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SAGGI STORICI:

Niall Ferguson, Il grido dei morti, Mondadori

 

Porta d’accesso al «secolo breve», guerra che avrebbe dovuto porre fine a tutte le guerre, «inutile strage »: il primo conflitto mondiale fu una tragedia che costò la vita a oltre nove milioni di persone e inferse all’Europa della Belle Époque una ferita profonda che ne trasfigurò per sempre il ruolo sul palcoscenico della storia mondiale. La Grande guerra fu lo sbocco finale della corsa agli armamenti perseguita dalle principali potenze europee (in particolare dalla Germania), il frutto avvelenato dell’imperialismo, l¿esito dell’azione di forze storiche talmente potenti e vaste che nessun politico, diplomatico o militare fu in grado di contrastarla. In breve, una sorta di fatale e ineluttabile Armageddon.

Sono queste le interpretazioni che gli storici hanno dato delle origini e delle cause della prima guerra mondiale. Ma davvero il Reich tedesco rappresentava una minaccia per l’ordine e la stabilità dell¿Europa? Davvero si trattò di un conflitto inevitabile? A queste e altre domande risponde lo storico Niall Ferguson. Muovendosi in una interdisciplinare «terra di nessuno», confrontando dati economici e finanziari, rileggendo i testi dei «poeti di guerra», gli articoli dei principali quotidiani dell’epoca, come pure i libri di memorie o i documenti diplomatici, Ferguson fa piazza pulita di tanti miti e luoghi comuni e solleva questioni cruciali che intaccano alla radice la nostra percezione e conoscenza della prima guerra mondiale: è vero che l’opinione pubblica accolse la guerra con entusiasmo, come spesso è stato scritto? E quale peso ebbe la propaganda nei paesi belligeranti? Se le condizioni di vita nelle trincee erano così spaventose, se le armi impiegate erano così micidiali, perché gli uomini continuarono a combattere e non disertarono o non si ammutinarono? Chi vinse la pace, o meglio, a chi toccò di pagare il prezzo della guerra? E soprattutto: ne valse la pena? Alla fine Il grido dei morti, nelle sue conclusioni provocatorie e sconcertanti, originali e controcorrente, ci consegna un’unica, terribile verità: la prima guerra mondiale non fu soltanto una tragedia. Fu il più grave errore della storia moderna.

 

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Christopher Clark,

I sonnambuli,

Come l’Europa arrivò alla Grande Guerra

trad. di D. Scaffei, Laterza

 

1914. Re, imperatori, ministri, ambasciatori, generali: chi aveva le leve del potere era come un sonnambulo, apparentemente vigile ma non in grado di vedere, tormentato dagli incubi ma cieco di fronte alla realtà dell’orrore che stava per portare nel mondo.

 

La mattina di domenica 28 giugno 1914, l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico, e sua moglie Sofia arrivarono in treno a Sarajevo e salirono a bordo di un’autovettura, imboccando il lungofiume Appel, per raggiungere ilmunicipio. Non apparivano affatto preoccupati per la loro sicurezza. Venivano da tre giorni di soggiorno nella cittadina di vacanze di Ilidze, dove non avevano incontrato che facce amiche. Avevano perfino avuto il tempo per un’imprevista visita al bazar di Sarajevo, dove avevano potuto muoversi senza essere disturbati nelle viuzze affollate di gente. Non sapevano che Gavrilo Princip, il giovane serbo bosniaco che li avrebbe uccisi solo tre giorni dopo, era anch’egli nel bazar, intento a seguire i loro movimenti.

Anche l’Europa si avviava inconsapevole al dramma. Non sapeva di essere fragile, frammentata, dilaniata da ideologie in lotta, dal terrorismo, dalle contese politiche. Così l’atto terroristico compiuto con sconcertante efficienza da Gavrilo Princip ai danni dell’arciduca ha un esito fatale: la liberazione della Bosnia dal dominio asburgico e l’affermazione di un nuovo e potente Stato serbo, ma anche il crollo di quattro grandi imperi, la morte di milioni di persone e la fine di un’intera civiltà.

 

Impeccabilmente documentato, sostenuto da una prosa brillante e provocatoria, questo libro è un modello esemplare di ricerca.

Max Hastings, “Sunday Times”

 

Ci sono molti libri sulla prima guerra mondiale, ma pochi illuminanti come questo. Clark indaga ogni dettaglio, ma è particolarmente acuto sulle cause balcaniche del conflitto.

“Financial Times”

 

Il libro è stato inserito dal “New York Times” tra i 10 Best Books of 2013

 

 

 

La prima guerra mondiale. Dodici punti di svolta ,

Ian F. Beckett (Autore), C. Veltri, Einaudi

 

A un secolo dall’assassinio dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando, le ripercussioni del devastante conflitto mondiale che ne segui durano ancora oggi. In questo saggio, lo storico Ian Beckett isola dodici eventi cruciali della prima guerra mondiale. Soffermandosi su episodi sia celebri sia pressoché dimenticati, l’autore racconta la storia della Grande Guerra da una prospettiva inedita, sottolineando di volta in volta il ruolo del caso come quello della strategia, episodi giganteschi come solo apparentemente poco rilevanti, la dimensione sociale come quella militare e l’evento di lungo periodo come quello che esaurisce rapidamente la sua portata storica. “La prima guerra mondiale” adotta una prospettiva globale, accompagnando il lettore dai campi belgi intenzionalmente inondati per arrestare l’avanzata tedesca alle immagini della tragica battaglia della Somme proiettate nei cinematografi inglesi, dall’idealismo della Washington di Thomas Woodrow Wilson alla catastrofica offensiva tedesca del Lys, nel 1918. La guerra è di per sé un enorme agente di trasformazione, ma Beckett ci mostra che gli sviluppi storici più significativi non si verificarono solo sui campi di battaglia o nei palazzi del potere, bensì anche nei cuori e nelle mentalità dei popoli.

 

 

DUE COLPI DI PISTOLA, DIECI MILIONI DI MORTI, LA FINE DI UN MONDO

 

STORIA ILLUSTRATA DELLA GRANDE GUERRA

Emilio Gentile    , Laterza

 

Dieci milioni di morti, tre imperi secolari annientati, rivoluzioni, guerre civili, nuovi Stati, nuovi nazionalismi, nuove guerre. E la fine del primato europeo nel mondo. Sono queste le conseguenze dei due colpi sparati a Sarajevo il 28 giugno 1914. Un mese dopo esplode la guerra europea: in quattro anni, diventa la prima guerra mondiale. Nel continente che domina il mondo, la modernità trionfante della Belle Epoque si trasforma nella modernità massacrante di una guerra totale. La prima guerra mondiale lascia un marchio tragico nella coscienza umana: venti anni dopo, una seconda guerra mondiale, con cinquanta milioni di morti, lo rende indelebile. Gli storici interrogano la grande guerra: perché scoppiò, perché tanti milioni di soldati furono massacrati e perché altri milioni continuarono a combattere per tanto tempo? Conoscere la sua storia è la condizione per trovare una risposta. Emilio Gentile racconta con parole e immagini l’evento che ha dato origine all’epoca in cui viviamo.

 

 

 

ROMANZI:
Humphrey Cobb
Orizzonti di gloria, Castelvecchi

Scritto nel 1935 e adattato per il grande schermo nel 1957 da Stanley Kubrick, Orizzonti di gloria è una storia di coraggio e sacrificio: un romanzo, scritto da un reduce e ispirato a fatti realmente accaduti.

Durante la Prima Guerra Mondiale, sul Fronte occidentale i soldati francesi ricevono l’ordine di assaltare il «Formicaio», una roccaforte tedesca; la mossa appare subito azzardata, perché diretta contro un presidio praticamente inespugnabile. Dopo il prevedibile fallimento dell’attacco, che causa ingenti perdite, viene aperta un’inchiesta con lo scopo di trovare un capro espiatorio al disastro annunciato. Così, un piccolo gruppo di uomini scelti a caso tra i ranghi inferiori viene trascinato dinanzi alla Corte Marziale con l’accusa di codardia. Il processo che ne segue è la farsa agghiacciante di una pachidermica e impietosa macchina di potere, che passa da una forma di orrore omicida a un’altra, guidata in realtà solo dagli astrusi interessi di una minoranza.

HUMPHREY COBB

(1899 – 1944) Sceneggiatore e romanziere, nato a Siena da genitori anglosassoni. Dopo aver prestato servizio nell’esercito canadese per tre anni durante la Prima Guerra Mondiale, rientra negli Stati Uniti per lavorare dapprima nel mercato azionario, poi nella marina mercantile, nell’editoria, in pubblicità, e infine per l’Office of War Information – antesignano della Cia – redigendo materiale di propaganda. Cobb è inoltre autore di None But the Brave (1938) e della sceneggiatura del film San Quintino (1937) con Humphrey Bogart.

 

 

Sangue, paura, follia. La missione suicida di un giovane tenente sul fronte dell’Isonzo. Germano Bandiera è solamente un giovane, ma sente la responsabilità delle vite degli uomini che gli hanno affidato, in quel carnaio orribile che fu la Prima Guerra Mondiale

 

Un testo recuperato di Carlo della Corte, nato a Venezia nel 1930. Giornalista e collaboratore di varie testate, giornalista televisivo, poeta, cinefilo, esperto in comics, fu anche scrittore di fantascienza, ma quel che racconta in questo libro, è la terribile realtà di quel conflitto

 

Il grande balipedio. La missione suicida di un giovane tenente durante la prima guerra mondiale

Carlo Della Corte, Endemunde

 

Un balipedio, spiega il dizionario, è un “campo sperimentale per il tiro dei cannoni e per altre esercitazioni a fuoco”. Ed è così che il fronte dell’Isonzo, martoriato da una tempesta d’armi d’ogni tipo, appare al giovane tenente Germano Bandiera: un colossale tiro a segno funestato dalla stupidità e dal cinismo degli alti comandi. Letterato benestante e sensibile, combattente contro voglia e istintivamente antieroe, Bandiera si trova a dover guidare il suo plotone di guastatori in una missione tanto inutile quanto impossibile: recuperare tre pesantissime corazze di bronzo abbandonate sul campo di battaglia. Alla cronaca di una realtà fatta di fango e sangue, paura e abbrutimento, il racconto alterna i flussi di pensiero d’un venticinquenne cui l’impronta di un’educazione alto borghese impedisce di comprendere fino in fondo la natura classista “di uno scontro fra torme di contadini spaventati.” “Il grande balipedio” non è solo un duro romanzo di guerra. È anche la metafora di una resa all’insostenibile irrazionalità d’un gioco troppo grande e infernale.

 

PROSSIMAMENTE , un graphic novel

 

Joe Sacco,

La grande guerra , Rizzoli 

 

L’acclamato autore di “Palestina” con “La Grande Guerra” regala una nuova prospettiva sul conflitto più sanguinoso della Storia recente.

 

“Unico, devastante, indelebile.” – Kirkus Reviews

 

a Grande Guerra è tra i Best Book Kirkus Reviews del 2013 nella categoria non fiction “Guerra, eserciti e strategie militari”.

 

Lanciata il 1° luglio del 1916, la Battaglia della Somme è passata alla storia come il simbolo della follia della Prima guerra mondiale: solo durante il primo giorno morirono quasi 20.000 soldati inglesi e ne rimasero feriti più di 40.000. In “La Grande Guerra”, Joe Sacco racconta gli eventi con “un’opera panoramica” dettagliata, che ritrae vividamente le imponenti posizioni di artiglieria dietro le trincee, la violenza e la disperazione delle decine di migliaia di soldati costretti alla ritirata o morti e seppelliti in massa. Stampato su carta di pregio, piegato a fisarmonica e confezionato in un elegante cofanetto, il libro è accompagnato da un fascicolo che riporta un saggio e una preziosa nota d’autore.

 

 

 

 

 

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Il grande mare. Storia del Mediterraneo, David Abulafia, Mondadori

Da sempre il Mediterraneo – il “mare fra le terre” – è stato un crocevia di popoli, culture, lingue, religioni, che ne hanno fatto il cuore pulsante del Vecchio Mondo. A segnare la storia del “grande mare”, il nome con cui era noto nella tradizione ebraica, non sono stati, secondo lo storico britannico David Abulafia, il clima, i venti o le correnti, ma gli uomini (navigatori, mercanti, missionari, condottieri, crociati, pellegrini, pirati), che, mettendo in contatto le regioni più remote di questo vasto bacino, lo hanno reso “forse il più dinamico luogo di interazione tra società diverse sulla faccia del pianeta”. Anziché richiamarsi a un’astratta e statica “identità mediterranea”, l’autore pone l’accento sul cambiamento di una regione che nel corso dei millenni ha visto sorgere e tramontare imperi e civiltà, è stata teatro di feroci battaglie per il monopolio politico e commerciale, e che infine, prima con la scoperta della rotta atlantica e poi con l’apertura del canale di Suez, ha perso sempre più importanza nelle relazioni e nei commerci internazionali, per trovare la sua nuova e insospettata vocazione nel turismo di massa e diventare, più recentemente, il complesso scenario di incessanti flussi migratori. Al centro di questa affascinante ricostruzione non ci sono soltanto gli eventi e i personaggi più importanti della storia economica, politica e militare, ma anche figure solo apparentemente di fondo…

 

L’arte del comando. Alessandro, Annibale, Cesare, Barry Strauss, Laterza

Tre generali, tre vite dedicate al combattimento, dieci chiavi per il successo. Alessandro, un astro senza paragoni; Annibale, l’eroe delle cause perdute e delle battaglie perfette; Cesare, il più grande dei comandanti del mondo antico. Tre generali prodigio in campo militare, tre giocatori d’azzardo. Affrontarono imperi: nemici con eserciti molto più grandi dei loro; nemici che avevano il comando strategico del mare; e nemici che avevano il vantaggio di giocare in casa. Eppure rischiarono tutto per la vittoria. La ragione principale del loro successo stava in ciò che li accomunava: l’ambizione, l’intuito, l’attitudine al comando, l’adattabilità, l’abilità logistica, la strategia, l’uso del terrore, l’opportunismo. Ultima, dalla loro, la buona sorte. Tutte le guerre che combatterono seguivano lo stesso schema. Tutte cominciavano con una combinazione di attacco e difesa, cui seguiva una grande vittoria in una battaglia campale. L’ultimo passo sarebbe dovuto essere quello di cogliere i frutti con un accordo di pace per il mondo del dopoguerra ma nessuno dei tre vi riuscì. Cambiano le tattiche, cambiano le armi, ma nel corso dei secoli la guerra di per sé non muta. Capire in cosa riuscirono o dove fallirono questi tre grandi, ma non perfetti comandanti può essere utile a chiunque desideri sviluppare una strategia o debba dimostrare una capacità di leadership. “L’arte del comando” è una rara combinazione di perfetta cultura classica e consigli sapienti.

 

Uomini e donne del Medioevo, Jacques LeGoff, Laterza

Protagonisti del Medioevo come sant’Agostino, Carlo Martello, Averroè, san Francesco d’Assisi e santa Chiara, Giotto, Marco Polo, Dante, Giovanna d’Arco, Cristoforo Colombo. Ma anche figure chiave dell’immaginario collettivo e popolare come re Artù, il mago Merlino, Robin Hood, Satana. Sono 112 le storie di uomini e donne del Medioevo raccontate in queste pagine lungo dieci secoli di storia, dall’affermazione del cristianesimo in Occidente fino alla scoperta del Nuovo Mondo. Storie di vita vera che smentiscono la vecchia concezione di un Medioevo immobile e oscuro e lo ridisegnano come un lungo periodo creativo e dinamico. Ma anche storie immaginarie perché in una società il fantastico e l’illusorio sono sicuramente tanto importanti quanto le condizioni reali di vita e di pensiero. Un viaggio appassionante tra storie e immagini straordinarie, al fianco del più noto medievista al mondo.

 

Nel nome del Signore. L’Europa dall’anno Mille alla fine del Medioevo, William Chester Jordan, Laterza

In queste pagine troveremo i grandi papi che hanno fatto rivivere il potere del clero contro i grandi signori secolari, gli scrittori e i pensatori che hanno aperto la strada al Rinascimento, i guerrieri che combatterono nelle crociate e le persone comuni che trovarono un nuovo orizzonte di prosperità in un’epoca fiduciosa e dinamica, fino alla lunga notte del Trecento. Parentesi luminosa fra il caos dell’anno Mille e un quattordicesimo secolo infestato dalla peste, dalle carestie e dalle guerre, gli anni che troveremo in queste pagine furono ricchi di possibilità e di speranza, di crescita e di conquiste. Dalle controversie Chiesa-Stato ai conflitti religiosi e ai movimenti riformatori, dalla crescita demografica alle straordinarie conquiste intellettuali – la letteratura in volgare, il fiorire delle grandi università inglesi, francesi e italiane, i capolavori dell’architettura gotica -, William Chester Jordan ripercorre il cammino lungo il quale, con creatività e a passo sicuro, si sviluppò quello che può ben essere definito il primo vero Rinascimento europeo.

 

Simon Winchester, Oceano, Adelphi

Per secoli l’uomo si è rifiutato di affrontare il mare grigio, rombante e tempestoso che si estendeva al di là delle Colonne d’Ercole, abitato da mostri terrificanti come le Gorgoni e i Giganti Centimani o da razze bizzarre come i Cimmeri, gli Etiopi e i Pigmei; solo i Fenici, avidi e temerari, osarono sfidare quelle acque alla ricerca di un mollusco da cui estrarre il colore più ambito dalle élite di potere dell’età classica. Oggi l’Atlantico, nella percezione di molti, non è altro che un piccolo inconveniente, che dura giusto il tempo di un paio di film proiettati durante un volo intercontinentale. Fra questi due estremi sono passati duemilacinquecento anni di esplo­razioni, guerre, commerci e disastri, attraverso i quali l’oceano ha plasmato le ambizioni e la condotta di marinai, scienziati, mercanti e soldati, venendo visto, a seconda delle circostanze e della sorte, come un alleato o un nemico, una risorsa o un pericolo. Simon Winchester racconta con sapienza e arguzia l’ultramillenaria relazione fra l’Atlantico e gli esseri umani – predatori vichinghi e monaci irlandesi, cacciatori di balene e mercanti di schiavi, posatori di cavi e pirati -, mescolando storia e aneddoto, geografia e ricordi persona­­li, scien­za e affabulazione. Il risultato è un’e­po­pea del «mare interno della civiltà oc­cidentale» maestosa, sorprendente, burrascosa, cangiante – quasi quanto l’oceano stesso.

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Tempo di vacanze e viaggi, perlomeno letterari quest’ultimi. Ecco un breve elenco di testi suggeriti, Paese per Paese

Tempo di vacanze e viaggi, perlomeno letterari quest’ultimi. Ecco un breve elenco di testi suggeriti, Paese per Paese

 EUROPA
GRECIA:Thodoros Kallifatidis, Timandra, Crocetti
SCOZIA, Peter May, L’isola dei cacciatori di uccelli, Einaudi
IRLANDA: Brendan O’Carroll, Agnes Brown mamma, Beat
PORTOGALLO: Francisco Josè Viegas, Il mare di Casablanca, La nuova frontiera
GERMANIA:Rayk Wieland, Che ne dici di baciarci, Keller
PRAGA: Ripellino, Praga magica, Einaudi
SPAGNA: Carlos Zanon, Fuori tempo massimo, E.O
INGHILTERRA: David Nicholls, Le domande di Brian, Beat
BARCELLONA: Mercè Rodoreda, Aloma, Nuova Frontiera
IBIZA: Saskia Noort, La febbre, Newton Compton
BRETAGNA: Anatole LeBraz, Magie di Bretagna, Neri Pozza
SVEZIA: Henning Mankell, Assassino senza volto, Marsilio
ISLANDA: Olafsdottir Audur Ava, Rosa candida, Einaudi
NORVEGIA : Loe Erlend, Naif Super, Feltrinelli
RUSSIA : Gina Ochsner, Il libro russo dei sogni a colori, Nottetempo
POLONIA : Olga Tokarckzuk, Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, Nottetempo
AUSTRIA : Joseph Roth, La cripta dei cappuccini, Adelphi
Ex JUGOSLAVIA: Miljenko Jergovic, Al dì di Pentecoste, Zandonai

AMERICHE
CANADA: Alexi Zentner, Il ghiaccio fra le mani, Einaudi
CILE: Hernan Rivera Letelier, L’arte della resurrezione,Mondadori
COLOMBIA, Andres Caicedo, Viva la musica, Sur
MESSICO: Juan Rulfo, Pedro Paramo, Einadui
AMERICA LATINA:Teresa Isenburg,  L’amazzonia e la foresta, Jaca Book
Gioconda Belli,Nel paese delle donne, Feltrinelli
ARGENTINA: Claudia Pineiro, Betibu’, Feltrinelli
PATAGONIA: Chris Moss, Patagonia , Odoya
USA: Fulvio Ervas, Se ti abbraccio non aver paura, Marcos
Paolo Nelly, Golden boot, Fazi
CUBA: I  gialli di Leonardo Padura Fuentes

MARI , MONTI, e altro
Andrea Cappai, Papago – barche che hanno incontrato la storia, Nutrimenti
Paolo Merlini, Arte del viaggiare lento, Ediciclo
Bjorn Larsson, La vera storia del pirata Long John Silver, Iperborea
Marco Catucci, Viaggi improbabili e dimenticati dell’Ottocento italiano, Robin
Giorgio Boatti, Sulle strade del silenzio, Laterza
Joe Simpson, Il suono del silenzio, Corbaccio
Roberto Parodi, Il cuore a due cilindri, Tea
Christian Wolmar, Sangue ferro e oro, Edt
Silvino Gonzato, Esploratori italiani, Neri pozza

ITALIA
ALTO ADIGE: Alessandro Banda, Due mondi e io vengo dall’altro, Laterza
NORD EST : Emilio Rigatti, Confini blu, Ediciclo
PIEMONTE: Laura Pariani, La valle delle donne lupo, Einaudi
LAGO DI COMO, i romanzi di Andrea Vitali
BOLOGNA: Marilù Oliva, Malasuerte, Elliot
EMILIA ROMAGNA: Cristiano Cavina, Romagna mia, Laterza
Giuliano Pasini, Venti corpi nella neve, Newton
Lorenza Ghinelli, La colpa, Newton Compton
TOSCANA: Marco Vichi, i gialli del Commissario Bordelli
ITALIA: Mark Twain, In questa Italia che non capisco, Mattioli
SALENTO:Carlo d’Amicis, La guerra dei cafoni, Minimumfax
GENOVA: Maurizio Maggiani, La regina disadorna, Feltrinelli
SICILIA: Simonetta Agnello Hornby, La mennulara, Feltrinelli
SARDEGNA: Marcello Fois, Stirpe, Einaudi

AFRICA
AFRICA CENTRALE:  Luis Devin, La foresta ti ha, Castelvecchi
KENYA, Nicholas Drayson, Guida agli uccelli dell’Africa Orientale, Piemme
EGITTO: Nagib Mahfuz, Settimo cielo, Pironti
NIGERIA:  Lola Shoneyin, Prudenti come serpenti, 66Tha2nd
MAROCCO: Tito Topin, Fotofinish, E.O
SUD AFRICA, Doris Lessing, Un matrimonio per bene, Feltrinelli

ASIA E OCEANIA
AUSTRALIA, Peter Temple, Verità, Bompiani
TURCHIA: Shafak Elik, La casa dei quattro venti, Rizzoli
INDONESIA: Stefan Zweig, Amok,Adelphi
INDIA: Jeet Thayil, Narcopolis, Neri Pozza
Aravind Adiga, L’ultimo uomo della torre, Einaudi
GIAPPONE: Natsume Soseki, E poi, Neri Pozza
CINA: Qiu Xiaolong, La ragazza che danzava per Mao, Marsilio
TIBET: Alexandra David Neel, Nel paese dei briganti gentiluomini, Voland
TURCHIA: Peter Clark, Istanbul – ritratto di una città, Odoya
ORIENTE: Hakim Bey, Il giardino dei cannibali – I viaggi filosofici di un Sufi Beat, Shake

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Marco Catucci, Viaggi improbabili e dimenticati dell’Ottocento italiano, Robin

 

Mai più stampati dalla prima metà dell’Ottocento, i viaggi nell’Italia della Restaurazione raccolti in questo volume sono opere assai diverse nella declinazione del loro stile, ma unite dalla fedeltà a una comune matrice settecentesca, tre frutti non indegni di quello stesso humour che ebbe come insuperati modelli il Candide di Voltaire e il Sentimental Journey di Sterne. Viaggi improbabili e dimenticati quelli narrati da Contarini, Montani e Borsini, ma al contempo testimonianze rare e autentiche, nell’Italia del primo Ottocento, della sopravvivenza tenace, stentata e oscura, stretta tra classicismo e romanticismo, di un attardato e minoritario côté illuministico.
Due dei tre autori presentati in questo libro, il senese Lorenzo Borsini e il veneziano Francesco Contarini, sono affatto sconosciuti alla maggior parte dei repertori biografici italiani. Del terzo autore, il cremonese Giuseppe Montani, noto e apprezzato redattore dell’ Antologia di Firenze, è invece l’opera che qui si ristampa, apparsa anonima nel 1824, a costituire una vera agnizione letteraria, non risultando registrata sotto il suo nome in nessuna bibliografia.

 

Giorgio Boatti, Sulle strade del silenzio, Laterza

 

Davanti a me la scritta ‘Silenzio’. Campeggia cubitale sul bianco della parete. Silenzio? E silenzio sia.

Da Montecassino a Bose, da Camaldoli a Subiaco, dall’abbazia di Noci, nella Murgia pugliese, ai contrafforti di Serra San Bruno in Calabria, da Praglia sino alla badia del Goleto, sui crinali dell’Irpinia orientale. «Hai trovato il monastero giusto?»: la domanda che qualcuno di tanto in tanto mi pone mette in guardia dai fraintendimenti che il mio vagare per eremi e cenobi potrebbe suscitare. No, non sto cercando il monastero giusto. Vado per questa strada perché ho il sospetto che le luci nascoste che giungono da questi luoghi siano ancora capaci di offrire qualche solido orientamento. Perfino nella densa penombra calata sui giorni italiani. Busso a queste porte perché ho l’impressione che qui si impari davvero che si può cambiare il mondo, ma – impresa piuttosto complicata – a patto di cominciare a cambiare se stessi, partendo dalle cose più semplici e concrete. Ad esempio, cercando di stare nel mondo prendendone nel frattempo la giusta distanza. Governando in modo diverso faccende quotidiane e basilari come il dormire e il mangiare, il desiderare e il bisogno di riconoscimenti, il silenzio con se stessi e l’incontro con gli altri. Sembrano bazzecole, ma quelli che vi si sono cimentati seriamente dicono che la sfida sia di vertiginosa difficoltà. E, soprattutto, pare duri tutta una vita.

 

Joe Simpson, Il suono del silenzio, Corbaccio

 

Quando la mano di lei sfuggì alla sua presa, Patrick capì che niente sarebbe stato più come prima. Intrappolato in parete durante una bufera di neve, era stato costretto a combattere per la sua vita, ma aveva perso il suo amore. Da allora vive in un rifugio, cerca quella solitudine che gli consente di non distaccarsi dai suoi ricordi. Occasionalmente aiuta le guide del luogo, ma rifugge da ogni rapporto umano. Fino a quando non gli capita di ospitare una giovane alpinista in difficoltà: una bufera le impedisce di tentare la cima o di scendere a valle e i giorni di convivenza forzata incrinano quella corazza di ghiaccio che Patrick ha costruito intorno al proprio cuore. E insieme al dolore che riemerge prepotentemente, si fa strada piano piano anche un sentimento diverso, ma solo quando la montagna svelerà infine, in modo del tutto inatteso, il segreto che lo ha oppresso per anni, Patrick potrà ricominciare a sognare l’amore e la felicità.

 

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 important

con le Olimpiadi in arrivo, non potevamo proporre ai lettori uno speciale LONDRA NEI LIBRI!

Brick Lane, Monica Ali,Saggiatore

Costretta a emigrare in Inghilterra per sposare un uomo con il doppio dei suoi anni, Nazneen, nata nel fango di un villaggio in Bangladesh, passa le sue giornate rinchiusa in un piccolo appartamento di Brick Lane, nel cuore delI’East End londinese, insieme a un marito che insegue progetti destinati a non realizzarsi mai. Fino a quando nella sua vita fa irruzione Karim, giovane e affascinante attivista impegnato nella difesa delle comunità musulmane e che rappresenta tutto ciò che il marito non è mai stato. Da quel momento niente per Nazneen sarà più lo stesso.

 

Absolute beginners, Macinness Colin, Fazi

Scritto nel 1959, il romanzo ricostruisce i fermenti e le dinamiche all’origine di quel fenomeno che sarebbe stato battezzato come ribellione giovanile. Tra Soho e Notting Hill, tra i fumosi jazz club, bar di quart’ordine e bizzarri personaggi della “working class” che lottano per rimanere a galla nei bassifondi della metropoli, il giovane fotografo Colin è alfiere nel mutamento dello stile di vita per tanti “principianti assoluti”, in una nuova era fatta di status symbol e di scontri razziali per le strade. Con una prosa schietta e affilata, il romanzo celebra la Londra avviata a diventare “swinging” negli anni Sessanta, attestandosi come un classico della cultura mod, il manifesto di chi vive per “l’anima e lo stile”.

 

Casa desolata, Charles Dickens, Einaudi

Il romanzo è una satira della costosa e rovinosa procedura dell’antica corte della Cancelleria, illustrata dal caso di eredità Jarndyce & Jarndyce, che viene interamente assorbita dalle spese legali, provocando la rovina e la morte d’un giovanotto inconcludente, Richard Carstone che, con la cugina con cui si era segretamente sposato, mirava a mettere le mani su quella eredità. Il libro è pieno di scene truci come un romanzo nero, dove, tra i vicoli bui e maleodoranti, si muovono figure sospette e anche le cose assumono un’aria sinistra. Con un saggio di Vladimir Nabokov.

Casa Dalloway, Virginia Woolf, varie edizioni

Romanzo tra i più intensi e riusciti della grande scrittrice inglese, “Mrs Dalloway” inaugura un originale modo di narrare e costituisce la prima opera in cui Virginia Woolf attinge alla propria esperienza femminile. Vi si racconta la giornata di Clarissa Dalloway, cinquantenne, esponente dell’alta borghesia londinese, impegnata a organizzare per la serata un sontuoso ricevimento nella propria casa. La protagonista esce per comprare dei fiori e nel suo itinerario scopre o intravede le esistenze di tanti sconosciuti, tra i quali lo sfortunato Septimus Warren Smith. La serata si svolge con pieno successo, anche se nel corso del ricevimento si apprende del suicidio di Septimus. L’incrociarsi di destini paralleli, ritmato dai rintocchi del Big Ben, conferisce alla narrazione un andamento musicale; nota dopo nota, frase dopo frase, il contrappunto drammatico dalla storia di Septimus spinge Mrs Dalloway, proprio grazie alla consapevolezza della fugacità e dell’”incompletezza” della nostra esistenza, a trasformare la certezza della fine in esaltazione della vita.

 

 

Il petalo cremisi e il bianco, Michael Faber, Einaudi

Londra 1875. Dall’esile candela della sua stanza nel bordello della terribile mrs Castaway Sugar una prostituta di diciannove anni la piu’ desiderata in citta cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l’anima al fango delle strade. dai vicoli luridi e malfamati. Michel Fber ci guida seguendo la scalata di sugar fino allo splendore delle classi alte della societa’ vittoriana dove violiamo l’intimita’ di personaggi terribili e fragili comunque indimenticabili. Cme Rackam il giovane erede di una grande fortuna che diverra’ l’amante di sugar e sua moglie l’angelica e infelice agnes.

 

London, Edward Rutherford, Mondadori

Protagonista silenzioso e affascinante di questo libro è il Tamigi, che scorre da secoli nel cuore di Londra. Dai tempi della conquista romana ad oggi, sulle sue rive si animano e si intrecciano le vicende di personaggi indimenticabili, da Julius, il giovane falsario di monete romane, a Dame Barnikel, proprietario della taverna frequentata da Chaucer, a Edmund Meredith e al gruppo di attori del Globe Theatre di Shakespeare, alla piccola Lucy che sembra uscire da un romanzo di Dickens. Attraverso i loro occhi vediamo crescere la città, vediamo sorgere uno dopo l’altro i monumenti che ancora oggi la caratterizzano, e siamo messi a confronto con i personaggi che hanno fatto la sua grandezza, con gli eventi che hanno segnato il suo destino.

 

 

London Boulevard, Ken Bruen, Walter Casini Editore

dopo aver scontato una condanna per aggressione Mitchell e’ di nuovo a piede libero ma il suo passato tenebroso e violento sembra proprio non volerlo abbandonare. l’unico impiego che gli viene offerto – riscuotere debiti a nome di un usuraio – lo costringe a fare di nuovo i conti con il suo lato oscuro e spietato. ma la svolta e’ dietro l’angolo: una ricca attrice lo ingaggia come guardia del corpo tuttofare e incontra finalmente la donna della sua vita la bella Aisling. tutto sembra andare per il meglio e mitchell crede di poter finalmente diventare una persona migliore… ma l’imprevisto e’ in agguato e in un crescendo di colpi di scena la sua vendetta si scatenera’ terribile e implacabile sullo sfondo di una londra sempre piu’ cupa e inquietante.

 

un romanzo “fantastico”: 

La mappa del tempo, Palma Felix J, Lit edizioni

Londra 1896. il giovane e ricco Andrew Harrington e’ inconsolabile per la perdita dell’amata Marie,a prostituta uccisa anni prima da Jack lo squartatore. a un passo dal suicidio pero’ decide di tentare un’ultima disperata mossa: tornare nel passato per cambiare il corso degli eventi e salvare la donna. in un’epoca di scoperte e invenzioni questo sembra infatti possibile tanto che una nuova compagnia la viaggi temporali murray dichiara di aver realizzato una macchina del tempo gia’ immaginata un anno prima da h.g. wells nel suo celebre romanzo. ma i viaggi nel tempo hanno effetti imprevisti: lo scrittore stesso e’ minacciato da un ciarlatano arrivato dal futuro,Marcus Rhys che tenta di rubargli il manoscritto della sua ultima opera. rhys e’ a sua volta inseguito dall’ispettore garrett che lo ritiene responsabile di una serie di crimini compiuti con armi misteriose. a servirsi del prodigioso apparecchio c’e’ anche l’eccentrica Claire Haggerty che per scappare dalla rigida morale vittoriana si sposta nell’anno 2000 dove incontra finalmente l’uomo della sua vita. per tutti e’ solo una questione di tempo: sfuggirgli trasformarlo modificarlo potrebbe offrire loro l’unica possibilita’ di cambiare il proprio destino

 

Un fantasy:

I fiumi di Londra, Ben Aaronovitch, Fanucci

peter grant un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato metropolitan police service di londra ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d’ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega leslie may. nel corso di un’inchiesta su un caso di omicidio peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo estremamente loquace ma decisamente morto e a richiamare su di se’ l’attenzione dell’enigmatico ispettore thomas nightingale l’ultimo mago d’inghilterra capo di un’unita’ segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. peter possiede poteri magici e deve mettere le proprie straordinarie abilita’ al servizio del bene comune. aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi negoziando tregue tra le divinita’ del tamigi dissotterrando tombe a covent garden grant cerchera’ di governare lo spirito di ribellione della citta’ e riportare forse l’ordine nel caos che domina londra. un urban fantasy divertente ed estremamente realistico. una lettura per chiunque abbia sempre colto qualcosa di inesplicabile o strano per le vie di londra… cioe’ per chiunque vi sia mai stato davvero.

 

Saggi:

 

Londra – viaggio in una città che non si ferma mai, Roberto Bertinetti, Einaudi

In questo viaggio nella Londra contemporanea si parla delle strade dello shopping e dei loro inventori, si esplorano i quartieri centrali e periferici narrando le storie di chi li abita, si entra nei grandi musei e negli studi degli artisti di maggior fama, si fa luce sul significato delle regole di comportamento rispettate nei pub e nei club, si chiariscono i motivi alla base del successo di un’industria musicale che da mezzo secolo non smette di scoprire e promuovere nuovi talenti. Accanto alla scintillante Londra postmoderna c’è poi quella tradizionale, i cui segreti vengono riassunti facendo tappa di fronte ai palazzi di proprietà della famiglia reale, alla residenza del primo ministro oppure passeggiando nelle vie della City. Non mancano, poi, una visita agli immensi parchi, la descrizione degli impianti sportivi, una sosta nelle redazioni dei quotidiani e uno sguardo ai nuovi luoghi dell’erotismo.

 

Londra Babilonia, Enrico Franceschini, Laterza

“II mio giornalaio è pakistano, il mio lavasecco è persiano, il mio medico di famiglia è italiano, il dentista è brasiliano, il veterinario è spagnolo, l’imbianchino è polacco, l’elettricista serbo, il fruttivendolo indiano, il meccanico dell’auto è bulgaro, la domestica lettone, il portinaio sudafricano, il parcheggiatore libanese, il custode della scuola di mio figlio è israeliano, l’impiegata della banca che mi sorride sempre è del Bangladesh, il barista che mi fa il cappuccino è ungherese, il mio barbiere è una francese, il commesso del noleggio di dvd è turco, il tecnico del computer è russo e il mio tassista di fiducia è dello Sri Lanka. Mi fermo, ma potrei continuare per un pezzo: vivo a Londra da oltre sette anni e a volte mi domando dove sono gli inglesi. 8 milioni di abitanti, 3 milioni di stranieri, 130 mila italiani, 300 lingue, 183 sinagoghe, 130 moschee, 13.000 ristoranti, 6.000 pub, 600 cinema, 400 teatri, 300 nightclub, 150 casinò, 18 mila taxi, 275 stazioni del metrò, 649 linee di autobus, 8 stazioni ferroviarie, 5 aeroporti, 5 squadre di calcio della Premier League, tutte le religioni della terra, 1 regina, svariati principi, tanti soldi”: un racconto brillante e divertente per conoscere tutto il resto che c’è nella capitale britannica, quello che i turisti non vedono, e capire come sia possibile che una varia umanità conviva con 10mila volpi sparse in tutta la città.

 

 

London Orbital. A piedi attorno alla metropoli, Iain Sinclarir, Il saggiatore

Considerata da molti il confine di Londra, definita da alcuni uno dei “sette orrori della Gran Bretagna”, l’M25 è una circonvallazione a dieci corsie che si estende per 150 chilometri intorno alla città. Una “terra di nessuno, situata dove Londra finisce e inizia qualcosa di diverso, che non era mai stato descritto prima”. Un territorio inesplorato che per Iain Sinclair si trasforma in una sfida da affrontare in modo molto particolare: a piedi. Con il pittore Renchi Bicknell, il regista Chris Petit, il giornalista Kevin Jackson, il fotografo Marc Atkins e lo scrittore Bill Drummond, il pellegrinaggio si snoda in 12 tappe attraverso le periferie e le campagne inglesi, senza mai abbandonare le impronte acustiche del traffico. Al volume è allegato un DVD del film “London Orbital” girato da Iain Sinclair e Chris Petit.

 

Londra chiama – Otto scrittori raccontano la loro metropoli, Valentina Agostini, Il saggiatore

Londra chiama: otto scrittori rispondono. La Londra multietnica e multiculturale, la città-mondo, è anche la metropoli che ha conosciuto nel 2005 il terrorismo islamico, e che dopo il «seven-seven» è diventata il luogo più sorvegliato della Terra. Spettatrice della fine del blairismo e delle certezze di un modello culturale progressista, è anche la città dove le intelligenze sono capaci di mobilitarsi contro le degenerazioni delle leggi antiterrorismo. Londra, che ha visto la City in ginocchio dopo la crisi finanziaria, assiste alla rivoluzione urbana che la porterà all’appuntamento con le Olimpiadi del 2012. Ma, oggi come sempre, Londra in piena mutazione batte il tempo. E i suoi autori più intensi ne seguono il ritmo. Attraverso le interviste di Valentina Agostinis, otto scrittori, londinesi di fatto, dimostrano che si può far letteratura senza mai perdere di vista l’orizzonte sociale della propria metropoli, l’ingrediente speciale che rende uniche le loro opere. Nelle pagine di Londra chiama prendono forma i Peter Pan della middle class progressista di Nick Hornby, i tortuosi percorsi metropolitani del «quasi inglese» Hanif Kureishi, la Brick Lane di Monica Ali, le esplorazioni «psicogeografiche» di Iain Sinclair e di Will Self, i british-asian di seconda e terza generazione di Gautam Malkani, le minacce della globalizzazione finanziaria di Hari Kunzru. E i plumbei paesaggi suburbani di James G. Ballard.

 

 

 

 

LE GUIDE ROCK – LONDRA , Arcana

GUIDE TURISTICHE ILLUSTRATE

Trasgressiva e tradizionalista, intrisa di miti e di storia, epicentro del mondo e laboratorio delle tendenze, Londra continua a tenere saldo lo scettro di capitale del rock. Negli anni Sessanta, dopo essere stata scossa dai ritmi del blues, suonato nelle cantine, la città viene travolta dal rock’n’roll ed è amore a prima vista. È nella Swinging London che si formano le leggende della musica e le correnti che sconvolgono il mondo, dagli Who a Jimi Hendrix, dai Beatles ai Rolling Stones, dagli Yardbirds ai Pink Floyd, fino al genio di David Bowie e all’esplosione del movimento punk che di lì a poco avrebbe preso piede, travolgendo tutto e tutti con l’irruenza di un maremoto. Una guida di viaggio nel passato e nel presente che conduce il lettore alla scoperta dei luoghi storici dove le più grandi rockstar del pianeta si sono sbronzate o uccise, hanno amato, vissuto, registrato, suonato; al tempo stesso, un libro per orientarsi in tutto quello che oggi Londra può offrire in ambito musicale, da Islington e Shoreditch a Soho e Camden Town: negozi di dischi e di abbigliamento alternativo o vintage, locali e club dove perdersi e sentirsi al centro del mondo, ma anche hotel, ristoranti e musei. Tutto ciò che serve per scoprire Londra a tempo di rock

 

 

 

Oro argento e birra – Le olimpiadi di Londra, Antonio Caprarica, Sperling Kupfer

Per ben tre volte – da quando nel 1896 si svolsero le prime olimpiadi dell’eta’ moderna – londra e’ stata scelta come sede dei giochi. e non a caso sostiene l’anglofilo autore di questo libro. infatti se si scorre un elenco delle discipline piu’ popolari e praticate al mondo si scoprira per la maggior parte di esse una inconfutabile genealogia inglese: baseball e calcio tennis e ippica nascono nell’isola; hockey boxe e polo devono le loro regole ai sudditi di sua maesta. per non parlare dello spirito che contraddistingue la piu’ pura condotta agonistica e che in tutto il mondo si definisce con una tipica espressione anglosassone: fair play. raccontare le edizioni londinesi dei giochi olimpici diventa cosi’ l’occasione per indagare la storia e le curiosita’ di questa passione nazionale e per rivivere le emozioni di sfide epocali: il dramma di dorando pietri il garzone emiliano che nel 1908 entro’ nella leggenda perdendo di un soffio la maratona ma commuovendo fino alle lacrime la regina alessandra; la gara di tiro alla fune che nello stesso anno provoco’ quasi una guerra fra inglesi e statunitensi; l’incredibile rimonta dell’olandese fanny blankers-koen che nel 1948 dopo aver vinto tre medaglie d’oro rischio’ di perdere la finale della staffetta attardandosi a fare shopping! le storie dei trionfi delle cadute e delle epiche prodezze dei campioni di un tempo si susseguono con il ritmo scattante di una corsa per il podio e arrivano fino alla cronaca dei preparativi…

 

Per ragazzi:

Kay Lamprell, Londra vietato ai genitori, EDt

sai che c’e’ chi si guadagna da vivere calandosi lungo una corda per pulire il quadrante di un orologio? com’e’ possibile che chi viene decapitato sia fortunato? che cosa significa this is my trouble and strife? in questo volume notizie avvincenti e curiose sulla gente i luoghi la storia e la cultura di una delle citta’ piu’ entusiasmanti del mondo londra! eta’ di lettura: da 9 anni

 

Viaggio a Londra, Touring Club

Guide Teens

un modo mai visto di girare il mondo e le citta di assaggiare il cibo di entrare in famiglia di parlare con la gente di sentirsi a casa anche lontano da casa. una guida che racconta in 7 itinerari – uno al giorno – tutti i luoghi culturali ma non perde di vista i fatti curiosi lo shopping la tavola a piccoli prezzi la musica i posti di ritrovo gli eventi il cinema il divertimento gli stili di vita. per chi fa il primo viaggio in gruppo o da solo per chi studia all’estero per chi va ospite da amici per chi fa turismo con la scuola. per tutti i viaggiatori che hanno meno di 20 anni e per tutti quelli che sono teens dentro.

 

 

 

 

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L’Italia e l’ascesa di Gheddafi, Arturo Varvelli, Baldini Castoldi & Dalai
«Riguardo all’espulsione della comunità in Libia, alcune responsabilità italiane furono evidenti. Moro si affidò all’intermediazione di Nasser rendendosi conto solo tardivamente dei contraddittori interessi tra Italia ed Egitto circa il mantenimento della presenza in Libia della collettività italiana e del doppio gioco egiziano, e ritardò i preparativi di un incontro chiarificatore a causa delle beghe di politica interna. Con ancora maggior gravità i diplomatici italiani non compresero prontamente che Gheddafi, per rafforzare il proprio potere all’interno del Paese, avrebbe potuto compromettere le relazioni con l’Italia e sottovalutarono i reali pericoli. (…) Solo più tardi l’Italia comprese la profondità del rancore e della voglia di riscatto di Gheddafi e di buona parte della popolazione libica.»

A soli 11 mesi dal golpe da lui capeggiato, il 21 luglio 1970 Muammar Gheddafi emanava una durissima legge contro gli italiani in Libia: confisca di tutti i beni ed espulsione dell’intera comunità residente. Gheddafi, allora uno sconosciuto colonnello ventisettenne, diveniva improvvisamente il liberatore dalla presenza coloniale italiana acquistando fama in patria e all’estero. La diplomazia e il governo italiano furono decisamente spiazzati: la richiesta mediazione di Nasser si rivelò un bluff perché non si compresero il doppio gioco e gli interessi egiziani; inoltre, seppur noto, fu sottovalutato il reale pericolo del nazionalismo libico. Oggi, per la prima volta, la consultazione della documentazione inedita degli archivi del ministero degli Esteri, integrata con le carte degli archivi inglesi e americani, ha permesso ad Arturo Varvelli di ricostruire minuziosamente quegli anni cruciali. E di raccontarci come Moro seppe riallacciare i rapporti con Tripoli, scartando le misure di ritorsione, sventando anche un golpe contro Gheddafi e puntando a compensazioni indirette in campo economico. Fu uno scambio conveniente per entrambi i Paesi, che coinvolse le grandi opere, il petrolio e le armi, e che assicurò all’Italia un approvvigionamento petrolifero preferenziale in cambio di know-how tecnico-scientifico essenziale allo sviluppo della Libia. La collaborazione italo-libica si muoveva però in uno scenario intricatissimo in cui l’Italia doveva mediare tra la politica mediorientale degli Stati Uniti, che con la crisi petrolifera del 1973 si mutò in dura opposizione ai Paesi produttori di petrolio, e le esigenze energetiche nazionali. Ecco perché la conclusione dell’accordo di cooperazione con la Libia del febbraio 1974 acquisì una rilevanza politica, il cui obiettivo era collocarsi come Paese «cerniera» fra l’Alleanza atlantica e il mondo arabo, salvaguardando gli interessi economici italiani in Medio Oriente e assicurandosi sul piano interno il consenso del Partito comunista. L’intesa del 1974 è rimasta un caposaldo della politica mediterranea italiana fino ai nostri giorni, malgrado una lunga situazione di contrasto tra il regime di Gheddafi e la maggior parte delle potenze occidentali. La storia si ripete, dopo il trattato d’amicizia tra Roma e Tripoli del 30 agosto 2008. Oggi come allora, Gheddafi è un partner indispensabile. La perfetta complementarietà tra le due economie sembra suggerire e rivelare che, in fondo, gli interessi comuni sono ancora gli stessi.

Arturo Varvelli è nato a Torino nel 1976. Si occupa di politica e storia internazionali. Ha conseguito un dottorato in Storia internazionale presso l’Università Statale di Milano. All’attività di ricerca presso l’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) di Milano affianca quella giornalistica collaborando con diverse testate nazionali.

Non desiderare la terra d’altri. La colonizzazione italiana in Libia, Federico Cresti,Carocci
Negli ultimi anni i rapporti che legano l’Italia alla Libia sono stati spesso al centro di dibattiti e polemiche. Questo libro – che esce a cento anni di distanza dallo scoppio della guerra italo-turca (1911), primo atto del sogno nazionalista italiano di ottenere “un posto al sole”, e a sessanta dalla dichiarazione di indipendenza del paese nordafricano (1951) – rappresenta dunque l’occasione per ripercorrere un capitolo fondamentale dei rapporti fra i due paesi: la drammatica vicenda della conquista coloniale della Cirenaica, destinata dal governo fascista a essere popolata da agricoltori italiani.

A un passo dalla forca, Angelo Del Boca, Baldini Castoldi & Dalai
La conquista italiana della «quarta sponda» è costata alle popolazioni della Libia, nell’arco di vent’anni, centomila morti. Un numero enorme di vittime, se si pensa che il Paese contava, al momento dell’invasione, appena ottocentomila abitanti. Sinora si conosceva il dramma del popolo libico essenzialmente da libri redatti in base a documenti di fonte italiana ed europea, a volte incompleti e spesso poco imparziali. Nel 2006 Angelo Del Boca, il maggior storico del colonialismo italiano, ha avuto la straordinaria opportunità di poter consultare un documento di cui si ignorava l’esistenza: le memorie di Mohamed Fekini, capo della tribù dei Rogebàn, uno dei più irriducibili oppositori della dominazione italiana. Seguendo il filo degli avvenimenti narrati con grande precisione e lucidità da Fekini, Angelo Del Boca ha potuto così offrirci una ricostruzione, finalmente completa e attendibile, del periodo che va dal 1911, anno dello sbarco degli italiani a Tripoli, al 1930, quando Fekini, incalzato dalle bombe di Graziani, fu costretto a rifugiarsi con la sua gente in Algeria.
Il libro oltre a fornire una visione del tutto nuova e capace di rendere giustizia alla cultura e al patriottismo libici, ha anche il merito di dare risalto a pagine tragiche, colpevolmente rimosse dalla nostra storia nazionale.

Gheddafi. Una sfida dal deserto, Angelo del Boca, Laterza
“Sono il leader dei leader arabi, il re dei re dell’Africa e l’imam dei musulmani”: Muammar al-Gheddafi, da quarantuno anni alla guida della Libia, è vivo, lucido, nel pieno delle sue energie, deciso a mantenere il potere con ogni mezzo. È anche fresco di recenti successi. È stato cancellato dalla blacklist americana dei “paesi canaglia” e reintegrato a pieno titolo nella comunità internazionale. Resta l’ultimo suo grande sogno di costruire un’Africa unita, che stenta però a decollare. Angelo Del Boca, il più noto storico del colonialismo italiano, accoglie la sfida di una biografia in fieri e racconta le molte facce del leader libico: lo statista, l’agitatore, il politico e insieme il funambolico beduino, l’arguto narratore del deserto.

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Massimo Montanari,
Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo,
Laterza

La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono meglio.

Perché il pane è un simbolo di civiltà? Cosa può insegnarci la pasta sul rapporto tra forma e sostanza? Che cosa significa dividere le carni, e non poter dividere la minestra? Ricercare la ricetta perfetta è ideologicamente corretto? Le ricette di cucina hanno qualcosa in comune con le ricette del medico? Perché al barbecue cucinano sempre i maschi? I piccoli gesti della vita quotidiana hanno un senso quasi mai banale. Aiutano a riflettere su quello che accade ogni giorno intorno a noi, sul nostro rapporto col mondo, con gli altri, con noi stessi. «Un’idea a cui sono particolarmente affezionato», scrive Montanari, «è che le pratiche di cucina non solo costituiscono un decisivo tassello del patrimonio culturale di una società, ma in molti casi rivelano meccanismi fondamentali del nostro agire materiale e intellettuale. La cucina può così essere assunta come metafora della vita — a meno che non ammettiamo che la vita stessa sia metafora della cucina».

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Le armi, i cavalli, l’oro. Giovanni Acuto e i condottieri nell’Italia del Trecento,
Balestracci Duccio,
Laterza

ottobre 2009

Tra biografia e racconto d’armi, le vite di John Hawkwood, soldato inglese ribattezzato Giovanni Acuto, e dei condottieri al soldo. Attraverso la vita eccezionale di colui che è stato il più grande, stimato e temuto condottiero al soldo dei fiorentini, l’autore descrive le esistenze dei cavalieri e guerrieri mercenari, l’apprendistato delle armi, la struttura delle compagnie, il rapporto con la gente e i committenti, il denaro, gli strumenti del mestiere e la trasformazione delle compagnie di ventura in eserciti regolari.

I quattordici mesi. La mia Resistenza,

Biagi Enzo; Mazzetti Loris,
Rizzoli

settembre 2009
Il giovane Enzo era fresco di matrimonio quando si rifugiò sulle montagne per aderire alla Resistenza nelle brigate di Giustizia e Libertà. Giudicato troppo gracile per combattere, il suo comandante pensò che il partigiano Biagi avrebbe servito meglio la lotta antifascista facendo il suo mestiere: così gli venne affidata la stesura del giornale “Patrioti”, del quale era in pratica l’unico redattore. Uscirono solo quattro numeri, poiché la tipografia fu distrutta dai tedeschi, eppure Biagi avrebbe sempre considerato quei mesi da partigiano come i più importanti della sua vita. Progetto sempre cullato e mai ultimato, “La mia Resistenza” è un libro che raccoglie memorie e brani d’epoca oggi introvabili

Le ragioni di un decennio. 1969-1979. Da Piazza Fontana alla sconfitta dei movimenti,
De Luna Giovanni,
Feltrinelli

settembre 2009

“Anni di piombo.” Con questa espressione un po’ spettrale si è creduto – e tuttora spesso si crede – di poter riassumere un intero decennio della nostra storia, quello che va dalla strage di Piazza Fontana del dicembre 1969 al “riflusso” degli anni ottanta. Eppure sotto quella coltre di piombo restano ancora seppellite le tracce e le storie di troppi protagonisti, in primo luogo le vittime innocenti ma non inconsapevoli di una violenza che le ha travolte insieme ai movimenti e alle idee alle quali avevano deciso di dedicare la propria vita. È un passato che in Italia non riesce ancora a passare, ma su cui non si riesce a costruire una memoria pubblica condivisa. Le “ragioni” degli anni settanta vengono ora esplorate da Giovanni De Luna in questa ricostruzione. Non si tratta di difendere il decennio dai suoi detrattori. Piuttosto, il tentativo è quello di smontarlo, di sottrarlo a immagini troppo univoche.

Il messaggio dei costruttori di cattedrali,
Jacq Christian,
L’Età dell’Acquario

ottobre 2009

Chi furono i “costruttori delle cattedrali”? Abili capomastri, eccellenti artigiani o anche, e forse soprattutto, depositali di una sapienza antica, che affonda le proprie radici nella notte dei tempi? Se si studiano senza pregiudizi i grandi edifici di cui furono gli autori spesso anonimi, non si posso nutrire dei dubbi. La capacità progettuale, la competenza tecnica, il talento artistico si intrecciano con una conoscenza profonda della Tradizione, delle forme e dei rapporti numerici in cui si manifesta, dei simboli che da tempi immemorabili la esprimono.

Pericle. L’inventore della democrazia,
Mossé Claude,
Laterza,
ottobre 2009

“Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza.” Sono pochi gli uomini che hanno dato il proprio nome a un momento della Storia. Pericle, gigantesca figura consegnata da Plutarco ai posteri come inventore della democrazia ateniese il modello di governo che avrebbe plasmato il mondo occidentale -, è tra questi. Per comprendere come e perché gli siano stati attribuiti un ruolo e un’importanza tanto fuori dall’ordinario, Claude Mossé ricostruisce vita e battaglie di Pericle, ritraendole nel quadro complesso di una giovane città emergente nel momento in cui stava rapidamente raggiungendo l’apice del proprio splendore e della propria potenza.

La memoria e la violenza,
Pahor Boris; Orlic Mila,
Rizzoli

ottobre 2009

Quand’era bambino, all’improvviso a Trieste divenne proibito parlare sloveno. All’epoca, Pahor poteva opporre soltanto la forza del suo disperato stupore. Solo anni dopo ha capito l’impatto lacerante del fascismo e il suo tentativo di privare un popolo della propria identità. Attraverso i ricordi diretti (l’incendio della Casa di cultura slovena, le bocciature perché non sapeva l’italiano, gli attentati ai capi della comunità), il grande scrittore triestino ricorda ai troppi che vogliono dimenticare che il fascismo non fu tollerante, ma incarnò un male duro e oppressivo, non dissimile dal nazismo. E spiega per quale motivo fu tra i primi a denunciare le vittime politiche delle foibe istriane: perché ha compreso, sulla propria pelle, che sotto la bandiera nazionale i regimi totalitari assumono solo il colore dell’odio e della violenza.

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Dell’esistenza della crisi ce ne eravamo accorti tutti, e più che ascoltare commenti genere “Il 2009 sarà peggio del 2008″, pensiamo che suggerire qualche testo per esplorarne la natura sia meglio: ecco così  una selezione di testi a tema.

Massimo Gaggi, La valanga, Laterza,

Dalla crisi americana alla recessione globale”, saggio di Massimo Gaggi edito da Laterza. Dalla speculazione sui titoli ‘tossici’ alla crisi dei mutui immobiliari, dalle scorribande dei maghi della finanza al crollo delle banche d’affari, dalle certezze ideologiche della politica liberista alla gigantesca operazione di salvataggio del sistema. Negli Stati Uniti d’America si è originata la più grande recessione economica dell’ultimo mezzo secolo, che oggi il nuovo presidente cerca di combattere con una svolta radicale nella politica economica. In questo libro l’inviato del “Corriere della Sera” a New York racconta la catena di pregiudizi, superficialità, speculazioni, manipolazioni del mercato che hanno portato all’attuale disastro, e le misure che Obama e i governi europei stanno assumendo per farvi fronte. Una vicenda drammatica – a tratti surreale – ricca di personaggi, colpi di scena, insegnamenti per il futuro.

John Maynard Keynes
Possibilità economiche per i nostri nipoti
Guido Rossi, Possibilità economiche per i nostri nipoti ?
Adelphi

Negli anni della Grande Crisi, John Maynard Keynes si spinge a imma­gi­nare, per il denaro e il capitalismo, un futuro molto diverso da quello che tutti prevedono. In quel futuro – che è oggi – e nel pieno di un’altra crisi, Guido Rossi dimostra che le con­getture di Keynes erano meno ar­dite di quanto siano sempre parse.

I.O.U.S.A. Stati Uniti: Una nazione in debito
Wiggin Addison; Incontrera Kate; Perrucci Dorianne , Etas Libri

Gli Stati Uniti sono andati in rosso, vivono al di sopra delle proprie possibilità e il conto dovranno pagarlo le future generazioni. Ma a chi importa? Per rispondere a questa domanda, e sensibilizzare l’opinione pubblica sugli effetti nefasti della politica economica della prima potenza mondiale, un gruppo di personalità dell’economia, del giornalismo e della società USA hanno prodotto e presentato al Sundance Film Festival un documentano dal titolo I.O.U.S.A., in cui vengono illustrati, al pubblico americano e non, i problemi della crescita incontrollata del deficit e dell’indebitamento. Il contenuto del documentario – il cui titolo deriva dall’espressione inglese “I Owe You”, che indica il “pagherò” – è ora rielaborato in questo libro che, attraverso interviste, riferimenti storici e statistiche schiaccianti, getta chiara luce sui quattro deficit che colpiscono la superpotenza USA e che da essa si propagano nel mondo occidentale: il deficit di bilancio, il deficit di risparmio, il deficit commerciale e, forse il più grave, il deficit di leadership. Dopo la storica elezione di Barack Obama a 44° Presidente degli Stati Uniti, una lettura per capire la crisi scoppiata negli ultimi mesi del 2008 e come si può cambiare davvero.

Vanni Codeluppi, Biocapitalismo, Bollati
Il biocapitalismo è la forma più avanzata di evoluzione del modello economico capitalistico. Esso si caratterizza per il suo crescente intreccio con la vita degli esseri umani. Il biocapitalismo produce infatti valore economico non soltanto usando il corpo come strumento materiale di lavoro ma agendo sulle componenti biologiche, mentali, relazionali e affettive degli individui. E se le imprese si impossessano sempre più delle idee dei loro dipendenti, sfruttando il loro cervello e quindi godendo del loro tempo ben oltre l’orario di lavoro, è soprattutto operando nella sfera del consumo che esse sono in grado di intervenire massicciamente sulle emozioni e sugli affetti, sui corpi e sulle menti degli individui e lo fanno utilizzando strumenti di comunicazione potenti come la marca e il cinema. In questo modo l’ambito della cultura e della comunicazione viene progressivamente assorbito da quello della produzione economica, creando una situazione di crisi per il funzionamento del sistema democratico.

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Il Rinascimento rivive in tutto il suo splendore in questo bel saggio di Antonio Forcellino:

Antonio Forcellino, 1545 – gli ultimi giorni del Rinascimento, Laterza

È la fine del settembre 1545 quando Tiziano arriva a Roma. La lascerà un anno più tardi, e per allora la città non sarà più la stessa e anche il Rinascimento avrà perso il suo splendore. Ma per il momento, la Roma di cui racconta Antonio Forcellino è davvero la Città Eterna: misteriosa, avvolgente e sospesa nel tempo, luogo nevralgico di potere, di gelosie private e di pubblici intrighi. La percorrono personaggi formidabili: ambigui uomini di Chiesa come monsignor Della Casa, splendidi mecenati come Paolo III, donne dalla bellezza leggendaria come Giulia Farnese. E infine loro, gli artisti. Tiziano, Michelangelo e gli altri, semidei risplendenti nell’esercizio della propria arte, e al tempo stesso niente più che esseri umani, capaci come chiunque altro di meschinità e grandezze. In queste pagine li osserviamo lavorare, affannarsi, creare, blandire, o semplicemente annullarsi nell’ebbrezza del Bello. Nello spazio ristretto del recinto cittadino, la loro opera si intreccia al respiro della corte papale e si trasforma in realtà: quella di una civiltà all’apice della propria dissipatezza e munificenza, ritratta l’attimo prima di cadere sotto la falce della Controriforma e della storia.

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