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Jo  Nesbo, Sangue e neve, Einaudi

Oslo, 1977. Un killer dislessico e dal cuore tenero, una femme fatale e un boss della droga. Anzi due.

Negato come rapinatore di banche perché incasina le fughe. Negato come pappone perché si affeziona alle prostitute. Negato come pusher o esattore di crediti perché non sa tenere i conti. Nel giro della mala, l’unica cosa che Olav è capace di fare è il liquidatore, il killer. Ma quando Daniel Hoffmann, il boss della droga di Oslo, gli ordina di uccidere sua moglie perché lo tradisce, persino lui capisce di essere finito in un mare di guai. Se poi, anziché uccidere la donna, Olav se ne innamora, è chiaro che il mare è destinato a diventare un oceano. Ormai braccato, gli resta una sola speranza: liquidare Hoffmann prima che Hoffmann liquidi lui, magari chiedendo aiuto al suo peggior nemico. Auguri.

 

Non sempre i libri sono fonte di gioia: i terribili bigliettini che lo zio del protagonista del primo racconto estrae dalle tasche riservano sempre ansia e preoccupazione, quello zio perennemente assente dalla vita di casa, rinserrato nella sua biblioteca….

Apprezzato da Borges (lo definiva il noir capolavoro del genere, insieme al Processo di Kafka e al Giro di vite di Henry James) Herman Hesse, Walter Benjamin, per giungere fino al critico Carlo Bo, secondo il quale la sua opera è “un monumento dell’intelligenza e della passione”, Julien Green esplora nei suoi libri con la sua prosa attenta  il destino spesso tragico che accompagna l’esistenza dei suoi protagonisti, il percorso che si dipana davanti ai loro passi, circondati da un’atmosfera di mistero.

la scheda:
Julien Green,
Viaggiatore in terra, Nutrimenti
pp. 224 – € 17
A cura di Giuseppe Girimonti Greco
Traduzione e note di Giuseppe Girimonti Greco, Francesca Scala, Ezio Sinigaglia, Filippo Tuena

Scritte o pensate quando Julien Green era poco più che ventenne, le cinque storie riunite in questo libro sono perfetti esempi dell’incontro tra suspense e alta letteratura. In Viaggiatore in terra – un’indagine a più voci d’impressionante coerenza – al centro della narrazione è il destino di un giovane studente universitario, atterrito dall’incertezza del suo futuro e sconvolto da qualcosa di potente che sembra essergli estraneo ma che proviene, forse, dalle sue paure; Le chiavi della morte mette in scena una casa disabitata dove un manoscritto ritrovato suscita fantasie di morte tanto forti da trasformarsi in ricordi; in Christine un’enigmatica, silenziosa adolescente, ospite di un’altra dimora spettrale, paga a caro prezzo il turbamento erotico di un coetaneo. Leviatano tratteggia la figura dell’unico passeggero di un mercantile che varca inutilmente l’Atlantico, senza riuscire a sottrarsi al suo destino; Maggie Moonshine racconta, in un’atmosfera più distesa, l’adolescenza di una trovatella che viene accudita da un’anziana zitella inquieta e da una tenera mammy quasi in previsione di una fuga senza ritorno.
Sia che agiscano nella Virginia post-schiavista, o in una Francia rurale, o in un piroscafo in navigazione, i protagonisti di queste storie sono tutti in qualche modo strappati al loro ambiente familiare e scaraventati in un mondo ostile dove vengono a contatto con l’essenza del mistero: quella che proviene dal nostro io.
La nitida e profonda scrittura di Green, osannata al suo esordio nel 1926, proprio con Viaggiatore in terra, dall’editore Gaston Gallimard, da Jean Cocteau e da autori del calibro di André Gide, Georges Bernanos, François Mauriac, André Malraux, ha attraversato il secolo scorso cimentandosi nella narrativa, nel teatro, nella diaristica e nell’autobiografia.
Le novelle di questa raccolta, agli apici di questa straordinaria produzione, sono state affidate, anziché a un unico traduttore, a un’équipe che ha lavorato di concerto pur nell’autonomia delle scelte interpretative; Viaggiatore in terra e Christine sono presentate in una nuova versione mentre Le chiavi della morte, Leviatano e Maggie Moonshine sono inedite in Italia.

Julien Green

Julien Green (Parigi 1900-1998), scrittore naturalizzato francese di origine americana, accademico di Francia, è tra i grandissimi narratori del secolo scorso. Sin dai suoi esordi ha saputo affrontare, con straordinaria eleganza e profondità, i temi più rappresentativi della grande letteratura francese: la fragilità dell’innocenza, la colpa, l’espiazione, il continuo conflitto interiore tra il Bene e il Male.

Portrait of Julian Green (1900-1998)

Portrait of Julian Green (1900-1998) (Photo credit: Wikipedia)

QUESTA SERA IL SOLE…

 

Questa sera il sole tramonta nei tuoi occhi

l’inverno vi si spegne, lenta brace tranquilla.

Così la gente indugia per le strade che l’ombra

non ha toccato ancora, ma il fumo appena

da umili camini intimamente annuvola.

Tu lascia che ristagni sulle case ed offuschi

i lontani  del cielo che scolora.

Finché un’altra pena

porti la notte, vigilia della primavera.

 

(da Poesie, Garzanti)

La rassegna Graphic novel incontra… (& Live music), ciclo di presentazioni dedicati al fumetto organizzati da Centro Giovanile Cà Vaina, Libreria Atlantide, Vari.China ,The Box Edizioni, giunge al suo secondo appuntamento: Mercoledì 25 marzo alle ore 21 il pubblico potrà conoscere Matteo Casali , intervistato da Sergio Rossi, autore ed editore, che ha coordinato la rassegna.

Per prepararvi , gustatevi una intervista sul progetto di dare nuova vita al caro vecchio Kriminal, quello di Magnus:
http://www.lospaziobianco.it/143134-ritorno-kriminal-interv…

A seguire un Live Set di Neuropa (Electronica/Industrial) coautore del soundtrack del recente docu-film sul personaggio “Killing” protagonista del fotoromanzo anni ’60 ispirato a Kriminal.I brani presentati sono contenuti anche nel Cd “The Diabolikal Super Kriminal” Cinedelic Label 2007

Una immagine del nuovo Kriminal, da Giuseppe Camuncoli e Onofrio Catacchio:

kriminal

Giornata mondiale della poesia, primo giorno di primavera. Da Gibran:

MAGIA DELLA VITA

In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perchè non dovrebbe prodursi
nel cuore dell’uomo?

 

Potevamo non recensire un libro a tema felino, che si rivolge ai lettori che amano Roald Dahl! Del resto, lo stesso editore è un esperto di trasformazioni, visto che il suo catalogo vede anche Ero un topo di Pullman… Una bella storia, con un giovane anti eroe vittima delle prepotenze del mondo esterno e dell’assenza dei genitori (padre sparito, madre indaffarata al lavoro), e con una dedica iniziale che la dice lunga: “Attenzione ai desideri che esprimete”.. Divertente senza essere sciocca e banale, sarcastica e capace di far pensare all’accettazione del sé, al desiderio di resistere alle difficoltà della vita…

 

Essere un gatto, Matt Haig, Salani

 

 

La vita di Barney Willow è piuttosto dura: dodici anni, un cespuglio di capelli e due orecchie… non proprio perfette! Non bastassero gli scherzi stupidi che gli fa di continuo quell’antipatico di Gavin Needle, ci si mette pure Miss Whipmire, la preside venuta dall’inferno, la donna che detesta ogni singolo alunno della sua scuola, ma che ha deciso di trasformare in un vero incubo proprio la vita di Barney, tra continue convocazioni in presidenza e spietate lettere di richiamo. E poi c’è la scomparsa di suo padre, che da un anno non dà più notizie di sé, sparito nel nulla una mattina. L’unica nota positiva in questo disastro è Rissa, la sua migliore (anzi unica) amica, ma ci sono giorni in cui nemmeno lei può riportargli il sorriso. Barney vorrebbe solo fuggire da tutti, cambiare vita: magari diventare un gatto, un bel gattone pigro e soffice, senza scuola, senza Gavin, senza sveglia alle sette del mattino. I gatti, si sa, sono magici. Hanno poteri che gli umani possono soltanto sognare, ma bisogna fare attenzione a ciò che si desidera. Perché quando i desideri si realizzano possono essere molto, molto pericolosi. Soprattutto quando le orecchie diventano ancora più strane, per non parlare della coda. Età di lettura: da 10\11 anni. – Trad Paggi D.

 

 

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