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Posts Tagged ‘sapori del bosco’

COOP BACCHILEGA continua la sua preziosa opera di salvaguardia della memoria dei luoghi in cui viviamo, pubblicando due bei libri:

Andar per mulini
di Venerio Montevecchi

Venti itinerari lungo il Santerno dalla montagna alla pianura

I mulini sono stati parte integrante del paesaggio italiano, nelle valli dei torrenti più nascosti come lungo le rive dei fiumi, sia in montagna che in pianura, nelle campagne e nelle città. La distribuzione dei mulini che hanno lavorato fino a circa mezzo secolo fa, risale all’epoca medievale, quando nacquero le prime corporazioni e presero corpo i primi regolamenti sulla molitura; si tratta perciò di un tessuto antico, che ha resistito per lunghi secoli ai mutamenti sociali ed economici. Solo negli ultimi decenni il mulino tradizionale ha cessato di avere rilevanza economica, sostituito dai grandi impianti industriali, che non hanno quasi nulla in comune col mulino polveroso e legato all’acqua del passato. Questi edifici sono entrati nell’immaginario comune e destano in noi molte sensazioni, più o meno fantasiose.
Nelle pagine del libro troviamo sufficienti informazioni per scindere realtà e leggenda e per imparare a conoscere nel dettaglio il mondo dei mugnai e delle farine (che non sono di solo frumento!). Dopo una breve storia della macinazione si passa a raccontare la vita e la figura del mugnaio, per arrivare infine a descrivere gli edifici tipici di ogni zona, dal monte alla valle, fino alla bassa pianura, con particolare riferimento agli insediamenti nella valle del fiume Santerno e alle lavorazioni e le manutenzioni necessarie.
Nella seconda parte del libro si descrivono nel dettaglio i mulini lungo il Santerno, suddivisi per zone geografiche e trattati in venti itinerari, contenenti numerose informazioni utili a chi desidera visitarli e conoscere, nello stesso tempo, il territorio di riferimento. Si parte dalle più alte valli secondarie vicine allo spartiacque appenninico per giungere ai più remoti mulini della bassa, nei pressi della confluenza del Santerno nel Reno

I sapori del Bosco, di Anna Andrini,  – Cucinare con castagne, marroni, funghi e tartufi
Forse non tutti sanno che con castagne e marroni si può impostare un pranzo completo e che le ricette con questi frutti del bosco sono davvero tantissime, in gran parte derivanti dalla tradizione popolare. Nelle colline dell’Appennino Tosco-Romagnolo la coltura del castagno risale agli inizi del secondo millennio, in epoca Matildica, quando grandi estensioni vennero impiantate a castagneto per dare sostentamento alle popolazioni che iniziavano ad insediarsi nei territori montani. La tradizione popolare di preparare cibi con le castagne (i frutti selvatici), i marroni (i frutti coltivati) e i loro derivati ha quindi radici molto lontane. Il castagneto è un frutteto a tutti gli effetti, le piante, infatti vengono innestate, potate e curate e il sottobosco viene ripulito ogni anno con molta cura. La posizione preferita dal castagno è quella dei versanti rivolti a nord-est e a nord-ovest, più freschi e umidi. Per questa serie di motivi, sotto i castagni spuntano funghi in grande quantità, molti dei quali di grande pregio alimentare, come gli ovoli e i porcini.
A completare il tema, quindi, vengono presentate numerose ricette a base di funghi, che si prestano ad essere ingrediente per piatti più complessi o essere essi stessi il componente principale di ricette deliziose.

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