle ha scritto un romanzo biografico molto intenso in cui si pone tra l’altro il quesito da cosa nasca il bisogno insopprimibile dell’uomo di cercare terre lontane, il punto bianco più estremo sulla carta geografica. DIE WELT

 

Questo è un libro potente e saturo di vita che racconta in modo coinvolgente di meteoriti e continenti alla deriva, di come si lotta per sopravvivere, del dolore di segare una gamba congelata, della follia del vuoto bianco, e della nostalgia per una persona cara distante molte settimane di cammino. Sarà molto meglio leggere questo libro dentro a un sacco a pelo e con un caldo berretto di lana in testa. WDR [Western German Broadcasting] 1 LIVE

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“Quel che è certo è che non so come costruisco i miei racconti, perché ciascuno di essi ha una vita eccentrica e tutta sua. Ma so che vivono in lotta con la coscienza per evitare gli stranieri da lei raccomandati.”

si resta sempre un poco sospesi nel leggere i libri (pochi, purtroppo), di Felisberto Hernandez. Le storie che offre al lettore scivolano tra la banalità della realtà, varcano un sottile, a volte inconsistente confine, ed eccoci trascinanti in un mondo diverso da quello a cui siamo abituati. Per poi tornare indietro, e lasciarci dubbiosi di fronte a quanto abbiamo percepito, smarriti. In questo affascinante libro le bambole costruite dal protagonista diventeranno ben presto molto diverse da quel che ci potrebbe aspettare nel racconto lungo Le ortensie…

Le ortensie,
Hernández Felisberto, La nuova frontiera
Traduzione Francesca Lazzarato

Celebrato da Calvino, García Márquez, Cortázar e Onetti, Felisberto Hernández è uno scrittore irregolare che sfugge a ogni classificazione. In questa nuova raccolta è pubblicato, dopo tanti anni, “Le Ortensie” (1949) il suo testo più lungo e più celebre. Il protagonista, un uomo elegante che vive in una grande casa nera, nutre un’eccentrica passione per le bambole che ogni notte fa sistemare in una sorta di tableau vivant. Un giorno, temendo la morte della moglie, fa costruire una bambola a sua immagine e somiglianza, Ortensia. A poco a poco il rapporto innocente e la percezione che il protagonista ha di Ortensia si evolvono fino a giungere alle estreme conseguenze: la bambola si umanizza mentre l’uomo si fa bambola. Gli altri racconti che compongono la raccolta sono: “La casa allagata”, “Pip”, “Il coccodrillo”, “Lucrezia”, “La casa nuova”, “L’avvelenata” e “Ursula”.

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Un fantastico protagonista per questo fantasy d’esordio, figlio di una”strega buona” e di uno “stregone davvero cattivo”: ai giorni nostri, la cara vecchia Inghilterra è spaccata in due tra coloro in possesso di doti particolari, e chi ne è privo, le due razze vivono insieme, ma i “profani” non sanno cosa si cela sotto l’aspetto degli altri, (gli Incanti). Il mondo è dominato dal Consiglio, e da una guerra crudele tra Incanti bianchi e neri: toccherà a Nathan(un cosiddetto “errore…), nonostante le sue “debolezze” (ha difficoltà a leggere e scrivere) cercare di cambiare le sorti dell’umanità.. Stile diretto ed immediato, per una storia densa di grandi emozioni che spinge il lettore ai confini di quanto considerare BENE e cosa MALE… Primo libro di una trilogia.

HALF BAD, SALLY GREEN, RIZZOLI

La magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell’Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso. Età di lettura: da 13 anni

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Con un “cast” perfetto di personaggi ,uno stile affascinante per questo brioso romanzo, intento ad indagare la vita sommersa di una famiglia media benestante americana, di una piccola comunità.. Niente facili risposte, o giudizi affrettati o preconcetti: qui scorre la vita reale!

L’ amore in gioco, Callie Wright, Bollati Boringhieri
È l’estate del 1994, a Cooperstown, New York, quando Joanie Cole, amata matriarca della famiglia Obermeyer, muore nel sonno, lasciando solo e smarrito l’anziano coniuge, ospite riluttante della famiglia della figlia. Per la prima volta tre generazioni si trovano a vivere insieme sotto lo stesso tetto, e rapidamente le rispettive, fragili orbite cominciano a collidere. In casa della figlia Anne, l’ottantaseienne Bob si sente sperduto, mentre la stessa Anne nutre sempre maggiori sospetti verso le cene mancate e i rientri a tarda sera del marito Hugh. Hugh, dal canto suo, direttore di scuola materna, è terrorizzato all’idea che una goffa scappatella possa far scoppiare uno scandalo e devastare la sua vita. La quindicenne Julia è intrappolata in un triangolo amoroso con Sam e Carl, i suoi migliori amici e compagni di squadra di tennis, mentre il diciassettenne Teddy, popolare ricevitore della squadra di baseball locale, sarà testimone di qualcosa che cambierà il destino della sua famiglia per sempre. Complice il ritrovamento di un vecchio libro-scandalo di tanti, tanti anni prima…

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English: Holland Style factory building, locat...

English: Holland Style factory building, located nearby Red Hook area. (Photo credit: Wikipedia)

In America è stato pubblicato da Dennis Lehane per i tipi della sua casa editrice, e questo può darvi una idea del genere di questo affascinante noir che racconta in dettaglio la vita di un quartiere di Brooklyn. Ci sono due ragazzine desiderose di vita, e acque della baia che sembrano molto peggio di quelle del peggior mare che possiamo immaginare. La scomparsa di una delle due amiche, il vuoto di memoria della superstite di una follia notturna finita male apre le porte alla brillantissima descrizione della vita di quell’angolo di America, con tipi umani particolarmente azzeccati, dal negoziante libanese al talentuoso Jonathan che campa strimpellando canzoni in un bar gay, e tra qualcuno si cela forse un colpevole…
Un microcosmo sconvolto dal fatto, comunque pieno dei pregi e dei difetti dell’umanità, da cui l’autrice riesce a distillare una sorta di bellezza che ci accompagna per tutto il libro, a dispetto delle acque nauseanti e dei vizi che incontreremo.
Visitation Street, Pochoda Ivy, Neri Pozza
trad Abeni D.
June e Val sono due ragazze di Red Hook, l’ex zona portuale di Brooklyn diventata meta prediletta di artisti, scrittori e creativi della Grande Mela. Con la sua chioma bruna ondulata e le curve che esplodono anche là dove non dovrebbero – tra i bottoni della divisa scolastica, fuori dagli short troppo corti -, June attrae gli sguardi di tutti nel quartiere. Val, invece, sembra fatta di canne e pagliuzze, come gli alberelli piantati nel parco che non riescono mai a far spuntare le foglie. Una sera di fine estate, per ammazzare la noia di una giornata trascorsa ad accudire un gregge di bambini all’asilo nido della Visitation of the Blessed Virgin Mary, con un materassino rosa shocking sotto il braccio, le due ragazze si avventurano nella parte abbandonata e in rovina di Red Hook, con l’intenzione di farsi un giro nella baia, giusto per prendere il fresco e capire com’è il mondo visto dal mare. Ore dopo, su una spiaggetta a destra del molo, piena di immondizia, sabbia, sassi e schiuma, Jonathan Sprouse, uno di quei giovanotti di New York che tutti conoscono, amico dell’élite dell’Upper West Side, dei ragazzi del Greenwich Village, e perfino dei teppisti di Harlem, trova Val sdraiata a faccia in su, tra i sassi acuminati, con piccoli tagli sulle mani e sui piedi, le dita e le labbra raggrinzite, il respiro appena percepibile. Di June, invece, nessuna traccia. La ragazza sembra svanita nel nulla, inghiottita dalle acque sporche della baia. L’intero quartiere di Red Hook è sconvolto…

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In America è stato pubblicato da Dennis Lehane per i tipi della sua casa editrice, e questo può darvi una idea del genere di questo affascinante noir che racconta in dettaglio la vita di un quartiere di Brooklyn. Ci sono due ragazzine desiderose di vita, e acque della baia che sembrano molto peggio di quelle del peggior mare che possiamo immaginare. La scomparsa di una delle due amiche, il vuoto di memoria della superstite di una follia notturna finita male apre le porte alla brillantissima descrizione della vita di quell’angolo di America, con tipi umani particolarmente azzeccati, dal negoziante libanese al talentuoso Jonathan che campa strimpellando canzoni in un bar gay, e tra qualcuno si cela forse un colpevole…
Un microcosmo sconvolto dal fatto, comunque pieno dei pregi e dei difetti dell’umanità, da cui l’autrice riesce a distillare una sorta di bellezza che ci accompagna per tutto il libro, a dispetto delle acque nauseanti e dei vizi che incontreremo.
Visitation Street, Pochoda Ivy, Neri Pozza
trad Abeni D.

English: Holland Style factory building, locat...

English: Holland Style factory building, located nearby Red Hook area. (Photo credit: Wikipedia)

June e Val sono due ragazze di Red Hook, l’ex zona portuale di Brooklyn diventata meta prediletta di artisti, scrittori e creativi della Grande Mela. Con la sua chioma bruna ondulata e le curve che esplodono anche là dove non dovrebbero – tra i bottoni della divisa scolastica, fuori dagli short troppo corti -, June attrae gli sguardi di tutti nel quartiere. Val, invece, sembra fatta di canne e pagliuzze, come gli alberelli piantati nel parco che non riescono mai a far spuntare le foglie. Una sera di fine estate, per ammazzare la noia di una giornata trascorsa ad accudire un gregge di bambini all’asilo nido della Visitation of the Blessed Virgin Mary, con un materassino rosa shocking sotto il braccio, le due ragazze si avventurano nella parte abbandonata e in rovina di Red Hook, con l’intenzione di farsi un giro nella baia, giusto per prendere il fresco e capire com’è il mondo visto dal mare. Ore dopo, su una spiaggetta a destra del molo, piena di immondizia, sabbia, sassi e schiuma, Jonathan Sprouse, uno di quei giovanotti di New York che tutti conoscono, amico dell’élite dell’Upper West Side, dei ragazzi del Greenwich Village, e perfino dei teppisti di Harlem, trova Val sdraiata a faccia in su, tra i sassi acuminati, con piccoli tagli sulle mani e sui piedi, le dita e le labbra raggrinzite, il respiro appena percepibile. Di June, invece, nessuna traccia. La ragazza sembra svanita nel nulla, inghiottita dalle acque sporche della baia. L’intero quartiere di Red Hook è sconvolto…

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una Pechino che non ti aspetti in questo noir atipico, pronto a svelarci i lati oscuri della nuova Cina, quella dei disadattati, dei senza futuro, dei venditori abusivi nella città delle grandi opportunità (e del grande smog!), e sullo sfondo la passione per il cinema. Uno stile calzante ed ironico, dal taglio molto realistico, per un autore da seguire.

Pechino

Pechino (Photo credit: Tè nel Deserto)

Xu Zechen
Correndo attraverso Pechino, Sellerio

La nuova Pechino, e i sogni che faticano a realizzarsi. Un noir urbano che racconta con ironia le storie di ragazzi e ragazze che cercano di inventarsi una vita. «Una potente riflessione sul commercio a mano armata e sull’ingiustizia economica della Cina contemporanea» (The Financial Times).
Traduzione dal cinese di Paolo Magagnin

Un giovane torna a Pechino dopo tre anni di carcere. Era stato condannato per aver fabbricato dei documenti falsi, adesso vuole rifarsi una vita, in tasca ha pochi soldi, basteranno appena per un paio di pranzi. Non ha un posto dove dormire e ben poche prospettive davanti a sé, ma un incontro casuale sembra dare una spinta al suo destino. All’angolo di una strada una ragazza gli passa davanti, anche lei con un borsone in spalla. Una sola frase detta di sfuggita: «Vuoi dei DVD, amico?», e la vita può prendere un altro corso. «Film di Hollywood, giapponesi, coreani, le grandi produzioni nazionali più in voga. Ho anche vecchi classici, film che hanno vinto l’Oscar. C’è tutto».
Anche nella Cina di oggi c’è tutto e di tutto, in smisurate metropoli di decine di milioni di abitanti e di straordinaria complessità. Un mondo in cui convivono simultanei il futuro remoto e la tradizione, l’arte di arrangiarsi e il capitalismo globale. E qui, nella capitale di questo mondo, scaturisce una storia universale, e il giovane furfante e la venditrice di DVD iniziano assieme a commerciare per strada film di ogni tipo, un’attività fruttuosa e azzardata a causa della crescente severità delle leggi. Una vicenda che si allarga sempre di più, piena di sorprese inaspettate, che diventa noir quando il complice del ragazzo, ancora in cella, gli chiede di prendersi cura della donna che ama, e l’incontro sarà di quelli fatali. Perché al giovane e povero eroe di questo romanzo la vita non sottrae nulla, la fortuna più sfacciata e il colpo che ti stende al tappeto. Ma non c’è da avere troppa paura, in fondo, come dice lui stesso, «Pechino è talmente grande che qui nessuno muore di fame».
Scandito in diciotto brevi capitoli, il romanzo di Xu Zechen sorprende per lo stile ironico e spesso scanzonato, per la trama elegantemente classica che diventa nuova in un mondo che di colpo si è fatto nuovo, per la descrizione vivida di un sottobosco popolato di ladruncoli costantemente in attività, di poliziotti veri e fasulli, tra corruzione generalizzata e alcool in quantità. Le avventure del suo protagonista, immerso nelle soffocanti tempeste di polvere che intorbidano l’aria di una delle più grandi città del pianeta, sono la piccola odissea di un eroe scalognato, che può solo correre a rotta di collo per cercare di stare un passo davanti agli altri.

 
Xu Zechen è nato nel 1978 nel Jiangsu, e ha studiato letteratura cinese all’università di Pechino. Autore di tre romanzi e di una raccolta di racconti, ha vinto numerosi premi letterari ed è stato selezionato dalla casa editrice People’s Literature tra i venti giovani scrittori cinesi del futuro.

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