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Inutile, se metti una capra nella cabina di pilotaggio di un aereo, non lo farà volare. Al massimo lascerà qualche pallina nera. Il comunicato stampa dell’Associazione Librai italiani in merito alle modalità di assegnazione del Tax Credit alle librerie lo trovate qui in calce. Altre notizie potrete leggerle qui: https://www.illibraio.it/tax-credit-librerie-criteri-922789/

Meno del 50% ammesse ai benefici, e considerate che per poter inoltrare la domanda era necessaria anche la certificazione del solito intermediario, commercialista o altro, con parcelle da commercialista naturalmente.

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

ALI CONFCOMMERCIO SU TAX CREDIT LIBRERIE:

DISCUTIBILE E DISCRIMINANTE L’ASSEGNAZIONE

Ali Confcommercio critica le modalità di assegnazione del credito d’imposta alle librerie. Un meccanismo discutibile – afferma in una nota – non basato su un criterio di equità tale da consentire a tutti di partecipare dei benefici, ma si è introdotta una modalità che differenzia i piccolissimi, quasi sempre senza personale dipendente, dalle piccole librerie con maggiore imprenditorialità (uno o due dipendenti) che pure soffrono della crisi del settore, creando così figli e figliastri.

La polemica è a seguito della pubblicazione, da parte della Direzione Generale Biblioteche del MiBac, delle graduatorie delle librerie ammesse al riconoscimento del credito d’imposta (tax credit). Per il provvedimento sono stati stanziati per l’anno corrente 4 milioni di euro, un fondo certamente insufficiente – continua Ali – ma che poteva rappresentare un primo segnale d’aiuto per il settore librario. Delle librerie richiedenti, oltre 1700, meno del 50% sono state ammesse ai benefici.

Troviamo questo meccanismo profondamente ingiusto  – aggiunge la federazione dei librai – anche perché in alcuni casi sono state premiate librerie aperte da pochi mesi, e sono state escluse librerie presenti e attive nel territorio da anni. Tutto questo è destinato a creare squilibri territoriali con le aziende che operano nelle stesse realtà. Riteniamo che, introdurre un meccanismo di così profonda ineguaglianza nella categoria avrà ricadute fortemente negative.

Facciamo  appello al Ministro – conclude – affinché con sensibilità valuti la situazione e adotti provvedimenti che garantiscano criteri di democrazia per il corrente anno così come esprimiamo l’auspicio che le misure di sostegno al settore siano in futuro incrementate e non ridotte.

Roma 13 novembre 2018

Gli APPUNTAMENTI di Atlantide

LIBRERIA ATLANTIDE 21 NOVEMBRE, Ore 20,30

FABIO MONGARDI (Il verme – Parallelo45 ed.ni) e NICOLA ARCANGELI (Rimini Graffiti – Clown Edizioni), due autori di noir

intervistati dallo scrittore CORRADO PELI (I bambini delle Case Lunghe – Time Crime)

 

Il verme, Parallelo45 edizioni

Una serie di omicidi di reduci dai campi di concentramento nazisti inducono un ispettore ormai prossimo alla pensione a indagare su dolorosi fatti della nostra storia recente.

Fabio Mongardi è nato e vive a Faenza. Prima di cominciare a scrivere ha lavorato in fabbrica, in teatro e nei campi. Ha pubblicato con le case editrici Mobydick, Giraldi e, in Germania, con la Scherz Verlag e la S. Fischer, dove si è fatto conoscere ed apprezzare con un romanzo poliziesco ambientato a Sant Antonio di Medicina.  Con Parallelo45 edizioni, nel 2015, ha dato alle stampe il romanzo inchiesta “Il caso Manzoni”, sulla drammatica e discussa strage dei conti Manzoni Ansidei di Lugo, finalista al Premio Mario Pannunzio di Torino, di cui ha scritto anche una riduzione sceneggiata, che sarà rappresentata prossimamente in teatro.

Il romanzo Il verme, pubblicato nel 2018 con Parallelo45 edizioni, è risultato finalista al Premio Arcangela Todaro-Faranda come inedito. Suoi racconti hanno vinto diversi premi, fra cui Orme gialle e, nel 2005, Graphie. Non ama il calcio.

 

 

 

Rimini Graffiti – Il valzer dei cani, Clown Bianco Edizioni

Un telefono che squilla di prima mattina non porta bene”. È questo il pensiero che attraversa la mente di Léonard Beck quando si appresta a rispondere alla telefonata con cui la ex moglie Roberta lo avvisa del ritrovamento del cadavere di Antonio Pesaresi, uno sbandato e alcolizzato che negli anni di gioventù era stato il suo migliore amico. Per Léonard, che ora ha sessantatré anni e vive a Milano, inizia un lungo viaggio a ritroso nel tempo, che lo porta a ripercorrere le tappe della sua adolescenza, a partire dalla traumatica separazione dei genitori, che lo costrinse a trasferirsi dalla California alla Rimini del boom turistico degli anni Sessanta. I ricordi di una città che non c’è più si intrecciano a quelli dei primi amori, delle amicizie, delle passioni, della musica. Ma anche a quelli della paura e del dolore. E della morte. Perché a Rimini c’è una storia d’orrore non raccontata. E ora i cani stanno per tornare… Nicola Arcangeli tesse una trama che, tra passato e presente, evoca le più belle atmosfere dello Stephen King di It e Stand by Me.

 

Nicola Arcangeli (1972), bolognese, ha esordito con il racconto Per un bicchiere di Bonarda pubblicato nell’antologia Il vino e la sua magia (Estro-Verso, 2010). Nel 2012 ha pubblicato il suo primo romanzo, scritto in collaborazione con Emanuela Tumiatti, Lo specchio delle sue brame (Giraldi Editore). L’autore vanta anche una partecipazione all’antologia 99 rimostranze a Dio (Ottolibri, 2013) con il racconto Call Center e all’audiolibro MPTales vol. 1 (Ottolibri, 2014) con il racconto Alfio. Sempre nel 2014 è uscito il suo secondo romanzo Dove oggi è già domani seguito nel 2016 dal sequel Solo il vento lo ascoltava, editi entrambi da Giraldi Editore a cui si aggiungono varie partecipazioni ad antologie tra cui Più veloce della luce (2017) edita da Pendragon nella collana “Glam”. Rimini Graffiti è il suo ultimo romanzo, pubblicato nel 2018 da Clown Bianco

 

Corrado Peli, nasce a Castel San Pietro nel 1974. È scrittore e giornalista. Ha scritto per Fanucci True Crime I bambini delle Case Lunghe.

 

L’incontro, ad ingresso gratuito, si svolgerà nei locali di Libreria Atlantide a Castel San Pietro Terme (BO), via Mazzini 93, secondo gli orari indicati.

Per ulteriori informazioni contattare Libreria Atlantide  allo 0516951180 o a mezzo email a info@atlantidelibri.it

 

 

“Siamo stati travolti, eppure qualcosa mi dice che non è finita, che la nostra idea, la nostra natura continuerà a sopravvivere. Perchè i vincitori, i nuovi padroni presto avranno bisogno di me. Finchè l’uomo sarà fatto della stessa merda. Conto su di voi.”
Sono le parole del protagonista de Notti e nebbie di Carlo Castellaneta, commissario della polizia politica nella Milano degli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale. Riproposto ora da Interlinea.
 
 
 
La Milano dell’ultima guerra nella stagione dell’occupazione nazista vista attraverso le vicissitudini di un commissario della polizia politica, tra la passione carnale per le donne e l’attaccamento agli ideali del fascismo ormai in mezzo a una guerra civile. Notti e nebbie, con «un gusto quasi viscontiano per il senso di putrefazione morale e corruzione fisica», è il primo romanzo italiano che ha raccontato il tragico periodo di Salò e della Resistenza con la voce narrante di chi aveva scelto il regime. Il noir di Carlo Castellaneta torna, a cinque anni dalla morte dell’autore, a rappresentare (come scrive Ermanno Paccagnini nel saggio conclusivo) «situazioni del passato che si vedono riproporsi nel presente».
Biografia dell’autore
Carlo Castellaneta
 
Carlo Castellaneta (Milano 1930-Palmanova 2013) è stato uno scrittore e giornalista italiano. Iniziò giovanissimo a lavorare, prima in una galleria d’arte poi come correttore di bozze, finché nel 1958 Elio Vittorini lesse il manoscritto di Viaggio col padre e lo volle pubblicare. I romanzi di Castellaneta sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Giornalista del “Corriere della Sera” e direttore di “Storia illustrata”, è stato anche presidente del Museo teatrale alla Scala. Dal romanzo Notti e nebbie è stata tratta l’omonima miniserie televisiva diretta da Marco Tullio Giordana su sceneggiatura dello stesso Castellaneta. Interlinea ha avviato la ripubblicazione delle sue opere a cura di Ermanno Paccagnini.

 

La prima edizione de Hanna Fou e il mistero delle saline è del 2007, molte lune fa dunque. I librai di Atlantide hanno continuato a proporre il libro ai giovani lettori, con un crescente successo che ha poi accompagnato l’uscita de Hanna, Fou e l’aquilone , e Hanna, Fou e i castelli di sabbia. A distanza di undici anni dall’uscita i tre libri della serie continuano ad essere ristampati e riforniti dalle librerie, caso davvero raro in un mondo editoriale abituato alla velocità, alla necessità di “rottamare” troppo in fretta le opere destinate a essere sostituite dalle novità.

Deliziosi gialli con una memorabile protagonista, il suo cane, e un gruppo eterogeneo e multietnico di amici. Da una scrittrice bolognese d’adozione avventure ambientate nella vicina riviera. Bonus, sono stampati con caratteristiche che li rendono fruibili anche ai ragazzi con difficoltà di lettura.

Vietatissimo mancare all’incontro con Maria Beatrice Masella intervistata dai valorosi reporter di Radio Immaginaria, venerdi 16 alle ore 17,15.

Parleremo naturalmente anche degli altri libri di Maria Beatrice. Romanzi di formazione , a volte corali, da cui emergono figure di adolescenti capaci di confrontarsi con la realtà, tra le lacrime e i sorrisi che è giusto incontrare.
Segnate in agenda l’appuntamento!

Hanna, Fou e il mistero delle saline

Sinnos editore

di Maria Beatrice Masella
ill.B/N di Luisa Montalto

Hanna vive su una barca insieme a suo padre, ha un enorme cane (Fou) che la segue dappertutto, e tantissimi amici! E poi ha un intuito speciale per i misteri…

 

I segnalibri delle librerie indipendenti sono anche a Firenze, nella bellissima libreria On the road, tutta dedicata ai viaggi. Valutate voi se è più divertente acquistare con un clic o entrare in un luogo pieno di sorprese come questo…
 
 
 
In libreria: cartine, guide turistiche, cicloturismo, motociclismo turistico, narrativa viaggio, cartografia, planisferi

Il gioco del suggeritore, Longanesi

 

Una villetta isolata nel bosco. Una famiglia che ha rinunciato a ogni cosa, compresa tutta la tecnologia che ci circonda, pur di trovare la pace. Invece, troverà la morte. Una strage con un colpevole… Ma senza cadaveri. Un assassino senza passato, senza identità. Senza alcuna presenza su Internet, un uomo che per tutta la sua esistenza è riuscito a sfuggire alle telecamere di sorveglianza. Un enigma in carne e ossa, che non rivela dove ha celato i corpi… Anzi, non pronuncia nemmeno una parola. Solo una muta, inquietante convocazione. Un nome: quello di Mila Vasquez.

 

Lo sappiamo, può venire l’ansia entrando in libreria in questo periodo. A ridosso del Natale i banchi sono strapieni di scintillanti novità, ma come fare a trovare il proprio Graal in mezzo a tanta offerta? Beh, per prima cosa, affidarsi al libraio può essere un buon aiuto. Secondo, nomi come Steinbeck e Capa sono una garanzia. A settant’anni dalla prima edizione in America, torna in libreria in tutta la sua bellezza questo reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. Steinbeck e Capa riescono nel loro intento di ”dare un volto al nemico” troppo spesso disumanizzato nella retorica politica.
 
 
Diario russo,
John Steinbeck, con le fotografie di Robert Capa, Bompiani
 
Nel 1946 Winston Churchill annunciò che una ”cortina di ferro” era calata sull’Europa orientale. Già l’anno seguente poteva dirsi iniziata la Guerra fredda, che sarebbe durata più di quarant’anni. In quel clima lo scrittore John Steinbeck e l’amico fotografo Robert Capa decisero di partire insieme per un viaggio alla scoperta di quel nemico che era stato l’alleato più forte nella seconda guerra mondiale: l’Unione Sovietica. Ne emerse un resoconto onesto e privo di ideologia sulla vita quotidiana di un popolo che non poteva essere più lontano dall’American way of life. Le pagine del diario e le fotografie che raccontano la vita a Mosca, Kiev, Stalingrado e nella Georgia sono il distillato di un viaggio straordinario e un documento storico unico di un’epoca, salutato dal New York Times come ”un libro magnifico”.
 
A settant’anni dalla prima edizione in America, torna in libreria in tutta la sua bellezza questo reportage culturale sulla gente comune di uno dei paesi meno esplorati dai giornalisti e reporter mondiali. Steinbeck e Capa riescono nel loro intento di ”dare un volto al nemico” troppo spesso disumanizzato nella retorica politica. Una notevole lezione di umanità ed empatia che ci ricorda ancor oggi l’importanza di conoscere concretamente luoghi e persone per superare pregiudizi e ignoranza.
 
tradotto da Giorgio Monticelli