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Al lavoro! E, subito una cattiva notizia. Fine de 18APP. Il neo ministro ha così dichiarato “Non credo che dare dei soldi ai giovani per comprarsi dischi e libri serva più di tanto”.
C’è una petizione da firmare, per difendere il BONUS CULTURA dalle mire del governo.
 
#18AppNonSiTocca!
 
I dati del MiBACT dimostrano che oltre l’80% del valore della spesa complessiva nei due anni di 18App ha riguardato i libri. Eppure, il neo-ministro dei Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli è tornato a criticare il bonus cultura
 
I dati del MiBACT dimostrano che oltre l’80% del valore della spesa complessiva nei due anni di 18App ha riguardato i libri. Eppure, intervistato dal Corriere della Sera, il neo-ministro dei Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli è tornato a criticare il bonus cultura: “Vale 200 milioni… Meglio far venire la fame di cultura ai giovani, facendoli rinunciare a un paio di scarpe”
segue sul sito
 
sorprende la purezza della prosa di questa autrice, luminosa e precisa, poetica ed intensa. Storia non banale, sospesa tra due nazioni, tra due epoche, la fine della guerra e le sue conseguenze, fatte anche di silenzi, segreti taciuti. (e ad un certo punto, nei libri per ragazzi, fa capolino la parola “conciliazione”, per cercare di unire due popoli, quello francese e tedesco, diviso da decenni di guerre e rancori. La convivenza nasce anche grazie alla scuola, ai libri che si leggono, in ogni epoca). Oh, il libro è stato selezionato dai librai teedeschi come uno dei migliori dell’anno.
 
Veloce la vita, di Sylvie Schenk, Keller
Traduzione dal tedesco Franco Filice
 
In una Lione degli anni Cinquanta che non ha ancora dimenticato i drammi dell’occupazione, arriva Louise che ha lasciato le Alpi francesi e un ambiente famigliare oppressivo. Per lei tutto è nuovo: la vita di una grande città, le avventure, l’amore…
Conosce Henri, pianista jazz molto dotato che non riesce ad accettare l’uccisione dei genitori e vive in un’antica casa con una biblioteca ormai vuota perché depredata dai nazisti, e quindi Johann, un ragazzo tedesco, con il quale è amore.
Per lui, Louise lascerà la Francia, si opporrà alla famiglia e sceglierà un nuovo Paese e nuove relazioni, imparerà una nuova lingua… Resta solo un tarlo: quello che Henri le ha svelato in un misto di rabbia e confidenza prima della sua partenza. Le persone da cui andrà forse non sono così innocenti.
Veloce la vita è un romanzo dalle molteplici letture e scritto in modo incantevole. È la bellissima storia di una donna, della sua indipendenza, della sua forza, delle sue scelte e dell’amore, dei ponti tra le lingue, dei libri letti, dei sogni, delle ombre e delle colpe che ci portiamo dietro – a volte anche quelle di cui non siamo responsabili – della drammatica velocità con cui passa il tempo e con cui anche la vita più piena, alla fine, si consuma.
Bello, intelligente e commovente.
 
AUTRICE
 
Sylvie Schenk è nata nel 1944 a Chambéry, in Francia. Ha studiato a Lione e si è trasferita in Germania nel 1966. Ha pubblicato poesie in francese e, dal 1992, ha iniziato a scrivere in tedesco. Vive vicino a Aachen (Aquisgrana) e a La Roche-de-Rame, nelle Alte Alpi francesi.
Quando Veloce la vita è stato pubblicato in Germania nel 2016, i librai lo hanno scelto come uno dei cinque libri più belli dell’anno

 

 

https://www.kellereditore.it/romanzi-racconti-e-reportage/405-veloce-la-vita-sylvie-schenk.html

 

 BOLOGNA Appuntamenti estivi in Certosa
CIMITERO MONUMENTALE DELLA CERTOSA, 13 GIUGNO, dalle ore 20,30.
Barbara Baraldi presenta L’osservatore – tour di visita notturna alle meraviglie della Certosa con lettura dei brani de L’osservatore oscuro. ATLANTIDE CURERA’ IL BOOKSHOP TEMATICO.
“Un nuovo percorso – il terzo – interamente dedicato al lato più oscuro e misterioso della città. Omicidi efferati, scandali pubblici, esili politici, cronache di criminalità comune. Una passeggiata tra le silenziose sale della Certosa, tra statue di marmo e bronzo. Con la partecipazione straordinaria di Barbara Baraldi, autore del thriller ‘Osservatore oscuro’ (ed. Giunti). A cura di Didasco. Ingresso € 10, due euro devoluti per la Certosa. Prenotazione obbligatoria 3481431230 (pom-sera). Ritrovo all’ingresso principale (cortile Chiesa), via della Certosa 18. I possessori della Card Musei Metropolitani Bologna riceveranno un omaggio all’ingresso. ” info:  http://museibologna.it/risorgimento/eventi/47755/date/2018-05-22/date_from/2018-05-22/id/95012
la scheda del libro, edito da GIUNTI
 
Osservatore oscuro
Barbara Baraldi
“C’era un uomo, in corridoio, fermo a un passo dalla soglia. Aurora avvertì una piccola scossa elettrica alla base del capo, che si scaricò con un brivido lungo il corpo, attraverso la spina dorsale, fino alla punta dei piedi. Il volto dell’uomo era completamente in ombra, ma non le serviva una fonte di luce per riconoscerlo. Aurora sapeva già chi era.”
528 pagine
“Molti enigmi in questo nuovo, appassionante thriller: come si può tracciare il profilo psicologico di un soggetto che sfugge a ogni regola comportamentale? E chi è la misteriosa bambina che si presenta alla stazione di polizia ma che, ignorata dai funzionari, scompare nel nulla?
”L’osservatore oscuro” è l’alter ego negativo che ci portiamo dentro, quello che ci dice che non ce la faremo, quello che alimenta le nostre paranoie, gli incubi peggiori…
Per Aurora Scalviati, giovane profiler della polizia di Sparvara, i colleghi Bruno Colasanti, Tom Carelli e Silvia Sassi sono diventati la famiglia che non ha mai avuto. Ma tutto è destinato a cambiare con il ritrovamento, alla Certosa di Bologna, del cadavere di un uomo senza nome né documenti di riconoscimento. Gli unici indizi sono la bocca cucita, il corpo martoriato da un’antica, feroce tortura e un tatuaggio sul petto con il nome di Aurora, eseguito postmortem.
Sospettata di essere coinvolta nell’omicidio e interrogata senza sosta, Aurora deve scontrarsi non solo con la diffidenza dei superiori, ma anche con quella dei suoi più stretti collaboratori. Persino il suo rapporto con Bruno viene messo a dura prova. Il poliziotto, avvilito per le complicazioni del suo rapporto con Aurora, si è fatto coinvolgere, sotto falso nome, in un giro di corse clandestine in cui bazzicano neonazisti e membri della malavita organizzata. Tom e Silvia, invece, sono troppo impegnati con i loro nuovi incarichi, l’uno presso la polizia postale e l’altra con l’accorpamento dei forestali con i carabinieri.
Ognuno di loro, però, non sa di essere diventato il bersaglio di un serial killer che ha intenzione di uccidere uno per uno le persone più vicine ad Aurora. La sua rete di morte, gravata di minacciose simbologie nordiche che affondano nei più sanguinosi riti vichinghi, si stringe fino a raggiungere il collo di Isaak Stoner, il maestro di Aurora, il suo padre spirituale. Valraven è il nome in codice dell’assassino, il corvo sovrannaturale che per le antiche popolazioni scandinave divorava i corpi dei morti sul campo di battaglia.
Solo una ragazza ferita e sofferente come Aurora Scalviati può raccogliere questa sfida. Lei e i fantasmi che la scortano e che, ancora una volta, si dimostreranno terribilmente reali..

Rinascita

Questa poesia è talmente bella, ogni tanto va riassaporata. Cogliamo l’occasione, e viva giugno.
GHIANNIS RITSOS
RINASCITA
Da anni più nessuno si è occupato del giardino. Eppure
quest’anno – maggio, giugno – è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all’inferriata, – mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi –
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori – colori-ali; – tanto che la donna uscì di nuovo
a dare l’acqua col suo vecchio annaffiatoio – di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile. E il giardino
la nascose fino alle spalle, l’abbracciò, la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l’annaffiatoio ascendere al cielo –
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce dell’annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento, sulle labbra.

3 giugno 1969

Karlòvasi – Samo

(da Pietre Ripetizioni Sbarre, 1972)

I LIBRI PIU’ VENDUTI di maggio 2018, ad Atlantide.
 
SARA AL TRAMONTO di Maurizio De Giovanni , Rizzoli
è il bestseller di maggio 2018. Ma, a noi piace molto vedere nella lista dei primi dieci Autunno di Ali Smith: ci stiamo impegnando per fare conoscere ai lettori un libro che secondo noi merita di essere letto, per la sua bellezza e per il messaggio positivo che reca, sull’importanza delle parole, del dialogo, contro la rabbia cieca, il livore, le parole violente.
 
A SEGUIRE:
n. 2 Antonio Manzini, L’anello mancante, Sellerio
n. 3 Francesca Cavallo, Elena Favilli, Storie della buonanotte per bambine ribelli, vol 2, Mondadori
n.4 Alicia Gimenez Bartlett, Mio caro serial killer, Sellerio
n.5 Zerocalcare, Macerie prime sei mesi dopo, Bao
n.6 Paolo Giordano, Divorare il cielo, Einaudi
n.7 Wilbur Smith, Leopard Rock, HarperCollins
n.8 Joel Dicker, La scomparsa di Stephenie Mailer, La nave di Teseo
n.9 Ali Smith, Autunno, Sur
n.10 Petros Markaris, Università del crimine, La Nave di Teseo
ATTENTI A QUESTO LIBRO.. perchè ci arriva dal bravissimo autore de Il morbo Kitahara e sopratutto de Il mondo estremo, uno dei romanzi storici che possiamo accostare a Memorie di Adriano, dedicato all’esilio del poeta Ovidio.
 

 

 
 
 
tradotto da Margherita Carbonaro.
 
Il grande imperatore cinese Qiánlóng, l’uomo più potente dell’epoca, invita alla propria corte a Be˘ijı¯ng il celebre orologiaio inglese Alister Cox. Vuole che costruisca per lui preziosi e raffinatissimi strumenti che sappiano misurare le diverse velocità con cui scorre l’esistenza umana, nei suoi svariati momenti: il tempo dell’infanzia, dell’amore, della felicità, della malattia e del morire. E, infine, un orologio capace di misurare persino l’eternità.
Sullo sfondo dello splendido diciottesimo secolo cinese, Christoph Ransmayr racconta l’incontro di due figure storiche che, nella realtà, non si incontrarono mai. La potenza del racconto dà vivace corpo a una suggestiva riflessione sullo scorrere della vita, in una lingua elegante e precisa quanto i delicati dispositivi che scandiscono il tempo.
 
“Il Maestro Alister Cox era invitato, a nome del Figlio del cielo e sommo imperatore Qiánlóng, a recarsi alla corte di Be˘ijı¯ng e a prendere alloggio, primo uomo occidentale, in una Città proibita per crearvi, secondo i progetti e i sogni dell’Eccelso sovrano, opere mai viste per il supremo e massimo cultore e collezionista di orologi e automi.”
 
“La potenza e l’eleganza della lingua di Ransmayr.”
Frankfurter Allgemeine
 
Christoph Ransmayr (Wels, Austria, 1954) ha studiato etnologia e filosofia a Vienna. Ha iniziato la sua vita letteraria come redattore editoriale scrivendo anche su varie riviste culturali. In seguito all’uscita del suo primo romanzo, Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre (1984), Ransmayr fu chiamato da Hans Magnus Enzensberger a collaborare alla preparazione del libro Das Wasserzeichen der Poesie e fu proprio traducendo per quel libro un brano delle Metamorfosi che si appassionò alla figura di Ovidio. All’esilio del poeta, Ransmayr ha dedicato il suo romanzo più noto, Il mondo estremo, pubblicato da Feltrinelli in edizione riveduta nel 2003. Di Ransmayr, Feltrinelli ha inoltre edito Il morbo Kitahara (1997, che ha ottenuto il premio europeo per la letteratura ‟Aristeion 1996” e il premio Mondello; Ue, 2017), Gli orrori dei ghiacci e delle tenebre (2008), Atlante di un uomo irrequieto (2015) e Cox o il corso del tempo (201
Avete mai notato quanti libri sono intitolati “La libreria …..”? Fenomeno che non sempre testimonia una gran qualità del prodotto, ma solo un ammiccamento a qualcosa che evidentemente solletica la curiosità del lettore. In questo caso però la sostanza c’è. La libreria della rue Charras è ispirato dalla vicenda di Edmond Charlot, che nel 1935 aprì la sua piccola attività senza un soldo, ma che fu il primo a pubblicare Camus. Libraio, editore, e anche bibliotecario, perché i libri li prestava anche. Alle pareti esterne figurava una scritta, Un uomo che legge ne vale due, in francese e arabo, l’intenzione del ventenne idealista era di creare un ponte tra le due culture. Opera in cui riuscì benissimo, e il suo angolo di mondo, talmente piccolo che allargando le braccia si potevano raggiungere un paio di pareti, fu frequentato oltre che da Camus, anche da Gide, Saint Exupery. Con grande sensibilità Kaouther Adimi, giovane trentenne, ricostruisce la vita di questa libreria stipata all’inverosimile, del clima che l’avvolgeva, partendo dagli anni Trena per arrivare all’ultimo custode innamorato del luogo, Abdallah, triste testimone dell’epilogo. Epoca in cui lo Stato dicendo “c’è la crisi”, “non abbiamo scelta”, “il popolo ha bisogno di pane, non di libri”, agisce in maniera poco lungimirante. Anche sull’altra sponda del Mediterraneo.
I sogni di un ragazzo, la passione per i libri, la vita di una nazione, i drammi e le felicità,le difficoltà economiche e gli aiuti degli amici, le guerre e i problemi di ogni giorno che ne derivano, come la penuria di carta.. Un piccolo gioiello letterario, proposto da un editore che non delude mai.
Il nome della libreria, “Les vraies richesses”, fu avallato da Jean Giono, al quale Edmond si era rivolto per avere il permesso di usare il titolo di una sua opera: e noi lettori sappiamo che è un nome bellissimo.
 
Kaouther Adimi,
La libreria della rue Charras
«Un uomo che legge ne vale due.»
traduzione di Francesca Bononi – l’ORMA EDIZIONI
 
Algeri, oggi. Ryad, svogliato ventenne, studente universitario a Parigi, ha un compito ingrato davanti a sé: svuotare e chiudere la libreria Les Vraies Richesses. Questo polveroso negozio di quattro metri per sette, stipato di volumi ingialliti, foto sbiadite,
quadri e mille altri cimeli editoriali, nasconde la storia di un’eccezionale avventura umana e letteraria, custodita dal suo ultimo testimone, il misterioso Abdallah. Algeri, 1936. Edmond Charlot, ventenne entusiasta, dopo un viaggio a Parigi rientra in patria con una grande idea in testa: fondare una libreria-casa editrice che pubblichi scrittori di entrambe le sponde del Mediterraneo, senza distinzioni di lingua, nazionalità o religione. Sostenuto da una comunità di ingegni e di affetti, apre al 2 bis della rue Charras un luogo ibrido e accogliente che presto diviene sede delle mitiche Éditions Charlot, frequentate da aspiranti scrittori come da figure del calibro di Antoine de Saint-Exupéry e André Gide. Da quella appassionata stanzetta, intitolata alle «vere ricchezze» della vita, escono le prime edizioni di testi memorabili, tra cui l’esordio di un giovane di genio: Albert Camus. Mescolando passato e presente, realtà e invenzione, Storia e intima quotidianità, Kaouther Adimi ci conduce con finezza e semplicità per le viuzze di una città immaginifica e dà vita al romanzo di un traghettatore di libri e di idee che fu, magari senza saperlo, il segreto artefice di molta della migliore letteratura del Novecento.
 
Intervista con l’autrice.