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per far piovere

un prezioso benefit da Atlantide:Filastrocca di Fata Gaia per far venire la pioggia

Faccio due passi e ti vengo vicino,(fare due passi in avanti)
acqua che giochi con me a nascondino.
Poi giro in tondo e sollevo una mano,(fare una giravolta e alzare una mano)
acqua che vieni da molto lontano.
Batto tre volte le mani e poi salto,(battere tre volte le mani e poi saltare)
goccia di pioggia che vieni dall’alto.
Poi come un fiore apro tutte le dita,(unire le mani a calice)
acqua bagnata che porti la vita!Mela Cecchi (da Filastrocche e canzoni della Melevisione)

 

 

dal vincitore del Premio Strega, ecco annunciato New York è una finestra senza tende, ovvero, dalle montagne ai grattacieli: in libreria dal 24 luglio, per Laterza, da Paolo Cognetti.

Ho pensato di poter prendere tutte le storie mai raccontate – tutte le trame inventate da un essere umano, tutti i personaggi e i luoghi – e di metterle insieme per formare un mondo, e ho pensato che se quel mondo avesse avuto una capitale, ecco, io c’ero finito in mezzo. Mi trovavo nella capitale dell’immaginazione.»

«La prima guglia sparata in cielo, il primo marciapiede gremito, il colore della pelle del primo incontro. Il primo odore inatteso, che per qualcuno è di oceano, o di carne arrostita, o di zucchero a velo, o di ruggine e foglie marce, anche se quello che sta marcendo è legno, cemento, ferro, mattoni, perché l’intera città sembra attaccata dalla ruggine e dalla muffa. Sono inaspettati anche i colori. Non il bagliore freddo del vetro e dell’acciaio, ma le tonalità pastello del rosso, dell’arancio, del marrone. La sorpresa di sbarcare nel Nuovo Mondo e scoprire una città vecchia: non come sono vecchie quelle europee, che sono vecchie come monumenti, ma vecchia come una fabbrica abbandonata, o una casa di famiglia, o gli edifici ferroviari che si vedono appena fuori dalle stazioni, o i luna park in disuso.» «Questo libro è frutto di diversi viaggi a New York. Il risultato è una mappa ottenuta per accumulazione di appunti – piena di buchi, libri che non ho letto, posti che non ho visitato. Del resto, se scrivere una guida sulla città più raccontata al mondo ha un senso, l’unico senso possibile è che sia incompleta, particolare e mia.»

 

Drin Drin, ecco di nuovo l’ispettore capo Morse, un classico del giallo inglese:

Colin Dexter

Le figlie di Caino

Il professor Felix McClure, anziano professore universitario in pensione viene assassinato con un’unica violentissima pugnalata. La totale assenza di indizi non è un ostacolo per il bizzarro ispettore Morse che con il suo solito metodo inizia a congetturare astratte ipotesi una dopo l’altra finché, come sempre, non riuscirà a trovare la pista giusta.

Traduzione dall’inglese di Luisa Nera
Titolo originale: The Daughters of Cain

Nella sua Oxford, l’ispettore capo Morse, con l’aiuto del sergente Lewis, viene incaricato di un caso il cui solo indizio è la totale assenza di indizi. Vittima di un assassinio commesso con un’unica violentissima pugnalata, il professor Felix McClure era un anziano, tranquillo signore, la cui esistenza era trascorsa tutta entro il cerchio rassicurante del college dove prima aveva studiato poi insegnato. La mancanza di tracce non è un ostacolo per il bizzarro, sconcertante Morse. Al contrario, lo stimola ad applicare il suo metodo favorito: congetturare astratte ipotesi, con un’intelligenza quasi provocatoria, che poi la verifica dei fatti smentirà una per una. «Quasi sempre Morse pigliava cantonate colossali e assurde all’inizio di ogni caso. Ma sembrava sempre in grado di concepire pensieri cui nessun altro era capace di arrivare». Intanto, grazie a questo l’indagine si è infiltrata in meandri che sarebbero rimasti invisibili senza quegli esercizi di immaginazione. Il vecchio suicidio incomprensibile di uno studente protetto da McClure; gli odi e i segreti familiari di un losco custode del college; gli amori mercenari del professore; la vita desolata di una insegnante generosa; un altro omicidio. Tante strade diverse da percorrere fino al loro ricongiungersi, che si inoltrano nel paesaggio della vita.
Morse è un personaggio che, romanzo dopo romanzo della serie, sembra di conoscere dal vivo, per quel suo essere contemporaneamente unico nella estrosità e umanissimo nelle fragilità (prima di tutto le occasioni tristemente perdute con le donne), per la sua ironia tagliente ma ingenua. Il suo segreto: cercare sempre di comprendere la tragicità esistenziale di cui parla ogni delitto.

Norman Colin Dexter (1930-2017), è stato docente di greco e specialista di enigmistica, tra il 1975 e il 1999 ha scritto i romanzi (tutti di prossima pubblicazione) della serie dell’ispettore Morse, diventato popolarissimo in Inghilterra grazie anche ad una fortunata serie televisiva. In questa collana L’ultima corsa per Woodstock (2010), Al momento della scomparsa la ragazza indossava (2011), Il mondo silenzioso di Nicholas Quinn (2012), Niente vacanze per l’ispettore Morse (2012), L’ispettore Morse e le morti di Jericho (2013), Il segreto della camera 3 (2014), La fanciulla è morta (2015), Il gioiello che era nostro (2016), La strada nel bosco (2016), Le figlie di Caino (2017). I primi tre romanzi sono stati pubblicati anche nella collana Galleria con il titolo I primi casi dell’ispettore Morse (2013).

nuova edizione cartonata per Nocturno, il suggestivo lavoro di Tony Sandoval per Tunuè:
 
 
La storia più tenebrosa e romantica
di tutte le opere di Tony Sandoval
 
 
Antiche leggende, heavy metal e amore
dall’autore di Mille Tempeste
 
Seck Night (“che cammina coi morti”) è un tenebroso musicista rock, la cui mente è legata allo spirito del padre, scomparso dieci anni prima. Scappato dai familiari che gli rendono la vita impossibile, si lega a Red, amico d’infanzia con cui condivide la passione per la musica, iniziando una nuova avventura. Nel frattempo vive una storia d’amore tormentata con la giovane giornalista Karen, un legame che non si spezzerà mai, tra sogni e incubi notturni. La forza di Nocturno è la potenza espressiva del grande talento di Tony Sandoval, che emerge in ogni pagina passando con disinvoltura da uno stile all’altro, da una tecnica all’altra, in funzione della narrazione. L’immaginazione straripante, le rappresentazioni oniriche, allucinate, si rifanno indirettamente al cupo e intenso immaginario lovecraftiano.
Nuova edizione per uno dei libri più belli di un singolare autore inglese, China Mieville, personaggio singolare nel panorama letterario. Libro vincitore dell’Arthur Clarke Award (ed altri) Presto diventerà una serie tv per la BBC, noi ci auguriamo che anche gli altri suoi libri vengano presto ristampati: storie che trascendono il genere fantascientifico in cui vengono collocate:
 
La città & la città, Fanucci,
tradotto da M.Nati
Immaginate due città, separate e unite allo stesso tempo, in un punto indefinito dell’Europa. Figlie della catastrofe post-sovietica. Due città sovrapposte, che condividono lo stesso spazio, ognuna con le proprie strade, i propri palazzi, i propri cittadini, la propria storia, la propria identità. Un’anomalia spazio-temporale, un capriccio tecnologico, un errore nella creazione, una scissione a un certo punto della storia? Tutto questo, o forse no. Per un cittadino dell’una il più grave reato è quello di vedere un cittadino dell’altra: sono due mondi vicinissimi, eppure incomunicabili, e la punizione per chi trasgredisce è certa e impietosa. Così tutti sono abituati fin dalla nascita a non-vedere, a sfuggire ogni forma di contatto con gli altri che pure sono lì, sotto i loro occhi e a portata di mano. Viene scoperto un delitto, in una delle due città, e le indagini portano fino all’altra città, e poi oltre, in un’altra realtà che nessuna delle due sembra conoscere, e che forse le trascende entrambe
Infaticabile e sempre bravissimo Paolo Nori. Una coloritissima traduzione di un classico, Un eroe dei nostri tempi (con magnifica copertina) di Lermontov, uno splendido albo illustrato in compagnia di Tim Kostin. Entrampi editi da Marcos Y Marcos
 
 
La scheda de UN EROE DEI NOSTRI TEMPI.
Pečorin è uno scienziato nella scienza della vita; è abilissimo a farsi amare, ma il suo cuore resta vuoto.
 
Non prova un briciolo d’amore, per la principessa che ha sedotto per capriccio, anzi peggio, per umiliare un amico; e anche la splendida selvaggia che gli ha fatto assaporare qualche brivido lo lascia presto insoddisfatto.
Persino Vera, l’unica che forse ha amato veramente, non è altro che un’ombra, per lui, il conforto di una scintilla.
La sua sete è insaziabile, vuole tutto e non gli basta mai; le sofferenze e le felicità degli altri contano solo in rapporto a lui.
Prima lo vediamo da lontano, nel racconto di un viaggiatore incontrato per caso; si avvicina quando appare al narratore durante una tappa del viaggio. Pečorin ha un aspetto insieme fragile e forte, quella bellezza strana che piace alle donne. La sua biancheria è di una pulizia accecante, ma i suoi occhi non ridono quando ride lui.
 
Arriviamo poi a sentire la sua voce, la sua inquietudine, nelle pagine dei suoi diari.
Eppure resta sempre inafferrabile: una domanda senza risposta, una malattia senza cura, una provocazione bruciante.
 
La letteratura è piena di personaggi malvagi; perché allora proprio l’immoralità di Pečorin dà tanto fastidio? ci chiede Lermontov. Forse perché è un ritratto fedele dell’uomo contemporaneo? Perché c’è in lui più verità di quanto vorremmo?
Quasi due secoli dopo, i ‘vizi’ di Pečorin sono più attuali che mai.
L’immagine di El’ Lisickij, suggerita da Paolo Nori per la copertina, pone la domanda frontale: E tu?
 
la scheda de SEI CITTA’
Lì, quando sei un bambino, che son le due del pomeriggio, che esci dal portone, dall’androne buio del condominio dove abitano i tuoi genitori, e apri il portone e entri nella luce, che è tempo – dalle due di pomeriggio fino a sera – e spazio – da via Montebello in qua, tutto il quartiere – lì, tutti i giorni la promessa è così grande che ti vien da piangere, a pensarci.
 
Sei città è un albo illustrato di Tim Kostin e Paolo Nori

Luglio

All’inizio di un luglio straordinariamente caldo, verso sera, un giovane scese per strada dallo stanzino che aveva preso in affitto in vicolo S., e lentamente, come indeciso, si diresse verso il ponte K. Delitto e Castigo, traduzione di Serena Prina.