Feeds:
Articoli
Commenti

Posts contrassegnato dai tag ‘romanzi storici’

 

 

Wegener, e questo nome all’orecchio dovrebbe sussurrarvi qualche ricordo scolastico, se ciò non accade, lesti a ripassare prima che gli inquisitori di Atlantide vi interroghino. Se la teoria della deriva dei continenti (che non è una proposta di Bossi) vi è balzata in mente, siete sulle giuste tracce per affrontare Una terra senza fine, il libro che Jo Lendle ha dedicato ad Alfred Wegener, bambino particolare appassionato di scienze, anche durante i momenti di gioco.

 

Alfred Wegener ha un fuoco dentro che sin da bambino lo spinge a forzare i confini e a indagare le cose. Quel fuoco si chiama amore per la scienza e per l’avventura. Quella di Wegener, meteorologo, scienziato e pioniere delle sfide agli artici, è una passione che caratterizza ogni momento della sua di vita e lo spinge a opporsi allo spirito religioso del padre, alle attese della moglie e alle regole stesse della fisica. Perché Wegener si spinge più lontano di tutti e sfida i ghiacchi perenni della Groenlandia, la pazienza delle persone a lui vicine e le teorie all’epoca condivise e accettate da tutta la comunità scientifica.

 

“Una terra senza fine” è un romanzo di scienza, avventura e scoperte. Ma è soprattutto il racconto di una vita che ha scelto di essere autentica. Una vicenda profondamente umana sulle orme di un’avventura indimenticabile.

 

Wegener ha una passione che domina la sua di vita e lo spinge a opporsi al padre, alle attese della moglie e alle regole della fisica.

 

Photograph of Alfred Wegener, the scientist

Photograph of Alfred Wegener, the scientist (Photo credit: Wikipedia)

JO LENDLE, Una terra senza fine

( Keller editore )

Brossura | pp. 368 | Collana PASSI | Traduzione dal tedesco Franco Filice

 

Alfred Wegener è un uomo con grandi sogni.

Nasce in un freddo lunedì di novembre del 1880 e fin da bambino è affascinato dalla natura e dai suoi fenomeni. Quando nel 1906 viene a sapere dai giornali di una spedizione danese nell’area nordorientale della Groenlandia, parte, scoprendo così un luogo di purezza, una terra nella quale tutto è difficile ma dove ha modo di essere se stesso e dedicarsi alla scienza.

Diventa un adulto inquieto, brillante, determinato; formula la teoria della deriva dei continenti che non viene riconosciuta dalla comunità scientifica, si sposa, ha tre bambine, gli viene affidata una cattedra a Graz e gli si prospetta una vita tranquilla, ma la mente torna sempre alla Groenlandia, il luogo all’origine di tutto, dove ogni cosa ha un senso: la deriva, il tempo, il ghiaccio. Così, nel 1930, all’alba dei suoi cinquant’anni parte per un’ultima eroica esplorazione, ma ben presto le condizioni diventano estreme e le difficoltà insostenibili…

Jo Lendle, con un romanzo che si fa epopea e una grande capacità di scrittura, entra nell’animo di Wegener: ci accompagna nelle sue avventure e scoperte, nei suoi tormenti e nelle sue inquietudini, regalandoci un lucido ritratto della natura umana e la storia dell’uomo che ci ha tolto la terra da sotto i piedi.

 

Ringraziamo l’Archiv für deutsche Polarforschung | Alfred Wegener Institut, per aver gentilmente concesso l’utilizzo delle immagini del proprio archivio fotografico.

 

STAMPA

 

Un meraviglioso libro d’avventura, ZDF

 

Lendle ha scritto un romanzo biografico molto intenso in cui si pone tra l’altro il quesito da cosa nasca il bisogno insopprimibile dell’uomo di cercare terre lontane, il punto bianco più estremo sulla carta geografica. DIE WELT

 

Questo è un libro potente e saturo di vita che racconta in modo coinvolgente di meteoriti e continenti alla deriva, di come si lotta per sopravvivere, del dolore di segare una gamba congelata, della follia del vuoto bianco, e della nostalgia per una persona cara distante molte settimane di cammino. Sarà molto meglio leggere questo libro dentro a un sacco a pelo e con un caldo berretto di lana in testa. WDR [Western German Broadcasting] 1 LIVE

Enhanced by Zemanta

Read Full Post »

prossimamente, da Angela Nanetti, un romanzo storico finalista al premio Nazionale di lettura Neri Pozza, che premia un inedito italiano scelto dal comitato di lettura composto dagli agenti letterari Luigi Bernabò e Marco Vigevani, dagli scrittori e giornalisti Francesco Durante e Stefano Malatesta, dallo scrittore e critico letterario Silvio Perrella, dalla scrittrice Sandra Petrignani, dal direttore editoriale Giuseppe Russo  (per la cronaca, il premio 2013 è stato vinto da La ricchezza di Marco Montemarano, ora edito da Neri Pozza).

Il bambino di Budrio, questo il titolo, è la ricostruzione  romanzata di un evento storico realmente accaduto; già lo immaginiamo molto coinvolgente, vista la bravura dimostrata dall’autrice nel campo della letteratura per ragazzi: vi troveremo l’Inquisizione, il fascino del Seicento, con le sue paure e ossessioni, l’ignoranza e la peste.

Angela Nanetti è nata a Budrio, in provincia di Bologna, e nella città delle due torri ha frequentato le scuole superiori e l’università, laureandosi in storia medievale.

Negli anni Ottanta ha esordito come scrittrice per ragazzi con “Le memorie di Adalberto”, un breve romanzo di formazione fortemente innovativo nella scrittura e nei contenuti, col quale ha iniziato quella collaborazione con l’editore di Trieste El-Einaudi Ragazzi -Emme Edizioni che dura ancora oggi, e che l’ha portata ad essere candidata all’Hans Christian Andersen Award nel 2004 e nel 2006

“L’idea nacque nel 2005, quando una cara amica mi fece notare una una raccolta di stampe presente in pinacoteca. Da subito rimasi affascinata dalla storia di un bambino di Budrio, un povero garzaiolo vissuto nel Seicento, dotato di straordinarie capacità intellettive. Padre Mezzetti, predicatore del convento di paese, ne scoprì il talento e lo portò a Roma per esibirne le capacità. In poco tempo il bambino, capace di dissertare in latino e greco, divenne un fenomeno per il pubblico del tempo; ma, altrettanto in fretta, i due dovettero ritornare in paese, viste le accuse dell’inquisizione di vicinanza al demonio. Una volta tornato a casa il bambino non fu più in grado di esprimere le proprie capacità e padre Mezzetti morì in un tragico incidente.”

(tratto dauna intervista ad Angela Nanetti _ http://www.budrionext.it/?p=9320       )

Read Full Post »

 

 

Domenica 24 novembre, Rocca di Bagnara di Romagna.  Eraldo Baldini presenta Nevicava sangue.

 

La presa di coscienza di un uomo che, nell’esperienza atroce della guerra, scopre dolorosamente il valore di sé e della propria dignità e libertà.

Alle 17 di domenica 24 novembre, nella Rocca di Bagnara di Romagna, Eraldo Baldini con il suo Nevicava sangue (Einaudi editore) concluderà Trame di vita, il ciclo di incontri con l’autore che ha avuto luogo  nelle domeniche di novembre.

 

Dopo Fuoco e neve di Maurizio Garuti, Generazioni 1881 – 1907 di Gabriele Rubini, Timira di Wu Ming 2 e Antar Mohamed, la nuova “esperienza di vita ” ci condurrà dalla Romagna di inizio Ottocento alle fredde lande russe, quelle della Campagna Napoleonica.

Il suo protagonista, Francesco Mambelli, un mandriano della pianura ravennate, avanzerà a fatica tra gli orrori della guerra, il gelo e la fame, affrontando una discesa negli angoli peggiori del cuore umano, sorretto solo dall’istinto di sopravvivenza . Al fianco di questo uomo dal cuore semplice, a cui il destino ha imposto prove terribili, Berto, un cavallo non suo con cui instaurerà un fortissimo rapporto.

 

La sua faticosa marcia nel rigido inverno, tra incubi reali e quelli immaginati, come quello della Baba Yaga, risveglia in lui per la prima volta la consapevolezza della propria condizione di subalterno, il desiderio di un riscatto che avrà modo di verificarsi al momento del ritorno a casa.

 

Eraldo Baldini è nato e vive a Ravenna. Nei suoi romanzi e racconti coniuga «gotico rurale», noir e horror in una vena originale. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato Medical Thriller (2002), con Carlo Lucarelli e Giampiero Rigosi (riedito nella collana «Super ET», 2006), Bambini, ragni e altri predatori (2003), Nebbia e cenere (2004 e 2012), Come il lupo (2006 e 2008), con Alessandro Fabbri, Quell’estate di sangue e di luna (2008), L’uomo Nero e la bicicletta blu (2011), Gotico rurale (2012), il libro che l’ha consacrato dodici anni fa, in una versione arricchita di nuovi racconti, e Nevicava sangue (2013). Con Giuseppe Bellosi ha scritto Halloween (2006). Ha partecipato inoltre all’antologia The Dark Side (2005). I suoi libri, ristampati piú volte, sono tradotti in varie lingue.

Il suo sito Internet è www.eraldobaldini.it

 

 

Gli appuntamenti, gratuiti, sono condotti da Lisa Emiliani e avranno inizio alle ore 17,00; a seguire, per chi lo desidera, visita guidata al museo ed alla Rocca ad un prezzo speciale per i partecipanti.

 

Rocca Sforzesca, Piazza IV Novembre, 3 Bagnara di Romagna (RA)

 

Per info. http://www.comune.bagnaradiromagna.ra.it/, 0545905501, Il mosaico Cooperativa, http://www.ilmosaicocooperativa.com/ 3316995930.

 

In collaborazione con Libreria Atlantide – Castel San Pietro (BO)

_____________________________

 

la scheda del libro:

 

Romagna rurale, primi Ottocento. Francesco, vedovo ventiseienne, vive con la madre e la figlia in una fattoria in cui si allevano cavalli e bovini, nelle ampie praterie che si estendono tra Ravennate e Ferrarese, e lì lavora come mandriano, conducendo un’esistenza umile ma tutto sommato tranquilla. Quando nell’autunno del 1811 al figlio del padrone arriva la chiamata alle armi da parte del governo napoleonico, che allora regna su gran parte dell’Italia settentrionale, l’uomo chiede (anzi impone) a Francesco di sostituire il ragazzo, promettendo di occuparsi della sua famiglia mentre lui sarà assente e di ricompensarlo al suo ritorno. Prigioniero di una condizione di subalternità che mai ha osato mettere in discussione, non può che accettare e si ritrova catapultato, dopo pochi mesi, nel gigantesco dramma della campagna napoleonica di Russia. Dove, tra esperienze terribili e indicibili sofferenze, lotta per sopravvivere dovendo, suo malgrado, imparare a uccidere, sopraffare, razziare nelle case dei contadini, suoi pari all’improvviso diventati nemici.
Nella disastrosa ritirata che comporta l’ecatombe di oltre seicentomila uomini, vittime non solo del fuoco e del ferro nemico, ma soprattutto della fame, del freddo, delle malattie e degli stenti, Francesco, che è arruolato in artiglieria e condivide la durezza quotidiana del conflitto con Berto, un cavallo destinato al traino di un cannone, cerca di salvare quell’animale non solo perché nei suoi confronti ha maturato riconoscenza e affetto, ma anche perché ha cominciato a sognare di potere in futuro, grazie a lui, intraprendere una professione e una vita migliori. Cerca dunque di condurlo con sé nel lungo e difficile viaggio verso casa, difendendolo da ogni insidia, attraverso un inverno crudele e assassino e un paesaggio quotidiano di carneficina e distruzione, pieno di pericoli mortali e abitato, nel delirio di una sofferenza capace di confondere i sensi e i pensieri, da malefiche, insidiose e immaginarie presenze, come quella della Baba Yaga, la terribile strega antropofaga della tradizione russa, incarnazione della ferocia e della fame.
Le cose purtroppo non vanno come aveva preventivato e sperato, ma in guerra Francesco si è indurito e ha preso coscienza di sé, del valore della propria vita e della propria indipendenza, e non è più disposto a sottostare ai voleri e ai soprusi altrui…

In un paesaggio tolstojano di sangue e di neve, la ferocia della guerra rivela a un uomo l’orrore che cova in ogni animo, anche il suo. Ma risveglia in lui per la prima volta la consapevolezza della propria condizione di subalterno e il desiderio di riscatto.

nevicava sangue

 

Read Full Post »

Nel pluripremiato IL CUORE CUCITO Carole Martinez aveva descritto il percorso per sfuggire ad un destino avverso della giovane Frasquita nella Spagna del Novecento, tracciando uno splendido ritratto di donna.

Le tracce di questo sentiero si avvertono anche ne LA VERGINE DEI SUSSURRI, altra storia forte al femminile.

Una vera e propria eroina d’altri tempi Esclarmonde , la protagonista di questo romanzo che si rifiuta nella Francia del XII Secolo di pronunciareil fatidico “si” ad un cavaliere quantomeno prepotente il giorno del suo matrimonio, decidendo di dedicarsi completamente a Dio, facendosi murare in una cella del suo castello. E’ una voce forte la sua, rivolta direttamente al lettore, capace di inchiodarci alla pagina. Il suo rifiuto del mondo così com’è, pur preoccupata per il dolore causato al padre, la guiderà incredibilmente verso una nuova direzione: in tanti verranno a sussurrarle parole dallo spioncino della sua prigione, in attesa di una sua parola di conforto. Quella di Carole Martinez è una scrittura poetica ed elegante, sensuale e musicale, che ha convinto pubblico e critica di Francia: secondo al Prix Goncourt 2011 con tre voti contro i cinque del vincitore Alexis Jenni.

 

ps: e ora, non cercate CUORE CUCITO nelle librerie: è del 2009, ma è già stato cancellato dal catalogo. Triste fine dei libri se l’editore li considera USA E GETTA…

 

Carole Martinez,

La vergine dei sussurri, Mondadori

 

“Ero bella, non immagini quanto, bella come può esserlo una fanciulla a quindici anni. I signori del vicinato spiavano la preda. Ma di ciò che desideravo io nessuno si curava.” Esclarmonda è l’unica figlia femmina di un nobile feudatario nella Francia del XII secolo, un mondo che la vorrebbe docile e timorosa come si conviene a una giovane che solo deve incantare i cavalieri e tenere in scacco il loro cuore fino alle nozze più convenienti. Fanciulla dei suoi tempi, Esclarmonda è però anche un animo libero, di quelli che fanno la loro folgorante apparizione di tanto in tanto nei secoli e li rivoluzionano dal profondo.

Destinata a un’esistenza ancillare, scandalizza la nobile società rifiutandosi di pronunciare il “sì” davanti all’altare. Sceglie invece di dire “no”: al padre, all’arcivescovo vicario di Cristo, agli uomini, ai suoi padroni presenti e futuri. Rinuncia alle nozze con il bel Lotario e chiede il rispetto della sua scelta di reclusione volontaria in una cella murata, dove nella più buia solitudine si voterà a Dio. Contrariamente a quanto aveva immaginato, tuttavia, non rimarrà sola nel suo ritiro perché fin dal primo momento in molti si recheranno da lei per lasciarle un messaggio, un sussurro, e riceverne in cambio conforto e salvezza. Quel luogo di reclusione diventa allora per Esclarmonda un crocevia che unisce il suo destino al destino del mondo, la realtà dei vivi al luogo dei morti, e trasforma l’immobilità in un viaggio interiore senza confini.

Profetessa di anime, abitata da ciò che sente e da ciò che vede con gli occhi dello spirito, Esclarmonda sembra l’incarnazione di un miracolo. E del miracoloso ha anche la nascita, in quella cella murata, di suo figlio…

 

Carole Martinez (1966) vive nell’area di Parigi, dove lavora come insegnante. Il cuore cucito, suo romanzo d’esordio, è stato un caso editoriale in Francia, dove ha riscosso un grande successo di pubblico e ha vinto ben nove premi letterari.

 

Read Full Post »

per noi Goya è un sommo artista, la sua arte rimane a testimoniare la sua grandezza. Non la pensava in questo modo Javier, il suo unico figlio, che invece vedeva in lui un egoista incapace di pensare agli affetti familiari: IL QUADRO NERO ci consegna con le sue tre voci narranti una vicenda fatta di rabbia, rivalità, sentimenti contrastanti. Un delizioso romanzo storico!

Il quadro nero, Dehnel Jacek, Salani

Saturn Devouring His Son, c. 1819–1823. Oil mu...

Saturn Devouring His Son, c. 1819–1823. Oil mural transferred to canvas, 143cm x 81cm. Museo del Prado, Madrid (Photo credit: Wikipedia)

Francisco Goya, una leggenda vivente, una personalità esplosiva, pittore acclamato presso le corti reali di tutta Europa, ma agli occhi del suo unico figlio Javier un mostro gaudente, un egoista che vive solo per l’arte, incapace di dare amore a chi lo circonda. Tre diverse voci, intrecciate tra loro, narrano in questo romanzo gli ultimi anni di vita del grande pittore spagnolo, fuggito in esilio a Bordeaux con la sua ultima amante, Leocadia e la figlia di lei, Rosario. Ascoltiamo così Francisco, Javier e Mariano – padre, figlio e nipote – uniti e separati dall’arte e da sentimenti confusi d’affetto, di rabbia, di rivalità. Francisco a Bordeaux dipinge e soffre per l’assenza di Javier, che da Madrid lancia le sue accuse contro un padre colpevole di aver sempre represso le sue passioni, di averlo costretto a un matrimonio non voluto, di aver forse, addirittura, insidiato sua moglie, fino a farlo dubitare della paternità di Mariano, che dal canto suo idolatra il nonno. Nemmeno la morte di Francisco riesce a spezzare questo claustrofobico e inquietante microcosmo. E su tutto aleggiano, terribili e bellissime, le “Pitture nere” della Quinta del Sordo – tra le quali spicca quel “Saturno che divora i suoi figli” che molto può spiegare di un rapporto impossibile – e che sono oggetto di una incredibile rivelazione finale, un colpo di scena degno di un thriller.

Read Full Post »

A volte bastano poche pagine ad un libro per far immergere il lettore in un’altra realtà, un altro tempo, permettendogli di calarsi immediatamente nella vicenda raccontata. L’attacco del bel libro di Amanda Coplin ha questo potere, e si intuisce inoltre che non ci deluderà: la prosa è fresca e sorretta da un bel ritmo musicale e poetico, ma soprattutto è la storia narrata e il suo sviluppo a colpire il lettore.
Un debutto da segnalare, assolutamente. L’autrice (che la critica ha accostato idealmente a Steinbeck ) ci dona il ritratto di un uomo colpito negli affetti, con le sue relazioni con la comunità che lo circonda e la natura, un angolo di mondo nello stato di Washington nei primi anni del 900. William Talmage troverà una occasione per aprirsi al mondo, per cercare di formare un nuovo nucleo familiare, superando un antico dolore, confrontandosi con il suo io più profondo e affrontando nuove situazioni.

L’ALBERO DELLE MELE,
 Amanda Coplin, Guanda
Traduzione di Katia Bagnoli

IL LIBRO
Nello stato di Washington, agli albori del Novecento, William Talmadge conduce una vita in simbiosi con gli alberi del suo frutteto, circondato dai boschi. Segnato dal dolore per la scomparsa misteriosa della sorella, ancora bambina, Talmagde non si è lasciato indurire dalla solitudine: è rimasto un uomo buono, fedele ai propri affetti e ai propri ricordi. Finché un giorno al mercato, dove è andato a vendere i suoi prodotti, fa un incontro destinato a spezzare la sua tranquillità. Due ragazze giovanissime, dall’aria selvatica, entrambe vistosamente incinte, gli rubano le mele. Qualche giorno dopo si ripresentano al limitare del suo frutteto e a quel punto comincia, da parte di Talmadge, un paziente avvicinamento per vincere la loro diffidenza, offrendo cibo e sostegno. Le ragazze sono impaurite, in fuga da un destino terribile di sfruttamento e violenza, da un uomo che le reclama come una sua proprietà, e che non tarda a riaffacciarsi per presentare il conto.
In una storia di grande intensità drammatica, di sopravvivenza e di riscatto, tocca al mite e tenace frutticoltore ergersi a difesa della sua nuova, improbabile famiglia, per garantirle un futuro, per difendere le ragazze e il loro desiderio di libertà: una sfida impossibile, a cui si sottopone con un’ostinazione quasi eroica, forse anche nel tentativo di sciogliere i nodi irrisolti del proprio passato.

I GIUDIZI
“Molto commovente. Una storia che arriva dritta al cuore.”
Publishers Weekly
“Una voce potente e molto poetica.”
The New York Times Book Review
“Ricorda per intensità un romanzo come Cime tempestose.”
The Washington Post
“Un libro appassionante. Un’autrice di sicuro talento.”
Library Journal

UN BRANO
“Ora, dietro di lui, i canestri di mele e di albicocche scrocchiavano sotto i teli nel cassone del carro, e il carro cigolava sotto il peso, avanzando con l’antico, antichissimo ritmo familiare, intonato a quelle miglia e miglia di pensieri. Abbagliato, sospeso nel sole. Le montagne, il freddo, alle spalle. Era giugno, la strada era già tutta polverosa. Stava un po’ curvo, con il cappello floscio di pelle calato a proteggere gli occhi e la fronte, aggrottata senza ostilità. Le grandi mani, con le nocche gonfie, tenevano le redini mollemente.”

Read Full Post »

Thomas Mann, 20 April 1937

Thomas Mann, 20 April 1937 (Photo credit: Wikipedia)

Si sta sempre attenti alla pubblicazione di un nuovo testo di narrativa da parte dell’editore Nutrimenti, visto che “non ci ha mai tirato pacchi”, anzi! E anche se non costa 9,90 euro siamo certi che le 528 pagine di questo libro soddisferanno i palati esigenti dei lettori. Le vite di Bertold Brecht e Thomas Mann sono decisamente diverse, ma convergeranno negli anni dell’ascesa al potere di Hitler, costretti ad abbandonare il Paese per le loro posizioni dure nei confronti del dittatore. Cosa può fare un artista quando il mondo crolla accanto a lui? Restare a combattere in patria, insieme a chi non può fuggire, o rifugiarsi altrove e condurre la propria battaglia da un luogo differente? C’è tanta storia, ovviamente, il dramma di una nazione considerata un faro della civiltà, che sprofonda nella follia collettiva della caccia al diverso. E ci sono i due grandi protagonisti, ad illuminare la scena a loro modo!

Bert e il mago, Fabrizio Pasanisi, Nutrimenti

È il 1933 quando l’incendio del Reichstag a Berlino segna il destino della Germania, vittima dell’ascesa inarrestabile di Hitler: i nazisti accusano del rogo i comunisti e avviano una spietata caccia all’uomo. Il giorno successivo all’incendio, 28 febbraio, Bertolt Brecht, che è nell’elenco degli artisti non graditi per le sue simpatie comuniste, lascia in tutta fretta il paese. Appena qualche settimana prima, l’11 febbraio, a varcare la frontiera era stato Thomas Mann, dopo che una conferenza su Wagner a Monaco di Baviera gli aveva attirato le ire dei nazionalisti hitleriani. Di fronte ai due si apre il lungo, doloroso cammino dell’esilio.
Con stile incalzante e cura rigorosa nella ricostruzione degli eventi e nel ritratto dei personaggi e delle loro relazioni, Bert e il Mago mette in forma di romanzo le vite parallele di due dei maggiori esponenti della cultura europea novecentesca: la formazione della loro poetica, la genesi delle opere, la notorietà e i riconoscimenti, i risvolti meno noti della sfera privata, il fatale scontro con l’aberrazione nazista.
Due scrittori rivali, distanti per età, credo politico e concezione di letteratura, ma legati da una sorte comune: quella dell’intellettuale posto di fronte alla sopraffazione e alla violenza della storia; quella dell’uomo costretto alla fuga, e al ripensamento dei propri valori, davanti alla follia del mondo.
Fabrizio Pasanisi

Fabrizio Pasanisi è giornalista, autore televisivo, studioso di letteratura e traduttore. Con Bert e il Mago, suo libro d’esordio, è stato finalista al Premio Italo Calvino 2012, dove ha ricevuto la menzione speciale della giuria.

Read Full Post »

| Ariadna & Teseo |

| Ariadna & Teseo | (Photo credit: arquera)

Teseo, il mitico eroe vincitore del Minotauro, rivive nelle pagine di Mary Renault. Fu Bompiani a pubblicarlo per la prima volta negli anni cinquanta, con la traduzione di Luciano Bianciardi; in seguito, diversi editori rinverdirono il successo del libro, che ora approda presso la scuderia Castelvecchi. In buona compagnia, per quanto riguarda il genere storico: Wilkie Collins (Antonina, ovvero la caduta di Roma), Wallace Breem (Aquila nella neve) sono due brillanti esempi di ottima letteratura proposta da questo editore negli ultimi mesi.

Infanzia e gesta dell’eroe mitologico vengono riproposti in un ricchissimo e plausibile affresco, garantito dal libraio!

Mary Renault, Il re deve morire, Castelvecchi
traduzione di Ida Felici

teseo re di atene il piu’ affascinante personaggio della mitologia greca rivive tra le pagine di questo luminoso romanzo ambientato in un passato arcaico nel quale si rievocano gli anni di gioventu gli amori e le lotte leggendarie dell’eroe che uccise il minotauro. oliver prescott il celebre critico del new york times defini’ questo libro il piu’ bel romanzo storico dei nostri tempi. svincolato dal suo carattere sovrannaturale teseo diventa qui il protagonista di una storia terrena che attraversa atene troia corinto creta e altri luoghi geografici e del pensiero. attraverso una narrazione di raro rigore semantico e dal ritmo serrato la ricostruzione della vita del re di atene e dei rapporti tra i miti (persetene minosse medea…) restituisce in un contesto nuovo eppure fedele i contorni umani dei personaggi restaurando i significati archetipici della mitologia greca originaria. questo romanzo considerato il capolavoro di mary renault e’ il primo di un dittico che l’autrice ha compiuto con il ritorno di teseo.

Read Full Post »

English: Portrait of the author William Boyd

English: Portrait of the author William Boyd (Photo credit: Wikipedia)

La capacità di Boyd di evocare un luogo ed un periodo storico è decisamente notevole, ce ne eravamo già accorti con Una tempesta qualunque e con Inquietudine, e anche Aspettando l’alba ne è una conferma. Una ricca trama, una vicenda che scivola sorniona tra il romanzo storico e lo spy thriller, magistralmente orchestrata, con qualche colpo di scena a spiazzare le esistenze dei suoi protagonisti, colti con precisione nei loro risvolti umani.

William Boyd, Aspettando l’alba, Neri Pozza
Traduzione di Mingiardi V.

in un giorno del 1913, Lysander Rief, giovane e aitante attore inglese, attraversa a piedi il centro di Vienna per recarsi alla sua prima seduta con il dottor Bensimon, un eminente psichiatra. Seduto nella sala d’attesa, Lysander riflette sulla natura del suo malessere e sulla sua fatua esistenza di dandy che non è ancora riuscito a trovare il suo posto nel mondo, quando una donna di rara bellezza si materializza nella stanza: è chiaramente sofferente ma la sua stranezza, i suoi profondi occhi nocciola e il suo fascino intenso lo trafiggono. Più tardi, lo stesso giorno, i due si incontreranno nuovamente e la donna, Hettie Bull, avrà modo di presentarsi come scultrice, invitando Lysander a una festa organizzata dal suo compagno, il celebre pittore Udo Hoff. Incapace di rifiutare e di resistere allo charme di Hettie, Lysander si lascia coinvolgere in una travolgente relazione clandestina. La sua vita a Vienna verrà stravolta dalla passione per Hettie. Incontrerà Sigmund Freud in un caffé, condurrà un’esistenza intensa nel raffinato ambiente artistico e letterario della capitale austriaca alla vigilia della Prima guerra mondiale, verrà a capo delle sue nevrosi. Londra, 1914. La guerra è alle porte e Lysander viene sorpreso dal precipitare degli eventi. Incapace di vivere una vita ordinaria, si lascia trascinare nel pericoloso teatro dei servizi segreti – un mondo di sesso, scandali e spie, dove il confine tra verità e menzogna si fa ogni giorno più sottile.

Read Full Post »

non ci resta quasi nulla di un grande pittore rinascimentale, denominato Turchetto a causa della sua provenienza levantina. Fu allievo di Tiziano, ed ebbe una mano estremamente felice , passando dai mercati di Costantinopoli agli agi della vita veneziana, fintanto che il destino non si interessa di lui, facendolo ripiombare nelle difficoltà e nell’oblio. Naturalmente il libro è ben di più di una semplice biografia storica, romanzata: a partire dal ritmo e dal colore che Metin Arditi pone nell’opera, per incrociare altri temi come il rapporto tra arte e potere, sulle influenze che la religione e l’ambiente possono avere sullo stile di un artista, sul significato dell’esistenza umana. Consigliato!
Metin Arditi, Il Turchetto, Neri Pozza
Premio Page des Libraires
Premio Jean-Giono
Premio des Libraires du Festival littéraire de Nancy
Premio Le Point Magazine
Français : Jean-Christophe Rufin à la 30e Foir...

Français : Jean-Christophe Rufin à la 30e Foire du livre de Brive-la-Gaillarde (Photo credit: Wikipedia)

Costantinopoli, 1531. Elie, un bambino ebreo di undici anni, si aggira per il bazar al seguito di Arsinée, la donna che l’ha fatto uscire dal ventre di sua madre, e di suo padre Sami. Subito dopo averlo messo al mondo tra innumerevoli tormenti, sua madre ha sussurrato in un miscuglio di turco e catalano: “è un topino così grazioso”, ed è morta. Al bazar, tutti lo conoscono come un monello capace di ritrarre chiunque in pochi secondi, così come tutti conoscono Sami, che si ferma a ogni passo a urinare per strada come i facchini e i mendicanti, la fronte madida di sudore.
Quando può, Elie fugge via dal bazar. Verso la via dei Produttori di Inchiostro. Verso la bottega di Djelal, il danzatore sufi che crea gli inchiostri più belli di tutta Costantinopoli.
Djelal mette tutto il suo cuore, tutta la dedizione e la lealtà di cui è capace in tre attività: la produzione d’inchiostro, la preghiera e la danza. Tre diversi sentieri, per lui, dell’unico cammino verso la serenità e il Signore.
Ad affascinare Elie sono, tuttavia, i suoi inchiostri ,azzurri, cremisi, verdi , che gli permettono di esprimere il talento in cui sembra meravigliosamente eccellere: il disegno. Un dono che suscita il benevolo rimprovero di Djelal che gli ricorda che la Legge, comune all’Islam e all’Ebraismo, vieta di rappresentare Dio e le sue opere, e consente soltanto di riprodurre i testi sacri, cercando con umiltà di rendere tutta la loro profondità e bellezza.
L’infanzia di Elie in terra turca finisce il giorno in cui la morte si porta via Sami. In cambio di un ritratto fatto al capitano del Tizzone, una maestosa nave ancorata al porto, Elie si imbarca per Venezia, non prima di ribattezzarsi ,opportunamente in un tempo in cui chiunque può tagliare la testa a un giudeo per poche monete  Ilias Troyanos, greco di Costantinopoli, cresciuto accanto a una famiglia di ebrei spagnoli.
A Venezia uno strabiliante destino lo attende. Ilias Troyanos diventa il Turchetto, il più grande di tutti i pittori della città, l’unico capace di fondere in modo quasi miracoloso il disegno e il colore, e di rappresentare i soggetti sacri elevando l’anima e stuzzicando, a un tempo, i sensi.
Uno strabiliante destino che si capovolge, tuttavia, nel suo opposto, in una sorte maligna, il giorno in cui la modella prediletta del Turchetto, Rachel, una bellissima ragazza ebrea dagli occhi incredibilmente verdi e dalla bocca perfetta, viene orribilmente assassinata e gettata in un canale da tre malviventi mascherati come a Carnevale e reduci da una notte di bagordi.

____________________________________________________________

colorito e imponente anche il romanzo che la mano sapiente di Christophe Rufin propone ai lettori: Francia, la guerra dei Cento Anni si trascina ancora, ma un ragazzo sogna di cambiare tutto…

Jean Christophe Rufin, L’uomo dei sogni, E.o

È un’epoca buia quella dalla quale Jacques Coeur fin da ragazzo sogna di fuggire: la Francia in cui vive è una nazione devastata dalla Guerra dei Cento Anni, con la sua coda di massacri, violenze, carestie e malattie.  Una società immobile dove l’ideale della cavalleria è stato rimpiazzato dai soprusi dei più forti, dove nessuno può uscire dal ruolo assegnatogli per nascita, dove l’incontro con il diverso è sempre guerra e mai ricchezza. Ma Jacques Coeur è un sognatore, un visionario, e ha tutta l’intenzione di realizzare grandi progetti. Per primo “inventa” il capitalismo moderno favorendo la crescita della nuova classe dei mercanti e dei borghesi che, assieme alle merci, faranno circolare il piacere, la pace e la libertà. In breve, attraverso la sua intelligenza e alla conoscenza dell’Oriente, da figlio di artigiano salirà ai più alti vertici del potere diventando banchiere del Re di Francia. Il mondo può essere migliore – pensa, e lotterà per fare del denaro e del commercio non più motivo di guerra ma uno straordinario strumento di benessere e di libertà. Ma i suoi nemici complottano per la sua disgrazia, e quando s’innamorerà della favorita del re, la sua vita sarà in pericolo e dovrà fuggire prima in Italia poi su un’isola greca. Come il nostro, quel Medioevo moribondo è un mondo che sta sparendo e che, attraverso un doloroso travaglio, darà vita a una società più prospera e felice: il Rinascimento. Una storia meravigliosa che pagina dopo pagina ci parla con grande intelligenza dell’attualità e dei problemi del nostro tempo.

Read Full Post »

Older Posts »

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 302 follower