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SHERLOCK

Al cinema,ritorna Sherlock Holmes. Un personaggio sempre amato, che certo vedrà aumentare le sue schiere di seguaci con questa nuova riduzione cinematografica. Ecco così il trailer di questa nuova versione realizzata da Guy Ritchie, e una ampia scheda tratta da Wikipedia sul personaggio.

http://www.cineblog.it/post/16743/primo-trailer-per-lo-sherlock-holmes-di-guy-ritchie
prevista per il 25 dicembre del 2009, arriva finalmente il primo trailer dell’attesissimo Sherlock Holmes di Guy Ritchie, con Robert Downey Jr. nei panni del celebre investigatore, Jude Law in quelli di Watson, Mark Strong e Rachel McAdams a chiudere il quadro, il film riporterà al cinema il personaggio inventato da Arthur Conan Doyle, con la speranza di far partire una nuova saga cinematografica.

SHERLOCK HOLMES
Comparso in quattro romanzi e cinquantasei racconti, il personaggio è assurto al ruolo di icona della letteratura gialla, superando di gran lunga la fama del suo stesso creatore. Conan Doyle riversa nelle sue storie anche la sua passione per la letteratura del terrore e del mistero, come si deduce leggendo il romanzo Il mastino dei Baskerville o il racconto Il vampiro del Sussex.

La quasi totalità delle avventure di Holmes sono raccontate dal suo amico e biografo, dottor John Watson, una sorta di alter ego dello stesso Conan Doyle (anch’egli laureato in medicina), che così lo descrive:
« […] il suo sguardo era acuto e penetrante; e il naso sottile aquilino conferiva alla sua espressione un’aria vigile e decisa. Il mento era prominente e squadrato, tipico dell’uomo d’azione. Le mani, invariabilmente macchiate d’inchiostro e di scoloriture provocate dagli acidi, possedevano un tocco straordinariamente delicato, come ebbi spesso occasione di notare quando lo osservavo maneggiare i fragili strumenti della sua filosofia. »

(da La scienza della deduzione, secondo capitolo di Uno studio in rosso[1][2])

Egli risulta quindi essere una persona molto attiva già dalla prima descrizione in cui le sue caratteristiche fisiche ne tracciano un quadro ben preciso che verrà poi ben delineato nel corso di questo primo romanzo, Uno studio in rosso, nel quale Holmes darà sfoggio delle sue abilità deduttive, descrivendo minuziosamente la sua attività di consulente investigativo, ovvero di ultima speranza per coloro che sono bloccati in casi apparentemente insolvibili.

Le caratteristiche salienti di Holmes sono però ben riassunte, ancora una volta, dal suo puntuale coinquilino e amico:
« SHERLOCK HOLMES – I SUOI LIMITI

1. Conoscenza della letteratura – Zero.
2. Conoscenza della filosofia – Zero.
3. Conoscenza dell’astronomia – Zero.
4. Conoscenza della politica – Scarsa.
5. Conoscenza della botanica – Variabile. Sa molte cose sulla belladonna, l’oppio, e i veleni in genere. Non sa niente di giardinaggio.
6. Conoscenza della geologia – Pratica, ma limitata. Distingue a colpo d’occhio un tipo di terreno da un altro. Rientrando da qualche passeggiata mi ha mostrato delle macchie di fango sui pantaloni e, in base al colore e alla consistenza, mi ha detto in quale parte di Londra se l’era fatte.
7. Conoscenza della chimica – Profonda.
8. Conoscenza dell’anatomia – Accurata, ma non sistematica.
9. Conoscenza della letteratura scandalistica – Immensa. Sembra conoscere ogni particolare di tutti i misfatti più orrendi perpetrati in questo secolo.
10. Buon violinista.
11. Esperto schermidore col bastone, pugile, spadaccino.
12. Ha una buona conoscenza pratica del Diritto britannico. »

In realtà questa lista, compilata da Watson pochi giorni dopo aver conosciuto Holmes, si rivela alquanto fuorviante. In numerosi racconti Holmes rivela di avere una buona conoscenza della politica (come nel racconto “Uno Scandalo in Boemia”) ma anche di avere un vasto interesse letterario e filosofico, citando numerose volte la Bibbia, Shakespeare e Goethe. Le sue conoscenze in campo pratico sono tali da avergli fatto anche scrivere dei trattati sugli argomenti più vari, come un trattato navale e una monografia sul tabacco (come lui stesso afferma nel racconto Il mistero di Valle Lescombe).

Una tipica frase (o per meglio dire motto) di Holmes è poi:
« Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità. »

(Holmes parlando con Watson in Sherlock Holmes dà una dimostrazione, sesto capitolo di Il segno dei quattro)

In pratica anche se ciò che rimane in una indagine svolta per esclusione può sembrare assurdo, se è l’unica spiegazione logica deve per forza di cose essere quella corretta e solo accurati controlli potranno verificare quanto dedotto.

È infatti con Holmes che le tecniche di abduzione, sempre chiamate nel Canone tecniche di deduzione, assurgono al livello di scienza, anche perché l’investigatore, che vive con l’amico in quel di Baker Street al numero 221B, è ricalcato sulla figura di Joseph Bell, un brillante medico che Doyle conobbe veramente e per il quale, come si può intuire leggendo i resoconti di Watson, provava grande ammirazione a causa delle sue eccezionali capacità deduttive. Doyle conobbe il dottor Bell durante gli studi universitari e ne fu anche assistente per circa un anno, prima di laurearsi. Bell aiutò effettivamente la polizia in alcuni casi (tra i quali quello di Jack lo squartatore) e diede il suo contributo alla nascita della medicina legale.

Altre caratteristiche salienti di Holmes sono la grande conoscenza del tessuto criminale londinese, al cui interno aveva numerosi informatori (in genere ragazzini), e le sue grandi doti trasformiste, che lo aiutano nella raccolta di molte prove per la risoluzione dei suoi complicati (per gli altri) casi.

Tende, poi, a mantenersi lontano affettivamente dalle donne, e questo per mantenere la mente sempre lucida e sgombra da pensieri inutili e svianti (“l’amore è un’emozione, e tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto.” da Il segno dei Quattro). Solo nel racconto Uno Scandalo in Boemia Holmes mostra di provare una grande ammirazione per Irene Adler, l’unica donna che sia mai riuscita a ingannarlo, ma tale sentimento non può essere definito amore. Nutriva, poi, una certa diffidenza sulle tecniche investigative di Scotland Yard, divertendosi alle spalle dell’Ispettore Lestrade pur aiutandolo soprattutto per soddisfazione personale. Ha poi un difetto che, con il prosieguo della serie venne via via cancellato da Doyle: ogni volta che era in uno stato di inattività, per combatterne la depressione e mantenere la sua mente in movimento, faceva uso di cocaina o morfina. Successivamente tale dipendenza sarà sostituita dalla pipa (anche in questo con un certo disappunto da parte di Watson, perché arrivava, soprattutto per le indagini più complesse, ad affumicare completamente il soggiorno del loro appartamento).
« Sherlock Holmes tolse dalla mensola del caminetto una bottiglia e una siringa ipodermica da un lucido astuccio di marocchino. Con dita lunghe, bianche e nervose, fissò all’estremità della siringa l’ago sottile e si rimboccò la manica sinistra della camicia. I suoi occhi si posarono per qualche attimo pensierosi sull’avambraccio e sul polso solcati di tendini e tutti punteggiati e segnati da innumerevoli punture. Infine si conficcò nella carne la punta acuminata, premette sul minuscolo stantuffo, poi, con un profondo sospiro di soddisfazione, ricadde a sedere nella poltrona di velluto. »

(da Saggio di scienza deduttiva, primo capitolo di Il segno dei quattro)

Il personaggio, comunque, segnò profondamente la carriera di scrittore di Doyle, e in un certo senso lo perseguitò per tutto il resto della sua vita, tanto che dopo la morte di Holmes, verificatasi nel corso di un duello con l’arcinemico, il Professor Moriarty presso le cascate di Reichenbach e narrata in L’ultima avventura, fu costretto prima a realizzare un romanzo, Il mastino dei Baskerville, ambientato prima della sua morte, avvenuta nel 1891, quindi, grazie al fatto che il corpo del geniale investigatore non venne mai ritrovato, lo fece ritornare vivo e vegeto in attività in L’avventura della casa vuota, ambientata nel 1894: tre anni di buio in cui Holmes si è tenuto nascosto, aiutando in segreto il governo britannico.

Quindi, dopo una carriera lunga ben 23 anni, 17 dei quali in collaborazione con Watson, Holmes si ritira prima nel Sussex a studiare l’apicoltura, quindi in una fattoria a cinque miglia da Eastbourne, dedicandosi alla filosofia e all’agricoltura, non prima di aver aiutato l’Inghilterra nel corso della Prima guerra mondiale.

Il personaggio creato da Conan Doyle ha anche ispirato numerosi personaggi della letteratura e della televisione: ricordiamo Hercule Poirot, Ellery Queen, Nero Wolfe, Guglielmo da Baskerville (non a caso), protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco, Conan Edogawa, protagonista del manga Detective Conan di Gosho Aoyama, e il dottor Gregory House, protagonista della serie televisiva Dr. House – Medical Division

Il Canone si compone di una serie di quattro romanzi e di 56 racconti, quasi tutti pubblicati sullo Strand Magazine. Tale ciclo di storie è suddiviso come segue:

* Uno studio in rosso (A Study in Scarlet – 1887), romanzo
* Il segno dei quattro (The Sign of Four – 1890), romanzo
* Le avventure di Sherlock Holmes (The Adventures of Sherlock Holmes – 1892), raccolta di 12 racconti
* Le memorie di Sherlock Holmes (The Memoirs of Sherlock Holmes – 1894), raccolta di 11 racconti
* Il mastino dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles – 1902), romanzo, nella cronologia del personaggio precede Le memorie
* Il ritorno di Sherlock Holmes (The Return of Sherlock Holmes – 1905), raccolta di 13 racconti
* La valle della paura (The Valley of Fear – 1915), romanzo
* L’ultimo saluto di Sherlock Holmes (His Last Bow – 1917), raccolta di 8 racconti
* Il taccuino di Sherlock Holmes (The Casebook of Sherlock Holmes – 1927), raccolta di 12 racconti

Esistono alcuni altri racconti di Doyle, come La fiera per il campo (The field bazaar, 1896), che non sono considerati parte del canone e sono inseriti negli Apocripha holmesiani.

Personaggi ispirati a Holmes

La figura di Holmes, nonché la sua personalità, ha ispirato gli autori di innumerevoli romanzi, film, fumetti e serie televisive. Tra i personaggi recenti a lui dichiaratamente ispirati vi sono:

* Il detective della polizia scientifica Gil Grissom della serie televisiva CSI: scena del crimine: come lui ha una fede illimitata nella scienza.
* Il detective privato Adrian Monk, della serie televisiva Detective Monk, il quale ha un fratello che, come quello di Holmes, non esce mai di casa; inoltre nota ogni dettaglio e formula ipotesi in pochi secondi.
* Il medico Gregory House della serie televisiva Dr. House – Medical Division, che è un misantropo, ha rapporti difficili con le donne, usa ogni sintomo come un indizio di un’indagine, ed è un tossicodipendente. Vive al n. 221B, come Holmes. Il suo migliore (unico) amico si chiama Wilson, il quale (come Watson) ha avuto numerose mogli. La sua prima paziente si chiama Adler, come l’unica donna amata da Holmes e che riesce a tenergli testa. In un episodio, un uomo di nome Moriarty, come la nemesi di Holmes, gli spara.
* Il detective Shamrock Bondes, comparso in alcune storie di Topolino pubblicate negli anni Settanta.
* Il frate francescano Guglielmo da Baskerville, fra i protagonisti de Il nome della rosa, romanzo scrito da Umberto Eco.
* Il detective Conan (Shinichi), protagonista del famoso manga Detective Conan.
* Il detective L Lawliet del manga di Death Note,che rispecchia Holmes in molti aspetti della sua personalità,come la posizione che assume per riflettere.

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