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Il vincitore del prix  SD RTL 2018 per il miglior thriller francese, in una giuria presieduta da Michel Bussi, che così lo ha definito: “Un vero page turner,  contraddistinto da un’amosfera ossessionante e una scrittura cesellata. Lascia senza fiato”. Una ambientazione di provincia descritta con precisione, il classico clima di risentimenti, silenzi, e un “cold case” pronto a tornare prepotentemente alla ribalta un paio di decenni dopo il suo verificarsi,  in un libro che non dimenticheremo.

https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/i-gemelli-di-piolenc/

 

traduzione di Maurizio Ferrara

 

 

Giugno 2018. Piolenc, Francia del Sud. Nadia Vernois, undici anni, saluta le amiche all’uscita di scuola e un attimo dopo svanisce nel nulla. I sospetti delle autorità si concentrano subito su Victor Lessage, “il maledetto di Piolenc”, come è stato soprannominato da qualcuno. Vedovo, Victor è un uomo che si nutre di collera da troppo tempo, un uomo che non trova pace da trent’anni. È da giorni sotto torchio nella sala interrogatori della Gendarmeria di Orange, quando Nadia torna a casa. Ma la ricomparsa della bimba non basta a scagionarlo: particolari inquietanti non lo consentono, come il messaggio che Nadia dice di dover riferire a Victor, “Ditegli che Solène lo perdona”. Ecco, Solène lo perdona. Sua figlia. Trovata morta un giorno d’estate del 1989, dopo essere scomparsa insieme al fratello gemello, Raphaël, di cui invece non si sono più avute notizie. Un messaggio impossibile da recapitare, ma che per il commissario Julien Fabregas rappresenta l’unica traccia da seguire per risolvere le altre due sparizioni che si verificano nei giorni successivi. E che porta indietro a trent’anni prima, a quell’estate maledetta del 1989. Da quel momento, Fabregas sprofonda in un rovo di piste già battute dal suo alter ego dell’epoca, Jean Wimez, e di altre nuove, inesplorate, che allungano la lista dei sospettati. Neanche il più piccolo frammento disseminato sul sentiero degli anni potrà essere trascurato. Ne I Gemelli di Piolenc, Destombes distilla particelle di informazioni e passa al setaccio poche risposte: ci spinge così nel fitto di una vicenda dalle atmosfere ambigue, accendendo dubbi su tante figure e avvicinandoci, mai troppo, alla verità. Saremo costretti a rimettere in discussione le nostre poche certezze prima di trovarci di fronte, colpo di scena, a un epilogo del tutto degno di questo nome.

 

 

 

Sandrine Destombes

, parigina, è nata nel 1971. Con I gemelli di Piolenc, suo quinto romanzo, si è guadagnata il prestigioso premio VSD RTL 2018 per il miglior thriller francese, presieduto da Michel Bussi.

 

 

Un nuovo appuntamento nella Biblioteca di Medicina, per presentare Renata Viganò con parole sue, Minerva Edizioni. Sarà presente Matteo Matteucci, disegnatore. Giovedì 18 aprile, alle ore 21.

 

la scheda del libro, edito Minerva

Renata Viganò. Con parole sue

Disegni di Matteo Matteucci

Colori e grafica di Alessandro Battara

Organizzazione dei testi e cura del volume di Claudia Alvisi e Tiziana Roversi

Minerva

 

 

La storia di Renata Viganò inizia in una famiglia benestante della Bologna liberty e prosegue con gli accadimenti che ne hanno segnato la vita privata: è una giovane donna rimasta sola al mondo; negli anni Venti compie la lungimirante scelta di una casa tutta per sé; lavora con i bambini del brefotrofio; incontra Antonio Meluschi il grande amore della sua vita; adotta un bambino curiosamente soprannominato Bu; è partigiana nelle Valli di Comacchio; scrive L’Agnese va a morire…

Fin dal primo gesto di ribellione al Fascismo – un garofano rosso lanciato sulla tomba di Libero Zanardi – la vita di Renata si intreccia con la politica italiana e con i fatti della storia. Così, dalle sue parole scaturiscono anche le grandi tragedie del Novecento, le guerre, Mussolini, la Resistenza, le dure lotte delle mondine, il Pci.

Bologna è la scenografia costante della sua vita: Bologna sotto le bombe, Bologna che risorge e ricorda, Bologna e il suo Sacrario. A Bologna per molti anni si è tenuto il famoso “cenacolo” di intellettuali e pensatori, da Roberto Roversi a Pier Paolo Pasolini, riuniti a parlare e progettare proprio lì, in via Mascarella 63/2, nella casa di Renata

 

 

I PIU’ VENDUTI del 2019, i primi tre mesi. Dopo Manzini e Carofiglio, ecco Cristiano Cavina sul podio.
 
Rien ne va plus, Antonio Manzini,
è il bestseller dei primi tre mesi (SELLERIO).
 
A SEGUIRE:
n. 2 Gianrico Carofiglio, La versione di Fenoglio, Einaudi
n. 3 Cristiano Cavina, Ottanta rose mezz’ora, Marcos Y Marcos
n.4 Lucinda Riley, La ragazza della luna, Giunti
 
n.5 Haruki Murakami, L’assassino del commendatore vol.2, Einaudi
n.6 Michel Houellebecq, Serotonina, La nave di Teseo
n.7 Chiara Gamberale, L’isola dell’abbandono, Feltrinelli
n.8 Wilbur Smith, La guerra dei Courtney, Harper
n.9 Giacomo Papi, Il censimento dei radical chic, Feltrinelli
n.10 Lidia Ravera, L’amore che dura, Bompiani
n.11 Michela Marzano, Idda, Einaudi
n.12 Andrea Camilleri, Conversazioni con Tiresia, Sellerio
n.13 Laura Falqui, Il mago dell’Appennino, Mandragora
n.14 Alessandro Robecchi, Tempi nuovi, Sellerio
n.15 Jeff Kinney, Diario di una schiappa . Vacanza da panico, Il castoro.
 
Nota: non abbiamo considerato nel conteggio i volumi venduti nel corso delle presentazioni.

GLI APPUNTAMENTI DI ATLANTIDE

Mercoledì 17 aprile 2019- ore 20,30, Libreria Atlantide

Luca Martini presenta Mio padre era comunista,

Morellini Editore

Intervistato da Paolo Bassi

Con le letture di Giuseppina Randi

Un viaggio interiore alla ricerca del padre, tra i ricordi e il desiderio di fare pace con la propria memoria.

 

 

Virginio è un uomo di successo che vive un’esistenza agiata alla guida di un’importante azienda meccanica dell’Emilia Romagna. Alla soglia dei cinquant’anni si ritrova a fare i conti con il proprio passato che torna a bussare alla porta con una violenza inattesa: un padre comunista che gli ha insegnato valori ingombranti che non ha mai pienamente condiviso; un’automobile maledetta, segnata dal sangue e da una storia oscura e misteriosa che viene da lontano; una madre assente ma presente nel ricordo e nella capacità di evocare sensazioni e paure non sopite e mai del tutto dimenticate. Viene rievocato lo spaccato di un’epoca e di un tempo ormai trascorso, quegli anni Settanta che hanno segnato una stagione di lotte e di conquiste, ma anche di morte e di sconfitte. Pagine dense ed emozionanti, dentro le quali Virginio compie un viaggio a ritroso alla ricerca di una redenzione difficile ma necessaria, sconfiggendo a uno a uno i fantasmi di quell’infanzia che non è stato capace di combattere da bambino, autentiche ombre paurose e misteriose di una vita trascorsa tra sensi di colpa e desiderio di rivalsa.

 

LUCA MARTINI nasce a Bologna nel 1971, è presente in numerose antologie e riviste letterarie, ed è autore di circa trecento poesie, monologhi teatrali, una settantina di racconti, romanzi e favole illustrate. Nel 2019 è uscito: “Mio padre era comunista” (Morellini ed.).

 

PAOLO BASSI vive a Osteria Grande, in provincia di Bologna. Appassionato fotografo, si specializza nel settore medico-scientifico collaborando anche con Istituti Universitari. La passione per la scrittura lo porta a dare vita nel 2012 a Ingresso libero, rivista da lui ideata, gestita e realizzata in cui scrive e dà spazio contributi di diversi autori. Fa parte della giuria del concorso letterario Livio Raparelli di Ozzano dell’Emilia.

 

 

 

 

GLI APPUNTAMENTI DI ATLANTIDE

Venerdì 12 aprile – ore 20,30, Libreria Atlantide

Paolo Ciampi, autore de Un nome (biografia di Enrica Calabresi), presenta L’ambasciatore delle foreste, Arkadia editore

Intervistato da Valerio Zanotti.

George Perkins Marsh, primo ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, considerato il padre dei grandi parchi statunitensi, singolare precursore dell’ecologia: il suo bisogno di un rapporto sincero e continuo con la natura, diventato il nostro.

 

 

“Poco importa che si tratti di catastrofi che riguardano tutti, ogni volta che sente parlare di ambiente l’autore comincia a sbadigliare, preso dalla noia. A molti succede così. Un giorno un collega gli regala un libro che parla di tale George Perkins Marsh, primo ambasciatore in Italia degli Stati Uniti, nominato da Abramo Lincoln. Fa le fotocopie, le mette via, solo dieci anni più tardi capisce di chi si tratta: è l’uomo che, nel secolo del progresso e dell’industria, prima ancora che esista la stessa parola ecologia, capisce cosa sta succedendo al mondo. Il primo che parla di cambiamenti climatici e di foreste da salvare. Ne nasce un viaggio dalle foreste del New England alle foreste del nostro Appennino, passando per i deserti dell’Africa. Ma soprattutto comincia un viaggio intorno a una persona dimenticata – pensare che dall’altro lato dell’Atlantico Marsh è considerato il padre di parchi come Yellowstone – che ci regala un nuovo sguardo sugli alberi, sulle montagne, sulla stessa nostra civiltà. Non c’è più noia, con questo personaggio stravagante, che frequenta a malincuore la corte dei Savoia, ma si appassiona alle saghe di Islanda e coltiva l’idea di portare i cammelli nelle praterie degli Stati Uniti. E chi è che parla, alla fine? L’autore o l’ambasciatore delle foreste?

 

Paolo Ciampi

Giornalista e scrittore fiorentino, ha all’attivo oltre venti libri con diversi riconoscimenti nazionali e adattamenti teatrali. Tra i suoi editori Vallecchi, Giuntina, Mursia, Clichy, Ediciclo. Nel 2017 ha vinto il premio Albatros – Città di Palestrina della giuria degli studenti e il premio per la divulgazione scientifica “Li omini boni desiderano sapere” assegnato dalla città di Leonardo da Vinci. Tra gli ultimi suoi libri Il sogno delle mappe (Ediciclo), Che ne sai della Polonia (Fusta) e Jack Kerouac. The man on the road (Clichy).  È molto attivo nella promozione degli aspetti sociali della lettura e partecipa a numerose iniziative nelle scuole. Ha due blog, ilibrisonoviaggi.blogspot.it e passieparole.blog

 

Valerio Zanotti, giornalista, è direttore de www.leggilanotizia.it

ci siamo, a Bologna apre la Fiera del Libro per ragazzi, la più importante del settore, la più bella di tutto il mondo editoriale.
“La chiarezza non sta nella forma, ma nell’amore.” Anna Karenina. Se pensate di essere ormai stanchi di libri su bambine ribelli e surrogati alla moda, siete in errore. Beatrice Masini e Fabian Negrin vi faranno ricredere.

 

Illustrazioni di Fabian Negrin –
Giunti Editore
Alcuni amici non ci lasceranno mai. Sono i personaggi dei libri che abbiamo amato.
Un libro unico nel suo genere, realizzato a quattro mani da Beatrice Masini e Fabian Negrin. Ventidue ritratti di eroine letterarie – da Emma Bovary a Jane Eyre, da Lady Chatterley a Anna Karenina, da Jo a Pippi Calzelunghe, fino ad arrivare alle modernissime Matilde di Roald Dahl o Mina di David Almond – che hanno in comune la caratteristica di uscire dagli schemi della propria società: donne con personalità e identità fortissime. Le tavole di Negrin sono diversificate stilisticamente a seconda del carattere e del tipo di personaggio. A ciascuna eroina è dedicato un brano evocativo attraverso cui l’autrice condivide con le giovani lettrici le emozioni e i temi che il personaggio si porta dentro, come una porta che si apre su mondi e sogni sempre nuovi. In appendice, una breve contestualizzazione con informazioni sui romanzi e gli autori citati.
L’AUTRICE
Beatrice Masini è autrice prolifica di opere per l’infanzia, è anche una stimata traduttrice. Tra i suoi lavori, la resa in italiano di alcuni dei libri della serie di Harry Potter di J. K. Rowling per la versione pubblicata da Salani. Il suo romanzo Bambini nel bosco (Fanucci) è stato finalista nel 2010 al Premio Strega. Con il romanzo per adulti Tentativo di botanica degli affetti (Bompiani) ha vinto il Premio Campiello nel 2013. Le sue opere sono tradotte in quindici Paesi. Ha ottenuto in cinque occasioni il Premio Andersen, sia come autrice che come traduttrice. Dall’autunno del 2015 è il direttore editoriale di Bompiani.
L’ILLUSTRATORE
Fabian Negrin è nato nel 1963 in Argentina. Laureato in Messico si trasferisce nel ’89 in Italia dove attualmente abita. Lavora prevalentemente nell’ambito dell’editoria per ragazzi per l’Italia e l’estero. È uno dei più rinomati e quotati illustratori per l’infanzia.

Ne La versione della cameriera un tragico fatto, l’esplosione nella Arbor Dance Hall, unisce i destini di una intera comunità, le  vite spezzate, il dolore dei sopravvissuti, i dubbi sulla dinamica dei fatti, i retroscena emersi con la cristallizzazione eterna di quell’attimo, i risentimenti che affiorano.  Sarà una donna anziana in compagnia del nipote a percorrere e dipanare il filo della memoria, risalendo all’origine della spaccatura avvenuta in seno alla famiglia, in seguito alla scomparsa dell’amata sorella, Ruby.

Non emerge un solo personaggio, potente come poteva esserlo  REE DOLLY, la protagonista femminile del memorabile UN GELIDO INVERNO, impegnata a tenere insieme quell’idea di famiglia andata in frantumi con la scomparsa del padre. Ma ancora una volta è un angolo mondo ben conosciuto agli estimatori di Daniel Woodrell che prende corpo, immerso nell’universo dei monti Ozark (Missouri) in cui rispende appieno il senso di quell’America profonda, rurale, che anche altri autori stanno facendo conoscere ai lettori. Una comunità dura e rocciosa come il panorama che la circonda, spesso raggruppata in clan familiari, in cui l’economia si affida spesso a piccoli traffici illeciti, dove i distillati home made scorrono copiosi. Woodrell, con prosa luminosa e poetica, getta uno sguardo pieno di comprensione sui suoi personaggi imperfetti, riuscendo a cogliere il senso di quelle esistenze, di queste realtà.

 

 

http://www.nneditore.it/libri/la-versione-della-cameriera/

La versione della cameriera, Enneenne EDITORE

Traduttore : Guido Calza

 

Il dodicenne Alek trascorre l’estate a West Table, Missouri, con sua nonna Alma. Vecchia, eccentrica e orgogliosa, la donna ha lavorato per cinquant’anni come cameriera per le famiglie ricche della città, allevando tre figli e sopportando un marito sempre assente. Alma conosce molte storie, ma quella che più la ossessiona è l’esplosione della sala da ballo che nel 1929 causò la morte di quarantadue persone, tra cui l’amatissima

sorella Ruby. Nessuno ha mai scoperto com’è andata, né è mai stato trovato il responsabile: Alma è certa di sapere la verità, e la racconta ad Alek, per rendere giustizia alle vittime e donare pace a se stessa.

Nel primo episodio della Serie di West Table, Daniel Woodrell illumina con nitide, veloci pennellate di colore una varietà di personaggi. Alma, Alek, Ruby, i Glencross e gli sfortunati ballerini sono voci di un romanzo corale, serrato come un noir, che parla di condivisione e di comunità, di un passato che si avvolge al presente, ora come una condanna, ora come un riscatto, in cui tutti si ritrovano colpevoli e innocenti.

 

Daniel Woodrell (1953) è considerato uno dei maggiori scrittori americani viventi. I suoi libri hanno ottenuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui il Pen Award, l’International iMac Dublin Literary Award e il Sundance Film Festival Award per l’adattamento cinematografico del suo libro Un gelido inverno. Ama ambientare le sue storie nei panorami dei monti Ozark, in Missouri, e lui stesso ha coniato la definizione di “country noir” per descrivere la sua opera. NNE pubblicherà gli altri volumi della Serie di West Table.