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Ottobre, in poesia

OTTOBRE- Lino Curci

Strade d’ocra leggere, solitarie
in quell’aria dorata, dal timone
dei rossi carri l’uomo silenzioso
guarda lontano, va la vigna bassa
fino alla proda: come canta l’ora
d’autunno prima del tramonto! Un fumo
di pienezza felice la rallegra,
evàpora e rallenta
tutta la vita. Contemplavo a valle
le crete digradanti intorno i poggi
con i paesi. A chi rubavo quella
felicità così calma e stordita?
Ed ero come il grappolo che resta
legato al tralcio dopo la vendemmia.

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Attenti, osservate bene il cielo oggi, visto che

SE SA’ MICHIL U S’ BAGNA ALJ EL, E’ PIOV SENA A NADEL

L’arcangelo Michele è di solito rappresentato con le ali, e in caso di pioggia il 29 settembre, farà brutto tempo fino a Natale o per tutto l’inverno.

Notizia tratta da: Eraldo Baldini – Giuseppe Bellosi CALENDARIO E TRADIZIONI IN ROMAGNA Il Ponte Vecchio, 2016. Freschissimo di stampa!

 

Eraldo Baldini e Giuseppe Bellosi ripropongono in questo volume sia una loro fortunata opera del 1989, da molto tempo introvabile, “Calendario e folklore in Romagna”, sia una corposa nuova parte che funge da aggiornamento, integrazione e ampliamento di quel testo. Il ciclo dell’anno, scandito dall’avvicendarsi delle stagioni e dall’alternarsi di tempo del lavoro e tempo della festa, influenzava fino a un recente passato il modo di vivere, di essere e di pensare dell’uomo. Anche gli eventi climatici condizionavano fortemente l’attività umana, in gran parte incentrata sull’agricoltura e sull’allevamento. Nella cultura popolare le stagioni, i mesi e i giorni sono oggetto e spunto di numerosi proverbi, indovinelli, filastrocche, favolette, canti, che da una parte ne celebrano le caratteristiche mitico-rituali, religiose e culturali, dall’altra ne enunciano le particolarità concrete e materiali e servono quindi a trasmettere e memorizzare un vero e proprio vademecum per lo svolgimento delle attività agricole e pastorali, per le previsioni meteorologiche, per le ritualità tradizionali, ecc. Tali testi, qui disposti in ordine calendariale, in lingua romagnola e nella traduzione in italiano, sono spiegati e commentati: ne esce un affresco ampio e affascinante, di grande rigore scientifico e metodologico e, nel contempo, di interessante e piacevolissima lettura.

 

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“Tra le regine del crimine inglesi, Margery Allingham è la mia preferita in assoluto” J.K.Rowling
 
Il premio del traditore, Bollati
 
Albert Campion, detective e gentiluomo, si sveglia in un letto d’ospedale, solo e spaventato, soprattutto perché non ricorda niente, di sé e di quello che è successo per farlo finire lì. Sa solo di avere una missione importantissima, un complotto da sventare, e dato che siamo nel 1940, dev’essere qualcosa che riguarda l’Inghilterra in guerra. Sente un poliziotto parlare di arresto, fuori dalla stanza, e decide di scappare rubando la tenuta da vigile del fuoco accanto all’estintore. Viene raccolto in macchina da una bella donna, che sembra conoscerlo benissimo, e portato in un’aristocratica magione dove lo aspetta un party e una buona accoglienza. Perdipiù la bella giovane donna dice di essere la sua fidanzata. Campion continua a nascondere il proprio stato di amnesia, e mette il cervello rimasto all’opera per sventare comunque il terribile pericolo che incombe sulla sua patria in guerra. Da qui il mystery si trasforma in thriller/spy story, con una serie di colpi di scena, scoperte, tradimenti, attentati, inseguimenti nella miglior tradizione di tutti questi generi. Fino alla rivelazione finale e alla scoperta del traditore. Margery Allingham rivela qui una scrittura di eccellente livello e un senso dell’umorismo degno dei migliori autori britannici. La difficoltà di raccontare per tutto il romanzo un Campion afflitto da amnesia senza svelare troppo dei retroscena dà un’idea chiara della abilità di questa autrice, famosissima, letta e addirittura rubata nelle biblioteche più di qualunque altra «regina del crimine» inglese, compresa Agatha Christie. Il premio del traditore è stato ripubblicato di recente in Gran Bretagna tra l’entusiasmo dei critici e dei lettori. Una curiosità: il complotto del romanzo, si scoprirà alla fine della guerra, era davvero stato ordito ma mai messo in atto.
Trad. Morpurgo M.
 

 

per voce nostra, il Dissennatore ringrazia gli intervenuti alla Festa per l’uscita di Harry Potter e la maledizione dell’erede. Si è limitato nell’agire, ma promette di partecipare anche nelle prossime occasioni…

 

 

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party

 

fine mese ghiotto per i lettori, ecco IL NUOVO BARNUM di Alessandro Baricco:

 

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/il-nuovo-barnum/

 

n nuovo Barnum. Una nuova visita guidata alle cose del mondo, e agli uomini che lo rendono abitabile, o semplicemente più riconoscibile.

Baricco insegue il mondo, e induce i suoi lettori a partecipare la curiosità con cui va a stanare notizie, episodi, insistenze, personaggi, dibattiti, immagini. Stanando dice e dicendo mostra, con una varietà di accenti e di esposizione che, per citare una sua antica generosa ossessione, fa pensare al circo, al Barnum delle meraviglie. Ecco dunque un nuovo Barnum che si aggiunge ai due pubblicati negli anni novanta.

Qui facciamo i conti con la riforma dello spettacolo, con la scuola come videogame, con la priorità delle storie, con il cantiere della Morgan Library di Renzo Piano, con la Cinquecento Miglia di Indianapolis, con le immagini di Vivian Maier, con le provocazioni di Houellebecq e l’eredità di Gabriel García Márquez. Una grande occasione per farsi sedurre, sorprendere, interrogare.

 

Magari sopravvaluto il valore della storia della cultura: ma quella bellezza non è l’unica memoria viva che abbiamo per ricordarci di cosa volevamo essere? Né guerrieri, né santi, né superuomini: semplicemente, uomini.

 

Edito da Feltrinelli

 

 

 

grazie a tutti coloro che sono venuti a trovarci in occasione dell’uscita del nuovo Harry Potter. I librai si sono divertiti molto alla festa, e sperano che i lettori abbiano avvertito la differenza che c’è tra il passare in libreria e acquistare on line.. Un saluto dal Guest Book dedicato..

 

potter-libro

 

 

e se, prima di commentare all’impazzata le cose su Fb, si pensasse un po’ di più, si cercasse di scegliere il giusto modo per argomentare le proprie convinzioni? sarebbe così terribile? Questo libro svela il segreto:
 
 
 
TIMOTHY WILLIAMSON,
Io ho ragione tu hai torto,
Dialogo filosofico, Il Mulino
 
Quattro compagni di treno occasionali parlano di stregoneria e scienza, della verità, della differenza tra credere, sapere ed essere certi di qualcosa, dei valori morali e del loro ruolo nelle nostre decisioni, e di molte altre cose. Soprattutto – è questo il filo dell’intero dialogo – parlano del relativismo, di cui uno di loro, Zac, è un convinto difensore. Secondo Zac, in caso di dissenso («io ho ragione, tu sbagli») è sempre questione di punti di vista: ciascuno dei contendenti può aver ragione dal proprio punto di vista. Se il relativismo uscirà malconcio dalla discussione, persino nei casi in cui sembrerebbe a prima vista del tutto plausibile, quella che emerge con forza è l’utilità della filosofia nella vita delle persone.
 
Timothy Williamson insegna Logica alla Facoltà di Filosofia dell’Università di Oxford. Fra i suoi libri ricordiamo «Knowledge and Its Limits» (2000), «The Philosophy of Philosophy» (2007), «Identity and Discrimination» (nuova ed. 2013) e «Modal Logic as Metaphysics» (2013)