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Brave le ragazze che hanno dato vita a questo libro, capace di avvicinare i giovani lettori ad un tema così complicato come quello delle religioni. Per credenti (e non ) di ogni fede, un bel libro per conoscere e comprendere il mondo che ci circonda. Bonus, Francesca vive a Castel San PIETRO, Federica a Imola, Giulia Guerra in provincia di Ravenna. Talenti locali, che potrete incontrare nella Biblioteca di Castel San Pietro, Giovedì 31 maggio alle ore 18.

 

Uno, nessuno, cento Dei. Tu chi sei? Ediz. illustrata

Francesca Guccini,Federica Verrillo

Illustratore: G. Guerra

Editore: La Torretta

 

Federica Verrillo e Francesca Guccini, due insegnanti e ricercatrici, hanno avuto l’idea di intraprendere un viaggio attraverso lo studio delle religioni per dar vita a un libro fruibile da genitori e insegnanti che possa avvicinare i bambini a questo argomento così difficile da decifrare. Hanno incontrato i capi spirituali di tutte le principali religioni presenti in Italia e con la loro preziosa collaborazione hanno creato un connubio tra la ricerca teorica e la pratica religiosa quotidiana. Giulia ha trasformato in immagini tutto quello che loro hanno scoperto. Tra filastrocche e laboratori, lo scopo del libro è quello di insegnare divertendo le principali caratteristiche delle religioni più diffuse e di educare al rispetto della fede altrui. Le religioni trattate sono: buddhismo, cristianesimo nelle sue tre confessioni più diffuse ovvero cattolicesimo, cristianesimo ortodosso e protestantesimo, ebraismo, induismo, islam, sikhismo, Testimoni di Geova. Uno spazio è poi dedicato anche ai non credenti. Età di lettura: da 7 anni.

 

un libro capitale, già nel catalogo di Zandonai editore, ritorna negli scaffali la prossima settimana con Bompiani,testo strenuamente ricercato da frotte di lettori.
 
Melancolia della resistenza
László Krasznahorkai
Traduttore: D. Mészáros B. Ventavoli
 
Un romanzo sulle possibilità della rivoluzione che scorre nella prosa bruciante e visionaria di László Krasznahorkai.
 
«Una visione così universale da misurarsi con “Le anime morte” di Gogol’» – W.G Sabald
 
«Un libro inesorabile e visionario dal maestro ungherese dell’apocalisse» – Susan Sontag
 
«Questo romanzo è un “Moby Dick” mitteleuropeo» – Garth Risk Hallberg
 
“Quando nulla ha più importanza qualcuno si diverte a fare confusione”
 
In città è arrivato il circo. Nulla di strano, se non fosse che il circo ospita una balena imbalsamata, la più grande del mondo, e che la città è sperduta nella campagna ungherese, un non luogo dominato da incertezza e declino. Tutti sono in attesa che accada qualcosa e sarà proprio il circo a far esplodere il cambiamento. Tra i tanti personaggi che popolano questo sorprendente romanzo sociale spiccano Eszter, che spera nel caos e nell’anarchia per accrescere il suo potere, e Valuska, postino e sognatore, che trascorre le sue giornate cercando la purezza nel mondo.

Libreria Atlantide ospiterà mercoledì 30 maggio alle ore 21,00 lo scrittore Corrado Peli per presentare il suo ultimo libro dal titolo I bambini delle case lunghe (Time crime edizioni), intervistato dal giornalista Valerio Zanotti. Ultimo appuntamento prima della pausa estiva, per quanto riguarda gli eventi diretti in libreria. (Incontreremo infatti “in esterni” Alberto Alberici e il suo Ceralacca, e ci spingeremo fino in città con Barbara Baraldi, per un suggestivo tour serale della Certosa – i dettagli seguiranno)

 

Teniamo molto a questo incontro con l’amico Corrado, per conoscere meglio il suo noir che si nutre dei silenzi e delle nebbie del paesaggio della bassa, luoghi capaci di nascondere a lungo dolorosi segreti all’interno delle piccole comunità che li abitano, destinati fatalmente a riemergere, prima o poi.  Ne parla in anteprima anche la testata online del Gruppo Gems qui:

https://www.illibraio.it/bambini-case-lunghe-769954/?utm_source=share&utm_medium=facebook

Vi aspettiamo, sarà una serata frizzante, e al termine troverete la nuova torta realizzata dalla nostra collaboratrice Melania…

LA SCHEDA DEL LIBRO.

“1985. A Case Lunghe, località della piccola frazione di San Felice nella Bassa bolognese, la vita scorre lenta e i bambini crescono giocando nei campi e nei casolari abbandonati. Ma quei silenzi, quegli orizzonti bassi, quelle nebbie che sembrano non diradarsi mai custodiscono segreti inconfessabili, violenze soffocate nel perbenismo, passioni proibite consumate e rinnegate, silenzi ottenuti col ricatto… Finché un gruppo di bambini si ribella tragicamente all’ipocrisia e alla violenza degli adulti, ristabilendo un nuovo ordine destinato in apparenza a durare. Ma trentun anni dopo, quando don Stefano Vitali viene inviato a San Felice per curare i particolari burocratici di un ingente lascito alla parrocchia della frazione, dietro a quella realtà riemerge un dramma ormai dimenticato, pronto a reclamare che il cerchio venga chiuso una volta per tutte”

Corrado Peli, nasce a Castel San Pietro nel 1974. E’scrittore e giornalista.

Valerio Zanotti, giornalista, è direttore de www.leggilanotizia.it

 

L’appuntamento è ad ingresso gratuito e si svolgerà all’interno dei locali di Libreria Atlantide, via Mazzini 93, Castel San Pietro Terme.

 

Per ulteriori informazioni contattare Libreria Atlantide: tel. 0516951180; email: info@atlantidelibri.it.

 

 

 

Clifton Johnson con le immagini scattate ad inizio del Novecento sui luoghi che hanno ispirato l’autore rendono speciale questa nuova edizione del Walden di Thoreau. Non posso non dirvi che anche gli altri titoli di questa brillante collana, Classici Bur De Luxe meritano di essere sfogliati (o aggiunti alla libreria di casa..): La regina delle nevi con le illustrazioni di Dulac, l’accoppiata Peter Pan Arthur Rackham, le Fiabe russe viste con gli occhi di Aleksandr N. Afanasjev..
 
 
 
Nel luglio 1845 Henry Thoreau, a ventotto anni, lascia la sua città natale e va a vivere sulle rive del lago Walden, in una capanna da lui stesso costruita, rimanendovi per più di due anni. Nella quiete dei boschi coltiva il suo orto, legge, osserva gli animali, passeggia sulle rive o fino a qualche villaggio vicino, scrive, fa piccoli lavori in casa, nuota. Thoreau vuole “marciare al suono di un tamburo diverso” e cerca la libertà immergendosi nei ritmi della natura. Testo seminale della consapevolezza ambientalista e caposaldo della controcultura americana, Walden è il resoconto autobiografico di questo esperimento di vita solitaria, la cronaca quotidiana di un ritorno alla semplicità e una dichiarazione d’indipendenza dalla pochezza morale di una società dedita all’accumulazione di ricchezza. Questa nuova edizione BUR Classici Deluxe, con le immagini dei luoghi in cui Thoreau è vissuto scattate all’inizio del Novecento, ripresenta ai lettori il capolavoro di una vita e uno dei primi romanzi sulla natura e l’ecologia della storia della letteratura. A cura di Pietro Sanavio
ormai ci siamo, Beautiful music è dietro l’angolo, nelle scatole di fornitura le copie scalpitano per arrivare in libreria. Non è facile fare capire quanto sia stata importante e necessaria la musica per la crescita personale di chi è nato in certi decenni, a chi la ascolta solo come sottofondo. Ma Danny, il protagonista del nuovo libro di Michael Zadoorian, ha tutte le carte in regola per fare assaporare il percorso umano che accompagna i primi ascolti in compagnia di qualcuno, per approdare alla costruzione di un gusto personale, la strada che porta dall’infanzia all’età adulta. Libro con playlist memorabile.
Beautiful music, Michael Zadoorian, Marcos Y Marcos
 
 
La scheda del libro, tradotto da Claudia Tarolo:
 
 
Come sgusciare dall’adolescenza e conquistarsi un posto al sole in America, tra bulli, droghe e casini razziali? Dedicato a tutti quelli che almeno una volta sono stati salvati dalla musica.
 
 
Danny non ha i vestiti giusti, non è sportivo, non è abbastanza figo.
 
Per le ragazze è trasparente, per i bulli del liceo un bersaglio mobile.
 
Suo padre gli ha insegnato a non scappare, a guardare negli occhi l’avversario.
 
Lui ha un’arma che lo rende invulnerabile: il rock fantastico delle radio indipendenti, dei dischi comprati con i suoi risparmi; la musica che lo accompagna sempre nella testa, che gli dà la carica a ogni passo.
 
Danny è sempre triste quando la musica finisce, perché altre cose brutali lo assordano. Una notizia che non vuole ascoltare.
 
Le urla degli scontri razziali che forse a Detroit non finiranno mai.
 
La televisione sempre accesa, il frigorifero vuoto, il perenne mal di testa di sua madre. Ma la professoressa Floyd è così bella che sembra una santa. Gli offre l’occasione che sta aspettando: lavorare alla radio della scuola. Leggerà gli annunci meglio di chiunque al mondo, farà ascoltare Jimi Hendrix, i Led Zeppelin, gli Sly and the Family Stone… Finalmente la sua vita è a una svolta.

 

“Era un martedì del marzo 1998”. Comincia così uno dei più passi migliori di un libro da non perdere, tra i migliori del 2018. Autunno di Ali SMITH (Sur edizioni) , un capitolo in cui l’anziano Daniel insinua nella protagonista Elisabeth il germe del dubbio, partendo da una versione particolare de Riccioli d’oro e i tre orsi proposta da Daniel:” e se la bambina vandalizzasse la casa dei tre orsi, dipingendo le pareti con una bomboletta spray?”.  Ne nasce un dialogo che dovrebbe essere letto da tante persone, non solo nelle scuole, (probabilmente più dagli adulti )per imparare a non ragionare per stereotipi o per sentito dire, ma valutando  il punto di vista dell’altro, cercando di capire cosa l’abbia spinto ad agire in un certo modo.  E per riflettere sul potere della parola, del dialogo.

Un libro, Autunno, che dipinge una nazione spaventata, influenzata dal virus della Brexit, narrando in parallelo il rapporto che unisce una ragazzina, poi divenuta donna, con un anziano vicino di casa. Legame sorto per caso, quando la madre cercava di tenerla lontana da lui, un po’ troppo “strano”…

Intanto, il libro potrebbe essere il primo romanzo degli ultimi dieci anni ad aggiudicarsi l’Orwell Prize, riconoscimento destinato ad opere che si sono distinte parlando (anche) di politica:

 

https://www.theguardian.com/books/2018/may/18/ali-smith-novel-could-be-first-to-win-orwell-prize-in-a-decade-after-making-shortlist

 

Ali Smith’s novel Winter could become the first work of fiction to win the Orwell prize for books in more than a decade, after her riff on A Christmas Carol made the shortlist for the UK’s top award for political writing.

 

 

 

fuori dai consueti sentieri dei grandi editori, ce ne sono tanti altri che meritano la segnalazione. Exorma, con Sudeste ci conduce nelle terre del grande fiume Paranà, romanzo celebrato da critica e pubblico sudamericano, per la prima volta in Italia. Nuova vita per un autore vittima della dittatura argentina, figura nel lungo elenco dei desaparecidos..
 
 
Sudeste
Haroldo Conti, Exorma
 
Pubblicato per la prima volta in Italia (con la splendida traduzione di Marino Magliani), Sudeste è considerato uno dei romanzi più singolari della narrativa argentina contemporanea (premio Fabril).
 
Sudeste è il vento che scuote la foce del fiume Paraná e la direzione da cui soffia quel vento solleva e spinge il mare nel Delta. Ma la foce del Paraná non è tanto il riferimento a un luogo definito, bensì il centro dell’universo che l’autore ci vuole narrare.
 
Haroldo Conti, poco conosciuto in Italia, fu considerato da Gabriel García Márquez il miglior narratore della sua generazione.
 
Boga, un tagliatore di giunchi con gli «occhi da pesce moribondo», che conduce una vita sedentaria e monotona, decide dopo la morte del Viejo di avventurarsi sul fiume con una piccola barca sgangherata. Sono l’acqua, il vento, l’andirivieni tra i canneti a scandire le stagioni; il suo vagare silenzioso e solitario lo porta a sentire «quella specie di rumore che nasce nei luoghi da lungo tempo disabitati» e a scoprire un’umanità remota e sospesa. Il fiume «a conti fatti, sembra diabolicamente astuto e torvo, e perfino crudele», una specie di demone arbitrario che governa i destini di esseri duri e taciturni che vivono pescando e raccogliendo giunchi. Gente che mangia gallette rafferme e pesce che sa di fango e ama più i cani che gli uomini.
 
Il Boga giorno dopo giorno perde interesse per qualsiasi altra cosa che non sia questo vagare seguendo i suoi pesci. Quello che accade sembra niente ma è il tutto, il dipanarsi di una vita: fatti minimi che riempiono i giorni e incontri violenti con personaggi oscuri in mezzo a isole dal profilo illusorio, sopra un fiume che somiglia all’eternità. «Se ne stava lì, schiacciato contro il tavolato, ansimando. Mise la mano destra sul braccio ferito e sentì che si inumidiva, e poi vide il sangue, denso e scuro […]».
Anteprima
 
Il fiume è molto grande, e uno non può sapere tutto quel che fa il fiume. Dunque, in quel pomeriggio era apparso un tizio che somigliava al Cabecita e magari poteva essere davvero il Cabecita. Solo che la faccenda veniva a complicarsi un po’, perché era difficile tirar fuori qualcosa da un imbecille come questo, che non faceva altro che sorridere, e se ne stava lì, e non c’era modo di sapere con certezza se era lui, vivo, morto o resuscitato, o se era qualcun altro in una di queste tre condizioni.