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Posts Tagged ‘STEFANO BENNI’

 

ecco la scheda del libro, in uscita l’11 maggio

 

Una notte in una casa nel bosco, un gatto fantasma affida a Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, una Missione da cui dipendono le sorti dell’umanità. Dieci Mici devono essere consegnati a dieci Giusti. È vero o è una allucinazione? Da questo momento non saprete mai dove vi trovate, se in un mondo onirico farsesco e imprevedibile, in un incubo Matrioska o un Trisogno profetico, se state vivendo nel delirio di un pazzo o nella crudele realtà dei nostri tempi. Incontrerete personaggi magici, comici, crudeli. Dolcino l’eretico e Michele l’arcangelo, forse creature celesti, forse soltanto due matti scappati da una clinica, che vogliono punire Dio per il dolore che dà al mondo. Un enigmatico killer-diavolo, misteriosamente legato a Michele. Il dio Chiomadoro e la setta degli Annibaliani, con i loro orribili segreti e il loro disegno di potere. E altri vecchi allievi di Prendiluna, Enrico il bello, Clotilde la regina del sex shop, Fiordaliso la geniale

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English: Stefano Benni, Italian writer, at the Helsinki Book Fair in 2004 Suomi: Stefano Benni Italiasta Helsingin kirjamessuilla 2004 (Photo credit: Wikipedia)

matematica. E il dolce fantasma di Margherita, amore di Dolcino, uccisa dalla setta di Chiomadoro. E conosceremo Aiace l’odiatore cibernetico e lo scienziato Cervo Lucano che insegna agli insetti come ereditare la terra. Viaggeremo attraverso il triste rettilario del mondo televisivo, e la gioia dei bambini che sanno giocare al Pallone Invisibile, periferie desolate e tunnel dove si nascondono i dannati della città. Conosceremo Sylvia la gatta poetessa, Jorge il gatto telepatico, Prufrock dalle nove vite, Hamlet il pianista stregone, il commissario Garbuglio che vorrebbe diventare un divo dello schermo e lo psichiatra depresso Felison. Incontreremo l’ultracentenaria suor Scolastica, strega malvagia e insonne in preda ai rimorsi, i Bambini Assassini e i marines seminaristi. Fino all’università Maxonia, dove il sogno diventerà una tragica mortale battaglia e ognuno incontrerà il suo destino, Prendiluna saprà se la Missione è riuscita, l’arcangelo Michele combatterà il suo misterioso fratello-nemico e Dolcino sfiderà Dio nella sua alta torre, per portargli la rabbia degli uomini. E ci sveglieremo alla fine sulla luna, o in riva al mare, o nella dilaniata realtà del nostro presente

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La partita di pallone. Storie di calcio, Sellerio

Il calcio è il gioco più vicino alla preistoria del movimento umano, scrive Dimitrijevic nel primo “pezzo” di questa antologia. Utilizza piedi e gambe, escludendo le mani e le braccia, ovvero contrappone gli arti più legati alla memoria animale agli arti specializzati della civiltà. Per questo è il re dei giochi. Del calcio ci raccontano in questo libro – con precisione o pathos, con comicità o invenzione visionaria, con nostalgia o rabbia, con il sogno o la cronaca – protagonisti diversi: da Vasco Pratolini a Gianni Brera, da Manuel Vàzquez Montalbàn a Vittorio Sermonti, da Osvaldo Soriano a Mario Soldati, da Stefano Benni a Edmondo Berselli, da Nick Hornby a Davide Enia. Scrittori di svariata provenienza geografica e ideale, ma tutti di grande presenza e potenza narrativa o sportiva o giornalistica, che toccano una enorme varietà di punti di vista. Il tecnico. La memoria di come il calcio ci entrò nel cuore. L’epica dell’attimo fatale di fronte alla vittoria o alla sconfitta. Il romanticismo del genio solitario. Il tifo puro e nobile, lontano da campanilismi e nazionalismi. I miti, le metafore, i sogni a cui quasi sempre il fatto calcistico si accompagna. I ritratti dei più straordinari tipi umani che il pallone ci ha fatto apprezzare. E tutti questi punti di vista, nel loro spaziare, dimostrano come la letteratura sportiva, quand’è intensa, non è mai sul calcio, ma quasi sempre letteratura del calcio.

 

 

 

“Da Antognoni a Zico. I più grandi numeri 10 della storia del calcio” (Perrone, 2014)  

un ricco collage, a cura di Alessio Dimartino, di brevissimi e intensi romanzi sui protagonisti dello sport più bello e appassionante del mondo, attraverso cui il tifoso di qualsiasi squadra si lascerà inevitabilmente e con dolcezza trasportare a emozioni, malinconie e ricordi vissuti sulle gradinate affollate di uno stadio, oppure sofferti in diretta davanti alla tv.

 

 

 

Ho visto Maradona,

di Antonio Gurrado, Ediciclo

Stagione calcistica 1989-90. Napoli e Milan si contendono lo scudetto prima della festa nazionalpopolare dei Mondiali nell’Italia delle notti magiche. È anche l’anno della maturità liceale per quattro amici napoletani: Gringo, Mozzarella, Anatomia e il Milanese, che è il dissidente del gruppo. I primi tre praticano devotamente il culto neopagano di Maradona e l’indolente fatalismo partenopeo tutto sole, mare, cielo e tiriamo a campare; il Milanese, essendo comunista, tifa per la squadra di Berlusconi e Sacchi come perfetto modello di efficienza collettiva. L’amicizia inevitabilmente si rompe mentre il Napoli vince lo scudetto, l’Argentina elimina l’Italia al cospetto di uno stadio San Paolo tutto schierato con Maradona e il Milanese deve rivedere i suoi piani di fuga. Tutt’attorno, Napoli e la commedia della vita, le sue miserie e i suoi splendori: un padre operaio alla Fiat e una professoressa a luci rosse, Benedetto Croce e Luciano De Crescenzo, Ciro Ferrara e la vita sentimentale di Kierkegaard. E l’Italia e il mondo che, quattro anni dopo, cambiano del tutto per restare nella sostanza sempre uguali.

 

 

Gol di rapina

Il lato oscuro del calcio globale

di Pippo Russo , Clichy edizioni

A partire dagli anni Novanta il calcio ha subìto una mutazione genetica, da cui è uscito trasformato in termini sia culturali che economici. L’ex grande rito identitario di massa si è convertito in uno spettacolo di portata globale, caricato di significati diversi rispetto a quelli agonistici.

Soprattutto, per molti attori esso è diventato uno straordinario business da colonizzare incontrando scarse resistenze. Sollecitato dalla pressione verso una modernizzazione vera o presunta, il calcio si è scoperto facilmente permeabile da soggetti e interessi man mano più opachi, ma tutti quanti accomunati da una caratteristica: l’ansia di fare del gioco una macchina da soldi, per poi distribuirli fuori dal calcio. Con l’inizio del XXI secolo il meccanismo è stato messo a punto, e dopo l’esplosione della grande crisi economica del 2007 – che ha colpito il calcio come ogni altro comparto economico – ha trovato condizioni favorevoli per diffondersi e legittimarsi.

La situazione odierna parla di interi subcontinenti in cui il calcio è sotto il controllo di attori economico-finanziari esterni al calcio stesso: fondi d’investimento misteriosi con sede legale presso paradisi fiscali, oligarchi ansiosi di riciclare denari di dubbia provenienza, potentissimi agenti capaci di controllare eserciti di calciatori e allenatori impegnati presso i campionati d’ogni angolo del mondo. Una situazione che, nella migliore delle ipotesi, vede ampliare a dismisura la zona grigia fra legalità e illegalità.

In questo volume si conduce una lunga e dettagliata inchiesta su personaggi, enti e circostanze la cui azione ha fatto sì che la globalizzazione del calcio avvenisse nel segno del malaffare. Un tema a proposito del quale in Italia vige una congiura del silenzio. Come se tutto ciò non riguardasse il calcio di questo paese. E invece la colonizzazione è già iniziata anche qui.

 

Ricordiamo poi:

 

Rodge Glass, Voglio la testa di Ryan Giggs, 66thand2nd – Traduzione di Roberto Serrai, che è stato nostro libro del cuore della setti,mana. Potete leggere qui la nostra recensione

 

 

 

  

https://buoneletture.wordpress.com/2014/04/15/rodge-glass-voglio-la-testa-di- ryan-giggs-66thand2nd-il-nostro-libro-del-cuore-della-settimana/

 

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English: Stefano Benni, Italian writer, at the Helsinki Book Fair in 2004 Suomi: Stefano Benni Italiasta Helsingin kirjamessuilla 2004 (Photo credit: Wikipedia)

Stefano Benni, Pantera, Feltrinelli

 

L’Accademia dei tre Principi è un sotterraneo, un antro favoloso, e i tre principi sono i tre tavoli da biliardo intorno ai quali si muovono armati di stecca uomini e donne leggendari. Non sono più di una trentina i giocatori che possono incrociare le stecche sui tre principi, e chi può accedervi lo decide Omero, un vecchio cieco, detto anche Borges. Delon e il narratore sono i tuttofare di questo rifugio di umanità in cerca di gloria. Svuotano portacenere e tengono il conto delle battaglie. Si sfidano il puzzone, Garibaldi, Tremal-Naik, Willy, John, Valdo e il professore, ma il re dei principi è Tamarindo. In quel mondo di soli maschi un giorno fa il suo ingresso la pantera, “snella, flessuosa, pallida”, e uno dopo l’altro tutti i migliori cadono: non solo Tamarindo, ma anche campioni che arrivano da fuori come Tic Tac e Chiquita. Che ne sarà della pantera quando arriverà in città Jones l’Inglese? Tutti e due toccati dalla grazia del gioco e dalla bellezza, due giovani dei. In palio, l’amore.

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Stefano Benni, Di tutte le ricchezze,  Feltrinelli,
“Tutti applaudivano, ma noi stavamo fermi come due uccelli su un ramo, aspettando.” Il nuovo atteso libro di Stefano Benni.

Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni – tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

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Stefano Benni, Di tutte le ricchezze, Feltrinelli

Martin è un maturo professore universitario che si è ritirato in campagna: la solitudine è mitigata dalla compagnia di un grande cane nero, Ombra, che non diversamente dagli altri animali del bosco, ha il dono della parola. Martin gode di quella stagione della vita che “ti permette di desiderare senza prendere, di ammirare senza sfregiare, di soffrire senza far male ad altri”. Si è riconciliato con il passato, e impara a convivere con i vuoti del presente e con la nostalgia per il figlio. In questa disposizione d’animo lo coglie, di sorpresa, l’arrivo di una coppia che viene a vivere non lontano da lui: un pittore e mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. La giovinezza di Michelle lavora nell’immaginazione, nei sensi e nel cuore di Martin non meno di quanto lavorano la leggenda della ragazza del lago (una vecchia storia che gira fra gli autoctoni e accende di lampi magici il respiro della natura) e i versi del Catena (il poeta folle di cui Martin è uno dei più autorevoli studiosi). L’apparizione di Michelle gonfia di vento pensieri, speranze, orgoglio virile. Il cane Ombra e tutti gli animali in cui si imbatte commentano, si impicciano, fanno esercizio di filosofia. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Che cosa aspetta Martin in fondo a questo bosco interiore di emozioni che chiedono futuro?

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Stefano Benni

Image by Checiàp via Flickr

Stefano Benni, La traccia dell’angelo, Sellerio

«Un angelo non c’è sempre. Se no non è un angelo. La sua prerogativa è che qualche volta arriva e qualche volta ti abbandona. Non sapere mai se arriverà, ecco l’essenza, ecco la traccia dell’angelo».

24 dicembre 1955, nella casa dei nonni, odorosa di bosco tra candele e torroni, Morfeo festeggia il Natale. Ha otto anni e aspetta solo di scartare i regali. Poi improvviso l’incidente, una persiana lo colpisce alla testa, l’ospedale, il risveglio, la cura.

Il piccolo Morfeo racconta di sé, le conseguenze di quell’evento fatale sul suo capo; nel trascorrere degli anni, tra diagnosi sbagliate, esami maldestri, dottori frettolosi è la medicina con le sue certezze e i suoi inganni a decidere del destino di Morfeo. A diagnosticare un male che non

ha, a rimpinzarlo di farmaci e perseverare nell’errore, senza avvertirlo del pericolo dell’assuefazione, quando ormai è troppo tardi.

A vegliare su Morfeo Gadariel, l’amico di tutta la vita, l’angelo cattivo sempre al suo fianco. Ma è davvero cattivo o si è solo ribellato? Nonostante tutto gli rimarrà sempre vicino e lo accoglierà all’ombra delle sue piume.

Morfeo ora è un uomo maturo e una biblioteca di veleni invade la sua vita; ha avuto un figlio, ma si aggira nelle nebbie della dipendenza e nella rabbia dell’ansia. Decide di iniziare la battaglia per venirne fuori ma l’insonnia diventa la sua ossessione, la paura lo assale ogni notte; alla fine,

confuso, sofferente, è costretto a ricoverarsi. La stanza 412 diventa la sua casa, gli altri tre degenti i suoi compagni di viaggio. Il decrepito Narciso, l’intossicato Roby. Elpis, un altro angelo, vigila su tutti loro. Popolato di camici bianchi – il dottor Ossicino, il professor Poiana, lo psichiatra Orio – in costante equilibrio tra reale e surreale, questo è anche un libro contro lo strapotere della medicina in cui il lettore ritrova il sorriso graffiante e visionario di Benni. Una denunzia poetica e commossa dove il dolore si mette a nudo.

Chitra Banerje Divakaruni, Raccontami una storia speciale, Einaudi

In una cittadina americana, nove sconosciuti sono intrappolati in un ufficio visti per l’India da una forte scossa di terremoto. Sono: un’anziana cinese cresciuta nella Chinatown di Calcutta che rimpiange la sua storia d’amore impossibile con un musulmano; una coppia americana in crisi; Malathi, una donna tamil buffa e ingenua che lavorava in un salone di bellezza indiano e che a causa di una permanente sbagliata è stata licenziata; un giovane musulmano di Dehli che vive negli Stati Uniti come un perseguitato a causa dell’11 Settembre; una ragazzina dark dal sorprendente talento musicale; uno studente di biologia ossessionato da un amore infelice; il direttore dell’ufficio che ha sposato una donna di una casta superiore e che ha una relazione clandestina con Malathi; e infine Urna, un’adolescente ribelle di origine bengalese, che per tenere il panico sotto controllo e creare solidarietà chiede a tutte le persone di raccontare “la storia più incredibile che hanno vissuto”. E tutti hanno un segreto della loro vita che esprime fino in fondo quello che sentono di essere.

Gioconda Belli, Nel paese delle donne,Feltrinelli

A Faguas, un paese immaginario del Centro America, si consumano giochi di potere e corruzioni politiche, rocamboleschi abusi e fantasiose depravazioni. E allora, quando proprio non se ne può più di tutti questi eccessi, dopo aver smascherato un noto magistrato che si è fatto montare in salotto una costosissima cella frigorifera per metterci un pinguino importato di contrabbando e organizzarci delle orge con gli amici politici, la giornalista super sexy Viviana Sansón e le sue tre amiche del Club del Libro fondano il partito femminista della Sinistra Erotica, che stravince le elezioni e ribalta la vita, la società e l’economia del paese.. Grazie all’aiuto del vulcano Mitre, le cui esalazioni durante l’ultima eruzione hanno ridotto gli uomini senza testosterone, il nuovo governo può varare il suo programma: gli uomini a casa e le donne al lavoro!. Ma ecco che a pochi mesi dalla sua nomina, durante un comizio, la quarantenne e seducente presidentessa Viviana Sansón è vittima di un attentato. Mentre il capo di stato giace in coma in un letto d’ospedale con una pallottola conficcata nel cranio, sarà il neoministro della Difesa, Rebeca los Ríos, a occuparsi di risolvere il caso e di sedare le sommosse degli uomini, che scendono in strada a manifestare per riconquistare il loro potere nel paese delle donne. Chi si cela dietro l’attentato della presidentessa? Sarà Dionisio, l’autista dei ricchi, o si tratta di un complotto più grande e ancora tutto da svelare?

Roberto Bolano – Porta A.G., Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce, Sellerio

Un maestro del mescolamento e della eversione dei generi letterari, qui in collaborazione con uno dei maggiori scrittori catalani d’oggi, racconta un intreccio d’azione violenta, una storia pulp. Una specie di rovesciamento e revisione del luogo letterario tipico che ha dato luogo per esempio alla storia di Bonnie e Clyde, o al più significativo “Fino all’ultimo respiro” di Jean-Luc Godard: la sete estrema di vita che si consuma in una scorribanda anarchica e delittuosa. Angel Ros di Barcellona è innamorato in parti uguali di una giovane delinquente sudamericana esule, della letteratura di Joyce, della musica dei Doors e del vivere pericolosamente. Ana, la bella amante criminale, lo trascina in un viaggio disperato e rapido di rapine e amore, una corsa verso la fine (con nella mente, si capisce, la colonna sonora delle note di The End di Jim Morrison). E ogni impresa criminosa e crudele, dai rapimenti alle futili violenze, è accompagnata in modo sconsolato e assurdo da colte discussioni e banalizzazioni del male. La fine non sarà quella cercata, e forse non sarà proprio, semplicemente. Nel frattempo il genio visionario e iconoclasta del cileno Bolaño e la sua scrittura riescono a farsi distinguere nel mescolamento continuo tra personaggi limite tratti da una esperienza esperienza esistenziale vagabonda e figure emerse da una galleria personale di preferenze letterarie e citazioni nascoste.

Camilla Läckberg, Lo scalpellino, Marsilio

Sono tanti anni che Frans Bengtsson si guadagna da vivere pescando aragoste per i turisti nel mare di Fjällbacka, sulla costa occidentale della Svezia. Ma un giorno, nella sua rete rimane impigliato il corpo senza vita di una bambina. Una scoperta terribile, che si dimostra ancora più agghiacciante quando l’autopsia rivela che non si è trattato di un incidente. Patrik Hedström e Erica Falck, genitori da poche settimane, indagano. Ancora una volta, l’idilliaca facciata di Fjällbacka nasconde un torbido dramma famigliare, una realtà di odio e conflitti che nasce da un’antica colpa.

John Banville – Teoria degli infiniti, Guanda

John Banville si misura in questo romanzo con la classicità, facendo scendere gli dei dall’Olimpo nella Gran Bretagna d’oggi. Voce narrante è Ermes, che assiste dall’alto all’agonia di Adam Godley, matematico famoso per la teoria degli infiniti, che è stato colpito da un ictus nella sua casa di Arden. Lo assistono i membri della famiglia: Ursula, la giovane seconda moglie, alcolizzata; il figlio maggiore Adam con la bellissima moglie Helen, e la figlia minore Petra, una ragazza fragile e problematica. Gli dei, come nei racconti classici, sono dispettosi e non resistono alla tentazione di intervenire nelle vicende degli uomini, a cui guardano con un misto di invidia e stupore. Dunque proprio per permettere al padre Zeus di concupire la bella Helen sotto le sembianze del marito, Ermes ritarda di un’ora il sorgere del sole. E così, mentre scende la sera su questo giorno lunghissimo, la notizia della morte di Adam è accompagnata da quella di una nuova nascita, perché Helen è incinta… Da un grande autore contemporaneo, un romanzo raffinato e gustoso, che riscatta la morte con la nascita di una nuova vita.

Georges Simenon – L’assassino, Adelphi

Il primo martedì di gennaio il dottor Hans Kuperus lascia Sneek, il paesino della Frisia in cui vive, e si reca ad Amsterdam, come tutti i primi martedì del mese. Questa volta, però, non partecipa alla riunione dell’Associazione di Biologia, né va a pranzo dalla cognata. Compra una rivoltella, se la mette in tasca, riprende il treno, poi il traghetto che attraversa lo Zuydersee, poi un altro treno. Solo che, prima di arrivare a Sneek, il convoglio rallenta e si ferma. Allora il dottor Kuperus agisce quasi senza riflettere: scende e si avvia, camminando nella neve, verso il bungalow in riva al lago dove (come ha appreso da una lettera anonima) troverà la moglie in compagnia del suo amante. Tutto avviene molto rapidamente: quando i due escono, Kuperus li uccide e getta i corpi nel lago. Dopodiché, come ogni sera, raggiunge al caffè i membri dell’Accademia di Biliardo. Di quella prestigiosa istituzione, che accoglie tutti i notabili del luogo, Kuperus sogna da tempo, invano, di essere eletto presidente: ma forse ora potrà riuscirci, perché il presidente in carica (il conte Shutter, l’uomo più ricco del paese, quello che ha la casa più bella, la barca più bella, le donne più belle, anche sposate) giace in fondo al lago, decisamente morto. A casa, dopo, Hans Kuperus farà una cosa che aveva a lungo fantasticato: si porterà a letto Neel, la florida, soda, rosea domestica. Dall’indomani, pensa, comincerà la “vita vera”: perché lui è stato capace di infrangere la cappa di rispettabile noia nella quale vivono tutti…

Joe R. Lansdale – Cielo di sabbia, Einaudi

Oklahoma, anni Trenta. Jack ha appena finito di seppellire entrambi i genitori e si aggira tra le rovine della sua casa, distrutta da una delle tempeste di sabbia che sconvolgono lo Stato, quando vede arrivare Jane e suo fratello Tony. Anche loro hanno perso tutto quello che avevano, e vagano in un mondo senza vita, nel quale tutto, dalle piante al cibo, è sommerso sotto uno strato di polvere rossa. Ai tre ragazzi non rimane che rubare una macchina (il cui padrone è morto anche lui nella tempesta) e partire alla volta del Texas orientale, nella speranza di trovare pace e un’occasione per ricominciare a vivere. Ma la strada fino in Texas, tra rapinatori e vagabondi, cavallette e alligatori, deliziose vedove e spietati sfruttatori, si rivelerà lunga e tortuosa, e costringerà i tre ragazzi a crescere e a confrontarsi con quel misto inestricabile di malvagità e solidarietà che alberga in ogni essere umano.

Liza Marklund – Freddo sud, Marsilio

Marbella, tra le ville dei super ricchi. L’intera famiglia di Sebastian Söderström, idolo svedese dell’hockey su ghiaccio, viene sterminata da un attacco con il gas a opera di una banda di rapinatori. L’omicidio sconvolge l’idillio dei VIP che si godono il sole tra alte mura e sistemi d’allarme che proteggono la loro privacy. Annika Bengzton raggiunge la Spagna come inviato della “Stampa della Sera” e indaga: al di là delle sontuose facciate delle ville, Annika s’imbatte in un mondo parallelo di corruzione e droga, che un filo di sangue lega alla Svezia.

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Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli, Poiana e la malastagione, Mondadori
romanzo di un cinghiale con un piede in bocca

Anche un ispettore della Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine invade i suoi territori incontaminati…

La scena è sempre la stessa, l’Appennino tra Emilia e Toscana. Un vecchio cacciatore, Adùmas (per suo padre che amò molto il romanzo I tre moschettieri di un certo A. Dumas, un punto in più o in meno non faceva molta differenza), bracconiere e fornitore dei ristoratori del luogo, sta facendo la posta a un cinghiale. Ma quello che vede gli congela il dito sul grilletto: la bestia che passa di corsa tiene in bocca un piede umano…
Adùmas è sobrio, ma i paesani, che sanno quanto gli piaccia alzare il gomito ogni tanto, non gli credono.
Non così il giovane Marco, ispettore della Forestale, che per la sua passione per gli animali e la vita nei boschi è soprannominato Poiana. Sembra che in paese nessuno manchi all’appello, ma tra i maggiorenti del luogo, un impresario edile, un ex sindaco che ora possiede un’agenzia immobiliare e un maresciallo dei carabinieri che non brilla per intelligenza, ci sono relazioni e affari poco chiari. Così come sospetto è l’incendio che divampa qualche giorno dopo: un disastro che sembra provocato ad arte per cancellare qualcosa…

Ascanio Celestini – Vita breve di un sasso che precipita, Einaudi
Con queste storie surreali, fantasie apocalittiche, appassionate parabole e distopie futuribili Ascanio Celestini raggruppa e sottolinea i mali e le storture del mondo che ci circonda. C’è il piccolo paese in cui i filosofi iniziano uno sciopero che ai più potrebbe sembrare inessenziale, non fosse che la società inizia a paralizzarsi quando cominciano a mancare alcuni concetti fondamentali. C’è chi cammina in fila indiana ed è contento di considerarsi solo un numero progressivo della fila e non può sopportare che gli si affianchi un tale, di certo un sovversivo, che sostiene di non essere un numero ma semplicemente Mario. C’è la multinazionale del chiodo che pur di conquistare
sempre più quote di mercato si sviluppa come un tumore che tutto fagocita fino a disegnare il mondo (fede compresa) a sua immagine e somiglianza. Sottratta al monologare fluviale degli altri suoi libri, la prosa di Celestini si fa qui quintessenziale, e i racconti scavano nel cuore minerale della sua arte affabulatrice. Grazie al guizzo dell’intelligenza, la poesia della scrittura, e all’impegno civile di una fantasia sempre ribelle in questi racconti si ride molto, ma amaramente.

Stefano Benni , Le Beatrici, Feltrinelli
Stefano Benni ha scritto alcuni monologhi dedicati a giovani attrici. Voleva offrire un’occasione e al contempo crearla, l’occasione – quella di un continuum di irose contumelie, invettive, spasmi amorosi, bamboleggiamenti, sproloqui, vaneggiamenti sessuali, pomposo sentenziare, ammiccanti confidenze, sussurri sognanti, impettite deliberazioni. Tutto il repertorio della donna come se la immagina Stefano Benni. Ne consegue uno “spartito” di voci, un’opera unica, fra teatro e racconto. Una folgorazione. Dante che incontra Beatrice e Beatrice gli si moltiplica davanti come una meravigliosa, fascinosa creatura a sette teste. A far da cuscino tra un monologo e l’altro, sei poesie dedicate all’amore.

Irène Némirovsky – Il vino della solitudine, Adelphi
Esce per Adelphi a gennaio il primo romanzo tradotto in italiano di una delle più forti personalità della letteratura moderna. Il vino della solitudine è un romanzo forte e terribile, torbido e allucinante, travolgente e appassionante: uno dei più avvincenti romanzi d’ amore che siano mai usciti da penna femminile. Pubblicato in Italia nel 1947, Il vino della solitudine torna in libreria. Un’occasione unica per conoscere anche questo capolavoro di Irène Némirovsky.

Carlo Lucarelli, Il sogno di volare, Einaudi
La poliziotta Grazia Negro è diventata madre. Ragazza madre. È più sola di prima. Intorno a lei tutto è cambiato. A cominciare da Bologna. Che non è più la stessa di dieci anni fa. Per le strade, sui cantieri, facce di tutti i colori. Le organizzazioni criminali infiltrate ovunque. Nuove solitudini, nuovi crimini. Alcuni molto strani, che fanno più paura. Perché è arrivato un killer nuovo. Pieno di una rabbia senza nome. E Grazia Negro non capisce. Perché, certe volte, sarebbe tentata di dargli ragione. Come altre storie con Grazia Negro, anche questo nuovo romanzo di Lucarelli segue un filo musicale: Il sogno di volare di Anfrea Buffa, canzone-culto che racconta di extracomunitari e di morti sul lavoro. Qualcosa agisce nel killer quando la ascolta. Una rabbia estrema e lucida lo porta, inconsapevole, a una vendetta cieca contro tutti quelli che lui ritiene responsabili.

Orhan Pamuk, Il signor Cevdet e i suoi figli, Einaudi
Il romanzo d’esordio di Pamuk, Premio Nobel per la Letteratura 2006, esce per Einaudi. Cevdet è un bottegaio di Istanbul in un’epoca in cui essere musulmano e commerciante è considerato disonorevole. Ma a Cevdet non importa essere l’unico commerciante musulmano di Istanbul ed essere trattato con sufficienza e malcelato disprezzo da tutti: vuole solo sbarcare il lunario,n mettere a punto i preparativi del suo matrimonio con la figlia del pascià, e dedicarsi al fratello moribondo, un giovane turco convinto che se il Paese non fosse cambiato sarebbe sprofondato sotto il peso delle sue stesse ingiustizie. Cevdet invece è un uomo semplice e timido, piú interessato “a coltivare il suo orto” che a interessarsi di politica. Ma per quanto tu ti possa nascondere, la storia riuscirà sempre a trovarti: soprattutto se è la storia tumultuosa della Turchia. Cevdet è un lavoratore instancabile e gli affari vanno a gonfie vele, tanto che decide di comprare una villa per la famiglia: è l’inizio di una sontuosa saga familiare che abbraccia quasi un secolo di storia e tre generazioni. Nell’ascesa e nel declino della dinastia di Cevdet si legge la storia della Turchia, il passaggio dall’Impero ottomano alla Repubblica kemalista, la modernizzazione, la ricerca di un’identità sospesa tra Oriente e Occidente. Ma prima ancora è la storia intima, domestica, di una famiglia e di una casa, il ricordo dell’atmosfera struggente che si respirarava all’interno di quelle stanze nelle domeniche pomeriggio passate ad ascoltare la radio.

Altri libri in arrivo:
Ivo Andric, La donna sulla pietra, Zandonai
James Ballard, Tutti i racconti 1956 1962, Fanucci
Cortázar Julio,Diario di Andrés Fava,Voland
Durrell Gerald,L’isola degli animali,Neri Pozza
Lapierre Dominique,India mon amour,Il Saggiatore
Martin Cruz Smith, Mosca Express, Mondadori
Manguel Alberto; Guadalupi Gianni,Dizionario dei luoghi fantastici,Archinto
McCall Smith Alexander,L’ora del tè,Guanda
Nothomb Amélie,Una forma di vita,Voland
Oates Joyce C.,Uccello del paradiso,Mondadori
Philip Roth, Nemesi, Einaudi
Sinoué Gilbert,Armenia,Neri Pozza
Walters Minette,L’ombra del camaleonte,Longanesi

Alessandro Barbero, L’ombra di Venezia, Mondadori
Francesco Guccini – Loriano Macchiavelli, Poiana e la malastagione, Mondadori
Giuseppe Culicchia, Ameni inganni, Mondadori
Alba De Cespedes, Romanzi, Meridiani Mondadori
Claudia Salvatori, Eliogabalo, Mondadori

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