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Posts Tagged ‘romanzieri turchi’

 

che dire dell’attualità di certi romanzi, come questo, dedicato alla Turchia e al popolo curdo. E viene da chiedersi cosa possa esserne dell’autore, in questi giorni, reporter per un giornale curdo..

Murat Uyurkulak ,Tol, Storia di una vendetta, Passigli

http://www.passiglieditori.it/tol-storia-di-una-vendetta

 

Da Istanbul a Diyarbakir, in terra curda, un treno corre lungo un’immensa steppa. A bordo c’è Yusuf, che non ha più né padre né madre, e neppure un nome: Yusuf è un sospetto agli occhi di un potere sempre più totalitario, e lascia alle spalle la sua città attraversando un paese scosso da una serie di attentati. Davanti a lui c’è ‘Poeta’: un terribile segreto sembra legarli indissolubilmente…

 

 

Apparso nel 2002 e subito acclamato come uno dei migliori romanzi della nuova narrativa turca, Tol (parola curda che significa vendetta) è sì la storia di una vendetta, come recita il sottotitolo, ma è anche la storia di una misteriosa e paurosa odissea tra le colline dell’Anatolia e i guerriglieri del Kurdistan, sulle tracce di una rivoluzione impossibile: un viaggio nella geografia, nella storia e nell’anima di un paese, la Turchia, che è ancora oggi al centro dell’interesse del mondo intero, sia per la sua posizione strategica, sia per il suo complesso e contraddittorio cammino verso un’evoluzione democratica che pare ancora lontana.

 

 

Murat Uyurkulak è nato nel 1972 ad Aydin, nell’ovest della Turchia non lontano da Smirne, dove ha frequentato l’università, studiando prima Giurisprudenza e poi Storia dell’arte. Negli anni Novanta si trasferisce a Istanbul e fa i lavori più disparati, dal cameriere al traduttore free-lance, finendo poi per lavorare come redattore, prima in una casa editrice, e in seguito per il quotidiano socialista «Birgun» (sezione esteri). Nel 2002 il successo del suo romanzo d’esordio Tol lo consacra come uno dei maggiori scrittori della nuova generazione; le vendite superano le 50.000 copie, i diritti di traduzione vengono acquistati in diversi Paesi.

Seguono il romanzo Har (2006) e la raccolta di racconti Bazooka (2012); in quello stesso anno collabora alla sceneggiatura del serial televisivo Città perduta. Da sempre interessato al problema dei Curdi in Turchia, nel 2013 lavora come ‘columnist’ settimanale per il giornale militante curdo «Ogzur Gundem», in posizione di aperto contrasto con la politica dell’attuale governo di Erdogan. Proprio in questi giorni è uscito il suo terzo romanzo, Merhume (La compianta).

«Murat Uyurkulak si presenta a noi con quell’impareggiabile coraggio tipico dei grandi scrittori».

Yıldırım Türker

«Con Tol, Murat Uyurkulak segue il cammino della vendetta a cui conducono le vite spezzate, le vite bandite dei personaggi; ci dà uno sguardo non ufficiale della storia non ufficiale della Turchia…».

Yeni Şafak

«Tol di Murat Uyurkulak: la nostalgia dell’impegno politico e lo smarrimento di una generazione sacrificata all’ideologia militante».

Siècle 21

«Da Istanbul a Diyarbakir, uno dei migliori scrittori della nuova narrativa turca».

Livres Hebdo

«Un romanzo pieno di rabbia, insulti, ubriacature, musica, foga e, ovviamente, dolore. La sua struttura è il labirinto, il suo tema è la verità. Se qualcuno non l’ha ancora letto, lo faccia ora».

Nurinisa Eroğlu

«Uyurkulak sembra abitato da un vulcano interiore. Tol è come un lungo grido. La lingua in cui è scritto, impastata dei diversi parlati della Turchia, ha colpito enormemente i lettori turchi quando il romanzo è apparso, nel 2002. E ancora di più l’evocazione schietta, senza fronzoli, del colpo di Stato e della guerra contro i Curdi».

Le Temps

«I personaggi di Tol, lo stupefacente romanzo d’esordio di Murat Uyurkulak, sono anime bruciate che cercano di vendicarsi, anche per pagare la ‘maledizione’ di essere ancora in vita».

Le Matricule des Anges

«In questa epopea della minoranza, della sconfitta, la rivolta, più ancora che nel cuore del paese, sta in questa invasione linguistica di un’invenzione sfrenata…».

Libération

«Questo libro scorre come la vita. Ci riempie di rabbia e poi sa farci ridere anche di cuore…».

Aylin Saraç

 

Map of Turkey with highlighted Southeast Anato...

Map of Turkey with highlighted Southeast Anatolia Region (Güneydoğu Anadolu Bölgesi) (Photo credit: Wikipedia)

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“Derdâ correva come se nella vita non avesse fatto altro

che fuggire dal marito, senza meta.

Correva come non faceva più da cinque anni.

Man mano che aumentava la velocità sentiva le gambe più leggere.

Sfrecciando tra lampioni, stradoni deserti e statue di bronzo, come se tutta Londra si fosse fermata a guardarla, Derdâ sentiva le ali ai piedi per una sensazione a lei totalmente nuova: libertà.”

 

 

è giovane Hakan Gunday, ma ha talento da vendere. Nome conosciuto anche al di fuori dei confini greci e turchi: è nato a Rodi, ma da genitori turchi. Il suo è un libro fresco e tagliente in cui appare riflessa tutta la complessità della società turca,  più in generale narando un mondo in cui anche i libri possono aiutare a salvare la vita, in cui il destino può spesso rivelare sorprese inaspettate…

 

A con Zeta, Hakan Günday, Marcos Y Marcos

 

A con Zeta è stato proclamato “Miglior romanzo dell’anno 2011” in Turchia ed è tradotto in diciannove lingue.

 

C’è una bambina di nome Derdâ: deve abbandonare la scuola e il suo villaggio in Turchia per seguire a Londra un marito crudele. C’è un bambino di nome Derda: vive in una baracca dietro un cimitero di Istanbul e si guadagna il pane lucidando le tombe. Come la A e la Zeta, non potrebbero essere più lontani, e in mezzo ci sono tutte le parole che devono ancora dirsi.

Derdâ corre per le vie di Londra con un dizionario in mano; si è guadagnata la libertà facendo la pornostar in chador. Derda si fa tatuare il nome di uno scrittore sulle dita; corre per le vie di Istanbul con un romanzo in tasca e una pistola in pugno. Loro non lo sanno, ma si stanno correndo incontro.

Lui troverà lei in un video porno; lei troverà lui all’incrocio tra letteratura e vita.

Si riconosceranno grazie a un libro, a unirli per sempre saranno i corpi e le parole; come la A e la Zeta, saranno l’una per l’altro inizio e fine.

 

Un romanzo tenerissimo e insolente.

 

“Hakan Günday è la stella nascente della letteratura turca”. Time Out

 

Trad di Fulvio Bertuccelli

 

Ilustratore. Lorenzo Lanzi

Biografia

 

Hakan Günday, nato a Rodi nel 1976, ha sangue turco e sguardo europeo. Figlio di diplomatici, cresce spostandosi da una città all’altra, per poi approdare a Istanbul, dove adesso vive.

A ventitré anni, invece di varcare il portone dell’università, comincia a trascorrere le giornate al caffè di fronte e scrive il suo primo romanzo. Da allora ne ha scritti otto, diventando in Turchia l’autore che tutti gli editori vorrebbero pubblicare, perché è un mito tra i giovani e campione d’incassi in libreria.

Racconta storie a tinte forti con stile vivo e fulminante, con passione cocente e sensibilità delicata.

Tra incroci inediti di Oriente e Occidente, Hakan Günday coglie la vita in situazioni estreme, stagliandosi come una voce nuova e forte dell’Europa più giovane che cambia.

A con Zeta è stato celebrato come miglior libro del 2011 in Turchia ed è tradotto in diciannove lingue.

 

 

 

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