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Posts Tagged ‘saggi’

 

Vuoi già partire? Il giorno non è ancora vicino: era l’usignolo, e non l’allodola, quello che ti ha ferito col suo canto l’orecchio trepidante; esso canta tutte le notti su quel melograno laggiù: credi, amor mio, era l’usignolo. Parole di Giulietta. In libreria, Shakespeare e l’amore, da Arturo Cattaneo. Splendida ed illuminante lavoro sui capolavori senza tempo.
 
 
 
Romeo e Giulietta, Otello, i Sonetti… le piú famose opere di Shakespeare dedicate all’amore ci emozionano oggi come quattrocento anni fa. Ogni capitolo di questo libro racconta, intrecciando aneddoti, curiosità e fatti storici, un’idea dell’amore secondo Shakespeare: l’amore a prima vista che si crede eterno, l’amore che si muta in odio e uccide, l’amore che impone di farsi raccontare in una storia che è confessione e denuncia insieme… Una casistica straordinaria, con al centro la domanda di sempre: l’amore è commedia o tragedia? Un percorso che dalla passione tra adolescenti in Romeo e Giulietta porta alla tragedia del razzismo e della gelosia in Otello, fino alla sorpresa dei Sonetti. Qui Shakespeare è il protagonista, parla in prima persona e si mette crudelmente a nudo in un diario segreto dove confessa due passioni, per un giovane biondo e una dama bruna, che si confondono in un triangolo difficile da districare.
Arturo Cattaneo è Professore Ordinario di Letteratura inglese presso l’Università Cattolica di Milano. Si è specializzato in Inghilterra, al Warburg Institute dell’Università di Londra. Tra le sue pubblicazioni, Il trionfo della memoria. La casa della vita di Mario Praz (2003), Chi stramalediva gli Inglesi. La diffusione della letteratura inglese e americana tra le due guerre (2007), Shakespeare alla sbarra. Giustizia e processi nel “Mercante di Venezia” e in “Otello” (2012), A Short History of English Literature (2019), e i romanzi Ci vediamo a settembre(2010) e La notte inglese (2012). Per Einaudi ha pubblicato Shakespeare e l’amore (210

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Calendario dell’avvento dei bei libri, uno al giorno,scelto dai librai di Atlantide. Le leggende, i miti che circondano il mondo dei fiori e delle erbe curative, uno splendido saggio.

 

Le mani degli Dei, Erika Maderna, Aboca Edizioni

Le mani degli Dèi ci conduce attraverso le leggende, i miti e gli archetipi dei fiori e delle erbe curative, scrutando dietro il codice botanico i valori sottesi.
Nei miti possiamo trovare il nucleo vivo e pulsante della filosofia, nascosto nella selva dei simboli; interrogarli significa svelare la ricchissima rete di relazioni che intesse tutte le cose.

La definizione di “semplici” ci guiderà nella consapevolezza che la complessità può essere ricondotta a princìpi elementari, energie pure: le piante officinali sono creature umili nel senso più genuinamente etimologico, cioè vicine all’humus, al suolo, grembo materno da cui ricevono nutrimento e forza per trasformarsi in farmaci dispensatori di energie fisiche e spirituali.

In origine ogni pianta è stata venerata come divinità, in seguito associata a un dio o a una dea di cui condivide il vissuto mitico, perchè l’aspetto simbolico è parte viva della comprensione della malattia e la soluzione è più facile se sappiamo ricercarla nel suo archetipo.

Nelle pieghe segrete di questo patrimonio di tradizioni troveremo piante straordinarie: quelle afrodisiache sacre ad Afrodite, quelle utili per le malattie delle donne, care a Era e Artemide; i veleni e i filtri preparati dalle maghe, le piante solari di Apollo e molte altre. Scopriremo che alcune erbe possono essere magiche, metafisiche o addirittura filosofiche. Ognuna di esse ha una storia da raccontare e qualche enigma da sottoporci.

Erika Maderna, laureata in Lettere Classiche all’Università di Pavia, vive a Grosseto. Ha pubblicato nel 2005 Antichi segreti di bellezza, Aldo Sara Editore; nel 2007 la prima traduzione italiana del trattato Sui segni celesti, dell’erudito bizantino Giovanni Lido, curiosa miscellanea di letteratura astrologica e oracolare.
Con Aboca Edizioni ha pubblicato: Aromi sacri, fragranze profane. Simboli, mitologie e passioni profumatorie nel mondo antico (2009), e Medichesse. La vocazione femminile alla cura (2012).

 

English: Agrumes in mithology. The Trasformati...

English: Agrumes in mithology. The Trasformation of Leonilla in an Aurantium distortum: a baroque variation of the ancient mith, explening the origin of rare botanical plant. Italiano: Gli agrumi nella mitologia. La scena rappresenta la metamorfosi di Leonilla in un Aurantium distortum. La storia è una manipolazione barocca del mito antico, per spiegare la singolarità di una specie botanica rara. (Photo credit: Wikipedia)

 

 

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fine della civiltà europea secondo il pensatore Michel Onfray:
Pensare l’Islam,
Michel Onfray, Ponte Alle Grazie
Dopo i fatti di Charlie Hebdo, una nuova e più sanguinosa strage jihadista fa vacillare i valori fondamentali della Repubblica francese rischiando di innescare una deriva autoritaria in tutta l’Europa; questo mentre la coalizione contro l’ISIS si allarga pericolosamente facendo emergere complicità per troppo tempo ignorate e acuendo le tensioni tra gli Stati coinvolti nella crisi siriana.
Nel Corano si predica la pace o al contrario si inneggia alla guerra? Ha senso ritenere che l’Islam, in quanto tale, sia incompatibile con la cosiddetta civiltà occidentale? Ciò a cui stiamo assistendo non è forse il prodotto di un conflitto planetario scatenato più di un decennio fa in nome del profitto, un conflitto che ha armato la mano di coloro che oggi minacciano la nostra incolumità e che quasi ogni giorno seminano terrore e morte in tutto il mondo arabo? Michel Onfray, partigiano del libero pensiero che non ammette compromessi, cerca di rispondere a queste domande cruciali affidandosi alle armi della critica e all’analisi delle fonti, in un libro «vietato» in Francia, dove il dibattito pubblico si sta progressivamente omologando alla narrazione imposta dalle autorità e alle semplificazioni dei media. Per questo, il libro che qui presentiamo costituisce la prima edizione mondiale. Mantenere la lucidità, avere il coraggio di analizzare i fatti per quello che sono, senza infingimenti e ipocrisie, permette di tracciare una via di uscita da una catastrofe annunciata che nessuno sembra avere intenzione di scongiurare. Pensare l’Islam vuole contribuire al risveglio della razionalità in un mondo sempre più assediato dai demoni della follia, prima che sia troppo tardi.

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Già, una famiglia tedesca, quella di questo saggio, emblematica, esemplare. Un libro necessario per collocare i tanti tasselli che compongono la variegata personalità di Walter Benjamin, del contesto famigliare,  per vedere scorrere l’impetuoso fiume della storia del Novecento.

 

Uwe-Karsten Heye

I Benjamin. Una famiglia tedesca, Sellerio

Una tragica saga familiare, un secolo di storia tedesca attraverso una famiglia esemplare, esempio di opposizione culturale e morale agli orrori che i conflitti portano con sé.

Traduzione dal tedesco di Margherita Carbonaro
Titolo originale: Die Benjamin, Eine deutsche Familie

Walter Benjamin, uno dei «profeti» culturali del Novecento, morì in una piccola località sulla frontiera spagnola; fuggiva dalla Francia occupata e si suicidò per timore di essere riconsegnato alla Gestapo. Era ebreo oltre che antinazista. La sua fine è abbastanza nota.
È invece per lo più ignota la vicenda delle personalità con cui più vivamente e drammaticamente si intrecciò la sua storia e, in parte, la sua attività: Georg, il fratello minore, medico, dirigente comunista, soppresso a Mathausen nel 1942, la sorellina Dora, sociologa e attivista, esule a Parigi con Walter dal 1933 e morta in Svizzera dov’era in esilio, la cognata Hilde, militante clandestina antinazista e madre di un bambino «meticcio» da sottrarre allo sterminio, poi giudice supremo nella DDR e ministro della Giustizia, distintasi nella prosecuzione giudiziaria dei criminali nazisti.
L’autore di questa inchiesta storica, basata su documenti sconosciuti e su conversazioni con i protagonisti, li definisce «una famiglia tedesca». E infatti la loro vicenda collettiva di disperazione di morte e di coraggio, è aggrovigliata in modo indistinguibile con la stessa storia della Germania. E il racconto di essa si staglia sullo sfondo della vita in Germania, prima e dopo il 1933. A partire dal primo miracolo tedesco, la grande crescita dopo la nascita dell’impero del 1871, in cui fiorì la famiglia di agiati e colti ebrei Benjamin; fino agli anni Sessanta del Novecento quando, mentre i caporioni ex nazisti completavano le loro carriere indisturbati ad Ovest, l’ultima dei Benjamin si guadagnava l’epiteto di «Ghigliottina rossa» per il suo lavoro di giudice ad Est, contro i criminali di guerra.
Una ricostruzione dal respiro del Ventesimo secolo europeo, quella condotta dallo storico e giornalista Heye che riesce a coniugare con passione l’empatia esistenziale di una storia privata degli affetti, con l’interesse documentaristico della grande storia.

Uwe-Karsten Heye (1940), giornalista, è stato autore di discorsi per Willy Brandt, portavoce del governo di Gerhard Schroeder e autore di testi per le reti televisive ARD e ZDF

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“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi.”

In libreria, Rete padrona
Amazon, Apple, Google & co.
Il volto oscuro della rivoluzione digitale, Federico Rampini, Feltrinelli

Il libro

“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzionedi Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho
le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti.
I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano
la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente. Con questo libro vi porto in viaggio con me nella Rete padrona. È un viaggio nel tempo, per confrontare le speranze e i progetti più generosi di un ventennio fa con le priorità reali che plasmano oggi il mondo delle tecnologie. È un viaggio nei luoghi e nei paesaggi della California dove ho vissuto a lungo, che ritrovo sempre più affascinanti, ma in preda a una feroce divaricazione sociale tra le élite digitali e il resto della società. È un viaggio tra i personaggi che hanno segnato quest’epoca, da Bill Gates a Steve Jobs, a Mark Zuckerberg, e tra tanti altri profeti e visionari meno noti, che già stanno progettando le prossime fasi dell’innovazione.
Perché capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.”
Federico Rampini

Un brano:
Non sono un luddista contrario per principio al progresso tecnologico: se lo fossi, non avrei subìto l’attrazione irresistibile verso la modernità che mi spinse a emigrare in California. Volevo andare a vedere da vicino il laboratorio del futuro. Quella che state per leggere non è una lamentazione a senso unico sui danni di Internet e dei gadget digitali, anche se di alcune derive patologiche bisogna essere consapevoli: il progresso è tale se ne restiamo noi i padroni.
Sono convinto che, nel bilancio finale tra i costi e i benefici della modernità, ci sia ancora un segno positivo. Dobbiamo vaccinarci contro un pessimismo cosmico che troppo spesso è un handicap psicologico della Vecchia Europa, e dell’Italia in modo particolare. Tuttavia lo stesso dibattito americano, di cui vi racconto diversi episodi in queste pagine, è animato da una corrente modernissima di critici del totalitarismo tecnologico.
Una domanda che si pone, per cominciare, è questa: chi si è appropriato dei frutti economici di questo gigantesco balzo nella nostra produttività? In molte professioni, il ciclo lavorativo dura ormai quasi 24 ore su 24, siamo sempre reperibili, non smettiamo mai di consultare le nostre email, di ricevere e inviare sms. Ma a questa fantastica crescita della produttività non ha corrisposto un aumento dei nostri stipendi. Anzi, in tutto l’Occidente la maggioranza della popolazione lavorativa, ceto medio incluso, vive una prolungata stagnazione dei redditi, se non un arretramento nel tenore di vita rispetto all’Età dell’oro degli anni settanta-ottanta.
L’economia digitale gioca degli strani scherzi. Un esempio è quello illustrato dall’economista di Berkeley (ed ex ministro del Lavoro di Bill Clinton) Robert Reich, nel suo bel documentario Inequality for All. Reich rivela che il massimo profitto dalla vendita di ogni iPhone non va in Cina (dove vengono fabbricati e assemblati molti componenti) bensì in Germania, dove una minuscola cricca di ingegneri concepisce alcuni dei componenti più pregiati.
A un’era di abnorme dilatazione delle diseguaglianze, i “cattivi del web” reagiscono con la filantropia. Da Bill Gates a Mark Zuckerberg, è una nobile gara di generosità per aiutare i più deboli, i perdenti, gli sconfitti. Intanto nelle loro aziende continua a non esserci neppure l’ombra del sindacato. E colossi digitali come Apple e Google figurano tra i campioni mondiali dell’elusione fiscale. Il volto prepotente e malefico della Rete ci riguarda tutti. Sono loro i nuovi Padroni dell’Universo. Ogni cittadino del mondo deve conoscerli, per imparare a difendersi

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English: Margaret Atwood - Munich 19.10.2009 D...

English: Margaret Atwood – Munich 19.10.2009 Deutsch: Margaret Atwood – Literaturhaus München – Lesung am 19.10.2009 (Photo credit: Wikipedia)

Federico Rampini, Rete padrona. Amazon, Facebook, Google & co. il volto oscuro della rivoluzione digitale, Feltrinelli

“Sono i nuovi Padroni dell’Universo. Ognuno di noi deve conoscerli per imparare a difendersi” – “Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzionedi Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente. Con questo libro vi porto in viaggio con me nella Rete padrona. È un viaggio nel tempo, per confrontare le speranze e i progetti più generosi di un ventennio fa con le priorità reali che plasmano oggi il mondo delle tecnologie. È un viaggio nei luoghi e nei paesaggi della California dove ho vissuto a lungo, che ritrovo sempre più affascinanti, ma in preda a una feroce divaricazione sociale tra le élite digitali e il resto della società. È un viaggio tra i personaggi che hanno segnato quest’epoca, da Bill Gates a Steve Jobs, a Mark Zuckerberg, e tra tanti altri profeti e visionari meno noti, che già stanno progettando le prossime fasi dell’innovazione. Perché capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini

 

Robert Galbraith, Il baco da seta, Salani

Il nuovo giallo scritto da J.K. Rowling con lo pseudonimo di Robert Galbraith dopo il successo de Il richiamo del cuculo.

 

Quando lo scrittore Owen Quine scompare, sua moglie assume l’investigatore privato Cormoran Strike. Sulle prime crede che suo marito se ne sia andato per qualche giorno di sua volontà, come ha già fatto in passato, e vuole che Strike lo ritrovi e lo riporti a casa. Ma con il procedere dell’indagine di Strike appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c’è molto più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore ha appena terminato un manoscritto pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce. Se fosse pubblicato, il libro rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler zittire lo scrittore. E quando Quine viene ritrovato morto, brutalmente assassinato in circostanze bizzarre, Strike si trova in una corsa contro il tempo per capire il movente di un assassino spietato, diverso da tutti quelli che ha incontrato finora… Appassionante e ricco di colpi di scena, Il baco da seta è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

 

 

 

Geoff Dyer, Il sesso nelle camere d’albergo , Einaudi

L’eccentrico auto-reportage dell’autore di “Natura morta con custodia di sax” – Venticinque anni di vita, ovvero venticinque anni di letture, ricordi, viaggi, incontri e disavventure. L’amore per una cantante indiana, con la voce da eterna ragazza, e quello per una donna bellissima intravista in un negozio; le camere d’albergo con il letto immenso e lo specchio a figura intera, che subito suscitano pensieri erotici; l’Algeria di Camus, che ormai esiste solo nei suoi libri e nel cuore di chi li ha letti. E l’Africa, raccontata dal genio spericolato di Kapuscinski… Con l’intelligenza del critico e la passione del narratore, Dyer ci attrae nel suo mondo, e ci dice che l’unico modo per capire e apprezzare la vita è essere curiosi, entusiasti e folli quanto basta. Geoff Dyer si è conquistato la devozione di un gruppo di attenti lettori grazie ai suoi insoliti romanzi, ma anche a una serie di opere difficilmente etichettabili: prima fra tutte, Natura morta con custodia di sax, un libro a metà tra il racconto e la riscrittura della vita dei grandi del jazz. Nel corso della sua lunga carriera Dyer ha firmato saggi brevi dedicati ai temi piú diversi:

fotografia, scultura, cinema, letteratura, ma anche scritti di natura vagamente autobiografica. Il sesso nelle camere d’albergo raccoglie una parte di questa sua sorprendente produzione.

 

 

Wulf Dorn, Phobia, Longanesi

Dorn torna con un romanzo adrenalinico che riporta sulla scena il protagonista de La psichiatra.

 

Londra, una notte di dicembre nel quartiere di Forest Hill. L’automobile del marito nel vialetto di casa. La chiave nella toppa. I passi che risuonano in corridoio. Rumori familiari per Sarah Bridgewater. Ma l’uomo che trova in cucina non è Stephen. Eppure indossa gli abiti di Stephen, ha la sua valigia, ed è arrivato fin lì con l’auto di Stephen. Sostiene di essere Stephen, e conosce delle cose che solo il marito di Sarah può conoscere. Per Sarah e per Harvey, il figlio di sei anni, incomincia un incubo atroce, anche perché lo sconosciuto scompare così come era apparso e nessuno crede alla sua esistenza, né la polizia è preoccupata del fatto che il marito risulti svanito nel nulla. Sarah sa che può contare solo su una persona:

l’amico psichiatra Mark Behrend. Con il misterioso sconosciuto ha così inizio un duello psicologico, in cui ogni punto vinto o perso può significare riuscire a sopravvivere o venire brutalmente uccisi…

 

Ricordate LA TREDICESIMA STORIA? il nuovo libro dell’autrice 

Diane Setterfield, Le nere ali del tempo, Mondadori

Quand’era ragazzo, William Bellman ha ucciso un corvo con la fi onda.

L’episodio era stato subito archiviato come un incidente che capita nelle scorribande dell’adolescenza, e nessuno aveva pensato alle conseguenze.

Diventato grande, sposato e con dei fi gli, William ha totalmente dimenticato quel lontano episodio. Ma i corvi non hanno dimenticato.

All’improvviso uno sconosciuto entra misteriosamente nella vita di William, e la fortuna gli volta le spalle, peggio ancora, iniziano a morire le persone a lui più care e il suo intero mondo crolla. Disperato, nel tentativo di salvare quel poco che sembra rimanergli tra le mani, accetta di stringere un patto. Un patto piuttosto rischioso, con un partner abbastanza strano, che sembra condurre a un affare decisamente macabro. E così nasce l’impresa Bellman & Black..

 

 

Margaret Atwood, L’altro inizio, Ponte alle grazie

Con L’altro inizio, Margaret Atwood chiude il cerchio della Trilogia dell’Adamo Pazzo, ampia e raffinatissima riflessione da parte di una scrittrice da sempre interessata alle tematiche ambientaliste, sulla degenerazione di una società che ha fatto della sperimentazione genetica una vera e propria fede. Tra pagine commoventi, a tratti piene di ironia e di un tocco di macabro umorismo, la Atwood accompagna il lettore nella ricerca della risposta più ardua: una rinascita è ormai possibile? – Sul pianeta Terra è tempo di contare i sopravvissuti al Diluvio Senz’Acqua, il devastante flagello scatenato dall’azione sconsiderata dell’uomo, illuso di poter controllare la propria esistenza abusando della scienza. I pochi umani scampati, accompagnati dai Craker, la specie pacifica, creata in laboratorio, tentano di riprendere la propria vita nel villaggio rifugio. Ma la convivenza di questi mondi, l’umano e il transgenico, si regge su un equilibrio molto precario, che rischia di spezzarsi sotto il peso di incomprensioni e sospetti reciproci, e delle terribili minacce di morte che continuano a giungere dall’esterno. E mentre Toby, ex Giardiniera di Dio, esperta di funghi e api, tenta di mediare tra le parti, sostenuta dalle amiche Ren e Amanda, Zeb, l’uomo che lei ama, in un disperato atto di rivincita parte alla ricerca di Adamo 1, fondatore della religione dei Giardinieri.

 

Stephen King, Mr Mercedes, Sperling

 

Il Re del brivido non smette mai di sorprendere…ha scritto il miglior thriller dell’anno! – All’alba di un giorno qualsiasi della primavera 2009, davanti all’ufficio di collocamento di una cittadina americana, si è formata una lunga coda di giovani, donne, uomini che sperano di trovare un lavoro.

All’improvviso su di loro piomba invece una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo, un poliziotto che sta per andare in pensione, William Hodges, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che lui compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il mostro, il vecchio Hodges può contare solo sull’intelligenza e l’esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un’incalzante caccia all’uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita con maestria da uno Stephen King in grande forma.

Un thriller ad alta tensione con due dei migliori personaggi del Re visti negli ultimi tempi.

 

 

Bill Bryson, L’estate in cui accadde di tutto, Guanda

C’è un anno nella storia degli Stati Uniti in cui il paese ha scommesso sul suo futuro, sulla fiducia, sullo slancio, sull’ottimismo. È il 1927, l’anno in cui Charles Lindbergh, un pilota del Minnesota, riesce a raggiungere Parigi con il suo spirit of st. Louis dopo 33 ore di volo; è l’anno di una stella del baseball, quel Babe Ruth diventato leggenda per i suoi fuoricampo e le sue continue trasgressioni, alimentari e sessuali. È anche l’anno in cui la settimana lavorativa passa da 60 a 48 ore, si rafforza il proibizionismo, e si assiste alla prima trasmissione di un’immagine nell’etere, quella che presto sarebbe diventata nota come televisione…

 

 

Massimo Recalcati – L’ora di lezione, Einaudi

Un elogio dell’insegnamento che non può accontentarsi di essere ridotto a trasmettere informazioni e competenze. Un elogio della stortura della vite che non deve essere raddrizzata ma coltivata con cura e riconquistata nella sua singolare bellezza.

 

 

Sara Rattaro – Niente è come te, Garzanti

Dopo il successo di Non volare via, a lungo in classifica in Italia tra i libri più venduti, Sara Rattaro torna con un romanzo potente e intenso che sa come avvicinarsi al cuore di tutti noi. La storia di quell’istante in cui non importa più cosa è giusto o cosa è sbagliato. La storia di un padre coraggioso e di una ragazza speciale. La storia di un amore che non conosce né tempo né ostacoli. Perché a volte l’unica cosa che conta è lottare per quello che si ama veramente.

 

 

 

Amara Lakhous – La zingarata della verginella di via Ormea, E.o

Un nuovo divertente romanzo con protagonista il giornalista di cronaca nera Enzo Laganà che dovrà indagare sul caso di una quindicenne di San Salvario che dice di essere stata violentata da due rom. È davvero avvenuto uno stupro o si tratta di una zingarata? Chi è veramente Drabarimos? Lakhous continua a esplorare l’identità italiana fra italianissimi, anti-italiani e nuovi italiani.

 

 

Anita Nair – Il custode della luce, Guanda

Il nuovo romanzo della scrittrice indiana autrice di Cuccette per signora.

Nell’India del XVII secolo un padre lotta per la salvezza del figlio, destinato dalla madre a diventare Chaver, guerriero suicida.

 

 

Ala al-Aswani – Cairo Automobile Club, Feltrinelli

Anni Quaranta. Tra le pale dei ventilatori del Cairo Automobile Club l’Egitto dei pascià amoreggia con i diplomatici europei. Magnificenza e decadenza si attardano nei salotti reali, mentre negli spazi comuni, un esercito di servitori si affanna a soddisfare le esigenze di El-Kwo, ciambellano del re. Infine con Abdelaziz Hamam scopriremo gli ultimi sussulti dell’Egitto pre-nasseriano: l’arroganza delle classi dominanti, la miseria dei reietti, il risveglio del sentimento nazionalistico. ‘Ala al-Aswani riprende i racconti popolari e indica l’unica via giusta per il suo paese: una democrazia egiziana da costruire.

 

 

Thomas Pynchon – Bleeding edge, Einaudi

New York, 2001. Maxine Tarnov ha una piccolo agenzia di investigazioni specializzata in frodi. Da quando le hanno tolto la licenza può lavorare come più le aggrada, frequentando un mondo ai margini della legalità e dedicandosi all’hackeraggio. Thomas Pynchon, in questa detective story, descrive un mondo tra innocenza e corruzione, tanto più vicino a noi quanto più sembra solo il frutto della sua geniale fantasia.

 

 

 

Valerio Varesi, La strategia della lucertola, Frassinelli

In una Parma innevata, il marcio sembra nascondersi ovunque: la corruzione dilaga, il crimine è fuori controllo e la rabbia cresce. Soneri è il più arrabbiato di tutti perché crede ancora nella giustizia e se la vede sfuggire. Il commissario, infatti, segue una serie di piste confuse: un telefonino abbandonato sul greto del fiume; un vecchio morto di freddo nei sotterranei di un ospizio; la misteriosa scomparsa del sindaco. Sembrano indizi scollegati, eppure Soneri sente che dietro tutti quei casi si cela un’unica strategia. La strategia della lucertola, che depista i predatori lasciandosi dietro la coda. Ma questa volta l’inseguitore non si fa ingannare.

 

Vittorio Zucconi, Lessico Famigliare, Mondadori

Nella Milano degli anni Cinquanta, fulminato dalla profezia di un parroco che gli annunciava un grande avvenire secondo uno speciale disegno di Dio, il giovane Vittorio Zucconi comincia il viaggio nella vita, gravato dalla responsabilità della missione ma senza nessuna voglia e nessuna idea, sprecando talento, pigramente, con incoscienza. Attraverso l’avventura della vita, vissuta nella infruttuosa ricerca di quale fosse questo benedetto “disegno di Dio”, Zucconi racconta le emozioni effimere dell’Italia del miracolo, la scoperta del “resto del mondo”, l’illusione di un destino americano, la estenuante dolcezza della vita di una famiglia italiana dove nessun figlio può mai essere all’altezza delle aspettative. Fino alla dolce resa finale, alla constatazione che diventare vecchi è obbligatorio ma diventare adulti è facoltativo. Un libro disincantato che farà sorridere tutti coloro che sono stati almeno una volta nella vita trafitti dalla crudele domanda: “cosa vuoi fare da grande?” e che conforterà chi si è finalmente arreso all’impossibilità di scoprire che cosa Dio abbia disegnato per noi e, dunque, al trionfo dell’incoscienza.

 

Corrado Augias, Il lato oscuro del cuore, Einaudi

Clara studia “storia della psicanalisi”. La sera, seduta in cucina, rimane sveglia fino a tardi ad analizzare i casi delle “grandi isteriche” e le cronache del rapporto con i medici che le ebbero in cura: Freud, Jung, Charcot… In quei momenti sospesi, il piccolo appartamento in cui vive con il padre, il fratello e la nonna sembra spalancarsi in un abisso notturno, capace di riportarla indietro nel tempo e trascinarla nelle profondità di queste grandi narrazioni. Perché questo sono, prima di tutto: storie di vita, di corpi e di amori; ossessioni e incomprensioni, guarigioni e scacchi. Storie di donne. Ma poi, per curiosità più che per bisogno, Clara comincia a lavorare nel bar del fratello. E sarà allora che, tutt’a un tratto, la vita vera spazzerà via, con la sua forza e i suoi spigoli, gli anni di isolamento e di studio solitario. Abituata a confrontarsi con la teoria di un inconscio remoto, già catalogato e raffreddato, Clara si troverà alle prese con una vicenda misteriosa e ambigua, un omicidio che affonda le radici in un vortice di sentimenti incandescenti, di violenza e di colpa. Nel territorio violato delle periferie di oggi l’attende l’incontro con Mirella, una di quelle donne sopraffatte che per lei sono sempre state soltanto personaggi da studiare sui libri: scoprirà per la prima volta l’emozione e la paura di ascoltare, lei per prima, un cuore che si schiude, e che esige da lei una risposta.

 

Michelle Paver, L’occhio del falco -Cronache dell’età del bronzo, Mondadori

L’eruzione del vulcano Thalakrea ha coperto il cielo di una spessa nube di cenere. Hylas s’imbarca su una nave diretta all’isola di Keftiu, devastata dal vulcano, per cercare Pirra. Vuole chiederle perdono per averla tradita. Ai temibili corvi, sempre alle sue calcagna e alla ricerca del pugnale bronzeo, si aggiunge un nemico ancora più temibile: la peste. Hylas scopre, inoltre, di avere ereditato un dono terribile: può comunicare con il mondo degli spiriti, e dunque con i suol genitori… Ma riuscirà a ritrovare Pirra? L’amica, rimasta orfana della madre sacerdotessa, trova intanto conforto in un falco, con il quale ha stabilito un legame telepatico. Quando Echo spiega le ali, lo spirito di Pirra vola con lei.

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WLA metmuseum Camille Monet on a Garden Bench ...

WLA metmuseum Camille Monet on a Garden Bench by Claude Monet (Photo credit: Wikipedia)

 

Questo è davvero molto, molto bello, uno di quei libri che poi, finita la prima tiratura, diviene oggetto di caccia da parte dei bibliofili. Uno sguardo particolare al mondo, nello specifico quello dell’arte, con molti richiami ad altri campi dello scibile umano. Il mondo dalla panchina, dai giardini ai parchi pubblici, visti attraverso gli sguardi degli artisti.

 

 

Woody Allen, Peynet, Diane Arbus, Monet, Sartre, nomi presenti insieme a molti altri in questo splendido libro! Studioso e docente di teoria del Paesaggio
Sulla panchina, Michael Jakob, Einaudi

Percorsi dello sguardo nei giardini e nell’arte

 

Traduzione di Graziella Girardello

Quando ci sediamo su una panchina in cerca di un momento di riposo o per godere della vista di un paesaggio, quasi mai ci rendiamo conto di quanto questo oggetto, in apparenza banale e insignificante, funzioni come una vera e propria macchina visiva, «intelligente e visionaria», in grado di farci comprendere la realtà che abitiamo. Obbedendo a una semplice quanto efficace strategia visiva, la panchina, mentre apparta dal flusso del mondo, crea situazioni e paesaggi particolari, insegna, suscita, cita. Orienta il nostro sguardo e modella il nostro stato d’animo.

 

Michael Jakob ci guida in un viaggio sorprendente attraverso i giardini e le epoche, dalla Toscana rinascimentale alla Francia del Settecento, dalla Russia degli anni Venti ai paesaggi industriali della contemporaneità, provando a ricostruire le molteplici vite di un’entità desueta: dalle panchine reali, come le «panche di via» di Firenze o Pienza e quelle stravaganti di Bomarzo, a quelle letterarie (Rousseau, Stifter, Sartre), artistiche (Manet, Monet, Van Gogh, Liebermann) o cinematografiche (Vertov, Antonioni). Un saggio di cultura visuale colto e raffinato, accessibile – per il fascino dei temi, l’originalità dell’impostazione, l’eleganza della scrittura e la ricchezza dell’apparato iconografico – anche al lettore curioso.

 

 

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