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Posts Tagged ‘tonino guerra’

16 marzo,1920. Nasce Tonino Guerra. A Santarcangelo, ovviamente. (E siamo vicini ai 5 anni dalla sua morte, il 21 marzo 2012)
Una sua poesia. Si fa notte presto

Adesso sto sempre in casa
e sposto carte o guardo
oltre i vetri della finestra
le mandorle secche attaccate ai rami
che arrivano fino quassù
e sembrano pendagli alle orecchie
di gente che non c’è più.
O sto seduto su una sedia
vicino al camino
e si fa notte presto
con la luce che cade dietro le montagne
e io vado a letto con la voglia di sognare
i giorni che nevicava a Mosca,
e io ero innamorato.

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NdA Press
Voci. Tre grandi poeti in musica
di Tonino Guerra, Raffaello Baldini, Nino Pedretti
Nda Press

IL CD 17 canzoni con poesie e racconti dalla voce degli autori, 73 minuti di musica
“Voci” è il nome del gruppo che nasce a Santarcangelo di Romagna nel 1995 con il concerto omonimo sulle liriche del poeta Nino Pedretti musicate da Andrea Alessi.
Nel 1999 il progetto si evolve con le poesie di Raffaello Baldini per arrivare nel 2005 a musicare poesie e racconti di Tonino Guerra.
Questa pubblicazione discografica ed editoriale, unica nel suo genere, è la sintesi di un lavoro decennale.
Affascinati dall’immediatezza del dialetto, i musicisti riprendono l’amplificazione della “lingua” che i poeti suggeriscono nei loro versi. Ne deriva una musica libera dagli schemi: forse il termine più appropriato è jazz, nella sua accezione di libertà espressiva e di improvvisazione, intriso di sonorità etniche e sperimentazione colta.
Suonano: Daniela Piccari (voce), Gianni Perinelli (sax), Simone Zanchini (fisarmonica), Dimitri Sillato (piano), Andrea Alessi (basso), Stefano Calvano (percussioni), con la partecipazione di Vincenzo Vasi (vibrafono).

IL LIBRO
24 illustrazioni inedite di Tonino Guerra accompagnano i testi delle poesie-canzoni, in dialetto santarcangiolese con traduzione in italiano, e le conversazioni con gli autori sull’utilizzo della “lingua santarcangiolese” in poesia.

L’AUTORE:
Tonino Guerra, Raffaello Baldini e Nino Pedretti sono tre poeti riconosciuti tra i maggiori del secondo dopoguerra italiano, originari di Santarcangelo di Romagna, che hanno fatto apprezzare i loro componimenti dialettali al grande pubblico, ottenendo svariati e prestigiosi riconoscimenti.
Tonino Guerra, oltre che poeta, scrittore e sceneggiatore (memorabili le sue collaborazioni con, fra gli altri, Fellini, Antonioni, Monicelli, Rosi, Tarkovskij e i fratelli Taviani) è anche apprezzato disegnatore. Ha firmato le illustrazioni contenute nel libro Voci.

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Arrivano le donne
Arrivano le donne, un libro pieno di poesia, attraverso gli occhi di un uomo, un poeta che le donne le ha conosciute e amate. Un ritratto dolce, amaro e intenso dell’anima silenziosa delle donne, un universo che, come dice Guerra, “teneva me e Fellini avvolti e pieni di ammirazione confusa e ignorante”.

E’ proprio parlando con Fellini che nascono alcune riflessioni:
1. In Romagna, durante la civiltà contadina, che ci ha lasciato da poco, ha sempre comandato la  donna: la azdora, che guidava i movimenti della famiglia e del denaro
2. L’ignoranza della donna è sorridente, quella dell’uomo è pesante.
3. Noi siamo l’albero e loro le radici.
4. La donna è un universo misterioso che ti riempie di domande senza risposta.
5. La donna è sempre madre e noi sempre ragazzi disubbidienti.
6. La donna si nutre di sacrifici e noi di desideri.
7. Davanti ad una donna è come trovarsi davanti ad una montagna lontana che sembra trasparente.
8. Noi siamo pensieri e loro la nostra immaginazione.

Arrivano le donne si presenta come una carrellata di personaggi femminili partendo dalla madre, di cui racconta:
“Il giardino più bello della mia vita è quello che aveva creato mia madre in una zona del cortile dove c’erano i depositi del carbone e della legna per la vendita al pubblico. Un rettangolo di terra battuta con attorno vecchi tegami da cucina gonfi di gerani, belle di notte, gardenie ed altri fiori.
Una vecchia poltroncina sgangherata dal sole e dalla pioggia, permetteva a mia madre e anche a me di sostare per riempirsi gli occhi di colori.
Ecco dov’è il paradiso. Un mondo che abbiamo visto nell’infanzia e che ormai è diventato un giardino mentale.”.
Oppure la storia dei due amanti  in Giulia:
“Giulia lentamente si gira fingendo di guardare in direzioni diverse per non creare sospetti a chi le stava davanti. I due corpi si uniscono con l’unico impedimento dei vestiti che tuttavia aumentano così tanto l’eccitamento. Restano attaccati anche quando il vagone è vuoto e loro continuano il viaggio oltre la loro fermata”.
Ritratti di donne africane che dondolano “con una danza segreta appena accennata” o di vecchie che vivono nei boschi o ancora la delicata risposta della donna di servizio nel racconto Ammirazione:
“Lei, che teneva con la punta delle dita alcune erbe sospese verso la bocca, si è bloccata con gli occhi pieni di lacrime. E mi ha detto: – Grazie, signor Tonino, perché nella mia vita mai nessun uomo è stato geloso di me”.
Tonino Guerra conosce profondamente l’animo delle donne, basta leggere il breve racconto dell’anziana ballerina che si crede seguita da un giovane e arrivata a casa:
“Una cosa straordinaria”, rispose la vecchia madre. “Un ragazzo mi ha seguito e io non volevo che mi vedesse in faccia per non deluderlo con la mia età. Guarda dalla finestra se è ancora giù sul marciapiedi”. La figlia andò alla finestra e vide sulla strada un vecchio che guardava su”.
La descrizione di una sacralità della vita fatta di gesti carichi di simboli, come nel racconto Tre piatti, dove un contadino tradito apparecchierà per tutta la vita la tavola per lui, per la moglie e per l’amante.
E infine una descrizione gioiosa del sesso delle donne che solo la delicatezza di Tonino Guerra poteva affrontare:
“Il sesso delle donne è una montagna bianca di zucchero, una foresta dove passano i lupi, è la carezza che tira i cavalli; è una ballerina vuota piena di aria nera e di lucciole; è un forno che brucia tutto.
E’ dal sesso delle donne che è venuto fuori il mondo, con gli alberi, le nuvole, il mare e gli uomini uno alla volta e di tutte le razze”.
Il libro è illustrato con i disegni di Tonino Guerra. Teneri e magici come i suoi racconti. Come dice Philippe Daverio: “ …i quadri di Tonino Guerra ci dicono che l’artista è uno sperimentatore dell’esistenza, sollecitato a trafugare la sua anima da un linguaggio all’altro, a nascondersi e a rivelarsi…

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nei gioielli proposti dagli editori medio piccoli segnaliamo un cofanetto davvero pregevole, quello proposto dall’editore Pazzini di Verrucchio, contenente i volumi pubblicati nella collana LA VOCE DEI POETI, dedicata alle opere dei poeti neodialettali romagnoli e accompagnata in ogni volume da un CD che permette l’ascolto delle liriche recitate dalla voce degli autori stessi (un bonus mica da poco).

Gli autori coinvolti per questa operazione sono: Raffaello Baldini, Gianni Fucci, Tonino Guerra, Valderico Mazzotti, Eugenio Pazzini e Nino Pedretti, e l’occasione è davvero unica per ascoltare le loro voci , Insieme ai testi delle poesie il volume contiene la “traduzione” in italiano e un commento, a cura di un critico scelto dagli autori stessi o dagli eredi, che servirà da introduzione all’opera dell’autore (per Raffaello Baldini Franco Brevini, per Tonino Guerra Rita Giannini, per Valderico Mazzotti, Gianni Fucci e Nino Perdetti Gualtiero De Santi per Eugenio Pazzini Antonio Prete).

Come prezioso completamento si è scelto di pubblicare all’interno del cofanetto il Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del Novecento a cura di Gianni Fucci, che offre un quadro di riferimento alla raccolta dimostrando come la poesia dialettale romagnola rappresenti un unicum nel panorama letterario italiano del Novecento.

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