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Posts Tagged ‘Terra rossa e pioggia scrosciante’

terra rossa

Vedendo in libreria la nuova edizione de Terra rossa e pioggia scrosciante, ad opera di Mondadori, ci è tornata in mente con rimpianto la figura di Gianni Borgo, editore di Instar libri scomparso giovanissimo otto anni fa. Gianni Borgo era un editore coi fiocchi, capace di seguire la pubblicazione di un libro con una passione e una precisione certosina. Quando aveva scelto cosa proporre al pubblico (solo pochi libri in cui credeva ciecamente, di ottima qualità), seguiva tutte le fasi del processo editoriale con la massima attenzione; i suoi libri erano curati sotto tutti gli aspetti, dal carattere tipografico alla traduzione, dalla copertina (sempre perfettamente connessa al senso del libro) alle decorazioni che spesso accompagnavano il testo.

Conserviamo ancora qualche copia de Terra rossa e pioggia scrosciante nell’edizione Instar ormai fuori catalogo, un magnifico sunto della sua arte, un vero e proprio capolavoro in termini di “oggetto libro”, e chi volesse comparare le due edizioni, potrà farlo e giudicare.

Quando ancora non era montata la marea degli autori indiani, Instar propose questo testo che già anticipava la struttura de Giochi sacri, il capolavoro di Chandra che ha riscosso un ampissimo successo di critica nel mondo: romanzi globali, affreschi grandiosi in cui convergono la storia e le tradizioni dei luoghi narrati.

Proponiamo un breve ritratto di Gianni Borgo, e la scheda de Terra rossa e pioggia scrosciante.

www.oblique.it/manifesto_borgo.html

Gianni Borgo

“Vivo a Torino, ma potrei stare ovunque.”

Sono le parole di Gianni Borgo, cosmopolita fondatore della casa editrice Instar di Torino. La sua breve esistenza, infatti, Gianni Borgo la passa tra l’Italia e i paesi anglofoni, soprattutto a Londra dove ama passare le giornate alla National Library a cercare libri da pubblicare per la sua casa editrice. Per Borgo, Londra è il crocevia culturale tra Europa e Stati Uniti ed è proprio a Londra che trascorre la maggior parte della sua vita, fino al 25 aprile 2001, quando, in un caffè di Bloomsbury, mentre sta ordinando un libro su Amazon, viene stroncato da un infarto. Muore a soli quarantadue anni.

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“Borgo era un editore al quale guardavamo come a un punto di riferimento. Perché faceva solo libri nei quali credeva. Pochi, ben curati e sostenuti con convinzione.”

Sandro Veronesi, parlando dei modelli della casa editrice Fandango

I libri pubblicati dalla Instar dal 1993 alla morte di Borgo sono pochissimi, meno di venti, ma sono tutti di estrema qualità contenutistica e formale. A livello grafico i libri pubblicati da Borgo si distinguono per l’estrema cura nel disegno delle copertine (a volte venivano recensite solo quelle!) e per la grafica innovativa e diversa per ogni volume, a testimonianza dell’interesse per il libro come oggetto esteticamente gradevole da un punto di vista formale oltre che ideale. Nonostante gli altissimi costi di produzione di ogni singolo libro, i prezzi di copertina sono sempre rimasti accessibili, perché Borgo preferiva vendere molte copie – senza trarne profitto – per diffondere il marchio piuttosto che guadagnare il giusto con un prezzo non accessibile a tutti. Per questo motivo, con alcuni libri, l’editore andava addirittura in perdita per ogni copia venduta. Ma l’interesse di Borgo per i dettagli economici era del tutto assente: “Gli editori sono quasi sempre ricchi di famiglia”, diceva; e l’editoria di qualità è un mestiere che si pratica per passione, non per denaro.

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In un’intervista rilasciata nel maggio 1998, Borgo parla delle caratteristiche fondamentali della sua filosofia editoriale: la cura delle copertine, il rapporto con i grafici, la scelta degli autori, le due collane della Instar, Narrativa/MENTE e Saggia/MENTE.

Gianni Borgo, la prima domanda è la più ovvia: da dove arriva questa cura verso la parte grafica del libro?

Segue sul sito . . .


VIKRAM CHANDRA
Terra rossa e pioggia scrosciante,

Il giovane Abhay, tornato in India dopo un periodo di studi negli Stati Uniti, un giorno ferisce una scimmia che non cessa di infastidirlo. Essendo una creatura sacra, i genitori del ragazzo si prendono cura di lei. La scimmietta tuttavia si rivela ben presto un essere prodigioso capace di scrivere a macchina. Abhay scoprirà che in realtà, sotto le sembianze della sorprendente bestiola, si cela Parasher, spirito minacciato da Yama, Signore della Morte, di essere trascinato nell’aldilà. Unica possibilità di salvezza per lui è quella di riuscire a intrattenere il prossimo narrando delle storie per almeno due ore al giorno.

Hanuman, migliore tra le scimmie e patrono dei poeti, suggerisce inoltre una scappatoia: dato che il patto non indica con assoluta certezza chi debba essere il narratore, in quel ruolo potrà di tanto in tanto alternarsi anche Abhay. È così che le imprese del guerriero Sikander e del fratello poeta Sanjay si intrecciano, in un racconto che è una vera cavalcata tra i secoli, alle gesta di Alessandro Magno e alle immagini di un Occidente contemporaneo non meno esotico e misterioso dell’India del passato.

Dinanzi a un pubblico che si fa ogni giorno più numeroso, si snoda così un ininterrotto flusso di storie degno dei grandi cicli narrativi del Mahabharata e delle Mille e una notte e che giunge a formare un romanzo intenso e sorprendente: l’esordio con cui Vikram Chandra si è presentato al mondo come una delle voci più interessanti e nuove della letteratura indiana contemporanea.
L’AUTORE

Vikram Chandra, indiano, vive tra Mumbai e Berkeley, in California, dove insegna scrittura creativa.

Ha pubblicato anche Amore e nostalgia a Bombay (1999) e, per ondadori, Giochi sacri (2006)

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