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Posts Tagged ‘sherlock holmes’

C’è qualcosa di meglio del grande Nord per calarsi nell’atmosfera natalizia?
Selma Lagerlof, La leggenda della rosa di Natale, Iperborea

Una foresta innevata che si trasforma a Natale in un meraviglioso giardino, impervie montagne che rivelano miniere d’argento, schiere di anime perdute che penano tra i ghiacci eterni, accudite da una vecchietta abbandonata che non si rassegna alla solitudine: è la Svezia delle antiche fiabe che rivive in questi racconti di Selma Lagerlöf, quella dei miti e delle leggende, delle storie tramandate al lume di candela nelle lunghe notti nordiche. Ma come nei suoi grandi romanzi, lo sfondo fantastico serve a raccontare i desideri, le passioni, le grandi domande morali. La fede nella bellezza di un vecchio abate che fa nascere un fiore nel buio inverno del Nord, la giovane che perde il suo amore in mare e trova nei sogni come riportarlo in vita, il violinista presuntuoso che impara l’umiltà dalla musica di un ruscello. Dietro un’apparente semplicità emerge una sottile indagine dell’animo umano: non c’è mai un “vissero felici e contenti” nelle sue storie, ma il lieto fine è segnato da una redenzione, l’accettazione di un limite, il superamento di una paura, una ritrovata fiducia nella fantasia. E quasi sempre il “miracolo” avviene attraverso un racconto nel racconto, quell’inesauribile potere dell’immaginazione di far vedere la realtà con altri occhi o di ricrearla, di trasformare uno scrigno nascosto nel tesoro dell’imperatrice Maria Teresa, e di insegnare a re Gustavo come il valore degli uomini superi ogni ricchezza.

Ma le proposte in libreria sono tante:

 Arthur Conan Doyle,

Il caso dell’oca di Natale. Sherlock Holmes in «L’avventura del carbonchio azzurro», Interlinea

Sherlock Holmes nei giorni di Natale si trova con un cappello nero malconcio e una grassa oca bianca che contiene al suo interno una pietra azzurra rubata alla contessa di Morcar in un prestigioso albergo di Londra. Senza apparenti indizi il mitico investigatore sorprende ancora una volta, pagina dopo pagina, nel dedurre la storia, anzi le storie, di ordinaria follia dietro copricapo e animale, con un finale sorprendente in cui la giustizia trionfa ma senza la polizia…

AAVV, Il regalo più bello- storie di Natale, Einaudi
Al caldo di un camino o su un marciapiede innevato, pieno di regali o spoglio come un albero, tra la folla degli amici o nella solitudine della natura, a una tavola imbandita o tra le briciole cadute a terra, colorato di palline o bianco come vuole la canzone: non c’è festa che come il Natale abbia ispirato, in ogni tempo, le storie e le voci più diverse. Perché, se è vero che a Natale si celebrano soprattutto l’amore e la bontà, è anche vero che il giorno più atteso dell’anno non è mai soltanto questo. Tra doni e tavole imbandite si rincorrono, da sempre, sogno e incanto, gioia e dolore, amarezza e mistero… Da Mark Twain a Francis Scott Fitzgerald, da Louisa May Alcott a Jeanette Winterton, da Dino Buzzati a Giorgio Scerbanenco, da Elsa Morante a Mario Rigoni Stern, un’antologia di grandi autori – e altrettanti classici – per svelare i mille volti della magia del Natale.

Aavv, Il giorno più crudele, Isbn

Alcuni tra i più grandi maestri della letteratura hanno sentito il bisogno, ognuno secondo le proprie inclinazioni, di confrontarsi con il tema del Natale. Perché Natale è un momento dell’anno molto particolare, e su questo possiamo tutti dichiararci d’accordo. Se si mettono insieme questi punti di vista si ottiene un grande affresco umano, in cui la contraddizione inevitabile che un giorno di felicità artificiale sortisce sul cuore delle persone prevale sulla retorica in stile Coca-Cola, tutta focolare e buoni sentimenti. E dunque in queste storie troveremo tradimenti, amori perduti, infanzie violate, fantasmi e streghe, assassini e ladri, poveri e ricchi (in entrambi i casi infelici); ma anche, per contrasto: amore, coraggio, amicizia, dignità, e accettazione del proprio destino.

 Laura Pariani

Il nascimento di Tònine Jesus, Interlinea

«Il Natale fa rinascere in me l’idea della porta nera che mi attende» confessa Laura Pariani in questo piccolo libro di grande speranza e insieme malinconia in cui la scrittrice si volta indietro. Sono due i piani e le prospettive che racconta: da un lato «subito mi invade il ricordo degli allegri risvegli dei Natali della mia prima infanzia» tra regali modesti, presepi con la stagnola e le storie del nonno; dall’altro lato ci sono i poveri pellegrini della fine del Seicento al Sacro Monte di Orta dedicato a san Francesco, «per prime le donne, i visi ossuti fasciati in pezzuole nere». Tra queste Gaudenzia, venticinquenne incinta, piena di timori per il nascituro, s’intenerisce per la bellezza degli angioletti affrescati ma si agita davanti alla raffigurazione dei diavoli. La scrittrice, riflettendo anche su come si crea un racconto, offre un canto e controcanto natalizio in forma di ballata, in cui vita e morte si mischiano lasciando sul fondo «uno di quei sogni che nel momento in cui ci si è immersi non capisci se vuoi farli finire o continuare»

 

Tarkington Boot, Il party di natale di David Beasley, Mattioli

David Beasley è un uomo tranquillo, un politico ben voluto e rispettato, che inizia improvvisamente a comportarsi in modo inspiegabile e sconcertante. Il narratore del racconto, un giovane giornalista appena arrivato in città, proverà a scoprire il motivo dietro questo strano comportamento, giungendo a svelare una romantica e sfortunata storia d’amore. Il rapporto tra i due porta il giornalista verso un sorprendente epilogo, nel giorno della vigilia di Natale, mentre gli avversari politici di Beasley nelle strane cose che accadono a casa di Beasley pensano di aver trovato un’arma perfetta da usare contro di lui. Ma al party del sigonr Beasley li attende una sorpresa.

 

 

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in libreria da oggi, Neil Gaiman, Cose Fragili, Mondadori

Per la prima volta, riuniti in un unico volume, tutti i racconti  “dispersi” di Neil Gaiman

Un circo misterioso terrorizza il pubblico con una performance straordinaria prima di svanire nella notte, portando con sé uno spettatore… Due anni dopo American Gods, Shadow va a visitare una vecchia villa scozzese e si trova intrappolato in un gioco pericoloso di mostri e omicidi… In un’Inghilterra vittoriana appena un po’ alterata, Sherlock Holmes si trova alle prese con il più inquietante delitto della corona mai registrato dalla storia… Due ragazzini si intrufolano in una festa e incontrano le ragazze dei loro sogni – e dei loro incubi… I membri di un esclusivo club epicureo si lamentano perché hanno ingerito qualsiasi cosa gli fosse possibile ingerire, tranne il leggendario, rarissimo ed eccezionalmente pericoloso uccello d’Egitto… Un incalzante succedersi di invenzioni – compresa un’avventura ambientata nel mondo di Matrix – affolla questa raccolta che contiene esattamente il tipo di storie che ci si aspetta da Neil Gaiman: brillanti, originali, fantasiose, capaci di fare un salto dall’horror al gotico, di mettere un piede tra i fantasmi e le paure dell’infanzia. Mescolando mitologia e filosofia antica con l’umorismo più pop, queste storie raccontano mondi dove niente è come sembra e c’è sempre il rischio di inciampare in qualche imprevisto, di imbattersi in una vecchia conoscenza, per poi ritrovarsi a casa, confortati dal riconoscere il più puro Gaiman in ogni pagina.

Neil Gaiman

Cover of Neil Gaiman

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SHERLOCK

Al cinema,ritorna Sherlock Holmes. Un personaggio sempre amato, che certo vedrà aumentare le sue schiere di seguaci con questa nuova riduzione cinematografica. Ecco così il trailer di questa nuova versione realizzata da Guy Ritchie, e una ampia scheda tratta da Wikipedia sul personaggio.

http://www.cineblog.it/post/16743/primo-trailer-per-lo-sherlock-holmes-di-guy-ritchie
prevista per il 25 dicembre del 2009, arriva finalmente il primo trailer dell’attesissimo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, con Robert Downey Jr. nei panni del celebre investigatore, Jude Law in quelli di Watson, Mark Strong e Rachel McAdams a chiudere il quadro, il film riporterà al cinema il personaggio inventato da Arthur Conan Doyle, con la speranza di far partire una nuova saga cinematografica.

SHERLOCK HOLMES
Comparso in quattro romanzi e cinquantasei racconti, il personaggio è assurto al ruolo di icona della letteratura gialla, superando di gran lunga la fama del suo stesso creatore. Conan Doyle riversa nelle sue storie anche la sua passione per la letteratura del terrore e del mistero, come si deduce leggendo il romanzo Il mastino dei Baskerville o il racconto Il vampiro del Sussex.

La quasi totalità delle avventure di Holmes sono raccontate dal suo amico e biografo, dottor John Watson, una sorta di alter ego dello stesso Conan Doyle (anch’egli laureato in medicina), che così lo descrive:
« […] il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia. »

(da La scienza della deduzione, secondo capitolo di Uno studio in rosso[1][2])

Egli risulta quindi essere una persona molto attiva già dalla prima descrizione in cui le sue caratteristiche fisiche ne tracciano un quadro ben preciso che verrà poi ben delineato nel corso di questo primo romanzo, Uno studio in rosso, nel quale Holmes darà sfoggio delle sue abilità deduttive, descrivendo minuziosamente la sua attività di consulente investigativo, ovvero di ultima speranza per coloro che sono bloccati in casi apparentemente insolvibili.

Le caratteristiche salienti di Holmes sono però ben riassunte, ancora una volta, dal suo puntuale coinquilino e amico:
« SHERLOCK HOLMES – I SUOI LIMITI

1. Conoscenza della letteratura – Zero.
2. Conoscenza della filosofia – Zero.
3. Conoscenza dell’astronomia – Zero.
4. Conoscenza della politica – Scarsa.
5. Conoscenza della botanica – Variabile. Sa molte cose sulla belladonna, l’oppio, e i veleni in genere. Non sa niente di giardinaggio.
6. Conoscenza della geologia – Pratica, ma limitata. Distingue a colpo d’occhio un tipo di terreno da un altro. Rientrando da qualche passeggiata mi ha mostrato delle macchie di fango sui pantaloni e, in base al colore e alla consistenza, mi ha detto in quale parte di Londra se l’era fatte.
7. Conoscenza della chimica – Profonda.
8. Conoscenza dell’anatomia – Accurata, ma non sistematica.
9. Conoscenza della letteratura scandalistica – Immensa. Sembra conoscere ogni particolare di tutti i misfatti più orrendi perpetrati in questo secolo.
10. Buon violinista.
11. Esperto schermidore col bastone, pugile, spadaccino.
12. Ha una buona conoscenza pratica del Diritto britannico. »

In realtà questa lista, compilata da Watson pochi giorni dopo aver conosciuto Holmes, si rivela alquanto fuorviante. In numerosi racconti Holmes rivela di avere una buona conoscenza della politica (come nel racconto “Uno Scandalo in Boemia”) ma anche di avere un vasto interesse letterario e filosofico, citando numerose volte la Bibbia, Shakespeare e Goethe. Le sue conoscenze in campo pratico sono tali da avergli fatto anche scrivere dei trattati sugli argomenti più vari, come un trattato navale e una monografia sul tabacco (come lui stesso afferma nel racconto Il mistero di Valle Lescombe).

Una tipica frase (o per meglio dire motto) di Holmes è poi:
« Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità. »

(Holmes parlando con Watson in Sherlock Holmes dà una dimostrazione, sesto capitolo di Il segno dei quattro)

In pratica anche se ciò che rimane in una indagine svolta per esclusione può sembrare assurdo, se è l’unica spiegazione logica deve per forza di cose essere quella corretta e solo accurati controlli potranno verificare quanto dedotto.

È infatti con Holmes che le tecniche di abduzione, sempre chiamate nel Canone tecniche di deduzione, assurgono al livello di scienza, anche perché l’investigatore, che vive con l’amico in quel di Baker Street al numero 221B, è ricalcato sulla figura di Joseph Bell, un brillante medico che Doyle conobbe veramente e per il quale, come si può intuire leggendo i resoconti di Watson, provava grande ammirazione a causa delle sue eccezionali capacità deduttive. Doyle conobbe il dottor Bell durante gli studi universitari e ne fu anche assistente per circa un anno, prima di laurearsi. Bell aiutò effettivamente la polizia in alcuni casi (tra i quali quello di Jack lo squartatore) e diede il suo contributo alla nascita della medicina legale.

Altre caratteristiche salienti di Holmes sono la grande conoscenza del tessuto criminale londinese, al cui interno aveva numerosi informatori (in genere ragazzini), e le sue grandi doti trasformiste, che lo aiutano nella raccolta di molte prove per la risoluzione dei suoi complicati (per gli altri) casi.

Tende, poi, a mantenersi lontano affettivamente dalle donne, e questo per mantenere la mente sempre lucida e sgombra da pensieri inutili e svianti (“l’amore è un’emozione, e tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto.” da Il segno dei Quattro). Solo nel racconto Uno Scandalo in Boemia Holmes mostra di provare una grande ammirazione per Irene Adler, l’unica donna che sia mai riuscita a ingannarlo, ma tale sentimento non può essere definito amore. Nutriva, poi, una certa diffidenza sulle tecniche investigative di Scotland Yard, divertendosi alle spalle dell’Ispettore Lestrade pur aiutandolo soprattutto per soddisfazione personale. Ha poi un difetto che, con il prosieguo della serie venne via via cancellato da Doyle: ogni volta che era in uno stato di inattività, per combatterne la depressione e mantenere la sua mente in movimento, faceva uso di cocaina o morfina. Successivamente tale dipendenza sarà sostituita dalla pipa (anche in questo con un certo disappunto da parte di Watson, perché arrivava, soprattutto per le indagini più complesse, ad affumicare completamente il soggiorno del loro appartamento).
« Sherlock Holmes tolse dalla mensola del caminetto una bottiglia e una siringa ipodermica da un lucido astuccio di marocchino. Con dita lunghe, bianche e nervose, fissò all’estremità della siringa l’ago sottile e si rimboccò la manica sinistra della camicia. I suoi occhi si posarono per qualche attimo pensierosi sull’avambraccio e sul polso solcati di tendini e tutti punteggiati e segnati da innumerevoli punture. Infine si conficcò nella carne la punta acuminata, premette sul minuscolo stantuffo, poi, con un profondo sospiro di soddisfazione, ricadde a sedere nella poltrona di velluto. »

(da Saggio di scienza deduttiva, primo capitolo di Il segno dei quattro)

Il personaggio, comunque, segnò profondamente la carriera di scrittore di Doyle, e in un certo senso lo perseguitò per tutto il resto della sua vita, tanto che dopo la morte di Holmes, verificatasi nel corso di un duello con l’arcinemico, il Professor Moriarty presso le cascate di Reichenbach e narrata in L’ultima avventura, fu costretto prima a realizzare un romanzo, Il mastino dei Baskerville, ambientato prima della sua morte, avvenuta nel 1891, quindi, grazie al fatto che il corpo del geniale investigatore non venne mai ritrovato, lo fece ritornare vivo e vegeto in attività in L’avventura della casa vuota, ambientata nel 1894: tre anni di buio in cui Holmes si è tenuto nascosto, aiutando in segreto il governo britannico.

Quindi, dopo una carriera lunga ben 23 anni, 17 dei quali in collaborazione con Watson, Holmes si ritira prima nel Sussex a studiare l’apicoltura, quindi in una fattoria a cinque miglia da Eastbourne, dedicandosi alla filosofia e all’agricoltura, non prima di aver aiutato l’Inghilterra nel corso della Prima guerra mondiale.

Il personaggio creato da Conan Doyle ha anche ispirato numerosi personaggi della letteratura e della televisione: ricordiamo Hercule Poirot, Ellery Queen, Nero Wolfe, Guglielmo da Baskerville (non a caso), protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco, Conan Edogawa, protagonista del manga Detective Conan di Gosho Aoyama, e il dottor Gregory House, protagonista della serie televisiva Dr. House – Medical Division

Il Canone si compone di una serie di quattro romanzi e di 56 racconti, quasi tutti pubblicati sullo Strand Magazine. Tale ciclo di storie è suddiviso come segue:

* Uno studio in rosso (A Study in Scarlet – 1887), romanzo
* Il segno dei quattro (The Sign of Four – 1890), romanzo
* Le avventure di Sherlock Holmes (The Adventures of Sherlock Holmes – 1892), raccolta di 12 racconti
* Le memorie di Sherlock Holmes (The Memoirs of Sherlock Holmes – 1894), raccolta di 11 racconti
* Il mastino dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles – 1902), romanzo, nella cronologia del personaggio precede Le memorie
* Il ritorno di Sherlock Holmes (The Return of Sherlock Holmes – 1905), raccolta di 13 racconti
* La valle della paura (The Valley of Fear – 1915), romanzo
* L’ultimo saluto di Sherlock Holmes (His Last Bow – 1917), raccolta di 8 racconti
* Il taccuino di Sherlock Holmes (The Casebook of Sherlock Holmes – 1927), raccolta di 12 racconti

Esistono alcuni altri racconti di Doyle, come La fiera per il campo (The field bazaar, 1896), che non sono considerati parte del canone e sono inseriti negli Apocripha holmesiani.

Personaggi ispirati a Holmes

La figura di Holmes, nonché la sua personalità, ha ispirato gli autori di innumerevoli romanzi, film, fumetti e serie televisive. Tra i personaggi recenti a lui dichiaratamente ispirati vi sono:

* Il detective della polizia scientifica Gil Grissom della serie televisiva CSI: scena del crimine: come lui ha una fede illimitata nella scienza.
* Il detective privato Adrian Monk, della serie televisiva Detective Monk, il quale ha un fratello che, come quello di Holmes, non esce mai di casa; inoltre nota ogni dettaglio e formula ipotesi in pochi secondi.
* Il medico Gregory House della serie televisiva Dr. House – Medical Division, che è un misantropo, ha rapporti difficili con le donne, usa ogni sintomo come un indizio di un’indagine, ed è un tossicodipendente. Vive al n. 221B, come Holmes. Il suo migliore (unico) amico si chiama Wilson, il quale (come Watson) ha avuto numerose mogli. La sua prima paziente si chiama Adler, come l’unica donna amata da Holmes e che riesce a tenergli testa. In un episodio, un uomo di nome Moriarty, come la nemesi di Holmes, gli spara.
* Il detective Shamrock Bondes, comparso in alcune storie di Topolino pubblicate negli anni Settanta.
* Il frate francescano Guglielmo da Baskerville, fra i protagonisti de Il nome della rosa, romanzo scrito da Umberto Eco.
* Il detective Conan (Shinichi), protagonista del famoso manga Detective Conan.
* Il detective L Lawliet del manga di Death Note,che rispecchia Holmes in molti aspetti della sua personalità,come la posizione che assume per riflettere.

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