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Tempo di vacanze e viaggi, perlomeno letterari quest’ultimi. Ecco un breve elenco di testi suggeriti, Paese per Paese

Tempo di vacanze e viaggi, perlomeno letterari quest’ultimi. Ecco un breve elenco di testi suggeriti, Paese per Paese

 EUROPA
GRECIA:Thodoros Kallifatidis, Timandra, Crocetti
SCOZIA, Peter May, L’isola dei cacciatori di uccelli, Einaudi
IRLANDA: Brendan O’Carroll, Agnes Brown mamma, Beat
PORTOGALLO: Francisco Josè Viegas, Il mare di Casablanca, La nuova frontiera
GERMANIA:Rayk Wieland, Che ne dici di baciarci, Keller
PRAGA: Ripellino, Praga magica, Einaudi
SPAGNA: Carlos Zanon, Fuori tempo massimo, E.O
INGHILTERRA: David Nicholls, Le domande di Brian, Beat
BARCELLONA: Mercè Rodoreda, Aloma, Nuova Frontiera
IBIZA: Saskia Noort, La febbre, Newton Compton
BRETAGNA: Anatole LeBraz, Magie di Bretagna, Neri Pozza
SVEZIA: Henning Mankell, Assassino senza volto, Marsilio
ISLANDA: Olafsdottir Audur Ava, Rosa candida, Einaudi
NORVEGIA : Loe Erlend, Naif Super, Feltrinelli
RUSSIA : Gina Ochsner, Il libro russo dei sogni a colori, Nottetempo
POLONIA : Olga Tokarckzuk, Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Nottetempo
AUSTRIA : Joseph Roth, La cripta dei cappuccini, Adelphi
Ex JUGOSLAVIA: Miljenko Jergovic, Al dì di Pentecoste, Zandonai

AMERICHE
CANADA: Alexi Zentner, Il ghiaccio fra le mani, Einaudi
CILE: Hernan Rivera Letelier, L’arte della resurrezione,Mondadori
COLOMBIA, Andres Caicedo, Viva la musica, Sur
MESSICO: Juan Rulfo, Pedro Paramo, Einadui
AMERICA LATINA:Teresa Isenburg,  L’amazzonia e la foresta, Jaca Book
Gioconda Belli,Nel paese delle donne, Feltrinelli
ARGENTINA: Claudia Pineiro, Betibu’, Feltrinelli
PATAGONIA: Chris Moss, Patagonia , Odoya
USA: Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura, Marcos
Paolo Nelly, Golden boot, Fazi
CUBA: I  gialli di Leonardo Padura Fuentes

MARI , MONTI, e altro
Andrea Cappai, Papago – barche che hanno incontrato la storia, Nutrimenti
Paolo Merlini, Arte del viaggiare lento, Ediciclo
Bjorn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, Iperborea
Marco Catucci, Viaggi improbabili e dimenticati dell’Ottocento italiano, Robin
Giorgio Boatti, Sulle strade del silenzio, Laterza
Joe Simpson, Il suono del silenzio, Corbaccio
Roberto Parodi, Il cuore a due cilindri, Tea
Christian Wolmar, Sangue ferro e oro, Edt
Silvino Gonzato, Esploratori italiani, Neri pozza

ITALIA
ALTO ADIGE: Alessandro Banda, Due mondi e io vengo dall’altro, Laterza
NORD EST : Emilio Rigatti, Confini blu, Ediciclo
PIEMONTE: Laura Pariani, La valle delle donne lupo, Einaudi
LAGO DI COMO, i romanzi di Andrea Vitali
BOLOGNA: Marilù Oliva, Malasuerte, Elliot
EMILIA ROMAGNA: Cristiano Cavina, Romagna mia, Laterza
Giuliano Pasini, Venti corpi nella neve, Newton
Lorenza Ghinelli, La colpa, Newton Compton
TOSCANA: Marco Vichi, i gialli del Commissario Bordelli
ITALIA: Mark Twain, In questa Italia che non capisco, Mattioli
SALENTO:Carlo d’Amicis, La guerra dei cafoni, Minimumfax
GENOVA: Maurizio Maggiani, La regina disadorna, Feltrinelli
SICILIA: Simonetta Agnello Hornby, La mennulara, Feltrinelli
SARDEGNA: Marcello Fois, Stirpe, Einaudi

AFRICA
AFRICA CENTRALE:  Luis Devin, La foresta ti ha, Castelvecchi
KENYA, Nicholas Drayson, Guida agli uccelli dell’Africa Orientale, Piemme
EGITTO: Nagib Mahfuz, Settimo cielo, Pironti
NIGERIA:  Lola Shoneyin, Prudenti come serpenti, 66Tha2nd
MAROCCO: Tito Topin, Fotofinish, E.O
SUD AFRICA, Doris Lessing, Un matrimonio per bene, Feltrinelli

ASIA E OCEANIA
AUSTRALIA, Peter Temple, Verità, Bompiani
TURCHIA: Shafak Elik, La casa dei quattro venti, Rizzoli
INDONESIA: Stefan Zweig, Amok,Adelphi
INDIA: Jeet Thayil, Narcopolis, Neri Pozza
Aravind Adiga, L’ultimo uomo della torre, Einaudi
GIAPPONE: Natsume Soseki, E poi, Neri Pozza
CINA: Qiu Xiaolong, La ragazza che danzava per Mao, Marsilio
TIBET: Alexandra David Neel, Nel paese dei briganti gentiluomini, Voland
TURCHIA: Peter Clark, Istanbul – ritratto di una città, Odoya
ORIENTE: Hakim Bey, Il giardino dei cannibali – I viaggi filosofici di un Sufi Beat, Shake

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ci puntavamo, e Mr Adiga si e dimostrato all altezza delle aspettative con un romanzo dai toni della tragedia shakespiriana che lo conferma narratore di talento, tenendo bene in mente la grande tradizione occidentale ma facendoci apprezzare incondizionatamente lo splendore e la spietatezza di una delle nuove città mondo di questi tempi. Mumbai. Luogo in cui, alla pari di tutti gli altri del pianeta, la promessa di un arricchimento facile puo’ scardinare il sistema di relazioni esistente all interno di un condominio. Fino alle estreme conseguenze, come esemplare è invece il comportamento dell’”Ultimo uomo della torre”, deciso a spiegare al mondo il concetto di libertà. Certo, ognuno ha ottime ragioni per cedere alle lusinghe di un grande costruttore (un figlio bisognoso di cure,la necessità di fare rientrare i figli dagli Stati Uniti, in difficoltà dopo la crisi economica, il bisogno di recuperare i sogni del padre scomparso), e viene da chiederci come ci comporteremmo noi di fronte ad un “ostacolo” postosi ad intralciare le nostre aspirazioni ad una vita migliore….

Insomma, un romanzo dalla forte tensione morale, ma anche un vero e proprio testo in 3d, capace di farci volare sopra Malabar Hill, Victoria Terminus (la stazione in stile neogotico, che vedete nell’immagine sotto) e gli altri angoli di Mumbai, di farci percepire e amare suoni odori del luogo, molto più di un ebook!!!

Aravind Adiga, L’ultimo uomo della torre, Einaudi
Inaugurata il 14 novembre 1959, nel settantesimo compleanno di Jawaharlal Nehru, la società edile cooperativa Vishram è la nonna di tutti i condomini pucca da allora sorti in un quartiere di Mumbai, Vakola, che decoroso non è affatto. I suoi abitanti, suddivisi in cattolici, indù e perfino qualche musulmano “del tipo migliore”, come in una felice applicazione dei valori nehruviani di cooperazione e convivenza, difendono a oltranza quello status borghese, a dispetto degli inequivocabili segni di decadenza mostrati da uno stabile dove i muri fioriscono di umidità, il tetto rischia di cedere sotto la pressione dei monsoni e l’acqua scorre dai rubinetti per poche ore al giorno. Ma a Mumbai il nuovissimo scalza il nuovo alla velocità di un treno in corsa, il lusso scalza il decoro, e chi non salta in tempo può facilmente finire stritolato sotto le sue ruote. Nella folle corsa per accaparrarsi terra da edificare, il grande costruttore Dharmen Shah fa ai condomini un’offerta irrifiutabile: acquistare i vari appartamenti al doppio del loro valore di mercato per poter demolire l’edificio ed erigere al suo posto quel luccicante coacervo di stili che sarà lo Shanghai, il progetto di tutta la sua vita. Sono previsti un “regalino” extra per invogliare i dubbiosi, le minacce del truce “braccio sinistro” Shanmugham per ammorbidire i refrattari, e una condizione per tutti: che l’offerta sia firmata all’unanimità. In un attimo la cooperativa torna ad essere accozzaglia di individui non cooperanti…

 

mumbai station
 

ALTRI CONDOMINI:
Il senso dell’elefante, Marco Missiroli, Guanda
La devozione verso tutti i figli, al di là dei legami di sangue: è il senso dell’elefante, codice inscritto in uno dei mammiferi più controversi, e amuleto di una storia che comincia in un condominio di Milano. Pietro è il nuovo portinaio, ha lasciato all’improvviso la sua Rimini per affrontare un destino chiuso tra le mura del palazzo su cui sta vegliando. Era prete fino a poco tempo prima, ora è custode taciturno di chiavi e appartamenti, segnato da un rapporto enigmatico con uno dei condomini, il dottor Martini, un giovane medico che vive con moglie e figlia al secondo piano. Perché Pietro entra in casa di Martini quando non c’è? Perché lo segue fino a condividere con lui una verità inconfessabile? Il segreto che li unisce scava nel significato dei rapporti affettivi, veri protagonisti di un intreccio che si svela a poco a poco, arrivando all’origine di tutto: una ragazza conosciuta da Pietro quando era un sacerdote senza Dio, in una Rimini dura e poetica, a tratti felliniana. Qui inizia questa storia che accompagna i suoi personaggi nella ricerca di un antidoto alla solitudine dei nostri tempi, verso una libertà di scelta, e di sacrificio. In questo romanzo Marco Missiroli va al cuore della sua narrativa, raccontando il sottile confine tra l’amore e il tradimento, il conflitto con la fede e la dedizione verso l’altro. A partire da una semplice, terribile domanda: a che cosa siamo disposti a rinunciare per proteggere i nostri legami.

 

Il libro russo dei sogni a colori, Gina Ochsner, Nottetempo

Nella città siberiana di Perm’, durante la prima guerra in Cecenia, un drappello di personaggi singolari abita in un malconcio condominio di epoca sovietica: c’è Azade, musulmana deportata, che negli odori della latrina del cortile legge i sogni e le ansie dei vicini. Mirkhat, un suicida che non vuole andarsene tra i morti e vuole invece riscrivere la sua storia e quella degli altri. Una banda di bambini terribili, che sniffano colla e parlano come profeti. Ol’ga, un’ebrea che lavora per un quotidiano pro-governativo e traduce in rassicuranti eufemismi gli orrori ceceni. Suo figlio Jurij, un veterano affetto da psicosi traumatica che sogna di essere un pesce. E Tanja, che crea reperti falsi e bizzarri per il polveroso museo in cui lavora; affascinata dai colori, dalle nuvole e dai sogni di volo, annota tutto puntualmente su un taccuino da cui non si separa mai. E poi ci sono dei misteriosi Americani di Origine Russa in arrivo… Tutti esuli, tutti senza patria. Un romanzo che è una fantasmagoria di storie e immagini, in cui ogni personaggio ha le sue strategie o i suoi sortilegi per passare dall’apparente assurdità della vita a un significato che la riscatti.

 

Sottosopra, Milena Agus, Nottetempo
Nel palazzo di “Sottosopra” vivono ricchi e poveri che s’incontrano sulle scale, si scambiano servizi e favori. Al piano alto abita un anziano violinista americano, Mr. Johnson, che ha lasciato le scene e il successo per naturale ritrosia. Al piano basso Anna, una donna delle pulizie, acciaccata dalla vita ma prodiga di fiducia e tenerezza che distribuisce agli altri abitanti: Giovannino, un bambino così giudizioso da essersi educato da solo, Mrs. Johnson, che aspira solo alle impossibili cose normali, e Alice che vuole diventare una macchina del sesso per evitare la solitudine, ciascuno con la propria mania, la propria pazzia piccola o grande, la propria paura. Nel palazzo gli abitanti si spostano e si scambiano le abitazioni, come fosse il modo più semplice di affrontare le turbolenze della vita: Anna sogna di salire fino alla casa del signore di sopra, Mr. Johnson di scendere fino al piano di sotto, per conoscere “l’immensa felicità che ci viene dalla felicità di qualcuno che è felice con noi”. Fra la realtà e l’invenzione, “Sottosopra” racconta un nuovo sogno, in cui – come succede nel mondo di Milena Agus tutto continuamente si rovescia: la vita che è come adattarsi a un paio di scarpe, la vecchiaia che è il momento migliore per amare e l’amore che è “un guizzo di luce, magari l’ultimo”.

Al Aswani, Palazzo Yacoubian, Feltrinelli
Costruito negli anni trenta da un miliardario armeno, Palazzo Yacoubian contiene in sé tutto ciò che l’Egitto era ed è diventato da quando l’edificio è sorto in uno dei viali del centro. Dal devoto e ortodosso figlio del portiere, che vuole entrare in polizia ma che finirà invece a ingrossare le già folte milizie islamiste, alla sua fidanzata, vittima delle angherie dei padroni; dai poveri che vivono sul tetto dell’edificio e sognano una vita più agiata al gaudente signore aristocratico poco timorato di Dio e nostalgico dei tempi di re Faruk che indulge in piaceri assolutamente terreni; dall’intellettuale gay con la passione per gli uomini nubiani, che vive i suoi amori proibiti neanche troppo clandestinamente, all’uomo d’affari senza scrupoli del pianterreno che vuole entrare in politica. Ciascuno di questi personaggi si ritroverà a compiere delle scelte: quale ne sia l’esito, sarà il lettore a deciderlo. Ognuno interpreta una sfaccettatura del moderno Egitto dove la corruzione politica, una certa ricchezza di dubbia origine e l’ipocrisia religiosa sono alleati naturali dell’arroganza dei potenti, dove l’idealismo giovanile si trasforma rapidamente in estremismo e dove ancora prevale un’immagine antiquata della società. Campeggia in questo romanzo la denuncia dei costumi inquinati, della politica egiziana e dei movimenti islamisti, una denuncia tanto cara ad al-Aswani che oggi è uno degli esponenti di punta del movimento di opposizione Kifaya.

G.B. Ballard, Il condominio, Feltrinelli
Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia. “Era trascorso qualche tempo e, seduto sul balcone a mangiare il cane, il dottor Robert Laing rifletteva sui singolari avvenimenti verificatisi in quell’immenso condominio, nei tre mesi precedenti. Ora che tutto era tornato alla normalità, si rendeva conto con sorpresa che non c’era stato un inizio evidente, un momento al di là del quale le loro vite erano entrate in una dimensione chiaramente più sinistra. Con i suoi quaranta piani e le migliaia di appartamenti, il supermarket e le piscine, la banca e la scuola materna – ora in stato di abbandono, per la verità – il grattacielo poteva offrire occasioni di scontro e violenza in abbondanza.”

Yehoshua Kenaz, Ripristinando antichi amori, Nottetempo
Due amanti clandestini, un amministratore di condominio in guerra con il mondo, una giovane e silenziosa cameriera filippina, un agente immobiliare perdutamente innamorato della misteriosa vicina: ecco alcuni dei personaggi che animano il palazzo di Tel Aviv che fa da sfondo a questo splendido romanzo le cui pagine diventano, a poco a poco, pareti sottili che lasciano filtrare voci e rumori, frammenti di vite umane che lentamente, come tessere di un puzzle, si uniscono in un’unica trama fino a disegnare il quadro della vita, fatta di vicende grandi e piccole, di passioni e di dolori, di grandezza e di squallore, fino al sorprendente epilogo.

Alexander McCall Smith, 44 Scotland Street, Tea
Quando spinge il portone del 44 di Scotland Street, nel centro di Edimburgo, Pat non vede l’ora di cominciare tutto daccapo. È al suo secondo anno sabbatico e una casa e un lavoro nuovi sono quello che ci vuole per ripartire. Da lì in poi dividerà l’appartamento con l’insopportabile Bruce, agente immobiliare bello e vanitoso; troverà lavoro nella galleria d’arte di Matthew, un giovane delicato ma inconcludente che di arte non capisce nulla; trascorrerà piacevoli serate con l’eccentrica vicina di casa Domenica, un’anziana antropologa dispensatrice di storie esotiche e saggi consigli sugli uomini. Intanto al piano di sotto Bertie, inquieto bambino prodigio, cerca di far capire alla madre, Irene, che preferirebbe rugby e trenini elettrici ai corsi di yoga, sassofono e italiano. A unire tutti un misterioso tentativo di furto e la caccia a un quadro che potrebbe essere una crosta o valere una fortuna

Mumbai
 Ghosh Munmum, Gente di Mumbai, Intermezzi
Le voci degli immigrati e dei pendolari di Mumbai si inseguono e si alternano. Un romanzo corale che scorre come un fiume, attraversa la ferrovia, le strade e i bassifondi, colma ogni spazio della città indiana e ne restituisce gli odori, i colori e la musica.

Vikram Chandra, Giochi sacri, Mondadori
Sartaj Singh, ispettore di polizia a Mumbai, nota fino a poco tempo fa come Bombay, ha un lavoro ingrato. Vive infatti ed esercita la sua professione in una città che oltre alla sua assoluta e intensa bellezza gli sbatte in faccia ogni giorno un “sottobosco” di malaffare, crimine organizzato e violenza a cui Sartaj non si è mai assuefatto e contro il quale però non riesce a segnare decisive vittorie. La sua esistenza sembra dipanarsi così in una inerte caoticità, fatta di ladruncoli, microcorruzione e pasti in piedi. L’assassinio dell’erede di un boss della mafia locale, il pedinamento di pericolosi criminali e lo smascheramento di mille trame delittuose che coinvolgono gli strati più insospettabili della società indiana servono così da pretesto a Vikram Chandra per tessere una storia che unisce i ritmi forsennati dell’hard boiled alle pause silenziose della poesia, il sentimentalismo alla Bollywood al magistero dell’alta letteratura. Il risultato è un affresco potente e grandioso di una delle metropoli più complesse e avvincenti della contemporaneità.

Nemita Devidayal, Dolceamaro a Bombay, Neri Pozza
In un ospedale di Bombay, durante Diwali, la festa indiana della prosperità, Bimbla Kulbhushan Todarmal, universalmente nota come Mummyji, si appresta a lasciare questo mondo.
Al suo capezzale sono accorsi i quattro figli, che più che afflitti dal dolore sembrano impazienti di congedarsi lestamente dalla madre.
Mummyji è stata per tutta la sua vita una donna forte. Ha creato dal nulla una prospera attività di produzione e commercio di dolci, i locali mithai, onorando così la business class dei banyia cui appartiene. In questo modo, tuttavia, i suoi quattro figli sono cresciuti all’ombra di una carismatica figura che, sull’altare degli affari, ha sacrificato più di una ragione del cuore.
Rajan Papa, il primogenito gravato troppo presto delle responsabilità di capofamiglia, ha grossi guai economici, una moglie viziata e un figlio adolescente che teme di rivelare ai genitori la propria omosessualità.
Suman ha un matrimonio ricco ma infelice, e non dorme senza regolare e debita assunzione di una buona dose di psicofarmaci.
Sunny ha studiato negli Stati Uniti e, in nome delle leggi sovrane del moderno marketing, ha estromesso dall’attività familiare il fratello maggiore, reo di avere una gestione all’antica, troppo umana in un’epoca in cui il profitto non guarda in faccia nessuno.
Saroj, la più palesemente fragile dei quattro, è stata convinta dalla madre a lasciare l’amato marito caduto in miseria, e vive ora nel rimpianto della felicità perduta e nella dipendenza dall’opprimente figura materna.
Mentre la statua di Laxmi, la dea della prosperità interiore, li guarda perplessa, la perfida progenie sembra interessata solo ad accaparrarsi l’eredità materiale di Mummyji, soprattutto quella splendida coppia di diamanti dal valore incalcolabile che nessuno sa dove sia e a cui ciascuno vuole arrivare per primo, in una poco nobile gara a chi sia più astuto e avido.
Mummyji, però, sembra non volersi congedare tanto in fretta da questo mondo. E, nelle lunghe ore che dovranno trascorrere nella sala d’attesa dell’ospedale, i quattro giovani Todarmal, le loro mogli e mariti, avranno forse il tempo di riflettere su che cosa siano davvero il benessere e la prosperità, e Diwali, la festa che li celebra.
Romanzo di grande fascino, esotico e universale al tempo stesso, sull’amaro prezzo del successo, Dolceamaro a Bombay è una moderna Fiera delle vanità indiana che illumina l’anima del nuovo Oriente.

Vikas Svarup, Le dodici domande, Guanda
Colpevole di aver risposto correttamente a tutte e dodici le domande di un quiz televisivo, e di aver vinto un miliardo di rupie, il cameriere diciottenne Ram Mohammad Thomas viene arrestato. Un goffo paria di Mumbai come lui, che non è mai andato a scuola e non legge i giornali, non poteva conoscere le risposte. Per questo i produttori della trasmissione sono convinti che abbia imbrogliato. Certo è che se l’è andata a cercare: come ripetono gli anziani della baraccopoli in cui vive Ram, non è saggio cercare di oltrepassare la linea che separa l’esistenza del ricco da quella del povero. In questo mondo, non c’è speranza di riscatto. Ma c’è una debole speranza di salvezza, che ha il volto di una donna venuta quasi dal nulla e che dichiara di essere il suo avvocato difensore. Per il momento Ram è salvo. Lo aspetta la notte più lunga della sua vita, quella in cui dovrà spiegare al suo inaspettato legale come sia riuscito a rispondere. Inizia così un racconto in cui va delineandosi uno spaccato dell’India di oggi denso di orrori e di meraviglie. È l’India in cui le diverse religioni raramente convivono in un pacifico e fruttuoso equilibrio, un paese in cui la propria fede può fare la differenza fra la vita e la morte; in cui il profumo dell’incenso si mescola al lezzo delle fogne all’aperto e i colori dei sari contrastano col grigiore dei condomini popolari.

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A composed satellite photograph of Africa.

Image via Wikipedia

 

tempo di vacanze, ci pare.  Per ogni vostra destinazione, Atlantide ha pronto una amena lettura, pertinente con il luogo che avete scelto .

Ecco i nostri consigli per l’Africa, edizione 2011

AFRICA

AFRICA CENTRALE: Conrad, Cuore di tenebra,

Graham Greene, Il nocciolo della questione, Mondadori

Tim Butcher, Spiriti guerrieri, Corbaccio

Eric Orsenna, Madame Ba, Tea

ALGERIA, Khadra, Quel che il giorno deve alla notte, Mondadori

Sud AFRICA: Zakes Mda, La madonna di Excelsior, E.o

BOTSWANA:  I gialli con Precious Ramotswe

MOZAMBICO: Mia Couto, Terra sonnambula, Guanda

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Edimburgh buildings

Image by nXpected via Flickr

Edimburgo, la città delle storie di Irvine Welsh, Ian Rankin, e Alexander McCall Smith: di certo la più serena è proprio quest’ultima, se non vogliamo tornare ai tempi di Robert Luis Stevenson o Walter Scott! Ecco una nuova avventura per i residenti del palazzo già conosciuto in 44, Scotland Street.

Semiotica, pub e altri piaceri, Alexander McCall Smith, Guanda

Mentre Edimburgo si gode gli ultimi preziosi giorni di sole estivo e migliaia di turisti invadono le sue strade per il Fringe, Alexander McCall Smith torna a seguire le avventure degli inquilini del 44 di Scotland Street. Tra una seduta dallo psicanalista, il corso di italiano e un’ora di yoga, il piccolo e talentuoso Bertie sogna di andarsene di casa per giocare a rugby e guardare i treni alla stazione, ma si ritrova alla scuola steineriana con la solita salopette color fragola; sua madre Irene scopre suo malgrado di nascondere una rabbiosa anima conservatrice dietro la facciata politicamente corretta, mentre grazie a un corso di autostima il padre Stuart trova il coraggio di far valere le ragioni dei maschi di famiglia e trascina il figlio in un’avventurosa partita a carte con un gangster di Glasgow. Intanto, al piano superiore, Pat trascorre il secondo anno sabbatico all’inseguimento del vero amore e viene invitata a un improbabile raduno nudista; il suo vanitoso compagno d’appartamento Bruce, dopo aver perso lavoro e fidanzata, si reinventa mercante di vini e, sull’altro lato del pianerottolo, Domenica, saggia ed estroversa antropologa, rivendica a gran voce il diritto di osservare il mondo che la circonda e di esprimere la propria opinione su quello che vede. Per nostra fortuna, lo stesso continua a fare anche McCall Smith, che tra una brillante digressione filosofica e un’arguta notazione sul senso della vita, non rinuncia a pungere con il suo umorismo divertito vizi e debolezze altrui

Ecco qualche altro titolo per passeggiare letterariamente tra le strade della  affascinante “capitale” scozzese .

Alan Guthrie, La spaccatura, Einaudi
Robin Greaves voleva fare il pianista, e invece è diventato un rapinatore a mano armata. Un giorno, davanti a una foto che può solo dire la verità, Robin scopre che sua moglie è andata a letto con un compare della banda di cui fa parte. È il momento della vendetta, ma le cose possono ancora peggiorare: un assalto a un ufficio postale si lascia alle spalle una carneficina, la polizia lo insegue, assieme a investigatori privati senza scrupoli. E poi c’è un killer a sangue freddo, che probabilmente è l’unico a non andare in cerca di una fetta del bottino..

Alexander McCall Smith, Ian Rankin, Irvine Wels, Storie di una città, Guanda
Tre grandi scrittori contemporanei, chiamati a scrivere della loro Edimburgo, con stili, approcci, immagini diverse, se ne lasciano ispirare e regalano tre personalissime storie. Alexander McCall Smith racconta le vicende di un biologo indiano che si trasferisce nella capitale scozzese e, spaesato, cerca goffamente di costruirsi una vita sociale, per soffocare la solitudine e l’acuta nostalgia che prova per la sua famiglia, le sue radici, le sue usanze. Per Ian Rankin, invece, la città serve da sfondo alla caparbia volontà di riscatto di un senzatetto che, grazie alla magia e all’illusionismo, trova un modo per non essere dimenticato, raggiungendo una sua dimensione di celebrità. E, per finire, Irvine Welsh delinea la storia grottesca dell’animale da compagnia preferito di un piccolo boss della malavita, una tigre, che fugge e semina scompiglio, sconvolgendo la tranquillità di un quartiere residenziale. In ogni racconto, Edimburgo è la vera protagonista, con le proprie bellezze storiche accostate alle profonde contraddizioni e lacerazioni sociali che dilaniano ogni grande città. McCall Smith, Rankin e Welsh hanno risposto all’appello di OneCity Trust, una fondazione che si prefigge di mettere la letteratura al servizio della società e di chi opera per unire le persone: “non riesco a immaginare un obiettivo migliore” sottolinea J.K. Rowling nell’introduzione, “per Edimburgo, per la Scozia e per il mondo intero”.

David Pirie, Il richiamo della notte, Sonzogno
Nella Edimburgo del 1878 un misterioso individuo aggredisce giovani donne, scegliendo le sue prede nei bordelli di periferia e nelle aule universitarie. Quale oscuro legame associa, nella mente perversa del maniaco, le prostitute alle studentesse anticonformiste che per la prima volta hanno accesso a un tempio del sapere fino a poco tempo prima riservato esclusivamente agli uomini? Il terrore serpeggia in città, ma l’Università di Edimburgo può contare su una singolare coppia di detective: il dottor Bell e il giovane Doyle, ideatori di un innovativo metodo di indagine che anni dopo verrà reso celebre dalle avventure letterarie di Sherlock Holmes.

Antohony O’Neill, Il lampionaio di Edimburgo, Tea
Nel 1878 una serie di orrendi delitti sta terrorizzando Edimburgo: prima viene scoperto il cadavere di uno stimato professore universitario, poi quelli di un losco impresario e del guardiano del faro. La polizia brancola nel buio, ma una coppia di investigatori improvvisati – Thomas McKnight, un disilluso professore di logica e metafisica, e Joseph Canavan, un becchino chiuso e asociale – scopre che quei crimini sono in qualche modo legati a una ragazza, Evelyn, un’orfana da poco tornata in città dopo che, quando era ancora una bambina, un misterioso signore l’aveva prelevata dall’istituto dove viveva. Evelyn sostiene di sognare i delitti prima che avvengano e dichiara che l’assassino è un lampionaio. Ma chi è questo lampionaio? Esiste davvero?

Muriel Spark, La vera Miss Brodie,Adelphi
Bontà, Bellezza e Verità: sono i dogmi dell’insegnamento di Miss Jean Brodie. Siamo a Edimburgo, negli anni Trenta, Miss Brodie ammette, con candida alterigia, che la sua unica vocazione sono le allieve, e l’unica missione farle diventare “la crème de la crème”. Tanto zelo può persino indurla a cercare di trasformare le più dotate in doppi di se stessa e a scegliere una di loro per vivere in sua vece un amore che ritiene improprio soddisfare di persona. Tortuose collusioni psicologiche, tentativi di plagio, una passione repressa e goduta per interposta persona, il rigore calvinista di una crisi di coscienza: il libro è un labirinto psicologico ed insieme un congegno narrativo perfetto.

Christopher Brookmyre, La spaccatura, Meridiano Zero
Certe mattine non dovresti proprio alzarti.
Il giornalista Jack Parlabane si è svegliato con la testa che pulsa come un disco techno suonato alla rovescia nei postumi di un’epica sbronza, e si è ritrovato chiuso fuori casa, con il condominio invaso da poliziotti. Il suo vicino, Jeremy Poinsonby, giace mutilato nell’impiastricciata scena di un caotico delitto. Durante la notte è stato fatto fuori da qualcuno che evidentemente si è lasciato prendere un po’ la mano.
Poinsonby era un medico stimato a Edimburgo e Parlabane, giornalista investigativo d’assalto ritornato da poco dall’America, decide di far luce sul caso facendo appello alla sua capacità di ficcare il naso nei posti giusti. Si ritroverà con le mani in un nido di serpi in cui killer brutali e sfortunati, manager sessualmente frustrati che dilapidano le risorse delle ASL e politici che impersonano ridicolmente la corruzione, obbediscono a un unico imperativo: far soldi, in faccia alle vittime.
Nella sua caccia alla verità lo aiutano l’ex moglie del medico morto – un’anestesista dai capelli rossi molto carina – e una simpatica poliziotta lesbica. Una storia che tra colpi di scena, sparatorie e risate non lascia davvero tregua. Dagli anni Settanta la Scozia ha generato un’era di letteratura fresca, ribelle e controcorrente. E nel nero il più sorprendente scrittore è senza dubbio Brookmyre. Inquietantemente plausibile nella sua follia, dotato di una sadica allegria welshiana nell’indugiare sui particolari più raccapriccianti, diabolico nel tessere un intreccio nero che approda a scene di travolgente comicità e satira feroce.

Ian Rankin, Un colpo perfetto, Longanesi
È sempre stato l’uomo giusto al momento giusto. A soli trentasette anni, Mike Mackenzie, un collezionista di opere d’arte che ha fatto soldi a palate vendendo software, ha ottenuto tutto dalla vita, ma i panni dell’uomo che non ha più nulla da chiedere gli stanno stretti: ha bisogno di una sfida, di qualcosa che gli faccia provare nuove emozioni. E così, insieme ai suoi amici di sempre, un alto funzionario di banca col pallino della pittura e un burbero docente, preside dell’Accademia di Belle Arti, decide di tentare il colpo del secolo alla National Gallery di Edimburgo.L’idea è semplice ma geniale: penetrare nel magazzino in cui sono conservate le opere delle pinacoteche e dei musei di Edimburgo che non trovano spazio nelle sale, sostituire alcuni dipinti originali con le loro copie perfette e quindi trafugare il bottino senza che nessuno possa accorgersi dell’inganno. All’inizio tutto sembra filare liscio, ma le cose si complicano quando entra in gioco un quarto uomo: Chib Calloway, astuto e rozzo malvivente pronto a tutto pur di saldare un pesante debito d’affari con la mala norvegese. E improvvisamente la vita dei protagonisti entra in una crudele spirale di violenza e ricatti incrociati.

Irvine Welsh, Trainspotting, Tea
Un pugno di ragazzi a Edimburgo e dintorni: il sesso, lo sballo, la rabbia, il vuoto delle giornate. Sono i dannati di un modernissimo inferno “chimico”, con la loro vita sfilacciata e senza scampo. Alla ricerca di un riscatto, di un senso da dare alla propria esistenza – che non sia il vicolo cieco fatto di casa, famiglia e impiego ordinario – trovano nella droga e nella violenza l’unica risposta possibile. Sboccato, indiavolato, travolgente: l’esordio di un talento letterario, il romanzo shock che ha fatto epoca e dato voce a una nuova generazione.

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eco

Umberto Eco, Il cimitero di Praga, Bompiani, dal 29 ottobre in libreria
a trent’anni dal Nome della rosa, ecco il sesto romanzo di Umberto Eco, Il cimitero di Praga.

Sulla trama c’è un riserbo totale, di  ufficiale si sa che “il protagonista sarà un falsario, tale capitano Simonini, che, nella seconda meta’ dell’Ottocento, fu ingaggiato dai servizi segreti di mezza Europa, dai Savoia ai francesi”, e che la vicenda ruoterà attorno a temi come “intorbidamenti di notizie, i falsi miti fatti circolare dai potenti, l’inaffidabilità delle fonti”.  A sei anni da La misteriosa fiamma della regina Loana, Eco ci condurrà a scoprire una realtà ottocentesca, in cui Praga svolgerà un ruolo speciale, sfondo per una spy story infarcita di trame oscure, congiure e doppi giochi, complotti ed attentati: è la politica di quel secolo, ma forse anche i nostri giorni non sono poi diversi..

Chi ama Il nome della rosa può anche leggere: breve carrellata di romanzi storici, più o meno dotti
La cattedrale del mare, Ildefonso Falcones, Tea
Ambientato in Spagna, a Barcellona, in epoca medievale
Franz Schatzing, Il diavolo nella cattedrale, Longanesi
Colonia, XIII secolo: un misterioso omicidio insanguina il tempio di Dio, sullo sfondo di una città sconvolta da implacabili lotte per il potere.Premio Bancarella 2007
Andres Neuman, Il viaggiatore del secolo, Ponte alle grazie
Germania, XIX secolo. Nella sperduta cittadina di Wandernburgo approda Hans, giovane traduttore. Quella che sembra una tappa nel suo viaggio si trasforma nella più inesorabile e splendida delle trappole: l’incontro con un circolo letterario e con un saggio suonatore di organetto, una catena di misteriosi delitti, e una donna..
Iain Pears, La quarta verità, Tea
Oxford, 1663, un docente del New College viene trovato ucciso, una ragazza è condannata all’impiccagione. Quattro testimoni raccontano la loro “verità”, ma solo uno di loro non mente…
Arturo Perez Reverte, Il club Dumas, Saggiatore
Lucas Corso, mercenario di libri da collezione, “cacciatore di libri su commissione”, svolge indagini sui libri antichi; la sua fama (e la sua vita) sarà messa a dura prova da due incarichi delicati quanto insoliti….
David Liss, L’apprendista, Saggiatore tascabili
Benjamin Weaver, un ebreo nella Londra del primo ’700, in un mondo cristiano e razzista che si muove negli ambienti della malavita londinese dando la caccia a debitori e ladri, alle prese con un primigenio caso di grande speculazione.
Speciale per noi di Bologna: Alfredo Colitto, Cuore di Ferro e I discepoli del fuoco, Piemme
Due indagini di Mondino De Liuzzi, medico e anatomista nella Bologna del 1300
Richard Zimler, Mezzanotte, ovvero il principio del mondo, Cavallo di ferro
Romanzo di una grande avventura, d’amore e d’amicizia, nel secolo Diciannovesimo
Carlos Ruiz Zafon, L’ombra del vento, Mondadori
Una Barcellona misteriosa, un segreto sepolto nel Cimitero dei Libri dimenticati…
David Mitchell,I mille autunni di Jacob De Zoet, Frassinelli
Fine del Diciottesimo secolo, Estremo oriente. Jacob va incontro al suo destino, tra incontri e tradimenti, delitti ed amicizie, sullo sfondo di un mondo sfuggente e difficile da decifrare
ALLA SCOPERTA DI PRAGA : grandi autori per una città magica
Ian Neruda, I racconti di Mala Strana, Utet
Johannes Urzidil, L’amata perduta, Adelphi
Bruce Chatwin, Utz, Adelphi
Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa, Einaudi
Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere, Adelphi
John Banville, Ritratti di Praga, Guanda  Un superbo libro di viaggi.
Angelo Maria Ripellino, Praga Magica, Einaudi
un affascinante saggio sulla magia che sprigiona questa città: un classico da accompagnare ad ogni guida di viaggio per chi vi si reca!

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garibaldi

Nino Bixio e i suoi fratelli: avventure, amore e battaglie in un avvincente romanzo storico sullo sfondo della lotta per l’unità d’Italia. 

La gloria è il sole dei morti, Massimo Nava, Ponte alle grazie

Parigi, autunno 1872. Un anziano generale bussa alla porta di un appartamento borghese, al 26 di rue Jacob. È la casa di suo nipote, Maurice, figlio del fratello Alexandre, morto sette anni prima. Il generale è un uomo stanco, viene da lontano. È stato soldato e marinaio, ha combattuto le guerre di Indipendenza e a fianco di Garibaldi, con i Mille; ha navigato gli oceani fin dall’adolescenza. Prima di morire, vuole lanciarsi in un’ultima impresa: costruire una nave mercantile, attraversare il canale di Suez appena inaugurato e avviare commerci nelle Indie olandesi. Per questo, lascia la famiglia e volta le spalle agli onori militari.
Per inseguire il suo sogno, ha bisogno dell’aiuto di Maurice. Zio e nipote quasi non si conoscono, si osservano con distacco. Ma la forza del sangue avrà la meglio. Perché il generale non è un uomo qualunque: è Nino Bixio. Porta addosso le cicatrici delle grandi battaglie dell’Ottocento e combatterà ancora dall’altra parte del mondo. Dalla rievocazione dell’impresa dei Mille alla descrizione della Francia di Napoleone III, rivoluzionaria e imperiale, eccitante e mondana; dalla leggendaria America dei primi pionieri fino alle drammatiche avventure di Nino nei mari del Sud, La gloria è il sole dei morti tratteggia un affresco che abbraccia mezzo secolo e cinque continenti.
“Medaglie, discorsi. Che cosa resta di una guerra? L’esaltazione dei sopravvissuti e i lutti di quelli che l’hanno combattuta. Che pena, amico mio. Mi resta il mare. Mi aspettano le onde che si infrangono su questo porto maledetto, schiumeggiano alte e inghiottono anche i gabbiani. Io non mi farò inghiottire. Se affonderò, dovranno vomitarmi fuori, tanto sono amaro e indigesto.”

Massimo Nava è editorialista e corrispondente per il Corriere della Sera da Parigi. È stato inviato in Italia e corrispondente di guerra. Ha seguito i più importanti eventi internazionali.

Altri romanzi e memorie
Antonio Fogazzaro , Piccolo mondo antico, varie edizioni
Ippolito Nievo , Le confessioni di un italiano; varie edizioni
Luigi Pirandello , I vecchi e i giovani, varie edizioni
Antonio Scurati , Una storia romantica, Bompiani
Luigi Guarnieri, I sentieri del cielo, Rizzoli
Valerio Evangelisti- AntonioMoresco , Controinsurrezioni, Mondadori
Enrico Solito, All’ombra del pino, Hobby Work
Massimo Nava, La gloria è il sole dei morti, Ponte alle grazie
Claudio Fracassi, Il romanzo dei Mille, Mursia
Anna Banti, Noi credevamo, Mondadori
Alessandro Cannevale, La foglia grigia, Einaudi
Federico De Roberto, I vicere, varie edizioni
Annalina Molteni, Domani sarà battaglia – Magenta 3 giugno 1859, Memoria del mondo
Fausta Garavini, In nome dell’imperatore, Cierre
Gianandrea De Antonellis, Non mi arrendo, Controcorrente
Matteo Collura, Qualcuno ha ucciso il generale, Tea
Isabella Bossi Fedrigotti, Amore mio uccidi Garibaldi , Longanesi (n ed.ne imminente)

la bibliografia continua qui: saggi sull’Unità d’Italia e sul Risorgimento, libri per ragazzi e di futura pubblicazione:
http://www.box.net/shared/7zedp9jll9

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Zia Mame, punta di iceberg. Quante altre zie sono passate sui banchi delle librerie, nel titolo o come personaggi? Ecco un breve elenco, partendo dalla zia di Fabrizio ne La certosa di Parma, per arrivare a Zia Dorothy, per ragazzi.

La Certosa di Parma , Stendhal, varie edizioni

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il romanzo, ambientato sullo sfondo dell’Italia della restaurazione, in buona parte immaginaria, ha per protagonista il giovane nobiluomo milanese Fabrizio Del Dongo, figlio illegittimo della moglie del Marchese Del Dongo e di un soldato napoleonico, Robert, ospitato dalla Marchesa durante l’ occupazione francese di Milano.

Fabrizio, bello e spigliato, cresce fra le attenzioni della madre e della zia, la contessa Gina Pietranera, e il suo animo si accende agli ideali di libertà, di cui Napoleone si faceva portatore, al punto che decide di armarsi e di andare a combattere al fianco dell’Imperatore, in Belgio.

Arrivato a destinazione ed unitosi, dopo mille peripezie, all’esercito, si troverà ad essere l’attonito spettatore di una battaglia che diventerà fin troppo famosa, quella di Waterloo. Ma la Waterloo di Fabrizio è una Waterloo confusa, guardata con l’occhio stupito ed inesperto di un giovanotto che non si rende conto di quello che sta succedendo, fra palle di cannone fischianti, disertori allo sbaraglio, furti di cavalli e stordenti cariche di fanteria prussiana. Lo stesso Napoleone, per conoscere il quale Fabrizio ha lasciato la casa paterna ed ha percorso molte miglia, non è altro che un’incerta, ingobbita apparizione cui il protagonista non riesce a dare più di una fuggevole occhiata.

Alla fine della battaglia, disilluso e impossibilitato a tornare in patria a causa di un bando di cattura, Fabrizio viene preso sotto l’ala protettrice della zia Pietranera e del suo spasimante, il conte Mosca, ministro del principe di Parma.

La zia, una figura di donna seducente ed emancipata, lo avvia alla carriera ecclesiastica e in breve volger di tempo lo introduce con tutti i fasti all’interno della corte parmense.

Qui Stendhal fa sfoggio di tutta la sua fantasia, inventando un fantomatico Principato storicamente mai esistito (giacché a quell’epoca Parma era compresa nel Ducato di Parma e Piacenza), nonché della sua colossale abilità letteraria riuscendo a ritrarre in maniera esemplare il complesso microcosmo della corte, con tutti i suoi delicati equilibri, le sue malcelate ipocrisie, i suoi rapporti di forza, le servitù, le clientele, gli amori, le figure dominanti.

In questa foresta sociale il giovane monsignor Del Dongo si muove agevolmente, seppur a volte un po’ incautamente, ma all’occorrenza sempre rintuzzato o protetto dalla zia(la quale ha ottenuto il titolo di duchessa Sanseverina appena arrivata a Parma), che, seppure molto più anziana, è visibilmente innamorata di lui.

Da questo momento in poi, il romanzo non verterà più soltanto sulla figura di Fabrizio, ma la Sanseverina acquisterà sempre maggior rilievo diventando il secondo perno della narrazione.

In seguito alla sua sfrenata e spesso irresponsabile ricerca del piacere, di stampo quasi epicureo, comune a molti dei personaggi stendhaliani, Fabrizio sarà però costretto ad abbandonare Parma, caldeggiato come al solito dalla Sanseverina e dal conte Mosca, ma ostacolato e braccato dai cortigiani che lo hanno in antipatia e dallo stesso Principe di Parma, innamorato perdutamente della Sanseverina e gelosissimo di Fabrizio.

Dopo un periodo di latitanza, Fabrizio verrà però catturato e condotto in catene alla Cittadella di Parma, con una sentenza di vent’anni di prigionia, ma con il rischio di essere avvelenato o impiccato pubblicamente.
Vediamo qui come ritorna il tema della prigionia come momento di catarsi ed introspezione, già notato in altre opere come, ad esempio, ne Il rosso e il nero. Ma qui la questione si complica, giacché alla prigionia fisica (che per Stendhal è sempre stata metafora della prigionia dell’anima libera da impedimenti all’interno di un corpo ingombrante e corruttibile), si aggiunge una prigionia spirituale dal momento che Fabrizio si innamora della bella e giovane Clelia Conti, figlia del governatore della prigione.

Al momento di fuggire dalla Cittadella, ovviamente attenendosi a un piano architettato da Mosca e dalla Sanseverina, Fabrizio è però quasi tentato di restare, sconvolto dall’idea di non rivedere mai più la ragazza di cui è perdutamente innamorato. Alla fine, convinto dalla stessa Clelia e dal rischio di avvelenamento, Fabrizio trova la salvezza dopo una rocambolesca fuga da una cittadella che Stendhal descrive molto dissimile dalla vera cittadella di Parma e molto simile al Castel Sant’Angelo da cui fuggì, nel Cinquecento, il Cardinale Alessandro Farnese, originario di Parma, che sarebbe poi diventato papa con il nome di Paolo III. L’esuberante personalità di questo ecclesiastico avventuriero è stata più volte accostata a quella di monsignor Fabrizio e si ritiene infatti che abbia ispirato a Stendhal la figura del protagonista del romanzo.

Nel finale, che Stendhal tagliò di circa trecento pagine per ordini dell’editore, Fabrizio, tornato a Parma dopo la morte del vecchio Principe e l’allontanamento dei cortigiani nemici, diventa un predicatore alla moda, e l’idolo di tutte le donne del principato. Riesce a raggiungere la carica di arcivescovo di Parma, e a ricongiungersi con Clelia, che gli regala un figlio, Sandrino.

Purtroppo il fato avverso strappa al nostro eroe prima il figlio e poi l’amata; a lui non resterà altra consolazione che l’isolamento nella Certosa di Parma, nella quale morirà dopo circa un anno. Stessa sorte avrà la duchessa Sanseverina, che muore di dolore nel suo palazzo fuori Parma, nella quale non aveva più voluto metter piede. In compenso in città non ci sono più prigionieri, il nuovo principe è amato e il conte è diventato ricchissimo: magrissimo sollievo per gli “happy few”, i pochi lettori eletti a cui l’autore ha dedicato l’opera.


In viaggio con la zia,Graham Greene , Mondadori

Una volta fui presente a una cremazione prematura”: attraverso questa frase memorabile, soprattutto se pronunciata a voce alta durante la cremazione di una congiunta, facciamo, nelle prime pagine di questo libro, la conoscenza di zia Augusta, dama smisuratamente eccentrica, formidabile esemplare di quella galleria di vecchie anticonformiste che sono una specialità della letteratura inglese. Insieme con noi ne fa la conoscenza il cinquantacinquenne Henry Pulling, suo nipote, educato, ironico, un po’ timido, e che, dopo aver trascorso una decorosa esistenza in una banca della City, già pregusta un tranquillo life-end trascorso coltivando dalie nel suo giardinetto. L’incontro sconvolgerà i suoi piani: recatosi a casa della zia avrà la sorpresa di vedere l’urna con le ceneri della madre trasformata in un contenitore di marijuana; verrà poi coinvolto in uno sfrenato carosello che lo trascinerà ai quattro angoli del mondo, al seguito sempre della terribile parente, e gli farà conoscere un variegato universo di loschi trafficanti, di ragazzine hippie in via per Katmandu, di decrepiti avventurieri italici, di agenti della CIA.


UN FARDELLO DI GRAZIA,
Adalinda Gasparini, Fernandel

In questo romanzo, di forte ispirazione autobiografica, la protagonista racconta la storia della propria famiglia, divisa a metà tra la follia e la ragione. In particolare si sofferma sul legame che unisce Ida (la zia della protagonista) al figlio Antonio, un legame possessivo e amoroso insieme, che è causa o forse conseguenza del loro squilibrio mentale. Consapevole di quanta irrazionalità ci sia nel mondo ragionevole del babbo, la protagonista – attratta da entrambe queste figure del vivere, che nella propria casa sembrano coesistere pacificamente – si avvia a diventare depo-sitaria delle loro storie, nel tentativo di trovare nel racconto una mediazione: è la genesi di quella psicoanalisi che eserciterà da adulta.

L’autore
Adalinda Gasparini vive e lavora come psicoanalista a Firenze, dove è nata nel 1951. Ha pubblicato due saggi (Aladino e la lampada meravigliosa. Psicoanalisi di una fiaba immortale, Ponte alle Grazie 1993 e 1996; La luna nella cenere. Il grande sogno di Cenerentola, Pelle d’Asino e Cordelia, Franco Angeli 1999), una versione dal francese della storia di Aladino (La vera storia di Aladino, Bompiani 1994), un romanzo per ragazzi sulla lotta partigiana (Nino. La valle rossa, Modena 1995), un libro di fiabe tradotte da Straparola e Basile (Le prime fiabe del mondo, Giunti 1996).


La zia Julia e lo scribacchino, Mario Vargas Llosa, Einaudi

Due biografie simmetriche che si mescolano e si intersecano mettendo a confronto il truculento mondo di Camacho con gli ideali di Mario, giovane scrittore, in un variopinto e irresistibile caleidoscopio.
Pedro Camacho, detto il «Balzac creolo», è uno strano e fecondissimo inventore di trame melodrammatiche e truculente per un programma feuilleton di Radio Lima. Tutti in città attendono con impazienza le «puntate» della sua fantasia, fatte di arresti misteriosi, morti segrete, incesti, sangue e passioni. In parallelo scorre la storia di Mario – pallidamente autobiografica, come il nome del protagonista lascia intendere – giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell’immaginario. Ma anche lui ha la sua storia complicata da raccontarci: s’innamora, quasi con platonica indifferenza, d’una zia vedova e piú matura, che finirà per sposare, prima di trasferirsi in Europa e affermarsi come scrittore.


La zia marchesa,
Agnello Hornby Simonetta, Feltrinelli

Sicilia fine Ottocento. Costanza Safamita è l’unica figlia femmina di una ricca famiglia di proprietari terrieri, tanto amata e protetta dal padre, il barone Domenico, quanto rigettata dalla madre. Con la sua chioma di capelli rossi e il suo aspetto fisico quasi “di un’altra razza”, cresce fra le persone di servizio, fra l’orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquanto ridotte della vita in provincia. Sarà lei, per volere del padre, a ereditare le sostanze e il prestigio della famiglia. Affronterà la mondanità palermitana e una vita coniugale in equilibrio tra l’amore per il marito e l’impossibilità di abbandonarglisi, saprà affrontare i capimafia e contenere lo sfascio della famiglia, in un mondo arcaico e barbarico, fotografato nel momento della fine.


Le storie di mia zia (e di altri parenti),
Cornia Ugo, Feltrinelli

Profonda provincia modenese. Una multiforme famiglia – padre, madre, zii e zie, prozie, nonni, bisnonni e trisavoli – e gli strani personaggi che vi orbitano attorno – amici, miti locali, imbroglioni, inventori, grandi mangiatori, politicanti e chi più ne ha più ne metta, Ugo Cornia filtra i racconti orali dell’amata zia e scrive la saga di una famiglia strampalata che abbraccia oltre cent’anni di storie incredibili e leggendarie: le ultime gioie del trisnonno Bartolomeo Ferrari e l’odio viscerale per il nemico di sempre, l’onorevole Marco Arturo Vicini; la zia Maria che parla con il fratello morto da tempo; la fastidiosa omonimia del padre con un uomo scomparso qualche anno prima; il miracolo del brodo della zia Bruna; la zia Filomena e il poeta corteggiatore. Sono storie che aprono e chiudono su panorami più vasti (l’Italia, la provincia, il tempo che passa), storie che spigolano dentro la mente umana, dentro le nostre speranze e, con luminosa e sagace leggerezza, sanno essere innamorate della vita, della sua inefficienza, della sua approssimazione.


Con il suo primo libro, UN MONDO CONOSCIUTO, si è aggiudicato il Pulitzer per la narrativa, il Premio Impac di Dublino e altri prestigiosi riconoscimenti. La sua ricca prosa lo aveva accostato a nomi illustri del calibro di Faulkner (per la creazione di un universo letterario) e a Marquez (per l’originalità della voce).
Ora arriva in Italia questo suo libro di racconti, in realtà la sua seconda raccolta di storie brevi, e ci sentiamo di affermare che la freschezza e la potenza della sua voce è immutata (e spunta fuori un altro termine di paragone: Toni Morrison).
Ancora una volta è la vita degli Afro-americani (nello specifico, tutti residenti a Washington, per la maggior parte facenti parte della borghesia di colore, tutti con diversi retroscena familiari) ad essere narrata in quattordici vibranti storie, che ci fanno intendere di essere davanti ad una nuova interessante realtà della narrativa!

EDWARD P.JONES, Tutti i figli della Zia Agar, Bompiani

“Un’opera di sensibilità e immaginazione straordinarie. La sua forza narrativa è tanto costante e infallibile da far sì che non sembri scritta, quanto scolpita nella roccia.”
Dave Eggers

“Le avvincenti e indimenticabili storie di Jones offrono immagini dell’esperienza afroamericana che non hanno eguali nella letteratura americana.”
Kirkus Review

“L’immaginazione di Jones riempie queste storie di personaggi, avvenimenti e momenti di grande tenerezza, per non dire di humour in mezzo alla malinconia.”

Wyatt Mason Harper’s Review

In questo seguito ideale a Il mondo conosciuto, vincitore del Premio Pulitzer, Edward P. Jones ha dato voce all’esodo verso la terra promessa del Nord, e in particolare verso Washington, dei figli di coloro che un tempo erano stati schiavi. Protagonista del libro non è più la schiavitù in se stessa, ma il suo retaggio novecentesco, che si dispiega nei multiformi destini dei discendenti della biblica Agar, concubina di Abramo ed emblema di tutte le donne schiave della storia, che secondo il folklore afroamericano diede origine alla stirpe degli uomini di colore, usciti dal grembo materno con “la consapevolezza che Dio aveva promesso un futuro a tutti eccetto che a loro”.

Dalla penna incantata e inesauribile di Jones sgorga così una galleria di personaggi legati da fili segreti e sotterranei alle sue opere precedenti, giovani che tentano di evadere dal Sud rurale cercando fortuna nella metropoli, bambini prodigio che si sforzano di superare la discriminazione con la forza dell’istruzione, ma anche dottoresse orgogliose del proprio sapere scientifico costrette a confrontarsi con le guaritrici depositarie della tradizione hoodoo. E ancora, donne tentate al supermercato da un diavolo in abito di gabardine, fanciulle miracolose e reietti in cerca di redenzione. Sotto lo sguardo pensoso e ironico dell’autore, intrecciate ai destini di una moltitudine di personaggi e a quello della città stessa che li ospita, le storie di amori mai confessati e tuttavia indistruttibili, di amori cementati dalla sofferenza, di amori violenti e di amori destinati a finire prendono così vita come un arazzo infinito e traboccante di vita.

La vita segreta di mia zia,
Cheek Mavis, tea

Che il matrimonio allunghi la vita degli uomini e accorci quella delle donne, l’ha appreso dalle statistiche femministe. Che l’adulterio possa mettere in pericolo invece la sua salute mentale, Dilys Holmes lo scopre da sola. Rimorchiandosi un giovane adorabile alla stazione di Bristol. Tanto adorabile, quanto la sua vita perfetta, con un marito perfetto, una casetta perfetta e una famiglia semplicemente stupenda. E mentre precipita in un caos emotivo, sessuale e logistico – dati gli inconvenienti di una doppia vita Dilys scopre che la falsità è già scritta nel nostro codice genetico, che le vecchie zie hanno i loro oscuri segreti, che dietro le sorelle invidiose si nascondono insospettati problemi. E che le scelte giuste, come anche la verità, raramente sono disinteressate, e certo non sono mai semplici.


Milly, Molly e zia Erminia,
Pittar Gill; Morrell Cris, Giralangolo

Milly e Molly non immaginano che aiutare zia Erminia sarà una vera sfida. Le storie di Milly e Molly raccontano in modo vivace e accattivante i grandi temi che aiutano a crescere in modo responsabile e nel rispetto degli altri. Età di lettura: da 3 anni.


Zia Dorothy
Ballerini Luigi, Giunti

Zia Dorothy in realtà non è la vera zia di Pietro e Caterina, ma un’anziana ed eccentrica amica di famiglia che è entrata di fatto tra gli affetti a loro più cari. La cara “zietta” improvvisamente viene a mancare. Così come ha vissuto, anche nel trapasso la ricca signora inglese riesce a stupire, coinvolgendo i ragazzi in un’avventura senza limiti. Età di lettura: da 12 anni.

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