Feeds:
Articoli
Commenti

 

una notte speciale, in un anno terribile, il 1942. Notte inquieta, di Albrecht Goes, in nuova edizione per Marcos Y Marcos, è davvero una piccola perla per il modo in cui contrappone la pazzia della guerra a valori come dignità ed amore. Un libro da non perdere!
 
Mentre fuori impazza la guerra assassina, qui si scambiano parole chiare: qui c’è calore, dignità, vita, pane e amore nella notte più nera
 
 
È una sera di ottobre del 1942.
La locanda di Proskurov è gremita di militari in trasferta. Il pastore venuto ad assistere un condannato a morte deve dividere la stanza con un capitano in partenza per il fronte di Stalingrado. È la guerra, la guerra di Hitler. La notte è nera e tempestosa, la follia nazista e la morte ammorbano l’aria, eppure in quella stanza trionfa la vita. La bella Melanie sale le scale di nascosto e viene ad abbracciare per l’ultima volta il suo capitano. In tre dividono pane e miele, un sorso di caffè vero.
Poi, mentre gli amanti si appartano in un angolo, il pastore si immerge nella storia dell’uomo che verrà fucilato per diserzione: negli atti del processo trova la strada per giungere al suo cuore. E in carcere, più tardi, pastore e condannato si dicono addio come fratelli.
All’alba il plotone d’esecuzione si metterà in marcia, l’aereo del capitano decollerà per Stalingrado.
Ma in quella notte inquieta sguardi, abbracci, voci e parole uniscono per sempre, e rendono giustizia assoluta.
 
Tradotto da Ruth Leiser

 

 

un libro denso di poesia, parole ispirate e precise, una di quelle amicizie nate per caso, quella tra un cane malandato ed un “quasi anziano” (per come si percepisce il protagonista, anziano per la vita) raccontata dall’irlandese Sara Baume. Non è assolutamente la trita e sdolcinata vicenda di animali, questo esordio, ma un inno a quel che un rapporto fatto di sguardi e gesti con un animale possa aiutare ad interpretare meglio il mondo intero che abbiamo intorno. Con pagine molto intense dedicate alla descrizione della natura che circonda i due protagonisti P.S.: anche l’autrice un tempo ha vissuto con un cane privo di un occhio..

 

SARA BAUME, FIORE FRUTTO FOGLIA FANGO, ENNEENNE

 

tradotto da Sara Arduini

Ray, il protagonista di questo libro, è un uomo di quasi sessant’anni che vive, isolato da tutti, nella casa del padre, in una cittadina sulla costa irlandese. Un giorno, in un moto d’impulso, decide di adottare un cane impaurito, malandato e privo di un occhio. Con il suo nuovo compagno di vita, Ray riesce per la prima volta ad aprirsi, a scardinare la solitudine, in un dialogo serrato dove ripercorre la sua esistenza, dall’infanzia alla scomparsa misteriosa della madre. Quando Unocchio, però, azzanna un altro cane del paese, i due sono costretti alla fuga e si mettono in viaggio alla ricerca della libertà e della speranza. Con una musica composta di parole, colori, profumi ed emozioni, Sara Baume ci consegna un romanzo sull’amicizia tra un uomo e un cane, un’alleanza che si rinsalda giorno dopo giorno grazie a fiducia e compassione, in un inno appassionato alla stupefacente bellezza del mondo.

 

per fortuna che ci sono librerie come Viale dei Ciliegi 17 di Rimini, capaci di dare vita al Festival letterario per ragazzi Mare di libri, e al premio omonimo, dedicato ed animato proprio dai giovani lettori. E anche per questa edizione la cinquina dei finalisti è di grande qualità.
 
Premio Mare di Libri
Di premi letterari ne esistono tanti, tantissimi… ne serviva un altro?
Secondo noi, sì. Perché tra i tanti premi che esistono, ne mancava uno che coinvolgesse direttamente i lettori, i giovani lettori, dando a loro il compito di decidere il libro per ragazzi più bello pubblicato durante l’anno.
Per questo è nato il Premio Mare di Libri: non soltanto per assegnare l’ennesima targa, ma per offrire un’occasione di incontro tra le varie realtà del libro – scrittori, editori e lettori – in cui però siano questi ultimi a occupare la posizione di privilegio, a sedere in giuria e a scegliere il vincitore. I ragazzi sono i veri protagonisti, come di tradizione avviene in qualsiasi iniziativa che porti il nome del festival Mare di Libri.
Quest’anno il premio arriva alla sua quinta edizione e durante l’undicesima edizione del festival i dieci giovani lettori tra i 14 e i 16 anni, provenienti da tutta Italia, che compongono la giuria, decreteranno il miglior romanzo young adult pubblicato nel 2017: vi presentiamo la rosa dei cinque libri finalisti che un’altra giuria, in questo caso di esperti, ha selezionato.
La CINQUINA FINALE dei libri in gara è composta da:
 
The Hate U Give di Angie Thomas, Giunti
Buio di Patrick Bard, Giralangolo
Io e te come un romanzo di Cath Crowley, DeAgostini
La natura della grazia di William Kent Krueger, Neri Pozza
Tartarughe all’infinito di John Green, Rizzoli
 
La GIURIA di esperti di letteratura per l’adolescenza:
 
Alice Bigli, presidente Festival Mare di Libri
Simonetta Bitasi, lettore ambulante
Carla Romeo, bibliotecaria
Beatrice Masini, autore e editor
Vera Salton, libraia
Matteo Biagi, insegnante
I dieci GRANDI LETTORI:
Marilena Borghesi, 14 anni, Marina di Ravenna (RA)
Martina Bosi, 15 anni, Cavriana (MN)
Enzo Caleca, 14 anni, Firenzuola (FI)
Alessia Dotta, 15 anni, Sant’Albano Stura (CN)
Alessia Meziu, 15 anni, Tavernuzze (FI)
Denise Miotto, 15 anni, Sala di Istrana (TV)
Eleonora Mondino, 15 anni, Sant’Albano Stura (CN)
Jacopo Silvestre, 14 anni, Portogruaro (VE)
Martina Vecchia, 15 anni, Asola (MN)
Alberto Zaghini, 14 anni, Rimini (RN)
 

dall’autore di Patria, un libro fondamentale per capire come decenni di terrorismo possano dividere una comunità, ecco Anni lenti, da Fernando Aramburu. Di prossima pubblicazione, per Guanda.

 

Anni lenti,

Fernando Aramburu,

Editore: Guanda

 

 

«Un romanzo importante per la sua audacia e la sua maturità di scrittura. Indispensabile per capire un’epoca e un paese.» – El Cultural

 

«Di fronte alla qualità letteraria e storica di Anni lenti possiamo solo dire chapeau.» – Abc

 

«Fernando Aramburu è la punta di diamante degli autori spagnoli contemporanei, e Anni lenti lo dimostra. Un piccolo capolavoro… un romanzo intessuto in maniera impeccabile sul filo dei ricordi. Un esercizio di precisione, un ingranaggio perfetto.» – Expansión

 

Txiki ha otto anni quando per motivi economici la mamma lo manda a vivere dagli zii a San Sebastián. Lo accoglie di malavoglia il cugino Julen, taciturno e scontroso, che però in breve tempo gli si affeziona e, nelle loro chiacchierate notturne, cerca di appassionarlo alle idee indipendentiste che gli inculca il parroco del quartiere. L’occhio ingenuo del protagonista bambino fotografa le vicende della famiglia di adozione, dove lo zio Vicente, mite e debole, divide la sua vita tra la fabbrica e il bar, mentre l’autoritaria zia Maripuy, quella che realmente comanda in casa, non fa che litigare con la figlia Mari Nieves, ossessionata dagli uomini, che finirà per rimanere incinta di non si sa bene chi. Intanto Julen viene spinto ad arruolarsi in una banda dell’ETA, scelta destinata a generare sofferenza e di cui solo col tempo capirà davvero la portata.

Con la sua scrittura nitida e lo sguardo candido e insieme impavido sulla realtà, Anni lenti è una storia di formazione sullo sfondo cupo degli anni Sessanta in cui il terrorismo basco muove i suoi primi passi, ma anche una riflessione ricca di ironia e profondità su come la vita possa essere distillata in un romanzo e il ricordo personale trasformarsi in memoria collettiva.

 

il cuore nero di Jo Nesbo prestato ad un noir d’eccellenza, il Macbeth del Bardo. Anni Settanta, una città industriale, la possibilità di carriera per un poliziotto, a patto di venire a patti con la propria coscienza.. Continua alla grande la serie già iniziata con Margaret Atwood, Anne Tyler, Gillian Flynn, riscritture contemporanee per le grandi opere di William.
Jo Nesbo, Macbeth, Rizzoli
 
traduttore M.T.Cattaneo
Anni ’70, una città industriale sull’orlo del collasso fatta di fabbriche chiuse, disperazione, piazze di spaccio. Sotto l’eterna pioggia nera che la flagella, il poliziotto migliore che si muove per le sue strade è Macbeth. Un ex tossico, un uomo fragile dal passato turbolento, abbandonato da bambino, uno sbirro incline alla violenza. Ma è lui, con la sua squadra, a gestire con intelligenza una retata nell’area del porto, un’azione in grande stile che, finalmente, gli fa intravedere la possibilità di ottenere una promozione. E quindi guadagnarsi il rispetto degli altri, avere una vita migliore, e molto più potere, che è ciò che conta. Tutto questo è lì, a portata di mano: ma, pensa Macbeth, davvero mi lasceranno arrivare tanto in alto? Tormentato dalle allucinazioni, vittima di paranoie sempre più acute, Macbeth comincia, lentamente, a soccombere a se stesso e al tarlo dell’ambizione.

L’arto della guerra” racconta la storia del “Piazzatore”.
L’arto in questione è il piede, e la guerra è quella dichiarata dal protagonista nei confronti del prossimo piazzando calci nel sedere a destra e a manca, cosa che ben presto trasformerà un giovane analfabeta funzionale, disoccupato e rientrato a vivere con i genitori dopo una convivenza di due anni, nell’uomo più temuto dai felsinei, incubo delle forze dell’ordine e nemico giurato della giunta comunale. Il punto di svolta infatti è il calcio nel sedere con cui il protagonista colpisce il sindaco, così potente da fargli perdere i sensi. Da quel momento i giornali inizieranno a parlare di lui ribattezzandolo “il Piazzatore”, dandogli una grande popolarità e la consapevolezza di essere diventato un uomo nuovo, lontano da quella condizione di lassismo e fatalismo in cui aveva vissuto fino ad allora.

Presentazione de L’ARTO DELLA GUERRA con l’autore Gianluca Fortini, intervistato dallo scrittore Gianluca Morozzi.

Gianluca Fortini, nato a Bologna, dove vive, nel 1980 è al suo primo libro che ha raccolto fin da subito un buon riscontro di critica e pubblico.

Gianluca Morozzi è scrittore, musicista e conduttore radiofonico. Nato a Bologna nel 1971, pubblica il suo primo romanzo, Despero, con la casa editrice Fernandel, nel 2001. Dopo aver pubblicato, sempre con Fernandel, Luglio, agosto, settembre nero (racconti), Dieci cose che ho fatto ma non posso credere di aver fatto, però le ho fatte e Accecati dalla luce, nel 2004 pubblica con Guanda il thriller Blackout che lo fa conoscere al grande pubblico. Dopo aver pubblicato con Guanda, Fernandel, Castelvecchi e altri, nel 2018 è uscito Gli annientatori per l’editore Tea.

La presentazione avrà luogo presso Libreria Atlantide, mercoledì 18 aprile 2018, alle ore 21.00.

 

 

 

Grazie

GRAZIE a Paolo Malaguti per il bel pomeriggio di ieri, molto intenso, grazie anche alle intelligenti domande di Corrado Peli. Penso che la memoria di coloro che patirono le sofferenze di una guerra terribile sia stata onorata, e che l’incontro possa essere fonte di riflessione.

Grazie anche a chi ha seguito questa presentazione, le altre del ciclo Novecento e dintorni, con l’editrice Luciana Tufani , Paolo Casadio , e Paolo Bassi (ringraziamenti anche a loro!).

Ricordiamo ai lettori che non si sono presentati a nessuno dei tre incontri che il sette in condotta arriverà in automatico, e sarà difficile da rimediare…