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Posts Tagged ‘romanzi consigliati’

dopo Un pasto in inverno e Un inverno nella foresta, ecco il nuovo emozionante libro di Hubert Mingarelli.
Se ricordate, Un pasto nella foresta – Prix Medicis – ruotava attorno ad una storia minima d’amicizia fra quattro soldati disertori durante la Prima Guerra mondiale, sintetizzata con un stile asciutto e limpido da un autore francese schivo e riservato. Con Un inverno nella foresta la scena ci porta ai giorni del Secondo conflitto, protagonisti tre militari tedeschi che, per evitare il compito ormai insopportabile di fucilare gli ebrei condotti al campo, ottengono il permesso per una missione all’esterno. La banalità della vita quotidiana in tempi tanto atroci, e la possibilità di un sentimento che possa fare da contraltare a tanto dolore. Questo tema viene sviluppato anche nel suo nuovo libro, conducendo il lettore nel Giappone sfinito dalla Seconda Guerra Mondiale, con il viaggio impossibile di un soldato, tra le macerie umane che si possono immaginare, e l’eco di quanto provato nel corso della guerra. Una prosa precisa e asciutta, ma tanta poesia per quello che possiamo definire il “romanzo giapponese” dell’autore, per la sua essenzialità!
Hubert Mingarelli
L’uomo che aveva sete, Nutrimenti
 
 
Traduzione di Federica Romanò
Vincitore Prix Landerneau 2014
Vincitore Prix Louis-Guilloux 2014
 
Nel 1946, in un Giappone sconfitto e occupato, Hisao Kikuchi ha intrapreso il suo cammino verso il nord del paese, dove lo attende la sua promessa sposa, Shigeko. Ma negli interminabili giorni della guerra Hisao ha contratto un morbo maledetto, una sete inestinguibile che lo assale all’improvviso e s’impossessa di lui in modo totale, facendogli trascurare ogni cosa a parte la brama di bere. A una sosta del treno che lo conduce da Shigeko, sceso dal vagone per placare la sete, beve fino a quando la locomotiva riparte, portando via con sé la valigia nella quale il giovane conserva il suo prezioso regalo di nozze: un uovo di giada.
Così comincia la corsa contro il tempo di Hisao, diviso tra lo sconforto della situazione in cui si trova, la speranza di recuperare la sua valigia e il costante riaffacciarsi alla mente dei ricordi: la cara signora Taïmaki che l’ha ospitato all’arrivo dal fronte, quel buco nero nella montagna di Peleliu, le canzoni dell’amico Takeshi intonate prima di addormentarsi, il soldato straniero che continua a perseguitarlo. Memorie e apparizioni che accompagnano Hisao nel suo trafelato inseguimento, costellato di incontri e peripezie.
Attraverso la semplice storia di un reduce in viaggio verso casa, Hubert Mingarelli ci consegna un esemplare affresco del mondo dopo la guerra, nitido ed essenziale come una stampa giapponese.
 
“A forza di scavare con lievi tocchi nell’abisso dell’animo umano, di donare voce al silenzio, Mingarelli ha varcato i confini scrivendo un autentico libro giapponese: delicato e inquieto, pudico e comico, malinconico e palpitante”.
Le Monde
 
“Uno straordinario romanzo di formazione”.
Transfuge
 
“Ancora una volta la scrittura di Mingarelli riesce a dirci molto con poche parole”.
L’Humanité
 
Hubert Mingarelli è nato nel 1956 a Mont-Saint-Martin, nella regione francese della Lorena. Dopo una vita vagabonda e mille mestieri, si è infine dedicato alla scrittura ritirandosi in un piccolo borgo di montagna nei pressi di Grenoble. Autore di una ventina fra romanzi, raccolte di racconti e libri per ragazzi, nel 2003 ha vinto il prix Médicis per Un inverno nella foresta.

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La crisi immobiliare ha messo in ginocchio l’IRLANDA, concedendo però in cambio ai lettori questo strabiliante romanzo costruito con le voci dei tanti protagonisti che ne subiscono i contraccolpi in un paesino della campagna irlandese. C’è il fallimento di una impresa edile, le case mai terminate, contributi previdenziali mai pagati, il dramma di chi viene coinvolto, il tutto narrato ogni volta dal punto di vista di un diverso personaggio. Davvero BELLO!

Palmares:

Selezione Man Booker Prize 2013

Premio Guardian First Book Award 2012

Irish Book Award come miglior libro dell’anno 2012

 

Il cuore girevole, Donal Ryan, Minimum Fax

 

Il cuore girevole è un romanzo corale e polifonico in ventuno capitoli, ognuno condotto dal punto di vista di un personaggio diverso, su quanto accade in un paesino della campagna irlandese all’esplosione della bolla speculativa immobiliare che costellò gli insediamenti rurali di ghost town, lotti di mini-villette a schiera mai abitate. La lente d’ingrandimento di Ryan consegna al lettore il quadro delle vicende che si sviluppano attorno al fallimento di un’impresa edile: relazioni, tradimenti, rapporti familiari disfunzionali, un omicidio e un rapimento trovano uno spazio tanto naturale quanto le gesta dettate dall’amore, dallo spirito di solidarietà, dalla dignità e dal rispetto. Ogni capitolo recupera la trama del precedente spingendola in avanti: la vicenda avanza arricchendosi ogni volta di informazioni decisive, rivelazioni, ipotesi e dubbi formulati da prospettive inedite e inattese, il tutto in uno stile unico, ruvido e vivace, ironico e coinvolgente.

 

 

Traduzione

Andrea Binelli

 

 

 

 

 

 

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IL LIBRO DEL CUORE DELLA SETTIMANA. L’inondazione, di Adrian Bravi
Una quotidianità stralunata e poetica, un linguaggio asciutto ma evocativo, i soliti personaggi immersi in una solitudine fatta di ricordi: questi sono i tratti che accomunano l’opera di Adrian Bravi, autore italo argentino risiedente nelle vicine Marche. Sono splendide le lente passeggiate in barca che l’anziano protagonista, il vecchio Morales, effettua tra le vie del paese sommerso dalle acque del rio Sauce, che con una inondazione si è mangiato la vita del paese: lui, unico sopravvissuto, decide di non andarsene.. Una piccola rivolta quotidiana, quasi in combutta con il fiume, venuto a riprendersi un territorio su cui grava la minaccia della speculazione edilizia…

Adrian Bravi, L’inondazione, Nottetempo
Morales vive con Clemente, un cane arancione con le orecchie appese, in una soffitta di Río Sauce. Un paese che prende il nome da un fiume e che, dopo un’inondazione, è diventato una distesa d’acqua disseminata di tetti. Tutti gli abitanti lasciano le loro case sommerse tranne Morales che passa le sue giornate a percorrere il paese in barca, a mangiare fagioli neri all’osteria del Turco Hasan e a sorvegliare le mosse di un enorme caimano che si stabilisce nella stanza dei figli. Con l’andare del tempo ha la strana sensazione che i luoghi non siano piú dove li ricordava e che la mappa del paese si sia scomposta, a eccezione del cimitero sommerso dove riposa la moglie. Tutto potrebbe restare eternamente sul fondo del fiume, se su Río Sauce non gravasse la minaccia di una speculazione, e un gruppo di imprenditori, forse cinesi, non si apprestasse a comprare per poco il passato di una cittadina fantasma infestata di coccodrilli. Con la sua lingua incantata Bravi racconta una vicenda a fior d’acqua, in cui tutte le grandi avventure umane, le minacce, le promesse, le nostalgie e gli affetti avvengono nel calibrato silenzio di una vita sospesa.
“Un’irresistibile verve comica incline a un lirismo trasognato. Un talento”. Alessandra Iadicicco, La Stampa

 

 

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La vita straordinaria di Beryl Merkham raccontata in prima persona in questo colorito romanzo: una infanzia libera e selvaggia nel continente africano,una vita movimentata, l’amore per i cavalli, l’amicizia con Karen Blixen e l’avventura. Non dimentichiamolo, fu intrepida aviatrice capace di solcare l’oceano negli anni Trenta per una pericolosa trasvolata..  Per chi ha amato LA MIA AFRICA, basato anche sul libro di memorie della Merkham A OCCIDENTE CON LA NOTTE .

 

Paula McLain,

Tra cielo e terra, Neri Pozza

Nel 1904, i Clutterbuck lasciano l’Inghilterra e, navigando per settemila miglia fino al porto di Mombasa, raggiungono Nairobi, e da lì la «terra imperiale» che Charles Clutterbuck ha comprato a buon prezzo. La terra si riduce a seicento ettari di macchia incolta e a tre capanne esposte alle intemperie. Data la vicinanza all’equatore, non esiste il crepuscolo. Il giorno diventa notte nel giro di pochi minuti. In lontananza si sentono gli elefanti farsi strada nella boscaglia. I serpenti vibrano nelle tane.

Due anni dopo, quando la macchia incolta ha quasi le sembianze di una fattoria di allevamento di cavalli, Clara, la moglie di Charles, compra un biglietto di ritorno per l’Inghilterra per sé e per Dickie, il figlio maggiore di cagionevole salute. L’Africa è troppo dura per lei, dice. Alla stazione di Nairobi bacia la piccola Beryl, rimasta sola col padre, e la esorta a essere forte.

Beryl cresce libera nell’Africa indomita e selvaggia. Quando è buio pesto, sguscia spesso da una finestra aperta per raggiungere il suo amico Kibii, un ragazzino kipsigi. Intorno a un falò basso e scoppiettante ascolta i racconti della tribù e sogna di diventare anche lei un giovane guerriero.

Un giorno, a casa degli Elkington, una magnifica dimora che dà su chilometri e chilometri di boscaglia africana, Paddy, il leone che scorrazza libero per casa, l’azzanna a una coscia, subito sopra il ginocchio, e poi molla la presa, come se gli fosse chiaro che non è «destinata a lui».

Quale sia il destino di Beryl, nata Clutterbuck, è scritto nel rapido susseguirsi degli eventi che segnano la sua vita: la guerra, con ampie porzioni del Protettorato britannico trasformate in campi di battaglia per impedire ai tedeschi di prendersi la terra; il fallimento della fattoria paterna, con Charles Clutterbuck che decide di trasferirsi a Città del Capo, dove amano i cavalli e dove lui conta di ripartire da zero; il matrimonio della giovanissima Beryl con Jock Purves, un uomo forte e robusto ma nulla più; la scelta di diventare la prima donna con la licenza di addestratrice di cavalli al mondo; il fatidico incontro con Karen Blixen, la misteriosa baronessa danese che gestisce una piantagione di caffè da sola, mentre il marito va a caccia di rinoceronti; l’amore per l’affascinante amante della baronessa, Denys Finch Hatton, organizzatore di safari e aviatore che sembra non dubitare mai di se stesso o dell’universo in cui si muove; il divorzio da Jock e il matrimonio con lord Mansfield Markham; l’attrazione per il volo, trasmessagli da Denys, che ne fa la prima donna a sorvolare l’Atlantico senza scali.

Con una scrittura impeccabile e un ritmo degno dell’esistenza tumultuosa di cui narra, Paula McLain compone il romanzo della vita di Beryl Markham, di una donna capace di sfidare il suo tempo in nome della libertà d’amare e vivere secondo i propri desideri e le proprie passioni.
Trad Fefè S.

 

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Recuperiamo un libro uscito un pò di tempo fa, frutto dell’abilità di una autrice ingiustamente ignorata in Italia, pubblicato da un piccolo ma combattivo editore, Barta.

Una autrice consigliata ai tanti fans di Mary Higgins Clark, che possiamo collocare nel genere suspence \psicologico\ famigliare… Un terribile delitto, un uomo e il figlioletto in fasce, l’evidenza che conduce alla moglie turbata da una depressione post parto, una donna che nonostante la confessione dell’amica è convinta di non poter credere ad una simile cosa. I colpi di scena non mancano certo in questo libro volta-pagina,  a cui si alternano i ricordi della vita “precedente” con l’infanzia e la maturità delle protagoniste, e come potete sospettare l’evidenza cela ben altro.

 

PATRICIA MACDONALD,

IL BUIO NELL’ACQUA, Barta Editore

West Briar, lungo la costa di Long Island. Morgan Adair raggiunge l’amica d’infanzia Claire, che l’ha voluta accanto a sé e all’amorevole marito Guy Bolton in veste di madrina del piccolo Drew. Nonostante l’atmosfera festosa del battesimo sia offuscata dalla preoccupante depressione di Claire, alla fine tutto sembra risolversi e Morgan saluta l’amica per partire alla volta dell’Inghilterra.

Quand’ecco che una telefonata la costringe a tornare indietro: Drew e Guy sono morti, ed è Claire stessa ad accusarsi del duplice omicidio. Sola contro tutti, Morgan proverà a dimostrare l’innocenza di un’amica che per lei è più di una sorella, e a rispondere a due inevitabili domande: se non è stata Claire, perché ha confessato? E chi è il vero colpevole?

Erede delle gialliste britanniche e della grande tradizione del romanzo nero statunitense («Le Figaro Magazine»), Patricia MacDonald scandaglia i fondali della psiche con una scrittura la cui voluta scorrevolezza è al servizio di un intreccio disseminato di false piste, indizi fuorvianti, ripensamenti e capovolgimenti. I vicoli ciechi che sembrano inghiottire ad ogni passo l’ostinata indagine di Morgan Adair non sono altro che zone d’ombra di storie taciute, buchi neri infestati da mostri domestici, abissi da cui si distoglie lo sguardo prima che il buio restituisca il nostro vero volto.

 

Trad Capararo C.

 

 

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Mia Couto

Mia Couto (Photo credit: Wikipedia)

Titolo originale: Jerusalem (il nome dato dal padre al luogo dove si svolge l’azione)

Titolo francese: L’accordeur de silences (la qualità del protagonista..)

Titolo italiano: L’altro lato del mondo

 

Unn rifugio per dimenticare una amara realtà per un padre con i due figli, un servitore, uno zio. Questo sembra essere Jerusalem, luogo post – apocalittico scelto anche come titolo per il romanzo originale.

Al solito, nei romanzi di MIA COUTO, quello che sembra essere non è, a volte diventa viceversa, e il lettore deve essere pronto a percorrere il percorso che l’autore intraprende, a scoprire lentamente quella che può essere la realtà dei fatti,il risveglio di un undicenne che vedrà mutare di molto il mondo in cui ha vissuto. E’ un luogo senza molte cose questa sorta di terra promessa: non ci sono donne, il pianto e la preghiera, senza la lettura e la scrittura, proibite e bandite dal genitore, capace forse solo di amare e di sapere ascoltare i molteplici silenzi che il ragazzino più giovane è in grado di esprimere (è lui l’accordatore di silenzi del titolo francese, che ci pare molto azzeccato).

Ovviamente, in qualche modo, la narrazione farà comunque la sua comparsa in quel microcosmo, e tutto prenderà una diversa piega, come era lecito supporre..

Un altro romanzo pieno di spunti di ogni tipo, riflessione sull’esistenza, sull’importanza nella vita umana del conforto che ci offre la narrazione, la parola scritta..Ancora una volta, una lettura assolutamente stimolante e coinvolgente quella che ci viene proposta da questo autore mozambicano candidato al Premio Nobel, nel personale Olimpo degli autori contemporanei. (ps: qualche editore può gentilmente rendere di nuovo disponibile il suo TERRA SONNAMBULA,  giudicato tra i dodici migliori libri africani del XX Secolo?)

Mia Couto, L’altro lato del mondo, Sellerio

Un ragazzino di undici anni non ha mai visto una donna nella sua vita. Accade allora che la prima volta che ne incontra una la sorpresa è così grande da farlo scoppiare in lacrime. Quel ragazzo ha vissuto per otto anni all’interno di un Parco Safari abbandonato, e conosce solo il padre, il fratello, lo zio e un ex militare, al tempo stesso amico e servitore. Gli è stato detto che sono gli unici sopravvissuti, che non ci sono contatti col mondo, che sono in attesa di un cenno da parte di Dio e che in questo luogo non è ammesso né piangere né pregare. Dopo la morte della moglie, il padre ha deciso di troncare ogni legame e ha scelto di esiliarsi in quel posto remoto e inaccessibile convincendo i familiari che il mondo che li circonda è scomparso. Jesusalém, questo è il nome che gli viene dato, è un luogo apocalittico, un Paradiso alla rovescia, dove l’uomo si è costruito un suo microcosmo per riuscire a dimenticare la realtà che gli ha portato solo dolori, dominata dal caos e dalla violenza. Il fratello maggiore ha dei vaghi ricordi del passato e del mondo esterno, al quale vorrebbe tornare. Per questo mantiene un legame con ciò che si sono lasciati alle spalle e ne fa partecipe il fratello minore, insegnandogli in segreto a leggere e a scrivere. Il bambino subisce il delirio di annientamento del padre e ne diventa complice, ma trova una segreta via di fuga nella scrittura…

Trad Barca V.

 

 

 

 

 

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una vecchia casa, un piccolo paesino, segreti che dovrebbero restare tali, e la tensione crescente in questo azzeccatissimo e brividoso libro per ragazzi, con due garanzie aggiuntive: l’editore, quello di Roald Dahl e di Jk Rowling, e la provenienza (sapete, la narrativa scandinava per ragazzi sbaglia raramente…)

Ohlsson Kristina, Bambini di cristallo, Salani

 

A Billie non piace affatto la nuova casa in cui si è trasferita con sua madre. Mobili tarlati e oggetti polverosi, resti spettrali dei precedenti inquilini, riempiono la vecchia abitazione, la vernice si scrosta dai muri e ovunque c’è un odore particolare, come se nessuno la abitasse da parecchio tempo. Ma non solo: strane cose accadono, specialmente di notte, quando tutti dormono. Tutti tranne Billie che, con gli occhi sbarrati nell’oscurità, sente con crescente terrore inquietanti rumori sul tetto, e movimenti misteriosi che provengono dal piano di sotto. I vicini e la comunità locale stanno nascondendo qualcosa, un segreto sull’edificio e sul suo passato. Quando appaiono dal nulla due misteriose statuette di cristallo il mistero si infittisce, ma la madre di Billie pensa che si tratti solo di fantasie della figlia e del suo nuovo amico Aladdin. Così i due ragazzi si troveranno a fare i conti da soli con la tragica storia della casa… Età di lettura: da 11 anni.

Trad. Piraccini S.

 

Ghost?!

Ghost?! (Photo credit: Wikipedia)

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È una delle giornaliste musicali più note d’Inghilterra, con tre rubriche settimanali sul Times, fama raggiunta già giovanissima visto che a 18 anni aveva già il suo seguito di ammiratori.

Ora, attraverso questo romanzo ci racconta con abbondanti dosi di ironia e originalità la sua non facile vita, passando da una famiglia povera e hippy di Wolverhamtpon (con un padre  – “il vecchio”  – dedito tanto all’alcool quanto ala musica) al caleidoscopico mondo londinese (dove l’autrice vive davvero, proprio a Camden!) Una fuga vera e propria la sua, avvenuta quando Johanna era giovanissima, a coronare il suo passaggio di vita.

 

Il romanzo è anche ricco di riferimenti letterari, non solo musicali come era lecito supporre: ecco il perché, secondo l’autrice:

“Io sono cresciuta in biblioteca in un periodo in cui le biblioteche fuori e dentro facevano schifo, ma contenevano milioni di libri. Oggi quelle che sopravvivono sono tutte dipinte di rosa, hanno i computer e i cuscini, ma solo 20 libri e sono tutti Cinquanta sfumature di grigio. Un libro buono può insegnarti tanto. Leggere è come ingerire un’altra vita.”

 

Caitlin Moran, Come diventare una ragazza, Bompiani

 

Cosa fa un’adolescente quando scopre che gli insegnamenti dei genitori sono insufficienti per affrontare la vita? È il 1990. Johanna Morrigan ha 14 anni, un padre strampalato, eterno aspirante star del rock, una madre paziente e remissiva, un fratello maggiore e un fratellino, Lupin, dagli occhi grandi “come due pianeti blu che ruotano nella galassia del suo cranio”. Un giorno, dopo l’ennesima delusione suscitata da una promessa di futuro che entra dalla porta ed esce con disinvoltura dalla finestra, Johanna Morrigan dice basta! Decide di cambiare tutto e trasformarsi in Dolly Wilde, di lasciare Wolverhampton e intraprendere una nuova vita, fatta di avventura, sesso, letture erotiche, musica. Dolly Wilde è un’eroina gotica, con la parlantina sciolta, senza alcuna inibizione, alla conquista del piacere, degli uomini, di Londra. Sarà lei, Dolly, a salvare la sua famiglia sempre più in affanno economico, come Jo in Piccole donne, o come le sorelle Brontë (senza pensare minimamente di morire giovane). Ma cosa succede quando Johanna realizza che Dolly, il personaggio che lei stessa ha costruito pezzo per pezzo, ha un enorme difetto? Dopotutto, una scatola di dischi, molto sesso, e una testa piena di libri possono bastare per diventare una ragazza? Come diventare una ragazza è il romanzo che ogni adolescente, ogni giorno, scrive di se stessa: divertente, doloroso, avventuroso, appassionante come la vita.

Trad. Milena Zemira Ciccimarra

 

L’AUTRICE è stata nominata Editorialista dell’anno ai British Press Awards del 2010, oltre che Critica e intervistatrice dell’anno nel 2011 per il suo lavoro al “Times” di Londra. Il suo libro d’esordio, Ci vogliono le palle per essere una donna, è entrato subito nella bestseller list del “New York Times” e le è valso il Galaxy Book of the Year Award 2011. Come diventare una ragazza è stato bestseller n.1 in Inghilterra e diventerà un film.

 

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La Tunisia pre rivoluzionaria della fine del primo decennio del nuovo millennio trova voce in questo sofisticato romanzo dell’autrice tunisina Azza Filali.

El Outann, il titolo originale del libro, significa qualcosa che comprende la patria, la casa e la famiglia, l’insieme di educazione, memoria, suoni e odori che ci hanno plasmato, un concetto decisamente esteso: diverse storie convergono per centrare il punto principale dell’opera, convergenza di vite, del destino della Patria, della memoria comune e del senso smarrito di comunità: una Tunisia fatta di corruzione e speculazioni immobiliari, in cui i poveri sono messi al bando, manipolati e abbindolati!

Azza Filali, Ouatann ombre sul mare, Fazi

raduzione di Maurizio Ferrara

Non esiste, nella lingua italiana, un termine che possa rendere la parola ouatann, restituircene il carico di significato. Perchéouatann, per le popolazioni che abitano la terra tra il Mediterraneo e il Sahara, non è solo la patria, ma è un’intera tradizione condivisa, è una lingua, un sistema di valori, di abitudini e di gesti, un certo modo di intendere la vita.

Tunisia, 2008. Malavita e politica hanno suggellato il loro patto, il malaffare regna incontrastato. Un villaggio vicino a Biserta si spegne lentamente, in silenzio, mentre i giovani si imbarcano per l’Italia. La felicità danza, inafferrabile, al confine tra cielo e mare. In una villa isolata sulla spiaggia si incrociano i percorsi di cinque sconosciuti: Rached, giocatore incallito e funzionario frustrato; Naceur, ingegnere ex galeotto che da un giorno all’altro ha visto la propria vita crollare; Michkat, inquieta avvocatessa af- fezionata al passato; Faiza, giovane sfuggente e focosa; Mansour, uomo violento dedito a una serie di traffici illeciti. Tutti uniti dallo stesso desiderio: quello di un futuro che si fa attendere, in un paese in cui la miseria di alcuni, il lusso sfrontato di altri e la paralisi dei valori comunitari hanno privato le persone di una dimensione essenziale: il senso di appartenenza alla propria patria. Ma per chi ci vive, in questa patria, anzi in questa ouatann, l’unico destino possibile è partire? Che ne sarà allora della memoria collettiva di un popolo? A cosa è servito il sangue di coloro che sono morti per la libertà?

Ouatann. Ombre sul mare è un romanzo che racconta in modo inedito la Tunisia prima della rivoluzione: la disoccupazione, la perdita delle speranze, il sogno di Lampedusa, la ricerca di un’identità che non può costituirsi che nell’alterità e nella memoria. Un romanzo sorprendente, per gli amanti di intrecci possenti e della grande letteratura classica, in cui il tono intimista si adatta a un racconto sfaccettato che assume anche i caratteri del noir.

«Azza Filali, donna di lettere e di scienza, al tempo stesso impegnata e libera dal peso delle ideologie, si afferma come una delle voci più forti e più sensibili della Tunisia odierna».
Le Monde

 

 

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I librai di Atlantide sono sensibili alle storie di capelli (e anche un pò invidiosi della zazzera di Alan Pauls…)! Il libro non è nuovissimo come altri che di solito recensiamo, ma merita di certo attenzione, se come noi lo avete trascurato!

Una vera e propria ESPERIENZA mistico\letteraria quella che si prova leggendo LA STORIA DEI CAPELLI, secondo tassello di una ideale trilogia dedicata dall’autore all’Argentina degli anni Settanta.

È di certo un genio un autore che dedica quasi una pagina per descrivere il taglio di una ciocca di capelli e un paio di righe per parlare della separazione dalla moglie del protagonista! Alan Pauls racconta le ansie quotidiane derivanti dalla perdita condensandole nell’attenzione che la voce narrante rivolge alla sua capigliatura, mentre sullo sfondo passano diversi avvenimenti che hanno segnato il decennio degli anni Settanta, le capigliature afro alla Angela Davies, la musica, le azioni dei Montoneros..

Solo un grande potrebbe reggere una simile dovizia di dettagli dedicata al tema apparentemente principale del libro senza uccidere di noia il lettore, ne siamo convinti (per poi passare da questo infinitamente piccolo ad un senso generale riconoscibile man mano che la lettura procede!).  E che pagine spassose, che stile inconfondibile, con lunghe frasi, incisi e parentesi. Superbonus, le irruenti apparizioni di quello che si definisce IL SUO MIGLIORE AMICO, Monti, con la sua poliedrica vita. E il pensiero va ad un altro Monti, compagno di scuola in questa pianura, che come l’amico del libro si è ammalato, e non ce l’ha fatta… Un saluto, a lui.

 

Alan Pauls,

Storia dei capelli, Sur Edizioni
“Uno dei migliori scrittori latinoamericani viventi.”

Roberto Bolaño

 

Cosa passa per la testa di un uomo mentre si sottopone al rito noioso e ansiogeno del taglio dei capelli? Attraverso un flusso narrativo fatto di pensieri, ricordi ed eventi in presa diretta, entriamo in quella testa che sta per essere cambiata per sempre dal taglio di capelli perfetto. Una vita intera rivisitata attraverso il filtro della sua ossessione: i capelli.

L’infanzia e l’adolescenza negli anni Settanta dominati dai tagli afro, il rapporto con un miglior amico insopportabile dai riccioli curatissimi, una moglie a cui viene rubata misteriosamente una parrucca, un cane che quando viene tosato diventa irascibile, e soprattutto un nuovo parrucchiere: Celso, un paraguayano che ha il potere di cambiare le vite che lo sfiorano con la leggerezza affilata del suo tocco di forbici.

 

Trad. Nicola S.

 

 

 

 

 

 

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